
Cari lettori de Il Patto Sociale, questa settimana vi attende la ricetta di un risotto veramente niente male! Sono Giuseppe Barreca, uno dei fondatori del Gruppo Toghe & Teglie ed il mio suggerimento è per una preparazione originale e per nulla complicata che vado ad illustrarvi.
Iniziate mettendo a cottura un leggero brodo di verdure (ricetta classica ma senza cipolle) e nel contempo pulite i finferli usando carta da cucina umida per poi farli saltare in padella con aglio e prezzemolo fermando il processo a metà cottura.
In un altro pentolino andrete, invece, a far “lucidare” dei mirtilli grossi con un po’ di burro (magari francese), senza esagerare, a fiamma media ed evitando di bruciarli: giusto un paio di minuti.
E’ il momento del risotto. Io raccomando Carnaroli Gli Aironi o Riserva San Massimo e assicuratevi che la cottura avvenga nella maniera tradizionale e cioè dopo aver fatto sgranare il riso in un soffritto leggero sfumate con un goccio di vino bianco copritelo con il brodo vegetale che avete preparato e fate andare. Mi raccomando, il brodo deve coprire appena il riso e rabboccato gradualmente, se no diventa una minestrina di riso bollito! Aggiungete da subito la cotica di una pancetta stufata di ottima qualità – io utilizzo quella di Felicetti – che poi si toglierà alla fine.
Dopo 8 minuti di cottura del riso, quindi un po’ meno della metà, aggiungete i finferli e la rimanente pancetta stufata fatta a pezzetti.
Ultimata la cottura del risotto (14 minuti) mantecate a fuoco spento con un goccio d’olio d’oliva del Garda (niente burro: la parte grassa è già stata apportata dalla pancetta e dalla sua cotica) e del Trentingrana non molto invecchiato.
All’impiattamento decorate con i mirtilli in superficie come vedete nella foto, non all’interno perché si sfalderebbero colorando tutto di viola.
Come abbinamento mi sento di suggerire un Berlucchi classico.
Buona cucina a tutti!



