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In attesa di Giustizia: Buon Natale

Continua a tenere banco la querelle innescata dalla Presidente dell’Ufficio GIP di Milano che ha richiamato i giudici ad uniformare le decisioni (allineandosi sulle richieste della Procura) relative all’indagine sulla edilizia privata: si ha ora notizia di un comunicato congiunto con il  Primo Presidente del Tribunale di Milano – forse una pezza peggiore del buco – da cui si apprende che la prassi del “fascicolo contenitore” rimane ben salda nella tradizione milanese: solo “dopo un certo periodo di tempo in presenza di una nuova richiesta proveniente dalla Procura, la stessa può essere riassegnata ad altro giudice”  il tutto senza che sia indicato un criterio temporale preciso, ma soprattutto si ricava che l’assegnazione rimane un atto discrezionale del dirigente. Sarebbe preferibile rendere conoscibili le logiche di assegnazione, a partire dal criterio di funzionamento dei softwares impiegati ai quale viene affidata la prima assegnazione dei fascicoli: rimane il criterio dei turni? i criteri sono noti ai P.M. per il c.d. canestro?

La precostituzione del giudice naturale è un principio che la Costituzione affida alla legge, non a prassi, regolamenti e nemmeno ai macchinari o alle valutazioni discrezionali dei presidenti di sezione o del CSM, meno che mai è nota la promulgazione in Gazzetta di un codice di procedura penale ambrosiano.

Cambieranno le cose con la separazione delle carriere? Proviamo ad immaginare come potrebbe essere vissuto il prossimo Natale negli Uffici Giudiziari…

Un effetto collaterale potrebbe registrarsi proprio la sera della Vigilia: un Pubblico Ministero ed un Giudice, che da anni passavano il Natale insieme come vecchi amici e colleghi di scrivania, si fermano sulla soglia del Palazzo di Giustizia con il panettone in mano e l’imbarazzo negli occhi. “Scusa se non vengo nella tua stanza a festeggiare”, dice il P.M., “ora non si può più ed è meglio evitare commistioni: sai, l’apparenza…”.
Poi, con un filo di voce, quasi commosso: “Ma tu mi vuoi sempre bene?”. Il giudice lo guarda e risponde: “SÌ, ma ognuno a casa sua. Se ci vedono mentre brindiamo, domani dicono che le mie sentenze sanno di spumante e tanto ci pensano i criteri di assegnazione dei fascicoli a tenerci vicini vicini”.  Così ognuno torna mestamente verso il proprio albero, con le lucine accese e il codice sotto il braccio.

Si fa sera, sulla mail nome.cognome@giustizia.it di entrambi arriva quella di un avvocato proprio mentre stanno preparando la pasta con le vongole: gli avvocati, si sa, non vanno mai in ferie (quelle, tra l’altro, sono retribuite…) e sono pronti a difendere anche a Natale, a difendere il Natale.

“Ma fate seriamente e vi separate pure la sera della Vigilia? Non vi hanno spiegato che non è una questione fisica ma di terzietà ed indipendenza? Cosa state a casa da soli a fare la scena e poi andate in vacanza insieme e vi telefonate tutti i giorni!  Venite da me, a casa mia potete stare tranquilli: è come un campo neutro, come dovrebbe essere l’aula del Tribunale, ed io sono la parte processuale che presidia il rispetto elle garanzie ad ogni costo e con il codice vigente non quello di Mani Pulite!”.

Buon Natale al P.M., al Giudice e all’Avvocato che si ritrovano attorno allo stesso tavolo. Il P.M. porta lo spumante, il Giudice vigila sull’equo taglio delle fette di panettone e pandoro, l’avvocato assaggia per primo e se deve fare qualche obiezione sulla bontà delle bollicine o dei lievitati la formula senza esitazioni (quasi) certo della equidistanza del Giudice.

Abbiamo voluto scherzare un po’, almeno una volta, in una rubrica che leggendola non ha mai messo allegria, nemmeno quando al Ministero della Giustizia sedeva Fofò Bonafede (ora assurto, per ignoti meriti, al Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria): può sembrare – ed è – una sorta di vignetta quella che si è intesa offrire ai lettori questa settimana. Sarebbe, però auspicabile assistere ad un simile brindisi di mezzanotte, tutti insieme: in alto i calici alla giustizia giusta ed alla separazione delle carriere ma, almeno, non a quella del Natale.

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