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In attesa di Giustizia: autunno caldo

Passato il Ferragosto, per restare in argomento, dalle prime avvisaglie sembra che ad una estate torrida seguirà un autunno caldo ma non a causa dei cambiamenti climatici.

Il che non è difficile da prevedere se il riferimento è al settore della giustizia  – quotidianamente, anche di questi tempi – teatro di scontro e di inarrestabili polemiche. Basti pensare alla reazione provocata da un tweet con cui Enrico Costa, deputato di Azione, ha ricordato la vicenda umana e giudiziaria di Marco Sorbara, ex consigliere regionale della Valle d’Aosta, arrestato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa: un reato, ricordiamo, non previsto dal codice bensì frutto di elaborazione giurisprudenziale. Un po’ come succedeva ai cari, vecchi tempi, dell’URSS allorquando, in spregio al principio della tassatività delle norme incriminatrici, nei processi penali era consentito il ricorso alla analogia.

Sorbara, prima di essere assolto qualche settimana fa perché il fatto non sussiste, ha patito oltre 900 giorni di carcerazione e Costa – che è uno schietto garantista – ha evidenziato l’esito del processo rimarcando come a tale notizia sia stato riservato uno spazio marginale da quegli stessi media che, viceversa, avevano dato enorme risalto all’arresto.

Come sempre avviene, sui social si è subito innescata la spirale di commenti a favore e contro e tra questi spicca quello di un magistrato, tal Antonio Salvati, che scrive “io continuo a dirglielo caro Costa: se soffiate sul fuoco vi scottate pure voi”.

Messaggio che l’autore cercherà in seguito di svuotare del minaccioso significato offrendo varie spiegazioni, nessuna delle quali del tutto convincente, per illustrare quale fosse il suo pensiero sostenendo (improbabili e poco comprensibili) intenti metaforici ed incolpando l’eccesso di sintesi cui si è costretti dai “cinguettii”. Il commento, peraltro, è tutt’altro che ambiguo e, volendogli dare maggiore chiarezza o senso, restavano ancora la maggiore parte dei caratteri consentiti da Twitter.

Prosegue, nel frattempo, lo scontro dialettico sulla riforma della Giustizia a firma Cartabia, invisa all’A.N.M. non meno che alle truppe dell’ex avvocato degli Italiani, passato ora a difendere i talebani. Sembra con altrettanto successo. Ex avvocato e quasi ex professore se continuerà a preferire una carica di vertice nel Movimento, visto che per questa ragione è stato messo in aspettativa non retribuita dall’Università: poco male, potrà sempre chiedere il reddito di cittadinanza.

Restiamo, allora, in attesa di assistere, a breve, ad una sua lectio magistralis sulla riforma da un pulpito politico, magari invocando la promulgazione del Codice di Hammurabi con la sua intrigante legge del taglione. Sarà sempre meglio che rivederlo in aule universitarie: in tal modo si eviterà il rischio che allevi altri discepoli del calibro di Alfonsino Bonafede, già suo assistente di cattedra a Firenze, il che la dice lunga pensando a cosa potevano essere gli studenti meno meritevoli o il suo metro di giudizio.

Mutuando la celebre la frase pronunciata da Neil Armstrong sbarcando sulla luna: sarebbe un piccolo passo per l’uomo ma un grande passo per l’Umanità…seppure una perdita incolmabile per il mondo del cabaret.

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