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In attesa di Giustizia: il giorno dello sciacallo

Secondo taluni economisti una crisi non è totalmente negativa ma offre delle opportunità; in effetti può essere vero, si tratta di una condizione sfidante che può stimolare nuove iniziative volte ad affrontarla, superarla, generando virtuosi effetti e conseguenze sul piano sia della produzione che della occupazione e – quindi – della ripresa anche finanziaria di singoli e imprese.

Ma la crisi è anche occasione propizia per far arricchire speculatori od intentare operazioni di mercato non sempre del tutto commendevoli e ciò ad ogni livello: quanto avvenuto recentemente con riguardo al mercato delle mascherine protettive è paradigmatico.

Triste a dirsi ma qualcosa di analogo sta accadendo anche tra gli avvocati: categoria professionale di cui sullo scorso numero di questa rubrica è stata pubblicata la toccante elegia scritta da un magistrato.

Qualche settimana addietro, “In attesa di Giustizia” si era interessata ad offrire un’interpretazione ragionata sui comportamenti consentiti per rispettare le iniziali limitazioni di movimento declinate per decreto; la scelta era stata dettata non solo da spirito di servizio ma anche per fare chiarezza dopo che si erano realizzati i primi esempi di “consulenze” in argomento diffuse da taluni avvocati tramite i social media ed altri possibili mezzi di comunicazione disponibili.  Promozioni di sé basate su interpretazioni della legge tutt’altro che puntuali, corrette e dignitose per la trasparente finalità di accaparrarsi clientela cui, in seguito, non fare omaggio di nessun consiglio, buono o inaffidabile che possa rivelarsi ma di farselo pagare facendo leva su timori e confusione.

Spesso, se non quasi sempre, in questa rubrica vengono trattati errori giudiziari, malfunzioni del sistema, incoerenze della legislazione ma bisogna fare sempre attenzione nello scagliare pietre sui tetti altrui se i nostri hanno di tegole di vetro o, quantomeno, bisogna averne consapevolezza e prendere atto con equidistanza e correttezza  dei problemi che riguardano l’avvocatura.

Come in questi casi di cui si stanno già occupando gli Ordini Professionali e i Consigli di Disciplina che successivamente adotteranno i provvedimenti più opportuni.

Tra gli altri, l’Unione Lombarda degli Ordini Forensi ha preso una posizione molto determinata con un comunicato nel quale viene dato atto della propalazione di video e messaggi di avvocati che si autoattribuiscono competenze offrendo la propria opera professionale per fronteggiare le più disparate problematiche derivanti dalla emergenza epidemiologica, talvolta promuovendosi con l’usbergo di associazioni con finalità più o meno solidaristiche, altre ancora attraverso una sorta di intermediazione di realtà aziendali conniventi che non hanno nell’oggetto sociale la assistenza legale.

Non mancano le sollecitazioni ai congiunti di vittime del convid 19 ad intraprendere azioni nei confronti dei medici curanti e delle strutture ospedaliere a fronte di ipotizzabili casi di responsabilità medica non meno delle offerte di assistenza legale, anche gratuita, al personale sanitario per contrastare tali azioni nei loro confronti.

Comportamenti inaccettabili di alcuni che non intercettano i bisogni di una utenza tanto vasta quanto allarmata bensì ne alimentano le ansie a proprio vantaggio. Comportamenti che meritano di essere sanzionati con rigore anche perché gettano discredito sulla intera categoria della quale tratteggiano un volto che non è quello dei moltissimi professionisti che si pongono come interlocutori necessari e competenti nella tutela dei diritti dei cittadini.

Doveva accadere anche questo e, in fondo, c’era da aspettarselo: nell’ attesa di Giustizia è arrivato anche il giorno dello sciacallo.

 

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