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Toghe&Teglie: il gattò

Buona settimana a voi lettori da Angela De Cristofaro, avvocata della sezione brindisina di Toghe & Teglie meglio nota come Muffin per una riconosciuta competenza nella preparazione di quel dolcetto; peraltro, me la cavo benino anche con altri piatti, anche con i salati come questo che non è – sebbene lo si possa temere – tipico della tradizione vicentina bensì di quella napoletana: ed io sono di origine campana.

Nome originale, gateu, per la tendenza di fine settecento ad affidare le cucine della Corte Borbonica a cuochi francesi cui dobbiamo questa ricetta gustosa e semplicissima per realizzare la quale – pensando a tre/quattro commensali – serviranno 700/800 grammi di patate di ottima qualità che fanno la differenza, tre/quattro uova, prosciutto cotto a piacere e assai parmigiano ed emmenthal a fette (o provola affumicata).

Cominciate lessando le patate e poi passatele allo schiacciapatate, da lì ad un contenitore adatto per  aggiungervi le uova intere, il parmigiano, sale q.b. e amalgamate ben bene il tutto aiutandovi con mestoli rigorosamente di legno.

Ora recuperate uno stampo, io uso quello da soufflè ma la scelta è varia, e ungetelo riccamente con burro per poi versarvi una metà del composto di patate da ricoprire con prosciutto cotto a fette ed emmenthal, anch’esso a fette, o provola affumicata.

Aggiungete il restante composto, aspergetelo di tocchetti di burro ed infornate a 180 gradi per una quarantina di minuti fino a che non si forma la crosticina.

Ed ora, a voi la scelta: il gateau è molto versatile e può arricchire un aperitivo, fare da pietanza o da contorno. Ecco, forse solo come dessert non è l’ideale…

A presto!

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