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  • Sempre meno gli artigiani in Italia

    Cala il numero dei lavoratori autonomi, il numero più considerevole si registra tra gli artigiani mentre tengono meglio i commercianti, E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio INPS sui lavoratori autonomi iscritti nelle gestioni speciali degli artigiani e commercianti che fa il punto sulla situazione nazionale di questo settore produttivo, evidenziando un trend decrescente relativo al numero di iscritti.

    Come riporta il quotidiano on line pmi.it, per quanto riguarda gli artigiani, l’INPS segnala che gli iscritti alla gestione speciale nel 2024 sono stati 1.376.982, il 5% in meno rispetto al 2023 (1.448.939 iscritti) e il 9,6% in meno rispetto al 2022 (1.524.008 iscritti). L’Osservatorio, inoltre, mostra una prevalenza di titolari maschi, mentre per i collaboratori il gap di genere è meno evidente. A livello territoriale più della metà degli artigiani (56,0%) è attivo nel Nord Italia, soprattutto nel Nord-Ovest. La regione con il maggior numero di artigiani è la Lombardia, seguita da Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte.

    Sul fronte commercianti, invece, gli iscritti del 2024 ammontavano a 2.022.271, in lieve calo rispetto al 2023 (-0,5%) e al 2022 (-1,1%). Il 65,5% dei commercianti è costituito da maschi, percentuale leggermente aumentata nel corso del tempo soprattutto per i titolari, mentre sono le donne a prevalere tra i collaboratori iscritti. Anche in questo caso, la maggioranza dei commercianti si trova nel Nord-Ovest e la regione che registra il maggior numero di presenze è la Lombardia, seguita da Campania, Lazio, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte.

    Le stesse categorie, secondo una recente analisi dell’Area studi e ricerche della CNA, sempre riportata da pmi.it, imprenditori e autonomi vanno in pensione sempre più tardi.

    Tra gli imprenditori, ad esempio, sono decisamente aumentati gli ultra 50enni e la quota di ultra 70enni è più che raddoppiata nell’arco degli ultimi dieci anni, passando dall’8,7 al 17,6%. Non va meglio per gli artigiani, considerando che in dieci anni gli iscritti alla relativa gestione speciale INPS sono diminuiti del 17,9%: se gli under 30 si sono quasi dimezzati, gli artigiani con più di 59 anni sono cresciuti del 35,1%.

    Nel lavoro dipendente, invece, il numero complessivo è aumentato ma nella fascia 35-49 anni si è registrato un calo dal 44,7 al 36,7%, mentre aumentano le fasce 15-24 anni, 65-89 anni e soprattutto 50-64 anni.

    Dietro l’innalzamento dell’età di artigiani e dipendenti si celano in parte l’invecchiamento generale della popolazione, in Italia gli ultra 65enni sono oltre 14 milioni e rappresentano quasi un quarto della popolazione, dall’altra i problemi legati alla trasmissione d’impresa, che sempre più spesso costringe i titolari a proseguire il loro lavoro per evitare di far morire l’attività.

  • L’Inps registra quasi 300mila artigiani in meno in 10 anni

    In 10 anni gli artigiani in Italia sono diminuiti di quasi 300mila unità diminuendo del 15,1% dal 2012 al 2021: nelle città – secondo quanto emerge dall’Osservatorio Inps su artigiani e commercianti – ci sono sempre meno botteghe, tra tintorie e ciabattini, ma anche idraulici e elettricisti autonomi con 1.584.979 iscritti a questa gestione nell’Inps nel 2021 a fronte dei 1.866.904 nel 2012. Con 281.925 artigiani in meno è come se fosse sparita una città come Venezia. Nel 2021 si è registrata una lieve ripresa con circa 5mila artigiani in più sul 2020 (+0,3%) ma dopo che si era registrato un calo di quasi 25mila unità nel 2020 nel pieno della pandemia rispetto al 2019. Ma al di là della pandemia il calo è stato continuo dal 2012 in linea con il calo complessivo degli autonomi e l’aumento dei dipendenti. C’è una netta prevalenza dei titolari (92,9% del totale) rispetto ai collaboratori mentre gli uomini costituiscono la grande maggioranza della categoria (80,7%).

    Più della metà degli artigiani (55,9%) si trova nelle regioni del Nord. Il Nord-ovest è l’area geografica che, con il 31,1%, presenta il maggior numero di artigiani, seguito dal Nord Est con il 24,8%, dal Centro con il 20,6%, dal Sud con il 15,7% e dalle Isole con il 7,8%.

    Nello stesso periodo i commercianti hanno perso circa 140mila unità diminuendo dai 2.245.589 iscritti del 2012 ai 2.105.401 del 2021. (-6,24%). Rispetto al 2020 si è registrato un aumento di circa 3.400 unità (+0,2%) ma in quell’anno si erano persi circa 40mila iscritti sul 2019 (-1,9%).

    Tra i commercianti prevalgono i lavoratori maschi, che nel 2021 costituivano il 65,3% dei lavoratori, percentuale in lieve aumento nel corso del tempo. Il calo degli iscritti ad eccezione del 2013 è stato continuo. Anche tra i commercianti prevalgono gli uomini, ma con una percentuale inferiore (67,3%). La regione in Italia con il maggior numero di commercianti è la Lombardia con 321.144 iscritti, pari al 15,3% del totale, seguita dalla Campania (10,2%), dal Lazio (9,6%), dal Veneto (8,2%), dall’Emilia-Romagna (7,7%) e dal Piemonte (7,6%).

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