Cipro

  • La Ue vuole interrompere le relazioni diplomatiche con la Turchia

    Il Consiglio dell’UE ha votato il 15 luglio la sospensione delle attività diplomatiche tra UE e Turchia in risposta a «nuove e continue» attività sulla costa di Cipro da parte del Paese asiatico. Almeno due navi turche hanno trivellato petrolio e gas nelle acque territoriali cipriote; il governo turco rivendica diritti di esplorazione sulla regione mentre l’Ue ha più volte invitato Ankara a non proseguire tali attività.

    A seguito della decisione europea, il ministero degli Esteri turco ha rilasciato una dichiarazione in cui ha respinto le conclusioni del Consiglio e lo ha accusato di mostrare pregiudizi ingiustificati a favore di Cipro. «Non dovremmo prendere sul serio le decisioni dell’Ue» ha dichiarato il ministro degli Esteri Mevlüt Çavuşoğlu al sito di notizie turco Habertürk: «Abbiamo già tre navi lì e ne stiamo inviando una quarta» ha aggiunto.

  • EU considers freezing Customs Union negotiations with Turkey

    Amid growing concerns about the aggressive offshore drilling activities that are currently being carried out near the Cypriot coast by the Turkish government, the European Union is mulling putting Ankara’s accession chapters under discussion ahead of the European Council meeting in 20-21June,

    Turkey disputes the existence of an Exclusive Economic Zone that belongs to Cyprus. Instead, Turkey’s authoritarian President Recep Tayyip Erdoğan claims he has the legal right to send exploration vessels in the are, a move that EU-member Cyprus says violates its sovereignty.

    According to the draft joint communique, the EU leaders are preparing “to respond appropriately and in full solidarity with Cyprus,” and to reiterate that the bloc condemns “Turkey’s continued illegal actions in the Eastern Mediterranean” while noting that “Turkey continues to move further away from the European Union”.

    The EU’s leaders plan to publicly declare that Turkey’s EU accession negotiations have come to a standstill and no further chapters in the accession process can be considered for opening or closing at this time, including the change of status of the Customs Union with the EU and visa liberalisation for Turkish passport holders.

    “No further work towards the modernisation of the EU-Turkey Customs Union is foreseen,” the leaders are expected to say at the end of the week.

    The EU is also prepared to show Turkey that further escalation is possible if any illegal drilling continues. Greek Prime Minister Alexis Tsipras has already said that he may demand that the EU sanction Turkey because of Ankara’s continued violations of Cyrpus’ territorial waters.

    The dispute adds to a series of disagreements between the EU and Turkey in areas such as the rule of law and democratic standards, especially since a so-called failed coup against Erdoğan’s Islamist government in July 2016.

    Cyprus was split in 1974 into the EU-member Greek Cypriot south and the internationally unrecognised Turkish Cypriot north when Turkey invaded in response to a coup by local supporters of a formal union with Greece.

  • Per trovare la sua ‘quadra’ la Ue deve pensare anche a Cipro

    Mentre i governi dei Paesi della Ue si stanno febbrilmente consultando e scontrando sui nomi dei futuri commissari e aleggia, costante e incombente, il problema dell’immigrazione visto che addirittura vi è stata una denuncia, proprio contro l’Unione europea, al tribunale dell’Aja, la stessa Europa si trova, sul tema appunto dei migranti, a dovere dare conto dell’enorme quantità di denaro dato alla Turchia senza aver effettivamente verificato l’utilizzo di tale denaro a favore degli immigrati. Ma il problema Turchia non è rappresentato soltanto da questo, consiste anche nella situazione dell’isola di Cipro, che è membro della Ue, divisa dal 1974 tra Nord e Sud da un muro, da un filo spinato. La stessa capitale Nicosia è divisa da muraglioni di sacchi di sabbia. Da un lato ci sono i turchi, che in quella data l’hanno invasa, e dall’altro i greci-ciprioti. Nicosia sembra una città in guerra, è l’ultima capitale europea divisa in due da un muro. Le due realtà non comunicano con la stessa lingua né possono comunicare telefonicamente perché le due compagnie di telefonia mobile non si riconoscono e non hanno servizi in comune. Case abbandonate e distrutte sono ancora lì a raccontare una ferita non rimarginata e i militari camminano armati dietro al filo spinato: non si può né fotografare né riprendere. Nel 2004 Kofi Annan, segretario dell’Onu, aveva proposto una road map per la riunificazione ma tutto fallì e a nulla approdarono nemmeno i negoziati del 2014-2017.

    Certamente vi sono problemi più impellenti e di più vasta portata che l’Ue deve affrontare, ma anche questo di Cipro non può essere ignorato. Né può essere ignorato che quanto la Turchia ha fatto nel lontano 1974 dimostra ai giorni nostri, con gli atteggiamenti e le iniziative di Erdogan, che vi possono essere ancora pericoli per la stabilità.

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