antisemitismo

  • Antisemitismo in ripresa, soprattutto in Francia, Germania e Usa

    Francia, Germania e Usa sono le aree che registrano la maggior crescita dell’antisemitismo. A dirlo è il Rapporto 2020 del Centro Kantor dell’Università di Tel Aviv diffuso poche ore dal Giorno della Shoah e del Ricordo che in Israele si celebra a partire dalla sera del 20 aprile (giorno di nascita di Adolf Hitler, peraltro) e fino alla sera del 21. Dopo aver denunciato che la diffusione del coronavirus ha avuto come effetto un aumento nei primi mesi di quest’anno di sentimenti antisemiti, il Centro ha segnalato nel 2019 un 18% in più di maggiori incidenti antisemiti: 456 contro i 387 del 2018, con 7 ebrei uccisi.

    “Una crescita netta – ha denunciato il Centro – specialmente in considerazione del declino registrato invece negli anni dal 2015 al 2017”. “Almeno 169 persone (37% del totale) – ha spiegato – sono state fisicamente assalite per lo più in spazi pubblici e alcune di queste vicino le proprie case”. Almeno 53 sinagoghe (12%) e 28 centri comunitari e scuole (6%) sono stati – ha proseguito – attaccati. Per quanto riguarda l’Europa, il Centro ha sottolineato che il Vecchio Continente sta affrontando “una generale crescita del razzismo e della xenofobia”. Nello specifico, in Francia l’antisemitismo “cresce a spirale” e “il 41% degli ebrei tra 16-34 anni ha pensato di emigrare dall’Europa”. In Germania – ha sottolineato il Rapporto – l’attacco alla sinagoga di Halle “ha segnato una pietra miliare” e un rapporto preliminare della polizia ha registrato “1839 incidenti antisemiti, 5 al giorno, il più alto tasso dal 2001, condotti in prevalenza da neonazisti e estrema destra”. Per quanto riguarda gli Usa, il Centro Kantor ha detto che “le comunità ebraiche locali stanno assistendo ad una situazione mai vista: crescita delle manifestazioni antisemite, violenza, picchi di sparatorie e numerosi feriti”.

    Sull’Italia, il Rapporto segnala nel 2018 251 casi di antisemitismo con un “evidente aumento” rispetto all’anno precedente, quando gli stessi erano stati 197. Del totale 5 sono stati “incidenti violenti”: 2 assalti fisici e 3 vandalismo. Il resto si riferisce a casi su internet, con un andamento crescente tra la generazione più giovane della banalizzazione della Shoah e l’esaltazione del nazismo.

  • Amazon invitata a ritirare libri che esaltano la propaganda nazista

    I profitti di Amazon arrivano anche dalla vendita di libri che fanno feroce propaganda nazista antisemita come quelli di Julius Streicher, un nazista condannato per crimini contro l’umanità. Così si è espresso il Museo di Auschwitz che ha invitato la più importante piattaforma di vendita on line, nella persona del suo fondatore Jeff Bezos, a rimuovere le controverse pubblicazioni antisemite dell’era nazista. Nel corso dell’ultimo anno Amazon ha ritirato diversi libri di autori di estrema destra tra cui David Duke, ex leader del Ku Klux Klan, e George Lincoln Rockwell, fondatore del partito nazista americano.L’anno scorso, Amazon ha scatenato numerose proteste il 1° dicembre perché aveva messo in vendita ornamenti natalizi decorati con immagini del campo di concentramento di Auschwitz.

  • La Francia si dota di un ufficio per combattere i crimini del crescente odio antisemita

    Il Ministro degli interni francese Christophe Castaner ha annunciato la creazione di un ufficio per combattere i crimini d’odio, dopo la profanazione con svastiche di 107 tombe ebraiche a Westhoffen , nella Francia orientale. “L’ufficio coordinerà il lavoro di polizia e magistratura affinché coloro che commettono atti di odio antisemita, islamofobici e anticristiani siano incriminati”, ha affermato Castaner con un tweet in cui aggiunge che le autorità saranno in prima linea per impedire all’antisemitismo di avvelenare la Repubblica francese.

    La profanazione è avvenuta poche ore prima che la Francia adottasse una risoluzione giuridicamente non vincolante modellata sulla definizione di antisemitismo dell’Alleanza per la memoria dell’Olocausto internazionale, che identifica l’antisionismo con l’antisemitismo.

    Il vandalismo in Francia non è nuovo. A febbraio infatti sono state profanate 96 tombe ebraiche a Quatzenheim, una piccola città a soli 10 km da Westhoffen. Sebbene la Francia abbia la più grande popolazione ebrea nell’Unione europea, i rapporti della polizia dicono che gli episodi di antisemitismo in tutto il Paese sono aumentati del 74% dal 2017 al 2018.

    Il Presidente francese Emmanuel Macron ha condannato l’incidente dichiarando con un tweet che “gli ebrei sono e fanno la Francia e che chi attaccano loro e le loro tombe non è degno dell’idea che abbiamo della Francia”.

  • No ad ogni forma di odio e di antisemitismo

    Senza se e senza ma l’antisemitismo va combattuto in modo chiaro e deciso. E per combattere l’antisemitismo bisogna essere inflessibili nel condannare tutti coloro che nel passato hanno compiuto crimini orrendi contro gli ebrei e coloro che nel presente negano l’olocausto perpetrato dal nazismo o tacciono sulle persecuzioni ed i gulag del comunismo, come ha anche ribadito una recente risoluzione approvata dal Parlamento europeo.

    Viviamo in una società che sembra abituarsi alla violenza, verbale, scritta, fisica, per questo non possiamo permetterci l’indifferenza o la debolezza né dobbiamo accettare mistificazioni. Combattere l’antisemitismo significa anche assumersi nuove responsabilità politiche rispetto alla vita dello Stato di Israele. Troppi silenzi inquietanti proprio da coloro che istituzionalmente sono deputati a far comprendere al mondo arabo che senza il riconoscimento di Israele non vi potrà essere mai pace e sicurezza in Medio Oriente e di conseguenza anche il popolo palestinese continuerà a soffrire.

    Mentre è decisa la nostra solidarietà alla senatrice Segre e a tutti coloro che, in quanto ebrei, sono stati e sono minacciati o insultati è altrettanto fermo il nostro impegno contro l’odio e la violenza, dagli stadi alla scuola, di coloro che si accaniscono contro i più deboli o distinguono e discriminano le persone in base alla religione o al colore della pelle.

    Ed è ferma la nostra condanna anche per chi, strumentalizzando un tema centrale e terribile come il razzismo, tenta di fare terra bruciata intorno agli avversari politici.

  • France looks to push back against surge of anti-Semitism

    Marches against anti-Semitism have been taking place throughout France after 80 Jewish grave were desecrated in the French city of Alsace earlier this month. The demonstrations are part of a growing wider awareness in France about the rise of anti-Semitism in a country with one of the world’s largest Jewish populations.

    The most recent act of vandalism took place in the village of Quatzenheim, close to the border with Germany. The headstones were painted with Nazi symbols and references to the Elsassisches Schwarzen Wolfe (Black Alsacian Wolves), a notorious neo-Nazi separatist group that operated in the Alsace region in the 1970s.

    One of the marches against anti-Semitism that took place in Paris was attended by Prime Minister Edouard Philippe and two former Presidents,  François Hollande and Nicolas Sarkozy, along with a few members from the controversial Yellow Vest movement.

    The Yellow Vest movement has been dogged by accusations of anti-Semitism ever since the group led violent protests in the streets on central Paris late last autumn. Most recently, a video from tied to the Yellow Vest movement featured a character who referred to himself as a  “dirty Zionist” went viral on social media.

    Yellow Vest protesters also launched anti-Semitic abuse at Ingrid Levavasseur, who tried to lead a list of the protest movement in the coming European Parliament elections.

    Recently the headquarters of daily Le Monde was sprayed with graffiti that used anti-Semitic slogans in reference to President Emmanuel Macron‘s former job as a Rothschild investment banker. Other graffiti across Paris called Macron a “Jews’ Bitch” and a “Jewish pig.”

    Last year, French police recorded a 74% surge in anti-Semitic crimes.

  • Gli ebrei europei avvertono una crescita dell’antisemitismo

    Sale e arriva all’81% (+14% rispetto al 2012) la percentuale degli ebrei italiani convinti che l’antisemitismo sia aumentato negli ultimi sei anni. Lo rivela una ricerca dell’Agenzia dell’Ue per i diritti fondamentali (Fra) condotta fra maggio e giugno in 12 Paesi Ue dove si stima vivano il 96% degli ebrei europei. Il 90% di tutti gli intervistati ha denunciato la costante crescita del fenomeno anche online e per il 70% media e politici sono fonti che alimentano l’antisemitismo.

    “Decenni dopo l’Olocausto, scioccanti livelli di antisemitismo continuano ad affliggere l’Ue”, ha affermato il direttore della Fra, Michael O’Flaherty. “Gli Stati membri devono prenderne nota e intensificare i loro sforzi per prevenire e combattere il fenomeno. Gli ebrei hanno il diritto di vivere liberamente, senza odio e senza paura per la loro sicurezza”, ha aggiunto commentando i dati del sondaggio sulla discriminazione e i reati di odio contro gli ebrei nell’Unione europea. In base alla rilevazione circa il 90% degli intervistati, in tutti i Paesi in cui è stata condotto il sondaggio, ritiene che l’antisemitismo stia crescendo nel loro Paese. Stessa percentuale per chi lo ritiene particolarmente problematico online, mentre circa il 70% degli intervistati cita i media e la politica come fonti comuni di antisemitismo. Inoltre, quasi il 30% dichiara di essere stato molestato.

    Secondo lo studio, l’antisemitismo sembra essere così radicato nella società che le molestie regolari sono diventate parte della normale vita quotidiana. Infatti quasi l’80% non segnala incidenti gravi alla polizia o a qualsiasi altro corpo delle forze dell’ordine. Spesso è perché sono convinti che nulla cambierà. Inoltre più di un terzo evita di partecipare a eventi ebraici o di visitare siti ebraici perché teme per la propria sicurezza e si sente insicuro. Tra le misure urgenti richieste agli Stati membri per prevenire e combattere l’antisemitismo, un rafforzamento dell’istruzione sui temi dell’Olocausto e attività di sensibilizzazione, ma anche monitorare regolarmente i reati di odio nei confronti degli ebrei, con un invito a tutti i Paesi membri a recepire pienamente e correttamente le leggi Ue per contrastare il razzismo nella loro legislazione nazionale. I risultati riguardano 12 Stati membri: Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Olanda, Polonia, Spagna, Svezia e Regno Unito.

    Il Parlamento europeo ha chiesto che la Commissione europea presenti, entro il 31 marzo 2019, una proposta legislativa che istituisca tale visto, che darebbe al richiedente l’accesso al territorio europeo esclusivamente nello Stato membro che lo rilascia e al solo scopo di presentare una domanda di protezione internazionale.

Back to top button
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker