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Terzo polo e, speriamo, la fine del bipolarismo sia vero che falso

Dove sono io è una splendida giornata di sole mentre la  politica piange le vittime, le ultime di una lunga serie, che si sarebbero evitate se i tanti governi degli ultimi trent’anni si fossero occupati del disastro idrogeologico che ha semidistrutto l’Italia.

Occuparsi di un problema significa risolverlo, non parlarne a morti caldi e poi soggiacere ad altri interessi, ma è una vecchia storia.

Inutile che i vari leader enuncino i danni provocati dal consumo del suolo e dalla cementificazione selvaggia, dalla colpevole incuria nel pulire i letti di fiumi e canali o dalle conseguenze per l’abbandono di ogni controllo del territorio per poi lasciare le cose come stanno, e così è stato sia per i governi di centro destra che per i molti anni di centrosinistra, nel silenzio del parlamento.

D’altra parte cosa possiamo aspettarci da un parlamento che da anni è frutto di leggi elettorali nate per togliere ai cittadini il diritto, con la preferenza, di scegliere i propri rappresentanti?

I partiti più numericamente forti si sono, decenni fa, inventati che per la governabilità il bipolarismo era la soluzione perfetta e hanno dato vita, con i loro parlamentari, a leggi elettorali che credevano li avrebbero premiati mentre toglievano agli elettori il diritto di scelta.

Le conseguenze sono chiare: l’astensionismo è diventato sempre più alto con un rischio democratico evidente e sono rinati vari partitini che, alleandosi con l’una o con l’altra coalizione, sono ancora in parlamento a far cadere o a tenere in piedi governi di vario tipo.

Quello italiano non è bipolarismo ma è una truffa e comunque gli italiani vogliono poter votare scegliendo chi deve rappresentarli, avendo la possibilità di controllare gli eletti anche per l’attività che svolgono sul territorio.

Alle forze politiche non importa la sfiducia ed il conseguente astensionismo degli elettori, cercano solo di conquistarsi un posto al governo anche se governeranno con la maggioranza relativa del solo 50% degli aventi diritto al voto, cioè di fatto con il consenso di meno di un terzo degli italiani.

Di quale prova ulteriore abbiamo bisogno? In piena campagna elettorale tutti i leader di partito hanno dichiarato come la legge elettorale sia sbagliata ma nei cinque anni della legislatura si sono ben guardati dal modificarla. Mentre la precedente legge elettorale era stata addirittura dichiarata incostituzionale!

Bugie ed insulti reciproci si sono susseguiti per tutta la campagna elettorale mentre si è tralasciato di affrontare i gravi problemi legati al dissesto idrogeologico o alla sicurezza delle strutture come ponti e cavalcavia e le vittime di tante sciagure, dai terremoti alle alluvioni, attendono ancora la ricostruzione.

Ben venga allora la nascita di un terzo polo nella speranza che i nuovi parlamentari, di ogni schieramento, vogliano dare subito vita alla riforma elettorale per riportare l’Italia sulla strada di una vera democrazia partecipata.

In ogni modo votare è insieme un diritto ed un dovere e non andare a votare rafforzerebbe tutti coloro che ci hanno espropriato del nostro diritto di scelta consegnandolo ai capi partito.

PS: Secondo i dati pubblicati dal Corriere i fondi per la messa in sicurezza del fiume Misa sono stati stanziati nel 1986, il progetto ad oggi è ancora fermo, nel frattempo ci sono state tre alluvioni e almeno 20 morti senza considerare l’immenso danno economico.

Burocrazia? Errori di progettazione? Incapacità, indifferenza? L’unica cosa certa è che non si è fatto nulla in tempo utile!

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