Calcio

  • Traffico di aspiranti calciatori, la versione della tratta di esseri umani del XXI secolo

    La tratta di essere umani esiste ancora oggi. Non nella versione dei secoli scorsi, ma sotto forma di “football trafficking”, tratta dei calciatori.

    Molti ragazzi del Vecchio Continente che sognano una carriera sui campi di calcio finiscono infatti vittime di truffe, ricatti ed estorsioni. Una promessa di un provino può facilmente adescare questi ragazzi e condurli a ritrovarsi vittime di rapimenti, nel migliore delle ipotesi a fini di riscatto, per ottenere versamenti in denaro da parte delle loro famiglie. Sono migliaia i ragazzi, spesso minorenni, che vengono portati illegalmente all’estero, con documenti falsificati e tutori fittizi; coloro che non riescono a ottenere un contratto vengono abbandonati senza soldi né documenti, diventando immigrati clandestini e prede facili di ulteriori forme di sfruttamento. Secondo l’ong Foot Solidaire, ogni anno circa 15.000 giovani da tutta l’Africa partono con la speranza di diventare calciatori professionisti. «Si parla di 60.000 minori coinvolti in dieci anni, ma ci sono anche stime che parlano di numeri ancora più alti» racconta Paola Cereda, psicologa e scrittrice.

    «La Fifa, la federazione internazionale del calcio, ha cercato di arginare il fenomeno vietando il trasferimento dei minori non accompagnati, ma le leggi vengono aggirate attraverso finte accademie di calcio e falsi procuratori» denuncia ancora Cereda. La morte del 17enne senegalese Cheikh Touré nei mesi scorsi è stato un triste monito per le migliaia di giovani talenti che ogni anno rischiano la vita cadendo vittime di reti di trafficanti senza scrupoli che mercificano e tradiscono il sogno.

    In Italia la Procura di La Spezia ha identificato i13 adolescenti nigeriani che tra il 2013 e il 2017 sono giunti dalla scuola calcio di Abuja e dopo essere transitati da un torneo giovanile in Europa, a Rijeka o in Liguria, sono arrivati in Italia come minori non accompagnati. Entrati nelle giovanili dello Spezia, sono stati affidati a famiglie italiane legate alla società ligure, parcheggiati in prestito in club dilettantistici della zona e infine ceduti altrove. Anche se l’inchiesta penale non è stata convalidata da sentenze di accoglimento delle ipotesi accusatorie dei PM da parte dei giudici, la Fifa ha comminato sanzioni alla società calcistica della città ligure.

  • Ferma condanna dell’attacco alla stampa e alle Forze dell’Ordine a Udine

    Il Patto Sociale, testata indipendente ed apartitica, che dal 1987, senza alcun finanziamento, offre ai lettori informazioni ben distinte dal commento, si unisce alla condanna di quanto è avvenuto ad Udine contro giornalisti e Forze dell’Ordine.

    La libertà d informazione è non solo un diritto ma un dovere in uno stato democratico e la tutela di giornalisti e Forze dell’Ordine deve essere garantita rendendo facinorosi e delinquenti in condizione di non nuocere più alla vita civile degli Italiani e di coloro che svolgono il loro dovere, spesso a rischio della personale incolumità.

  • Giorgio Gervasini nuovo presidente dello storico club Verbano Calcio

    Il Patto Sociale si unisce alle congratulazioni per la nomina a Presidente del Verbano di Giorgio Gervasini.

    Successore di Pietro Barbarito, per 31 anni alla guida di questo storico club, e originario di Besozzo, Gervasini racconta della sua passione per il calcio nata da piccolo, complice l’essere cresciuto vicino al campo sportivo di Besozzo. Ha giocato nelle giovanili e, successivamente, nel Verbano. Da dirigente ha iniziato una ventina di anni fa a Sant’Andrea e successivamente è passato al Verbano, prima nel ruolo di vicepresidente del settore giovanile e poi ricoprendo diversi ruoli, occupandosi di molteplici mansioni.

    Gavetta, passione per il calcio, per il territorio e per la società sono alla base dei progetti per la ‘sua’ squadra, in primis la riattivazione del settore giovanile, anche con Open Day per il mese di luglio

    Questa nomina, che premia un impegno di molti anni, fa anche sperare in un maggior coinvolgimento dei giovanissimi nel calcio, uno sport di squadra che insegna a lavorare e costruire insieme nel rispetto di regole ed in continua collaborazione gli uni con gli altri. Oggi, in una società sempre più violenta ed indifferente lo sport è una grande opportunità per riaffermare valori e capacità di vivere insieme.

    Augurando a Giorgio Gervasini il maggior successo invitiamo anche i nostri lettori del Verbano a prendere contatto con Giorgio e a iscrivere i loro figli e nipoti e la squadra e il presidente Gervasini sperano anche in qualche nuovo sponsor.

  • Chichen Itza: Archaeologists discover scoreboard for ancient Maya ball game

    Archaeologists in Mexico have uncovered an intricately carved stone they believe was used as a scoreboard for pelota, a ball game played by the Maya hundreds of years ago.

    The circular stone was found at the Chichen Itza archaeological site and is thought to be at least 1,200 years old.

    At its centre are two players in elaborate headgear surrounded by hieroglyphic writing.

    Experts are now analysing the writing to decipher its possible meaning.

    The 40kg-stone (88lb) was found by archaeologist Lizbeth Beatriz Mendicut Pérez in an architectonic compound known as Casa Colorada (Red House).

    Casa Colorada is the best preserved of the buildings surrounding the main plaza in the pre-Columbian city of Chichen Itza.

    Experts believe the stone would have adorned an archway at the entrance to the compound during the late 800s or early 900s.

    It was found face down half a metre underground, where it is thought to have fallen when the archway collapsed.

    Mexico’s National Institute of Anthropology and History (INAH) said the 40kg-stone (88lb) constituted a precious and unusual find.

    “It is rare to find hieroglyphic writing at this Maya site, and even rarer to find a complete text. This hasn’t happened in 11 years,” archaeologist Francisco Pérez Ruiz explained.

    A team of experts in iconography, led by Santiago Sobrino Fernández, has identified the two central figures as pelota players, one of whom wears a feather headdress and the other – presumed to be his opponent – wears what is known as a “snake turban”.

    The man with the snakes slithering around his head also appears to be wearing the protective gear typical of pelota players.

    Pelota is a team game played with a heavy ball made from rubber in a ballcourt. It is thought to be 3,000 years old and was played across Mesoamerica.

  • China Covid: Chinese TV censors shots of maskless World Cup fans

    The phrase “football is nothing without fans” has become so accepted as to be cliché among some commentators. But Chinese state TV has been testing that assumption to its limit throughout the World Cup.

    On Monday, as Ghana beat South Korea in a classic World Cup clash, subtle changes to China’s coverage of the match ensured viewers were not exposed to images of maskless supporters – and to a world moving on from Covid restrictions.

    Those watching on the BBC – and in most places around the world – will have seen their screens filled with the image of a beaming, maskless, Ghana fan celebrating excitedly as the camera zooms in.

    After Mohammed Kudus fired home the winner in the 68th minute, images of dancing and cheering fans – as well as shots of anxious South Korea fans – were beamed around the world.

    But not in China, where those watching on the state broadcaster’s sports channel, CCTV 5, will have experienced these moments differently.

    Instead of being shown the raucous fans, Chinese viewers saw the reactions of South Korea’s coach Paulo Bento and Ghana manager Otto Addo.

    And as the game reached its conclusion, shots of tearful South Korea supporters with their heads in their hands were conspicuously absent on the Chinese output.

    The change is subtle but very deliberate.

    As anti-lockdown protests rock China, state TV executives have been careful to avoid beaming images of a world largely moving on from Covid-19 restrictions into citizens’ homes.

    It is not unusual for broadcasters at major tournaments to be given the option of choosing their own camera angles, and some often set a slight delay to allow the editing and selection of pictures before the public sees them.

    The BBC observed that there was roughly a 52-second delay between its own coverage of the match and CCTV 5’s.

    But in this case, the changes appear to have come after images of maskless fans celebrating in packed stadiums stoked anger in China, where snap lockdowns and restrictions remain commonplace and controversial.

    Social media users in China were quick to notice the change, with many expressing frustration at how differently the rest of the world now seems to be treating Covid.

    An open letter questioning China’s ongoing zero-Covid policies and asking if it was “on the same planet” as Qatar quickly spread on messaging app WeChat last week, before being censored.

    “On one side of the world, there is the carnival that is the World Cup, on the other are rules not to visit public places for five days,” one user of the Weibo social media platform wrote.

    Even the state-backed Global Times newspaper has conceded that some fans are “choosing to watch the games at home with their families” as many Chinese cities remain under restrictions.

    And while wide angle shots showing some maskless fans are impossible to avoid completely, close up images of supporters enjoying the action free from restrictions are unlikely to return for Chinese fans.

  • Il nome di Dio va rispettato

    Il calcio, la passione per il calcio, specie quando gioca la propria nazionale è più che comprensibile ma desta una certa perplessità sentire lo speaker, a seguito dell’ultimo gol che segna la vittoria dell’Arabia Saudita, urlare più e più volte Allah Allah Allah.

    Comprendiamo la gioia, l’entusiasmo ma non crediamo che Allah, il Dio dei musulmani, debba essere scomodato per un gol frutto non di un miracolo ma della bravura del calciatore.

    Mi sembra che mischiare il sacro col profano sia un po’ blasfemo e sintomo di come il nome di Dio sia usato invano e rappresenti non un’invocazione religiosa ma una specie di urlo di guerra contro gli altri. D’altra parte siamo abituati a sentire invocare Allah dopo attentati e violenze e questo non giova ai veri credenti musulmani che dovrebbero insegnare, fin dalle scuole coraniche, che il nome di Dio, di qualunque fede religiosa si sia, va sempre rispettato e non usato per esultare dell’effimero o per coprire le nostre colpe.

  • Alberto Zaccheroni Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Non Profit

    Alberto Zaccheroni, per tutti Zac, è il commissario tecnico della Nazionale Italiana Non Profit.

    Romagnolo di nascita, Zaccheroni inizia la sua carriera da allenatore alla guida di alcune squadre della sua regione in Serie C2. Dopo alcuni anni di gavetta nel campionato cadetto, esordisce in Serie A con l’Udinese, alla cui guida ottiene risultati straordinari che gli consentono di approdare alla corte del Milan, con cui conquista un inatteso scudetto nel 1999, anno del centenario della squadra rossonera. Dopo altre esperienze alla guida dei maggiori club di Serie A, inizia la sua avventura con le Nazionali diventando prima commissario tecnico del Giappone, con il quale ha conquistato la Coppa d’Asia nel 2011, e poi degli Emirati Arabi Uniti.

    La figura di Alberto Zaccheroni nelle vesti di Commissario Tecnico della Nazionale Non Profit è sinonimo di esperienza, qualità e carisma. Si tratta di un profilo dagli importanti valori morali, oltre che prettamente sportivi.

    La rosa, per completarsi, attende gli ultimi uomini da schierare in campo. L’invito da parte della squadra è rivolto a tutti gli ex calciatori o atleti che, in rappresentanza di una Associazione Non Profit, vogliano scendere in campo per sostenere una causa comune.
    È ancora possibile candidarsi inviando una email a info@nazionalenonprofit.org.

    La prima sfida sarà il prossimo 23 giugno presso lo stadio “Cino e Lillo Del Duca” di Ascoli Piceno, poi Malta a settembre e Bari a dicembre. Il ricavato di questi eventi sarà utilizzato per sostenere la realizzazione del progetto “WeAut”, ideato dalla Nazionale Azzurri, per la creazione, in provincia di Roma, del primo centro

    I biglietti saranno prossimamente acquistabili sul sito di Vivaticket e in tutte le ricevitorie nazionali convenzionate.

    L’acquisto del biglietto verrà ricompensato al 100% in sconti per acquisti da utilizzare sulla piattaforma partner TrustMeUp.com, sponsor della nazionale.

  • La Commissione e la UEFA lanciano la campagna #EveryTrickCounts contro i cambiamenti climatici

    La Commissione europea ha lanciato con la UEFA una nuova campagna di sensibilizzazione incentrata sulle azioni individuali per fare fronte ai cambiamenti climatici. Grazie a questa collaborazione, durante le interruzioni pubblicitarie delle partite di Champions League UEFA e di altri importanti eventi sportivi, in 57 Paesi verrà diffuso un video in cui famosi calciatori mostrano alcuni trucchi per risparmiare energia e ridurre le emissioni. Il video, che verrà trasmesso anche negli stadi durante le partite, va in onda per la prima volta il 19 ottobre.

    Il Vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, Frans Timmermans, ha dichiarato: “Il calcio unisce il nostro continente e il pianeta intero. Per poter continuare a goderci il nostro sport preferito, dobbiamo vincere la lotta contro i cambiamenti climatici come una squadra. Sono lieto che la UEFA e la Commissione europea diano il calcio d’inizio a questa campagna per sostenere i nostri obiettivi climatici. Con il Green Deal europeo stiamo sollecitando gli importanti cambiamenti strutturali necessari per preparare la nostra economia e la nostra società a un futuro a impatto climatico zero. Ma non ce la faremo se non parteciperanno tutti mediante piccole azioni individuali, come andare allo stadio con mezzi di trasporto sostenibili, riciclare i rifiuti dello spuntino dell’intervallo, o spegnere qualche luce in casa mentre siamo incollati al televisore durante la partita. Diamo un calcio alle nostre cattive abitudini, per il bene del pianeta.”

    Di seguito il link al video: https://audiovisual.ec.europa.eu/en/video/I-212473

    Fonte: Commissione europea

  • Il gesto libero dello sport

    Il gesto in quanto libero e spontaneo identifica il valore di chi lo propone, specialmente se coniugato ad una prestazione sportiva di altissimo livello. Lo sport rappresenta ormai l’ultimo palcoscenico espressione di valori formativi e propositivi rispetto allo sconfortante deserto proposto dagli ambienti politici. In ambito sportivo si possono esprimere liberamente ancora idee e valori tanto attraverso la pratica stessa quanto con gesti legati all’iniziativa individuale e quindi libera espressione di sensibilità e valori personali.

    Quando, invece, lo sport viene contaminato ed inquinato dalle aspettative che le varie compagini politiche hanno nei confronti di chi lo sport lo pratica viene meno lo stesso valore espresso dalla sport e dalla sua indipendenza confermata dai principi fondativi del Cio (Comitato Olimpico Internazionale).

    Una prestazione atletica vincente unita magari ad un gesto politico possono avere il massimo valore comunicativo in quanto si esprimono in un contesto agonistico vincente. In occasione degli Europei di calcio, viceversa, si intende costringere la Nazionale ad inginocchiarsi non tanto contro il razzismo, come qualcuno vorrebbe fare intendere dall’alto della propria visione ideologica e massimalista, quanto a favore di un singolo e ben definito movimento politico estremista. Quindi non a tutela di un diritto fondamentale ma semplicemente in appoggio ad una sua interpretazione politica.

    Viene dimostrato, ancora una volta, come le aspettative di alcuni personaggi politici nei confronti della Nazionale rappresentino la metastasi stessa della politica la quale, incapace di restare all’interno dei propri ambiti, pretende di utilizzare per la propria penosa propaganda lo sport e i suoi protagonisti.

    Questa evidente violazione della indipendenza dello sport trova la propria ragione non tanto nel tentativo di sensibilizzare il pubblico verso tematiche valoriali globali quanto di cercare di porre al centro dell’attenzione le proprie visioni ed interpretazioni ideologiche di parte attraverso l’uso inappropriato del contesto agonistico e sportivo.

    Lo sport rappresenta la sintesi di Potenza (1), Tecnica (2), Libertà (3) in un contesto di regole condivise (4). Termini evidentemente sconosciuti ad una parte della politica che intende appropriarsene senza avere le competenze minime che una qualsiasi pratica sportiva avrebbe loro insegnato.

  • In attesa di Giustizia: rigore è quando arbitro fischia

    Con un anno di ritardo dovuto alla pandemia, sono iniziati i campionati europei di calcio e la Nazionale – almeno fino ad ora – vince, diverte e convince: prendiamo spunto da queste vicende sportive e azzardiamo la parodia in chiave calcistica per rievocare con una telecronaca quelle che sono state di maggiore impatto negli ultimi tempi per l’Ordine Giudiziario.

    Immaginiamo, allora, che in campo vi siano la Nazionale Magistrati (che realmente esiste) ed una squadra dell’Unione delle Camere Penali in rappresentanza dei cittadini italiani: quelli che da sempre sono in attesa di Giustizia ed oggi assistono sgomenti alla caduta verticale di credibilità della Magistratura.

    Partita sonnolenta, senza grandi spunti né da una parte né dall’altra; ma ecco che all’improvviso vi è un intervento scomposto di Raffaele Cantone che impatta sul suo compagno di reparto  Luca Palamara il quale, a sua volta, cadendo finisce con il falciare come birilli, determinando un “effetto domino”, numerosi atleti del suo team, imponendo il fermo del gioco: entrano sul terreno i massaggiatori e il medico ma nonostante le cure prestate non tutti sono in grado di riprendere la partita; vengono fatte alzare dalla panchina le riserve che, tuttavia, non sono in numero sufficiente per ripristinare la formazione ad undici elementi.

    Gli atleti della compagine avversaria assistono stupefatti all’accaduto e si aspettano che l’arbitro assuma una qualche decisione perché la Nazionale Magistrati è stata decimata e, secondo le regole, una partita non può iniziare o proseguire senza il numero minimo di sette elementi.

    Il fischietto tace e l’incontro prosegue con una delle squadre in netta superiorità ma senza che riesca ad andare a rete per la strenua difesa allestita dai tecnici dell’ANM Poniz e Santalucia: tutti i giocatori vengono dislocati in area di rigore a presidio della propria porta.

    Fraseggio stretto tra gli incursori dell’Unione, Spigarelli e Caiazza, interrotto da Riccardo Fuzio con un brutto fallo da rosso diretto al limite dei sedici metri, ma l’arbitro non lo espelle né concede la punizione.

    Continua l’assedio al bunker allestito dai magistrati e la giovane speranza delle toghe Paolo Storari tenta di alleggerire la pressione duettando con Davigo, leader storico della squadra ed idolo assoluto dei tifosi e dei capi ultràs Travaglio e Grillo: nel palleggio, peraltro, entrambi si aiutano con le mani ma ancora una volta l’arbitro chiude un occhio e lascia proseguire.

    Dagli spalti il pubblico rumoreggia all’indirizzo di una direzione del gioco che lascia perplessi e la partita non offre spunti tecnici apprezzabili con un manipolo di uomini asserragliati a pochi metri dalla linea di porta dove le azioni fallose si susseguono incessanti: Bossi, Capristo, De Pasquale e Spadaro pestano come dei fabbri ma, alla fine, solo a De Benedictis viene finalmente mostrato il cartellino rosso per doppia ammonizione: tra l’altro il suo sarebbe un fallo da rigore ma l’arbitro si limita all’inevitabile espulsione senza indicare il dischetto degli undici metri.

    Rigore è quando arbitro fischia, ricordava Vujadin Boskov da allenatore della Sampdoria…ed allora, che abbia ragione l’arbitro Mattarella il cui fischietto, tranne qualche raro e sommesso sibilo, rimane rigorosamente muto durante questa interminabile partita che sembra destinata ai supplementari?

    Forse, di certo è un silenzio imbarazzato ed imbarazzante, o entrambe le cose, mentre il quarto uomo, Salvini, segnala il tempo di un interminabile recupero.

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