In attesa di Giustizia: lontano dai riflettori
C’è una notizia che non è proprio recentissima ma se ne è saputo soltanto da pochi giorni: Patrizia Martucci, G.I.P. in servizio al Tribunale di Firenze, ha disposto l’archiviazione delle accuse nei confronti di Marcello Dell’Utri, nell’inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi di mafia del ’93.
Questa archiviazione non sarebbe neppure una notizia in sé, trattandosi della sesta nell’arco di trent’anni durante i quali le Procure di Caltanissetta, Palermo e Firenze si sono affannate nel tentativo di dimostrare che dietro ad alcuni dei più gravi fatti di sangue riferibili alla criminalità organizzata ci fosse come mandante il Cavaliere valendosi dei buoni uffici e delle relazioni pericolose del suo intimo amico e collaboratore, Marcello Dell’Utri, colpevole – questo sì e senza ombra di dubbio – di essere siciliano, anzi, palermitano il che integra un indizio grave.
Ci sarebbe da ridere se non fosse per il tormento dato a due cittadini per oltre un trentennio inseguendo un’irrealistica ipotesi di accusa e per le risorse umane ed economiche dislocate nel tentativo disperato di far quadrare vaghi sospetti trasformandoli in elementi di prova del concorso in gravissimi delitti sebbene né Berlusconi né Dell’Utri avrebbero avuto un solido ed accertato movente.
Errare è umano ma perseverare è diabolico e non è da escludere che qualcuno in futuro riapra le indagini per questi fatti: tanto il reato di strage non si prescrive e tirare qualche palata di fango su Forza Italia e dintorni è un’occasione da non perdere.
Intanto però, abbiamo la decisione della Giudice Martucci che il 15 gennaio scorso scrive nel provvedimento di archiviazione: “Mancano elementi concreti su contatti/rapporti diretti tra Cosa nostra e Silvio Berlusconi e quindi Marcello Dell’Utri, stretto collaboratore di Berlusconi”.
I terrapiattisti del Fatto quotidiano e dintorni diranno che archiviazione non vuol dire assoluzione, il fascicolo si può riaprire, come è già avvenuto (e fare la stessa fine per la settima volta…)
Intanto, però, la Dott.ssa Martucci così ha deciso, per mancanza di riscontri, lo ha fatto cinque mesi fa rimanendo volutamente lontana da conferenze stampa, comunicati ufficiali, interviste e partecipazioni a talk show e la domanda che ci si deve porre, come ha fatto Marina Berlusconi, è una sola: questa notizia sarebbe rimasta sommersa per settimane se Patrizia Martucci avesse deciso diversamente?



