L’ultimo caso affiorato tra le cronache è quello della scuola elementare di Cassino, intitolata a Rosario Livatino, dopo una ristrutturazione terminata ad aprile 2024, presente il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara, per la quale erano stati investiti 900 mila euro. Solo un anno dopo, nell’estate del 2025, le pensiline hanno mostrato preoccupanti cedimenti, tanto che il plesso è stato chiuso e i bambini, con l’avvio del nuovo anno scolastico spostati all’oratorio di Caslino, mentre per il prossimo anno scolastico i 70 alunni delle 5 classi dovranno recarsi nel plesso di Cadorago (con servizio di trasporto gratuito per le famiglie, ha sottolineato il sindaco di Cadorago Paolo Clerici).
Il problema tuttavia è ben più vasto: in Italia è priva di certificato di agibilità circa il 60% di tutti gli edifici scolastici: su oltre 40.000 strutture, 9 edifici su 10 risultano privi di almeno una certificazione obbligatoria. Nel dettaglio: oltre il 59% degli istituti è privo di agibilità e il 57% non ha il certificato di prevenzione incendi; solo il 2% delle scuole in zone sismiche è stato adeguato alle normative, mentre oltre la metà non ha nemmeno effettuato le verifiche di vulnerabilità. Circa il 70% di tutti gli edifici è stato costruito nella prima metà del Novecento.
Tutt’altro che facili da trovare, i dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito relativi a finanziamenti che si trovano a tutt’oggi risalgono al 2021. L’edilizia scolastica è materia di competenza regionale secondo la Costituzione, ma il ministero dell’Istruzione a prima vista appare chiaro che a livello di governo centrale né il ministero dell’Istruzione si dà un gran da fare per sollecitare la raccolta dati sulle iniziative per l’edilizia scolastica da parte degli enti cui compete occuparsi di quegli immobili né il ministero delle Infrastrutture brilla nello svolgimento delle «funzioni di supporto alla Struttura tecnica di missione per l’edilizia scolastica, che è stata istituita dalla Presidenza del Consiglio e che si raccorda anche con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR) e con altre istituzioni ed enti locali per dare impulso alla realizzazione delle opere di edilizia scolastica» di cui pure parla nel proprio sito web, per giunta celebrando (secondo l’ultimo aggiornamento, del 25 febbraio 2022), che «ad oggi sono sufficienti: 45 giorni per ottenere tutti i pareri, i visti e i nulla osta, riguardanti gli interventi di estrema urgenza per la messa in sicurezza e la realizzazione di nuovi edifici scolastici; 30 giorni per ottenere dai Provveditorati per le Opere Pubbliche i pareri per i finanziamenti stabiliti da precedenti delibere del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE)».
La struttura amministrativa per monitorare le necessità dell’edilizia scolastica insomma c’è, risorse anche (almeno fino al 2021), quel che manca è il lavoro effettivo da parte delle strutture amministrative in questione e l’impiego dei fondi che si dichiarano impegnati per gli immobili scolastici. La vicenda di Cassino attesta che, nella migliore delle ipotesi, l’impegno dei ministeri preposti e delle risorse apposite è stato tutt’altro che ottimale. E il governo ha di recente pure previsto di destinare 100 milioni all’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle scuole.