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In attesa di Giustizia: il segreto di Pulcinella

L’accesso ai fondi del Recovery Plan prevede che si dia luogo a riforme in settori cruciali e tra questi vi è quello della Giustizia: la Ministra Cartabia ci sta provando ed in settimana dovrebbe essere presentato il progetto relativo al processo civile e si sta lavorando all’ambito di quello penale.

Qualcosa delle linee guida di queste riforme già traspare, senza il crisma della definitività anche per i problemi legati alla ostinata resistenza della compagine pentastellata alla revisione di alcuni settori del diritto recentemente modificati proprio su impulso e voto plebiscitario di quella maggioranza.

Tuttavia, il vero ed attuale problema per i cittadini, che sono più in difficoltà ad orientarsi tra complicate regole tecniche ma sono soprattutto gli utenti del servizio giustizia è chi la amministra: la caduta verticale della fiducia nella magistratura ne è l’implacabile indicatore.

Come vi era da immaginarsi, tiene banco (e lo terrà ancora a lungo) la vicenda dei verbali di interrogatorio dell’Avv. Amara che sta generando scompiglio nelle Procure, soprattutto in quella di Milano:  si dice che il  Procuratore Francesco Greco, imbarazzato da quanto emerso, sia intenzionato a fare richiesta di pensionamento anticipato mentre il suo sostituto “ribelle” Storari è indagato per violazione del segreto istruttorio avendo dato il via alla diffusione di quei verbali con destinatario Piercamillo Davigo dal quale si attendeva soccorso e consigli sul da farsi perché – a suo dire – il Capo dell’Ufficio nicchiava sulla apertura formale di un procedimento basato sulle dichiarazioni accusatorie di Amara che coinvolgono uomini delle istituzioni.

L’esistenza di quelle carte è diventata di dominio pubblico solo perché Nino Di Matteo (destinatario a sua volta di un plico con mittente anonimo che le conteneva una copia) ha scoperchiato il vaso di Pandora ed ora si scopre che, nel frattempo, altri – e tra questi, forse, nessuno legittimato a conoscerne il contenuto – ne avevano avuto notizia e preso visione. Tra smentite e mezze ammissioni risultano coinvolti il Vice Presidente del C.S.M., il Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, i Direttori di un paio di giornali, la ex segretaria di Davigo e chi più ne ha più ne metta.

Nei programmi di approfondimento si è scatenata la bagarre e volano gli stracci: ha ragione uno, no l’altro, si doveva fare in un certo modo anzi diversamente…e secondo Nicola Morra Davigo gli avrebbe parlato e mostrato i verbali ricevuti nella tromba delle scale della sede del C.S.M. a maggiore reciproca tutela rispetto al rischio di essere intercettati: e perché mai temere qualcosa del genere? Forse perché nel Paese è ormai dilagante la cultura della intolleranza e del sospetto, forse perché la coda di paglia non è patrimonio esclusivo di alcuni, forse perché non ci sono innocenti ma solo colpevoli che l’hanno fatta franca ed ambiscono a mantenere l’impunità? Tutto molto opaco, tanto per usare un eufemismo. E, poi, Morra che c’entra?

Si scopre allora, verrebbe da dire: “finalmente”, che esiste il segreto istruttorio, che costituisce un reato la prassi quotidiana di far filtrare verbali di interrogatorio, provvedimenti di arresto e intercettazioni prima ancora che ne abbiano disponibilità lecita i diretti interessati ed i rispettivi difensori.

Si scopre che la riservatezza non è solo una virtù ma un valore aggiunto ed una garanzia da coltivare nel corso delle indagini penali.

Si scopre che, al di là dei problemi legati alla spartizione correntizia degli incarichi di vertice la magistratura – non tutta, per fortuna – sembra avere scatenato, si passi l’espressione, una vera e propria guerra tra bande che ne sta determinando una sorta di implosione.

Si scopre che – magari – a questa implosione non è estraneo il venir meno della figura di un avversario da battere come Silvio Berlusconi se si vuol dare credito proprio a Luca Palamara che ha parlato di una “funzione supplente” della magistratura rispetto ad una opposizione parlamentare ritenuta imbelle.

Si scopre che il segreto istruttorio è il segreto di Pulcinella e si ha la conferma che l’attesa di Giustizia sarà ancora molto lunga.

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