Alitalia

  • Conte getta anche Caio nello spreco Alitalia

    Decolla la Newco di Alitalia. Il premier Giuseppe Conte ha annunciato i nomi dei vertici che prenderanno i comandi della compagnia: Francesco Caio sarà il Presidente mentre Fabio Lazzerini l’amministratore delegato. “Il vertice neo-designato potrà da subito lavorare, con gli advisor già individuati dal Ministero dell’Economia, al nuovo piano industriale, che sarà poi notificato alla Commissione europea”, afferma il premier in un post su Facebook.

    La nuova società pubblica avrà una dotazione di 3 miliardi, una flotta di oltre 100 aerei ed arriva dopo oltre tre anni di amministrazione straordinaria, riportando la compagnia nelle mani pubbliche, da cui si era sfilata nel 2009 con l’arrivo dei Capitani coraggiosi. Con questa ultima iniezione di liquidità, ammonta a oltre 12 miliardi di euro il fiume di denaro pubblico confluito nelle cassa di Alitalia dal 1974 ad oggi. “In questi giorni abbiamo lavorato al dossier Alitalia in modo da procedere rapidamente alla sottoscrizione della nuova società, tramite un decreto proposto dal ministro Gualtieri e cofirmato dai ministri De Micheli, Patuanelli e Catalfo. Abbiamo condiviso le linee guida che orienteranno il piano industriale, che dovrà consentire il perseguimento di strategie aziendali nel segno della economicità di gestione, in modo da affrontare, con piena capacità competitiva, le complesse sfide del mercato dei trasporti aerei post-Covid 19”, spiega Conte nel suo post ad ampio raggio in cui parla anche dell’Ilva. Sul dossier “Ilva stiamo procedendo proprio in questi giorni per definire il coinvestimento pubblico e dare così attuazione agli accordi già sottoscritti il 4 marzo scorso”, scrive il premier. “Il soggetto individuato a questo fine è Invitalia e la trattativa con Arcelor Mittal per definire i dettagli della nuova governance è entrata nel vivo”, aggiunge Conte, sottolineando che su entrambi i dossier “ci siamo ripromessi di raggiungere ambiziosi obiettivi, ambientali e occupazionali, e siamo ben determinati a rispettare questo impegno”. Esprime soddisfazione la ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture, Paola De Micheli, per la designazione dei vertici della Newco. “L’accelerazione di oggi con la designazione di Caio e Lazzerini apre una nuova era per la compagnia di bandiera e le qualità professionali del presidente e dell’ad siamo certi faranno maturare le condizioni per una
    nuova grande compagnia, come merita questo Paese”, afferma la ministra che nei giorni scorsi alla Camera ha spiegato che la nuova Alitalia avrà “un piano industriale in assoluta discontinuità con i precedenti modelli, che consentirà all’Italia di disporre di una compagnia aerea in grado di contribuire alla ripresa economica del Paese, ma soprattutto di competere sul mercato internazionale del trasporto aereo”.
    Intanto però i sindacati sono scettici ed in agitazione per possibili tagli al personale della newco. Nelle settimane scorse erano circolati numeri che indicavano una forza lavoro tagliata a 4-5 mila unità. In una lettera inviata oggi alla compagnia denunciano “forti criticità” sulla situazione nella quale versa il gruppo, con specifico riferimento alla “mancanza di condivisione della strategia messa in campo per la ripresa dell’attività post lockdown”, ritenendola “eccessivamente lenta, commercialmente fallace, dannosa per l’immagine della compagnia e con impatti gestionali, di turnazione, organizzazione del lavoro e retributivi su tutte le categorie, di terra e di volo, non più sostenibili”. Per cui Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo chiedendo “con estrema urgenza un tavolo di confronto” a cui far seguire “una cabina di regia permanente per l’attuazione e la verifica costante delle soluzioni congiuntamente individuate”.

  • La Commissione Europea apre un’indagine sul prestito di Alitalia

    Il 23 aprile la Commissione europea ha aperto un’inchiesta per accertare se il prestito ponte italiano di 900 milioni di dollari all’Alitalia fosse legale ai sensi dei regolamenti dell’UE. Nel 2017 la Commissione ha ricevuto una serie di denunce secondo cui il prestito era, in realtà, un aiuto che il governo italiano aveva esteso ad Alitalia e non era conforme ai regolamenti dell’UE. Gli aiuti concessi da uno Stato membro mantengono a galla le imprese in difficoltà finanziaria, ma hanno anche il potenziale di falsare la concorrenza nel mercato unico dell’UE, spostando l’onere dell’adeguamento strutturale ad altri e mettendo i soggetti più efficienti e innovativi che non ricevono tali aiuti a uno svantaggio. Il commissario alla concorrenza, Margreth Vestager, ha affermato che il compito dell’esecutivo dell’UE è “di garantire che i prestiti concessi alle società dagli Stati membri siano in linea con le norme dell’UE sugli aiuti sanzionati dallo Stato. Dovremo indagare se questo è il caso di Alitalia”. Il governo italiano ha concesso un prestito ad Alitalia nel gennaio 2018 come parte di un pacchetto di salvataggio che all’epoca aveva ritenuto di aver seguito i regolamenti dell’UE sui prestiti statali. Secondo la Commissione, tuttavia, quello che originariamente si pensava fosse un prestito potrebbe invece aver costituito un aiuto di Stato. La Commissione esaminerà ora se il prestito soddisfa le condizioni previste dagli orientamenti dell’UE

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