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Toghe&Teglie: gli arancini di alici

Nella vita c’è sempre una prima volta e per me lo è questa sulle colonne de Il Patto Sociale, in questa rubrica! Buongiorno a tutti i miei (nuovi) lettori da Francesco Spampinato, catanese del Gruppo Toghe  & Teglie, oggi pronto ad affrontare gli strali dei puristi con questa preparazione che degli arancini ha – praticamente – solo il nome e la forma.

Per una buona riuscita, le alici devono essere perfettamente spinate: un lavoraccio che potete anche evitarvi lasciandolo fare alla pescheria.

Fatto l’acquisto principale, potete procedere preparando un semplice impasto di patate bollite con della  buccia di limone grattugiata fine, sale e pepe q.b. ed un po’ di cipolla caramellata.

Ora non sgomentatevi per via della cipolla caramellata che è facilissima da preparare (e l’avrete preparata prima, ovviamente): tagliatela ad anelli e fatele andare in padella scoperta a fuoco lento con una tazzina d’acqua, zucchero di canna, sale e – se piace – un goccio di aceto balsamico; fondamentale è la cottura dolce che evita che la cipolla bruci, mentre deve glassare. Il tempo necessario è variabile, dovrete andare un po’ ad occhio e assaggio:  il minimo sono una ventina di minuti durante i quali sarà necessario mescolare spesso con un cucchiaio di legno, rabboccando con un cucchiaio d’acqua se necessario ed aggiungendo in finale l’aceto balsamico.

Avendo tutto pronto, lavorate ogni alice con la mano concava come per fare gli arancini che poi andrete a comporre con tutti gli ingredienti unendole all’impasto di patate: le alici per ogni forma sono tre e nel  ripieno ci sta molto bene un tocchetto di edamer.

Non c’è il riso, non c’è il ragù, allora non sono arancini? Finitela con le polemiche, chiamate come volete questa delizia (perché tale è): crocchette di alici può andar meglio? Contenti voi…ma soprattutto i vostri ospiti, che stupirete, contenti tutti.

Alla prossima, buon appetito!

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