convivenza

  • Con i nostri animali possiamo essere liberi

    Cani e gatti, ma anche altri animali da compagnia, fanno ormai parte della gran parte delle nostre famiglie e già in passato avevamo ricordato come la loro vicinanza, il rapporto affettivo che si crea e il gesto di accarezzarli comportasse benefici come l’abbassamento dei battiti cardiaci ed una migliore circolazione del sangue.

    Studi scientifici hanno anche dimostrato l’importanza di parlare con i nostri amici pelosi, gli stessi psicologi invitano a farlo abitualmente perché parlare proietta sugli animali una delle nostre necessità emotiva e sociale: comunicare, inoltre parlare con loro li aiuta ad acquisire un linguaggio sempre più vasto che facilita la reciproca comunicazione e comprensione.

    Con i nostri animali possiamo essere liberi, non saremo mai giudicati ma, se saremo capaci di instaurare un vero rapporto comunicativo, saremo accuditi con tenerezza, compresi per quello che siamo veramente non perché belli, ricchi o famosi ma perché capaci di empatia, e chi riesce ad essere empatico con gli animali riuscirà ad esserlo anche con gli altri umani.

    Parlare con gli animali riduce ansia e stress e dà a loro nuove e più vaste capacità di comunicazione con noi, è vero che specialmente i cani, ma anche i gatti, comunicano con le posture del corpo e con gli occhi ed intuiscono i nostri stati d’animo anche se siamo silenziosi ma parlare con loro ha per tutti un effetto benefico e in poco tempo vedrete quante parole sono capaci di imparare.

  • La memoria

    Il Giorno della Memoria riporta proprio alla memoria una triste realtà: i morti, le vittime non sono tutte uguali perché l’odio di parte stravolge la Storia, non c’è mai verità quando la realtà è negata.

    Un giorno che avrebbe dovuto significare comunanza, rispetto reciproco, impegno comune ad operare per evitare che tragedie, come quelle che ha vissuto il secolo scorso, non abbiano a ripetersi nei tanti conflitti di oggi, si è tramutato in un ulteriore scontro nella mistificazione degli eventi passati e recenti, con pretesti, azioni, dichiarazioni atti solo a rinfocolare antichi odi e pregiudizi.

  • A cinquanta anni dal rogo di Primavalle far conoscere la vera verità sugli anni bui e le violenze atroci

    Sono d’accordo con l’on Walter Verini, del Partito Democratico, quando dice che la pacificazione, necessaria più che mai per l’Italia, non è un indistinto vogliamoci bene.

    Oso dire di più, non è affatto necessario volersi bene, quello che è necessario è rispettarsi, rispettare le persone e le idee, contrastare la violenza verbale che, prima poi, ingenera disprezzo e poi odio e violenza fisica, e su questo punto molta sinistra ha molta strada da fare ancora.

    Il rogo di Primavalle, la tragedia dei fratelli Mattei, bruciati vivi, e di tutta lo loro famiglia, che non ha mai avuto giustizia, rimangono un monito per ciascuno di noi sia che apparteniamo alla generazione che vide tanta feroce violenza per le strade o che siamo nati dopo, in anni più tranquilli.

    Il nostro passato più buio deve essere definitivamente affrontato se vogliamo costruire un futuro senza altre tragedie, se vogliamo che la giustizia come la pietà non restino parole sulla carta.

    Non occorre volersi bene, ognuno si sceglie amici e compagni di strada, chi ha fede sa di dover guardare al suo prossimo come guarda se stesso.

    Chi fa politica ha il dovere di bandire certe parole dal proprio vocabolario, di considerare avversari politici, e non nemici, coloro che militano in altri schieramenti e che la democrazia è tale solo quando governo ed opposizione sanno lavorare per il bene comune dei propri cittadini e non solo per il proprio tornaconto elettorale.

    Pacificazione è anche avere il coraggio di riconoscere i propri errori, non solo di enunciare quelli altrui, è volere fare chiarezza sul passato arrivando a quelle verità giudiziarie, che spesso sono mancate, ed effettuando vere indagini senza veli.

    Bisognerà andare nelle scuole a spiegare ai giovani cosa significa pacifica convivenza e rispetto reciproco mentre, purtroppo, atti di intolleranza e violenza sono sempre più diffusi e molti esponenti politici dovrebbero assumersi la responsabilità delle conseguenze negative che sono derivate dalle loro violente affermazioni.

     

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