In attesa di GiustiziaRubriche

In attesa di Giustizia: riflessioni

Enrico Fontana con Manuel Sarno

Il dopo referendum ha regalato momenti sguaiati tanto di giubilo quanto di lamentazioni in stile ultime grida dalla savana con l’eccezione – tra le poche – delle riflessioni dell’Avv. Enrico Fontana, della Camera Penale di Modena di cui è stato anche presidente: al suo pensiero la rubrica affida il commento post consultazione popolare.

Dopo la tempesta il mare nella quiete lascia sulla costa segni inequivocabili della furia delle onde e del vento…Dopo il referendum nasce la resa dei conti contro chi ha votato SI: c’è chi saltella e intona cori da stadio anche in sedi istituzionali contro chi ha perso, si aprono indagini e si dispongono perquisizioni…

Ma è caccia al colpevole anche all’interno del fronte del SI, dove si succedono dimissioni più o meno spontanee ed attacchi frontali fra coloro che sino al 23 marzo si trovavano sulla stessa trincea contro un nemico comune … proprio ora che, vittoria in mano, si scopre che il nemico è probabilmente più forte: se è pur vero che dopo Caporetto il generale Cadorna venne sostituto da Armando Diaz, cadde il Governo Boselli e subentrò Orando è altrettanto vero che alla resistenza sul Piave e sul Grappa e poi alla vittoria portarono la riunificazione e la ritrovata unità della nazione.

L’esito del referendum non è una Caporetto, il fronte del SI conta oltre 12 milioni di voti, ma ciò non basta a mutare in vittoria quella che è e resta una sconfitta, di cui occorre comprendere le ragioni e saper curare le ferite.

L’euforia della vittoria, dei balli e delle canzonette è stata smaltita in fretta anche sul fronte del NO vincitore, atteso che le dimissioni si succedono sia nella ANM che nelle tanto discusse “correnti”: anche la vittoria ha un prezzo.

Eppure per chi ha combattuto sul fronte del SI il nemico è il giustizialismo, l’assenza di garanzie, il processo sommario ed inquisitorio … nemico che ora senza dubbio è assai più forte e per evitare che dilaghi occorre arginarne lo straripante potere, occorre combattere il disfattismo anche inasprendo i controlli sul fronte interno, ma senza consentire che il nemico (ri)entri tra le proprie fila che vanno serrate e non sparigliate.

Occorre valorizzare gli ideali liberali e garantisti, occorre certo, laddove necessario, rinnovare la classe politica e dirigente, ma ciò avvenga senza campagne di fango che da un lato minano questi stessi ideali, dall’altro lato offrono il fianco agli assalti dell’avversario. Occorre aprire una stagione di serio e costruttivo dibattito tanto all’interno del fronte del SI e della maggioranza (che ancora è tale) di centro destra quanto con i contraddittori del NO.

Al di là della tante menzogne e mistificazioni che hanno caratterizzato questa campagna referendaria, che senza dubbio lasceranno un segno indelebile e qualche maceria, il confronto accesso, frontale e schietto può e deve essere terreno fertile per un dialogo che in ogni istituzione democratica e liberale deve proseguire nell’interesse primario del cittadino.

Non nascondo la personale convinzione che la Magistratura sia chiamata solo ad applicare le leggi ed il Parlamento, il solo che ha investitura popolare, ad approvare le leggi, con la necessitata conseguenza che chiamato a far politica sia il Parlamento ed il Governo che ne è emanazione, mentre la Magistratura da tale campo debba stare fuori, atteso che non è la sua partita.

Ora che il referendum parrebbe aver legittimato tale invasione di campo, con la correntocrazia e la esplicita discesa in campo politico della ANM, l’avvocatura e la politica tutto devono fare, tranne che abbandonare il campo, sia esso, come auspico, un campo di confronto e di dialogo o un campo di scontro, sul quale si può anche aver perso una battaglia, ma non certo la guerra.

Ciò chiarito, occorre anche saper ringraziare, avversari valorosi che mai si sono sottratti al confronto ed indomiti alleati: come ad El Alamein, mancò la fortuna non il valore.

La strada da percorrere è ancora lunga.

Mostra altro

La redazione

Essere sempre sul pezzo è una necessità fondamentale per chi fa informazione sul web nel terzo millennio. Noi del Patto Sociale abbiamo tentato di fare di questa necessità una virtù, lanciando un progetto ambizioso per una realtà in continua crescita come la nostra.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio