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Toghe&Teglie: la pizza di pane raffermo

Marianna Petruzzelli

Buongiorno ai lettori di questa rubrica, sono Marianna Petruzzelli, uno dei più recenti “acquisti” del Gruppo Toghe & Teglie e già mi ritrovo a rappresentarlo con una mia ricetta…insomma non proprio mia: forse qualcun altro avrà già pensato a reimpiegare il pane raffermo in maniera analoga.

Sprecare il pane, in realtà, è una cosa che trovo inaccettabile essendo il paradigma del cibo e con tanta gente che patisce la fame deve essere evitato!

Ecco, io ci ho fatto una pizza ed è venuta saporita, due volte saporita perché ha contribuito ad evitare gli sprechi anche dando fondo a tutto quanto ho trovato in dispensa che potesse andare bene per la preparazione.

Molto facile: tagliate a fette il pane raffermo e bagnatelo con acqua o, meglio ancora, con latte e strizzatelo bene aiutandovi facendo pressione con una carta assorbente da cucina.

A questo punto adagiatelo in una teglia unta con olio evo e condite a piacere: pomodoro, origano e aglio vanno benissimo come base e poi infornate a 220° per una ventina di minuti al termine dei quali aggiungerete la mozzarella (meglio fiordilatte che non rilascia liquido) e se volete acciughe o capperi.

Lasciate cuocere il tutto altri dieci minuti circa: dipende un po’ dal tipo di forno, considerando che la pizza deve comunque risultare croccante e dorata e – quindi – è possibile regolarsi un po’ anche “a occhio”.

Come si intuisce è una ricetta che si presta ad una quantità di variazioni, a seconda del gusto personale e di quello che ci si ritrova in cambusa: è, infatti, possibile impiegare provola, emmenthal, guarnire con salumi, olive. Insomma c’è da sbizzarrirsi.

Io so già che i “puristi” della pizza di Toghe & Teglie, leggendomi, storceranno il naso (già è in corso una asperrima diatriba interna se sia meglio quella casertana o la napoletana) ma, in fondo, questa preparazione l’ho chiamata così solo perché è il nome che la descrive meglio, o meno peggio: voi chiamatela come preferite ma, soprattutto, provatela a fare e, al di là del nome, è il gusto che ne risulterà appagato.

Alla prossima!

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