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Detective Stories: truffe digitali, cosa sono le “romance scam” e come prevenirle

Negli ultimi anni abbiamo potuto osservare un aumento vertiginoso di truffe e raggiri avvenuti tramite internet. I malintenzionati possono contare su nuove metodologie “operative” estremamente vantaggiose, difatti, protetti dall’anonimato della rete e senza la necessità di esporsi “fisicamente”, possono truffare indisturbatamente più persone contemporaneamente e con rischi minori.

Quello della “truffa romantica” è una tipologia di frode tipica del web particolarmente  diffusa negli ultimi anni (soprattutto nell’ultimo periodo di confinamento domestico forzato), ed il cui successo dipende completamente dall’acquisizione della fiducia della vittima, alla quale viene chiesto di anticipare cifre di denaro piuttosto consistenti,  a fronte di situazioni di “estrema urgenza”o “motivi di salute”.

Nei casi peggiori, le richieste di denaro avvengono in seguito allo scambio di immagini private/personali, inviate dalla vittima (inconsapevole) al truffatore, il quale minaccerà la malcapitata di diffondere queste tra tutti i suoi contatti/follower qualora non venisse pagata una determinata cifra.

E’ evidente come abbiamo a che fare con una tipologia di truffatori estremamente organizzata. Non si tratta di persone improvvisate che agiscono da uno sgabuzzino, bensì di vere e proprie organizzazioni criminali votate alla truffa e che dispongono di soggetti spesso poliglotti, dotati di un discreto livello culturale, abili nel conversare, nel circuire e che conoscono bene la tipologia di persona che potrebbe essere gradita alla vittima.

Ma come agiscono questi truffatori?

In primis il truffatore seleziona il profilo di un soggetto dotato di bell’aspetto, identifica tutti suoi profili social e ne estrapola solo alcune fotografie, solitamente dalle 10 alle 20 sono sufficienti, dopodichè utilizzando un altro nome, inizia ad interagire con altri profili per generare traffico ed ottenere un velo di credibilità. Solitamente, se il truffatore vuole circuire una donna, la maggior parte dei contatti presenti sul suo profilo social saranno femminili (ovviamente non avrà nessun interesse nell’intrattenere rapporti social con altri uomini).

Sulla base della nazionalità della vittima, il truffatore fornirà un profilo “credibile” ma sempre con un velo di mistero, restando vago e senza dare troppe spiegazioni. Ad esempio se la lingua madre del truffatore fosse il francese, dirà alla vittima di essere italiano ma di vivere in Francia da tantissimi anni, questo per giustificare l’eventuale accento.

Ma quali sono le vittime?

Statisticamente i truffatori prediligono le donne, per lo più persone sole tra i 40 ed i 65 anni di età  con un buon livello culturale, una buona posizione lavorativa e possibilmente in stato di fragilità emotiva. Studiano i profili social delle vittime e tutte le loro informazioni presenti sul web per trasformarsi nell’uomo dei sogni, ma il fine è sempre e solo uno. Quello di estorcere del denaro con un raggiro.

Recentemente ho affrontato il caso di una professionista milanese, caduta nella trappola di un romantic scammer che era riuscito ad estorcerle cifre molto importanti in un breve periodo. L’uomo, fintosi un imprenditore italiano residente all’estero, aveva creato un profilo assolutamente credibile, tuttavia aveva commesso alcuni errori.

Aveva fornito un numero di cellulare straniero che non richiedeva registrazione, ed aveva utilizzato le fotografie di un attore famoso in America Latina ma sconosciuto in Italia.

Già di per se, queste informazioni erano sufficienti a stabilire come l’uomo idealizzato dalla malcapitata fosse in realtà un truffatore, tuttavia le indagini approfondite mi hanno portato a stabilire con assoluta certezza, come in realtà il profilo social dell’uomo fosse gestito da più persone. Si trattava di una banda criminale del Gabon dedita a commettere questo genere di truffe su base giornaliera.

Tanti come loro, soprattutto in Africa, dove i Nigeriani sono specializzati in questo genere di truffe ed i numeri fanno la differenza, con le chance di successo e guadagno che aumentano proporzionalmente al numero di contatti sviluppati e quindi di vittime cadute nella loro rete.

Insomma, alla fine cambia la scena del crimine, ma non i criminali, i quali possono sempre commettere degli errori e per questo divengono individuabili.

Un consiglio tecnico su come individuarli?

Salvate la loro foto profilo ed effettuate una ricerca inversa dell’immagine utilizzando Google Immagini. I risultati mostreranno tutti i siti che contengono la stessa foto che avete caricato, social network inclusi.

Spesso questo sarà sufficiente per scoprire se la foto della persona con cui state parlando, appartenga in realtà a qualcun altro.

Per domande e consigli di natura investigativa e/o di sicurezza, scrivetemi e vi risponderò direttamente su questa rubrica: d.castro@vigilargroup.com

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