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Toghe&Teglie: spaghetti al profumo di mare

Massimiliano Baietta

Buongiorno agli appassionati lettori di questa rubrica, sono Massimiliano Baietta, avvocato penalista del foro di Rimini appartenente al Gruppo Toghe & Teglie: oggi vorrei invitarvi all’assaggio di un piatto che ho creato a seguito di un’ispirazione avuta mentre passeggiavo nel locale mercato del pesce.

Trattasi di un piatto semplice fatto con materie esclusivamente di prima qualità acquistate nella stessa mattinata della preparazione: spaghetti con mazzancolle, calamaretti e canocchie (dette anche pannocchie in altre parti d’Italia) con pomodori ciliegini.

Per quattro persone procuratevi: 80 grammi di spaghetti (spaghetti esclusivamente di grano italiano, meglio se quelli di Gaetano Inserra), 200 grammi di mazzancolle, 200 grammi di calamaretti, 300 grammi di canocchie di piccola pezzatura, pomodorini ciliegini, se del proprio orto, tanto meglio, aglio, prezzemolo, basilico, olio extravergine, vino bianco e sale q.b.

Preparate il pesce con un abbondante lavaggio, sgusciate le mazzancolle, pulite i calamaretti, cercando il più possibile di togliere il nero e tagliate le canocchie che dovrete lasciare con il guscio e aperte sui lati.

In una padella antiaderente mettete un filo d’olio extra vergine ed uno spicchio d’aglio che toglierete a cottura del piatto, aggiungete i calamaretti e dopo circa un minuto le code di mazzancolle, le canocchie e un pizzico di sale; fate cuocere per qualche minuto e poi sfumate con vino bianco. Dopo 5 minuti aggiungete i pomodorini e portare a cottura per altri 6/7 minuti (totale 13/15 minuti), aggiungendo in finale un pochino di prezzemolo.

Intanto a metà della preparazione mettete a cuocere la pasta e a cottura ultimata (lasciandoli leggermente al dente) buttate gli spaghetti nella padella ricordando di aggiungere un mestolino di acqua di cottura che aiuterà a mantecare la pasta e a fargli fare una cremina assolutamente deliziosa.

Spolverare la pasta con basilico fresco, tritato finemente.

Impiattare e aggiungere un filo di olio extravergine a crudo e dopo aver aperto un buon vermentino della Gallura (amo particolarmente l’accostamento di questo vino con il piatto) “tuffatevi” a tavola.

Piaciuta la proposta? Solo il vostro palato potrà rispondere alla mia domanda.

Un caro saluto a tutti e se passate per Rimini non esitate a farmi una telefonata – il numero lo trovate facilmente –  anche solo per un caffè o perché no un bel piatto di pasta.

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