In attesa di Giustizia: deja vu
Mani Pulite è stata la madre di tutte astuzie dei Pubblici Ministeri per garantirsi il risultato quando si trattava di richiedere un arresto al G.I.P. e confondere le idee ai difensori inventandosi un fascicolo di indagine virtuale avente un unico numero di registrazione iniziale nel quale sono poi confluiti milioni di pagine di interrogatori e relazioni della Polizia Giudiziaria al quale gli avvocati avevano, tuttavia, accesso solo a singole porzioni non potendo verificare se altrove, in quel mare magnum di carte, vi fossero elementi contrastanti con quelli dell’accusa o a loro favorevoli.
Trent’anni dopo nulla sembra cambiato tranne lo scenario che è quello della maxi inchiesta sull’urbanistica milanese, già abbondantemente maltrattata dal Tribunale del Riesame e dalla Cassazione.
Ci mancherebbe altro che i Giudici per le indagini preliminari non assecondino la posizione della Procura di Milano ed è con questo intento che, secondo fonti attendibili, la presidente dell’ufficio di Milano, Ezia Maccora, ha convocato una riunione a gennaio di tutti i GIP milanesi.
Fino ad ora, grazie a quel vecchio trucco della iscrizione delle notizie di reato con il medesimo numero di ruolo, quasi tutte le richieste di sequestro o di misure cautelari sono finite sul tavolo di un giudice molto accomodante ed originariamente designato come titolare di tutti i rivoli di quel fascicolo; anche sotto questo profilo scegliersi un magistrato noto per non mettere in discussione il verbo del P.M. non è mai stato un problema: basta dare un occhio ai turni di servizio e far partire le istanze quando si è ragionevolmente sicuri a chi verranno destinate, salvo imprevisti.
Imprevisti che, talvolta capitano: il Giudice ha preso un giorno di ferie, ha l’influenza, è impegnato in un’udienza più complicata del previsto e la richiesta finisce ad un altro meno gradito come è successo meno di un mese fa quando non è stato convalidato il sequestro di un palazzo disposto in via d’urgenza dai Pubblici Ministeri.
Lesa maestà! Con tempismo significativo, è stato dopo questa decisione che la Presidente (storica esponente di Magistratura democratica: forse non significherà nulla, o forse sì) ha convocato la riunione di cui si è detto facendo già sapere l’argomento: non sono graditi “diversi orientamenti” dell’Ufficio, in sostanza che ci si discosti dalle tesi della Procura. Molto meglio il pensiero unico con buona pace della terzietà ed indipendenza del Giudice perché i diversi orientamenti non darebbero “una bella immagine esterna dell’ufficio”. Concezione paradossale, un deja vu che lascia intendere come l’attesa di Giustizia sia sempre di là da essere soddisfatta.



