caldo

  • Il riscaldamento delle acque pericolo per le barriere coralline

    Il continuo alzarsi delle temperature, e per tanti mesi di seguito, ha portato anche l’acqua dei mari ad un riscaldamento sempre più pericoloso sia per i pesci che per la barriera corallina.

    Le barriere coralline sono essenziali per il mantenimento della biodiversità e sono anche di sostentamento per milioni di persone, la loro importanza nei mari è come quella, sulla terra ferma, delle foreste tropicali.
    Il riscaldamento globale sta producendo danni irreparabili e, ormai da alcuni decenni, per motivi vari legati all’inquinamento una parte delle barriere coralline sono morte o in condizioni asfittiche.

    Se, secondo gli esperti delle Nazioni Unite, la temperatura globale dovesse alzarsi ancora, fino a due gradi, il rischio è la morte delle barriere coralline che, negli oceani, sono anche la difesa delle coste sia da mareggiate troppo impetuose che dall’avvicinarsi di squali e grandi pesci pericolosi.

    Le barriere che si formano nei secoli, dal rapporto simbiotico tra i polipi del corallo e le alghe, si stanno anche lentamente sbiancando, e la decolorazione del corallo è sintomo di malattia e porta lentamente alla sua morte.

    Anche la pesca incontrollata ed eccessiva, come l’eccessivo sfruttamento delle aree turistiche, creano squilibri ecologici sempre più pericolosi i quali, uniti all’aumento dell’inquinamento, diventano grida di allarme alle quali è necessario dare subito risposta.

  • Caldo e cani in Corea del Nord

    Kim Jong-un, in arte il leader della Corea del Nord si fa chiamare ‘Brillante Compagno’, ha inviato e continuerà ad inviare al suo degno amico Putin, ex maestro di arti marziali ed ex esperto di tuffi in acque gelide, nuovi strumenti bellici ad alta distruzione, altri li invierà prossimamente insieme ad altre truppe coreane sacrificabili per il fronte ucraino.

    Nel frattempo i medici della Corea del Nord, per combattere il grande caldo, invitano, chi può permettersi di comperarla, a mangiare carne di cane, carne, secondo i degni scienziati del sanguinario leader, particolarmente indicata a contrastare sul fisico umano le conseguenze della calura. I cani, allevati per essere mangiati, sono di una razza particolare, con il pelo di colore giallo e la loro carne sarebbe particolarmente dolce.

    Spero di non incorrere in una reprimenda dal Santo Padre se mi auguro che questi poveri cani abbiano malattie trasmissibili agli umani che li allevano e li mangiano e che i missili di Kim Jong-un, quando sono lanciati contro l’Ucraina, esplodano subito prima di partire.

    Non vorrei veder morire nessuno ma se qualcuno deve morire spero non siano ancora ucraini.

  • Caldo caldo, come proteggere i nostri amici pelosi

    L’estate continua ad essere bollente, mai tanto tempo di seguito con temperature così elevate e mentre soffriamo, difendendoci come si può, non dimentichiamoci che anche i nostri amici animali soffrono e che dipende da noi evitare che il loro disagio si tramuti in un colpo di calore che può portare fino alla morte.
    Nei giorni caldi gli animali devono restare il più possibile in casa in un luogo fresco, per fare i loro bisogni vanno portati fuori nelle ore meno calde, chi non abita in campagna e deve portarli su strade e marciapiedi asfaltati si ricordi sempre che il cane, come il gatto, traspira con la lingua e con i polpastrelli dei piedi perciò l’asfalto bollente è per loro una sofferenza molto forte che può arrivare a procurare ustioni sui polpastrelli.
    Come ogni anno va ricordato che gli animali non vanno lasciati in macchina e, se viaggiano con noi, devono avere una temperatura fresca senza bocchettoni che sparino dritto l’aria su di loro e devono poter bere spesso.
    Ricordiamoci che i cani che hanno un pelo fitto, un mantello nero o molto scuro presentano un rischio maggiore.
    Durante questi giorni bollenti non fate fare ai vostri cani esercizi fisici e giochi che portino un eccessivo movimento e abbiate particolare attenzione per gli animali anziani, sovrappeso o molto giovani.
    Cercate di tenere umidi la testa, il ventre e le zampe dei vostri pelosi, se la temperatura è molto forte, specie se e siete all’aperto, in casa non lasciateli direttamente davanti al ventilatore o al condizionatore e cambiate spesso l’acqua a loro disposizione cercando di dare un’alimentazione adeguata al clima.

    In caso notiate un atteggiamento diverso dal solito avvertite il vostro veterinario, se c’è il rischio di un colpo di calore raffreddategli la testa e andate subito dal medico.

    Chi ha la fortuna di avere una piscina o di andare al mare o vicino ad un fiume lo aiuti a fare un bagno rinfrescante ma state attenti, specie nei fiumi, ad eventuali mulinelli di corrente che sono particolarmente pericolosi, come  nei laghi, perciò non lasciateli allontanare da voi, tenetelo con un guinzaglio lungo per poterlo recuperare in caso di problemi, se poi il cane non vuole entrare nell’acqua non costringetelo  ma bagnatelo voi, nel tempo prenderà più confidenza se non si è spaventato.

    Anche i gatti, che amano il caldo, stanno soffrendo molto e vanno usate le stesse accortezze che abbiamo illustrato per i cani, in più, se abitate in luoghi dove c’è carenza di acqua per abbeverarsi pensate anche ai gatti liberi e agli animali selvatici, come i ricci, e lasciate fuori casa una ciotola d’acqua, farete una buona azione e guardatevi sempre intorno, perché c’è sempre qualche sciagurato che, per farsi tranquillo le sue vacanze, ha abbandonato per strada il suo amico a quattro zampe, se vedete un animale abbandonato cercate di soccorrerlo e avvertite subito la forestale, i vigili e le associazioni animaliste.

  • Studio inglese: il caldo estivo ha triplicato i decessi

    I cambiamenti climatici hanno triplicato i decessi per colpa delle ondate di calore nelle città europee, secondo quanto emerge dal primo studio dedicato ai decessi legati al cambiamento climatico per un’ondata di calore. Secondo l’analisi – guidata da scienziati dell’Imperial college London e della London school of hygiene & tropical medicine – “i cambiamenti climatici causati dall’uomo hanno intensificato la recente ondata di calore europea e aumentato il numero previsto di decessi per calore di circa 1500 morti in 12 città europee”.

    Il cambiamento climatico – spiega la ricerca – “causato dall’uso di combustibili fossili ha aumentato le temperature dell’ondata calore fino a 4 gradi in più in tutte le città”. Lo studio – che prende in considerazione il periodo che va dal 23 giugno al 2 luglio scorso – effettua quindi una stima utilizzando modelli e dati storici e mette in evidenza perché le ondate di calore sono note come ‘killer silenziosi’ dal momento che la maggior parte dei decessi legati al calore non viene segnalata.
    Dei 2300 decessi da calore stimati, circa 1500 – pari al 65% – sono «il risultato dei cambiamenti climatici causati dai combustibili fossili”. Il cambiamento climatico è stato “responsabile di 317 decessi in più stimati a Milano, 286 a Barcellona, 235 a Parigi, 171 a Londra, 164 a Roma, 108 a Madrid, 96 ad Atene, 47 a Budapest, 31 a Zagabria, 21 a Francoforte, 21 a Lisbona e 6 a Sassari». Gli scienziati avvertono che «le temperature delle ondate di calore continueranno a salire e i futuri bilanci delle vittime saranno probabilmente più alti, finché il mondo non smetterà in gran parte di bruciare petrolio, gas e carbone e non raggiungerà emissioni nette pari a zero».

    Lo studio dell’Imperial College rileva che le persone anziane hanno registrato la mortalità più elevata: l’88% delle vittime da calore sono persone di età superiore ai 65 anni. Gli anziani sono evidentemente i soggetti più vulnerabili alle temperature estreme. Tuttavia, i ricercatori avvertono che il caldo può essere pericoloso per tutte le fasce d’età, con una stima di 183 decessi in dieci giorni tra le persone di età compresa tra i 20 e i 64 anni. Permane quindi la necessità di accelerare l’attuazione di ulteriori misure di adattamento, soprattutto alla luce di tendenze come l’urbanizzazione e l’invecchiamento della popolazione. Durante le ondate di calore le grandi metropoli e i centri urbani diventano veri e propri hotspot, delle isole di calore a cui dover adattarsi per sopravvivere. I ricercatori raccomandano l’implementazione di soluzioni già ben note, come l’aumento degli spazi verdi, l’efficientamento termico delle abitazioni e misure di adattamento più emergenziali, come l’installazione di rifugi climatici pubblici e fontane che possono offrire un sollievo immediato alle persone più esposte.

  • Aree verdi in città per ridurre le temperature

    Negazionisti o irriducibili sostenitori dell’effetto serra nessuno può negare che il cambiamento climatico stia portando gravi danni e problemi che bisogna, per quel che si può, affrontare.

    Sappiamo tutti che la presenza di alberi, di zone verdi, nelle città riduce la temperatura di qualche grado e produce un effetto positivo contrastando l’inquinamento, inoltre gli alberi aiutano ad assorbire l’acqua delle piogge. Nonostante questa realtà scientifica gli alberi già esistenti non sono curati e spesso sono anche abbattuti, le nuove piantumazioni ritardano e se qualche alberello è piantato è messo a dimora nel cemento e nell’asfalto con poche speranze di sopravvivenza anche perché l’amministrazione non se ne occupa.

    Occorre una politica diversa che imponga per ogni nuova edificazione uno specifico spazio verde utile sia per la collettività che per gli abitanti del quartiere che avranno aria più pulita e spazi per i bambini, per gli anziani e non dimentichiamoci dei nostri amici a quattro zampe.

    Il verde rasserena anche lo spirito perché è rilassante e in una società convulsa e nervosa come la nostra creare piccole aree che aiutino a sconfiggere lo stress dovrebbe essere un impegno dei sindaci e degli assessori se dedicassero un po’ del loro tempo a capire la città ed a studiare i problemi dalla parte dei cittadini.

    Per citare qualche dato ricordiamo che Roma nel 2024 ha avuto 79 notti tropicali, e così molte altre città italiane, che i condizionatori, che non tutti possono permettersi, hanno un alto costo di gestione e che l’aria dei condizionatori non sempre è sana, che le così dette cinture verdi, i grandi parchi, abbassano la temperatura anche di 4/5 gradi e che gli alberi alti a foglia caduca richiamano il vento, il circolo dell’aria ed intercettano le polveri sottili così pericolose per la nostra salute.

    Speriamo, la speranza è l’ultima a morire, che qualcuno dei tanti amministratori di centro destra si decida a fare quello che il centro sinistra al governo delle città non ha fatto, ed anche le regioni potrebbero cominciare a dare un serio contributo

  • Cani e gatti: consigli per l’arrivo del caldo

    Eccoci finalmente in estate e il caldo è arrivato anche troppo d improvviso, per molti è difficile abituarsi specie se si vive e lavora in città dove l’asfalto ributta su onde di calore.

    Non dimentichiamoci che anche i nostri animali soffrono il caldo, specie quelli che devono fare le loro passeggiate sull’asfalto e hanno pochi incontri, sempre brevi, con gli spazi erbosi ed ombreggiati dagli alberi.

    I gatti, che hanno sempre bisogno di avere l’acqua a portata di muso, in estate chiedono di cambiarla spesso, deve essere il più fresca possibile e hanno bisogno di un posto ventilato ma non metteteli sotto il ventilatore, rischierebbero una bronchite che potrebbe essere fatale.

    Se partite per le vacanze e lo portate con voi, scelta preferibile alla pensione che non deve mai essere cercata all’ultimo momento con il rischio di brutte sorprese al ritorno, non dimenticate che i gatti soffrono molto il caldo della macchina e perciò non vanno mai lasciati soli nella vettura.

    Nel nuovo luogo dove alloggerete si adatteranno presto, se sono gatti abituati anche ad uscire teneteli comunque chiusi per un paio di giorni così che memorizzino bene dove siete voi, il loro trasportino e cuscino e le ciotole per mangiare e bere e non lasciateli fuori di notte, ci sono troppi pericoli. Tutti i gatti che abbiamo avuto si sono benissimo abituati, in campagna, ad uscire di giorno e a tornare verso sera, basta abituarli anche con il cibo ed i fischietto di richiamo.

    Anche i gatti possono avere colpi di calore perciò, come per i cani, se il caldo è troppo inumidite un po’ la testa, la pancia e le zampe.

    Non portate fuori i vostri cani, specie in città, nelle ore calde, i loro polpastrelli sono molto delicati ed essenziali per lo scambio di calore corporeo perciò sull’asfalto bollente soffrono, come per i gatti necessitano di acqua fresca e di luoghi dove riposare un po’ al fresco e mai sotto l’aria condizionata che è per loro molto pericolosa.

    La cosa più importante di tutte non abbandonateli mai, mai.

    Fortunatamente ci sono leggi che puniscono l’abbandono di animali ma non c’è legge sufficientemente dura per lenire il dolore che prova un cane abbandonato, su una strada, piena di pericoli, proprio dalle persone che ama incondizionatamente.

    Oggi vi sono molti luoghi di villeggiatura, anche al mare, che ospitano persone ed animali, lentamente si sta cominciando a capire che loro sono parte di noi, esseri viventi, sensibili e sempre leali, come anche noi dovremmo essere.

  • Il caldo nuoce anche ai farmaci, ecco come conservarli

    Anche i farmaci temono il caldo e per questo, in estate, è necessario qualche accorgimento in più per conservarli correttamente. Con il caldo, prima della partenza per le vacanze – raccomanda l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) – sarà bene però osservare alcune semplici accortezze. Prima di tutto leggendo il Foglio Illustrativo, che riporta le esatte modalità e temperature di conservazione. È importante rispettarle perché la sicurezza non va in vacanza.

    Ecco alcuni consigli: la temperatura è importante, rispettala. Innanzitutto va verificata attentamente sul Foglio Illustrativo la giusta temperatura di conservazione. Se non sono specificate particolari condizioni, i farmaci vanno conservati in ambienti freschi e asciutti a una temperatura inferiore a 25 °C. In viaggio è buona norma dotarsi di borse refrigerate che possano mantenere una temperatura adeguata per tutta la durata del tragitto. In auto ricordarsi che l’abitacolo è più fresco del portabagagli. In aereo meglio portare i farmaci salvavita nel bagaglio a mano insieme alle prescrizioni. Ricordando che i liquidi di volume non superiore a 100 ml possono essere trasportati nel bagaglio a mano e devono essere inseriti in buste trasparenti, mentre per compresse e capsule non ci sono restrizioni. Alcuni farmaci necessitano di particolari condizioni di conservazione. L’insulina, ad esempio, deve essere conservata in frigo a una temperatura controllata compresa tra 2 e 8 °C. Anche i farmaci per la tiroide, i contraccettivi e altri medicinali a base ormonale sono particolarmente sensibili alle variazioni termiche. Evitare, in ogni caso, di esporli a fonti di calore e a irradiazione solare diretta.

    Occhio all’aspetto: se sembra diverso o presenta difetti come un colore o un odore anomalo o una differente consistenza, consultare il medico o il farmacista prima di assumerlo perché questi cambiamenti non sempre sono indice di un deterioramento del medicinale. Controllare sempre la compatibilità con l’esposizione al sole: Alcuni farmaci possono provocare reazioni di fotosensibilizzazione come dermatiti o eczemi. Questo fenomeno può verificarsi in particolare con creme a base di cortisone, gel, soluzioni o spray, ma anche antibiotici e anticoagulanti. In questo caso, è bene evitare l’esposizione solare, in particolare nelle ore più calde della giornata, e utilizzare sempre un’adeguata protezione. In casi specifici, ad esempio dopo l’uso di cerotti a base di ketoprofene, è necessario evitare di esporsi al sole fino a due settimane dopo il trattamento. Preferire le formulazioni solide: Ricordarsi che, quando possibile, in estate l’utilizzo di formulazioni solide come le compresse è da preferire alle formulazioni liquide, poiché meno sensibili alle alte temperature.

    Portare con sé le confezioni originali: Un errore comune durante la preparazione dei bagagli è quello di mettere farmaci diversi nello stesso contenitore per risparmiare spazio. Tuttavia, questo può comportare una difficoltà nel riconoscere i medicinali, e c’è il rischio di fare confusione con le scadenze, le avvertenze o i dosaggi. Inoltre, blister e scatole riparano i farmaci da luce e umidità, al contrario dei portapillole o di contenitori non esplicitamente destinati al trasporto di medicinali. Questi potrebbero facilmente surriscaldarsi e alterarli. Occorre estrarre dal contenitore originale solo la dose da assumere. Nel caso fosse necessario acquistare un farmaco, la confezione originale che riporta la composizione potrà essere d’ausilio a dialogare con medici e farmacisti del luogo. Per non dimenticarsi di assumere i medicinali nei giusti orari è utile scaricare l’App “AIFAmedicinali” (disponibile per cellulari Android e iOS), che consente di creare il proprio armadietto farmaceutico con l’attivazione di alert per ricordare quando assumerli o per segnalare se sono previste carenze in farmacia. Con questi semplici ma essenziali accorgimenti che compongono un piccolo vademecum da portare in valigia per viaggiare sicuri, le vacanze saranno più serene.

  • Eight more die as India faces ‘longest’ heatwave

    A severe heatwave continues to wreak havoc in India as the eastern state of Odisha on Monday reported eight deaths within a 72-hour period.

    Official figures released in May suggested 60 people died between March and May across India due to heat-related illnesses.

    But the number is likely to be much higher as heat-related deaths go under-reported in rural areas.

    Officials say India is in the middle of the longest heatwave it has seen since records began. Temperatures have crossed 50C in some areas recently.

    “This has been the longest spell because it has been experienced for about 24 days in different parts of the country,” Mrutyunjay Mohapatra of the India Meteorological Department (IMD) told the Indian Express newspaper.

    Parts of northern India have been experiencing extreme heat since mid-May, with temperatures hovering between 45-50C in several cities.

    Some areas of the country have also been impacted by water shortages, with extreme heat placing huge demands on supplies.

    Earlier this month, at least 18 polling officials deployed for the final phase of the general elections died of heat-related illnesses in Uttar Pradesh and Bihar states, authorities said.

    On 31 May, at least 33 people, including election officials, died of suspected heatstroke in Bihar, Uttar Pradesh and Odisha.

    The monsoon, which hit India’s southern coast in Kerala state on 30 May, is expected to bring some relief as it spreads to northern parts of the country in the coming days.

    The IMD has predicted an above-average monsoon season for the country this year.

    But Mr Mohapatra said that “heatwaves will be more frequent, durable and intense, if precautionary or preventive measures are not taken.”

    The weather office has predicted heatwave conditions for northwest and eastern India for the next five days.

    India is the world’s third largest emitter of greenhouse gases, relying heavily on coal to generate power for its needs.

    “Human activities, increasing population, industrialisation and transport mechanisms are leading to increased concentration of carbon monoxide, methane and chlorocarbons,” Mr Mohapatra said.

    “We are endangering not only ourselves, but also our future generations.”

  • Brazil records its hottest ever temperature

    Brazil has recorded its hottest ever temperature – 44.8C (112.6F) – as parts of the country endure a stifling heatwave.

    The record was hit on Sunday in the town of Araçuaí, in Brazil’s south-eastern state of Minas Gerais.

    The unprecedented weather has been attributed to the El Niño phenomenon and climate change.

    Forecasters say some of the heat is likely to ease this week.

    According to the National Institute of Meteorology (Inmet), only three state capitals will see temperatures approaching 40C, CNN Brasil reported.

    The government agency said Araçuaí’s high of 44.8C had beaten the country’s previous record of 44.7C, measured in 2005.

    The heat has seen red alerts issued across the country, weeks before the beginning of summer in the southern hemisphere. Brazil’s energy consumption has soared to record levels as people try to keep themselves cool.

    The high temperatures led to Taylor Swift cancelling one of her concerts in Rio de Janeiro after a fan fell ill and died before a show on Friday.

    According to the organisers, 23-year-old Ana Clara Benevides Machado had sought help at the stadium after feeling unwell. She was transferred to hospital but died one hour later.

    Official research released two weeks ago showed that the average temperature in the country had been above the historical average from July to October.

    Extreme weather is becoming more frequent and more intense in many places around the world because of climate change.

    According to scientists, heatwaves are becoming longer and more intense in many places and this is expected to continue whilst humans keep releasing planet-warming greenhouse gases.

    Meanwhile, the Earth is currently in an El Niño weather phase, during which time global temperatures typically increase.

  • Groenlandia mai così calda negli ultimi mille anni

    Il riscaldamento globale sta facendo sentire i suoi effetti sulla Groenlandia, dove da un millennio non si rilevavano temperature elevate come quelle registrate recentemente, e costituisce una seria minaccia per il 40% dei vertebrati che vivono sulla terraferma. Lo indicano due ricerche indipendenti pubblicate nello stesso numero della rivista Nature.

    A seguire l’andamento della temperatura in Groenlandia negli ultimi mille anni è la ricerca condotta dall’Istituto tedesco Alfred-Wegener, dalla quale emerge che nell’ultimo periodo considerato, che va dal 2001 al 2011, la temperatura media è stata più alta di 1,5 gradi rispetto a quella degli ultimi mille anni.

    Guidati da Maria Hörhold, i ricercatori hanno analizzato le carote di ghiaccio prelevate nelle regioni più interne della Groenlandia, senza precedenti per lunghezza e qualità.  Hanno raccolto così dati preziosi, che hanno permesso di ricostruire la storia climatica dell’isola dall’anno 1000 fino al 2011 e che hanno dimostrato come il riscaldamento globale abbia ormai raggiunto anche il cuore dell’isola: “Questi dati – ha detto Hörhold – mostrano che il riscaldamento dal 2001 al 2011 differisce nettamente dalle variazioni naturali degli ultimi mille anni”. Risultati che hanno sorpreso i ricercatori, che non si aspettavano una differenza di temperatura così evidente rispetto al passato anche nelle zone più interne della Groenlandia.  La seconda ricerca, condotta dall’Università dell’Arizona a Tucson, mette l’accento su un altro aspetto del riscaldamento globale, ossia sulle ondate di calore: questi fenomeni, che consistono in periodi di almeno sei giorni consecutivi con temperature molto superiori alla media locale del periodo, stanno diventando sempre più frequenti. Guidati da Gopal Murali, i ricercatori stimano che questi fenomeni estremi, potranno avere gravi ripercussioni sui vertebrati che vivono sulla terraferma, fino a mettere a rischio la sopravvivenza del 40% di essi entro il 2099.

    Sperimentate in Italia, soprattutto nel 2022 così come in India e Pakistan con temperature sopra i 50 gradi o in Gran Bretagna dove si sono superati i 40 gradi a luglio, le ondate di calore sono fenomeni strettamente connessi alla crisi climatica e i loro effetti sul mondo animale sono stati finora poco studiati. La ricerca dell’Università dell’Arizona è fra le prime a misurare il livello di stress indotto nella fauna selvatica dai periodi di caldo eccezionale, rilevano che uno degli effetti principali porta a un calo della riproduzione, e di conseguenza delle popolazioni.

    Prendendo a riferimento tre possibili scenari climatici (uno in cui il riscaldamento globale si attesterà nel 2099 a 4,4 gradi rispetto ai livelli preindustriali, uno a 3,6 e infine l’ultimo a 1,8 gradi) i ricercatori hanno stimato che nel primo scenario a soffrire di forte stress sarà il 41% dei vertebrati, il 29% nel secondo scenario e il 6% nell’ultimo. Ad essere a maggior rischio, considerando il primo scenario, saranno anfibi (il 55%) e rettili (51%) mentre a soffrire meno saranno mammiferi (31%) e uccelli (26%).

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