Attualità

  • Quando la difesa diventa un j’accuse

    Quasi unanime lo sdegno per le parole e l’atteggiamento scomposto e da neuro deliri di Grillo in una difesa del figlio che diventa di fatto un j’accuse involontario anche all’educazione famigliare che è stata data al giovane Grillo. La violenza espressa nell’intervista a noi appare assolutamente in linea con quanto, più volte, Grillo ha detto e ha fatto per anni riuscendo così, con la connivenza e l’acquiescenza di troppi, dalla stampa ai magistrati, dalla politica alla così detta società civile, a conquistarsi quella notorietà e peso politico che tutti conosciamo.

    Siamo in un’epoca nella quale si diventa più forti, più ascoltati, più potenti urlando, minacciando, insultando, non è importante quello che dici ma come lo dici e più lo dici con la bava alla bocca più trovi spazio fino a che, prima o poi, e prima o poi succede perché il tempo spesso è galantuomo, tutta la violenza e la rabbia ti tornano indietro, addosso e improvvisamente scopri, anche se non te ne accorgi subito, che non sei nessuno. Fa pena un uomo che nei fatti ha dimostrato tutte le sue carenze di padre e di essere umano, non dico di politico perché Grillo la politica non sa, e non ha mai saputo, neppure cosa sia. A Milano si diceva ‘ofelè fa el to mesté!’, ecco Grillo era un comico, a chi piaceva faceva ridere e poteva continuare così mentre invece è stato tramutato in un capo partito, nel predicatore di un nuovo sistema che si è dimostrato più confuso del vecchio, e oggi fa piangere chi ha creduto in lui. Forse qualche esame di coscienza dovrebbe essere fatto dai troppi che lo hanno assecondato dandogli uno spazio ingiustificato ed un potere mal riposto, ma da troppo tempo in Italia, e non solo, gli esami di coscienza sono stati aboliti.

    Le donne, i bambini, le persone che comunque subiscono una violenza sanno una volta di più che le leggi non bastano a difenderli, ci vuole una cultura diversa, a partire dalla politica, dai mass media, dalla scuola, diversa da persone come Grillo.

  • Lettera a Babbo Natale

    Caro Babbo Natale,

    quando ero piccola a Natale scrivevo la lettera a Gesù Bambino e trovavo i miei regali sotto l’albero. Un anno, qualche giorno dopo Natale, passando col papà davanti ad un orologiaio posi la fatidica domanda “papa è buono il mio orologio?” e il papà rispose “certo te l’ho comprato io!”. Si aprì un mondo di angoscia e dubbi, allora non me lo aveva portato Gesù bambino… Silenziosamente tornai a casa e scrissi un’altra lettera: “Caro Gesù bambino dimmi la verità l’orologio me lo hai portato tu o lo ha comperato mio papà? Per me va tutto bene ma voglio sapere la verità”. Misi come sempre la lettera sulla scrivania della mia camera e mi addormentai fiduciosa. La mattina dopo la lettera era ancora lì, Gesù bambino, tramite la saggezza dei miei genitori che non l’avevano portata via come in passato, mi aveva detto la verità, era venuto il tempo di cominciare a crescere.

    E dall’infanzia siamo tutti cresciuti, il mondo è cambiato e non sempre in meglio visti non solo gli orrori che ci circondano ma anche l’incapacità di parlarci che, troppe volte, impedisce di capirci mentre Twitter, sms, mail e quant’altro hanno sostituito il contatto umano anche in epoca pre covid. La verità, che chiedevo in quella lettera infantile, resta la preghiera che rivolgo in terra ed in cielo e che affido anche a te Babbo Natale che pur attraverso i pacchetti regalo, i dolci, le decorazioni e il consumismo rappresenti anche un simbolo che spesso riunisce persone lontane per fede e cultura.

    C’è bisogno di verità per ritrovare un po’ di umiltà e di capacità di comprensione, quella verità negata per troppo tempo sul covid e sui necessari presidi di protezione per cercare di contenerlo, ricordate la storia delle mascherine che nei primi mesi non servivano ed ora sono obbligatorie? Verità sull’epidemia, cinese, esportata in e dalla Germania e poi da noi? Mistero, ora ecco la nuova mutazione, che sembra nata nel Regno Unito a settembre, e della quale siamo stati informati pochi giorni fa e solo ora abbiamo saputo che, da diversi giorni, vi sono alcuni ricoverati in Italia, qualcuno sapeva ma i voli dall’Inghilterra sono continuati. Verità per rendere efficaci quelle regole e leggi a difesa dei bambini e delle donne abusate mentre troppe volte ciò che è scritto resta inapplicato e le violenze continuano ed i deboli restano indifesi, verità per gli anziani maltrattati in case di riposo scoperte e dichiarate illegali ma rimaste invece aperte. Verità sull’immigrazione che abbiamo lasciato esplodere senza intervenire per contrastare povertà, diseguaglianza, invasione commerciale scorretta e verità sul terrorismo che non ci ha visto unire, anni fa, tutte le forze per intervenire prima che il tragico fenomeno si radicasse anche a casa nostra mentre invece facevamo affari con governi finanziatori delle più feroci organizzazioni del terrore. Come dimenticare l’appello ai governi europei dell’inascoltato ed eroico comandante Massoud, ucciso in Afghanistan il 9 settembre, due giorni prima degli attentati negli Stati Uniti, e come dimenticare le richieste di attenzione, per quello che avveniva nel Corno d’Africa, dell’ambasciatore somalo alle Nazioni Unite, dottor Yusuf Ismail Bari Bari, poi trucidato a Mogadiscio? Verità sul perché nessun paese europeo ha predisposte leggi che, insieme ad una corretta accoglienza, stabilissero che per attuare la convivenza non si potevano consentire volti coperti, predicazioni in lingua diversa da quella dello stato nel quale si svolgono, macellazioni rituali che vanificano ogni giusta legge sul benessere animale. Verità per sapere perchè mentre si parla da tempo di economia verde si continuano a distruggere boschi e foreste dalla Romania all’Amazonia e si parla di crisi climatica invece che di collasso dell’ecosistema. Verità perché si ammetta che troppe volte i governi, ed i singoli, sono deboli con i forti e forti con i deboli.

    Quante verità sono state negate, quante necessità e giustizie ignorate? Verità che dovrebbero fiorire sulle bocche e nelle coscienze di coloro che, in un modo o nell’altro, condizionano la nostra vita, politici, giornalisti, intellettuali veri e presunti, magistrati non sempre in linea con la giustizia, medici che tradiscono altri medici abdicando al loro dovere. Verità che mancano in troppe famiglie altrimenti non ci sarebbe tanta prostituzione minorile, tanta diffusione di droga, tante persone, specie bambini, scomparse. Se ci fosse maggiore verità, lealtà non saremmo cosi inquieti, arrabbiati, depressi, demotivati. Abbiamo bisogno di verità senza altre menzogne, senza nuovi sotterfugi caro Babbo Natale. Mentre la realtà è quella che viviamo e molte famiglie sono in lutto, non solo in Italia, e troppe sono le persone in coda per un piatto caldo e troppi sono soli, soli anche nel cuore, nell’anima, cerchiamo di dedicare un minuto ad una preghiera, fosse pure laica, una preghiera a te e a noi stessi, preghiamo per avere la forza di cercare sempre e comunque la verità, al di là della nostra fede religiosa o politica, preghiamo per avere la forza di chiedere la verità, anche se scomoda, la forza di offrire verità e con la verità giustizia e, se e veramente necessario, perdono.

    Verità vo cercando che è sì cara…no, non è necessario rifiutare la vita ma è necessario usare la vita perché verità e libertà vivano insieme.

    Buon Natale

  • Il racconto dell’attualità, della politica e dell’economia fatto da Francesco Pontelli è diventato un libro

    Politica, economia e attualità è una miscellanea dei numerosi e interessanti articoli scritti dal noto economista Francesco Pontelli. I temi trattati spaziano dal Made in Italy all’inflazione, dalla politica fiscale all’e-commerce passando per i Giochi olimpici di Cortina che avranno luogo nel 2026. Partendo dall’Italia e dall’Unione Europea lo sguardo dell’autore è sempre rivolto a 360° verso l’intricata realtà che lo circonda. Le dinamiche della globalizzazione vengono qui analizzate a partire anche da casi particolari come, ad esempio, la produzione biellese di filati. Pontelli ha la capacità di trovare inedite chiavi di lettura e suggerire modelli interpretativi affatto scontati.

    Francesco Pontelli è stato, dal 2007 al 2013, docente idoneo presso il Dipartimento INDACO del Politecnico di Milano. È inserito nella Banca dati docenti dell’agenzia ICE (Istituto commercio estero). Articolista puntuale e pungente del sito Il Patto sociale – Informazione Europa.

    Il libro è disponibile anche su Amazon al seguente link:

    https://www.amazon.it/Politica-economia-attualit%C3%A0-Francesco-Pontelli-ebook/dp/B08HML9R1L/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&dchild=1&keywords=francesco+pontelli&qid=1599646878&s=books&sr=1-1

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