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Toghe&Teglie: stinco santo subito!

Pietro Adami

Ben ritrovati, lettori de Il Patto Sociale. Sono Pietro Adami, avvocato veronese del Gruppo Toghe & Teglie del quale sono stato anche tra i primi appartenenti e sono uno degli amministratori. Ecco, finalmente, anche per qualcuno di noi “storici” sodali c’è di nuovo la possibilità di ritornare su queste colonne: il Gruppo infatti continua a crescere, entrano colleghi bravissimi che subito si mettono in mostra con qualche manicaretto che merita di essere portato alla vostra attenzione.

Questa settimana propongo una preparazione dello stinco che, partendo da una base tradizionale, innesta qualcosa in più che ne fa una mia gustosa interpretazione e che attendeva di essere pubblicata da almeno un anno.

Procuratevi innanzitutto tanti stinchi di maiale quante sono le bocche da sfamare e poi, per ogni stinco, versate in una ciotola tre cucchiaini di senape, uno di miele, un leggero battuto di aglio, sale, pepe, spezie quanto basta e a piacere. Suggerisco rosmarino salvia, timo e un cucchiaino di paprika ma lascio a voi libera scelta e inventiva.

Amalgamate bene il tutto e con questo composto “massaggiate” bene ogni stinco che avrete preventivamente asciugato con un panno.

Ora racchiudete lo stinco, o gli stinchi, nella carta stagnola aggiungendo un filo di olio evo. Bucherellate il fondo del cartoccio e posizionate tutto in una teglia da infornare a 170 gradi per almeno tre ore. Anche di più a seconda delle dimensioni.

Troppo tempo? Guardate che non è finita e peggio per voi se preferite accontentarvi degli stinchi precotti…Terminata questa fase di cottura, togliete la teglia dal forno ed eliminate i liquidi di cottura che si sono raccolti sul suo fondo; aprite il cartoccio, spennellate lo stinco (o gli stinchi…) con olio evo e aggiungete un pizzico di sale dopodichè infornate nuovamente, questa volata a 190/200 gradi, con il cartoccio aperto e per il tempo necessario a far dorare la superficie.

La beatificazione dello stinco è così terminata, potete gustarlo magari accompagnato da patate al forno e con un rosso corposo.

Un caro saluto a tutti!

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