diversità

  • La cultura dell’accettazione dipende dalla capacità di dialogo tra culture diverse

    Oggi, nel giorno dedicato al ricordo dell’olocausto, dopo avere tutti, speriamo, condannato nell’eternità le atroci, inumane, sadiche violenze del nazismo tramutiamo il ricordo in promessa ed impegno: ciascuno combatterà sempre ed ovunque per contrastare ed impedire qualunque forma di razzismo, di prevaricazione, di ingiustizia. Sia la memoria di quanto è successo ieri monito per impedire che oggi e domani si ricreino situazioni che potrebbero essere l’anticipo di nuovi orrori singoli e collettivi, come purtroppo segnalano molti tragici avvenimenti di questi ultimi anni.

    Ricordiamo, con l’olocausto, anche le troppe vittime, specie di religione ebraica, che altri regimi sanguinari hanno causato e che troppo spesso sono ignorate. Diciamo con voce chiara che la lotta contro l’antisemitismo passa anche dal completo riconoscimento, nel mondo, dello Stato di Israele. Bisogna sapere sradicare ogni tipo di estremismo religioso e politico e sapere che la cultura dell’accettazione e comprensione degli altri, base per una serena convivenza civile, dipende dalla capacità di dialogo tra culture diverse ma che non vi è cultura né civiltà né religione là dove sono negati i diritti umani.

  • Italia sesta in Europa per leadership femminile in azienda, ma solo il 4% delle donne è Ceo

    I progressi ci sono, ma non tutti in Europa hanno lo stesso passo nel cammino che porta le donne ai vertici delle aziende. E la pandemia di Covid, tra nuovi equilibri di conciliazione e crisi dell’occupazione, rischia di pesare ancora di più sul mondo femminile. E’ la fotografia scattata dallo studio europeo di Ewob, l’associazione European Women on Boards di cui fa parte l’italiana Valore D, che ogni anno analizza la rappresentanza di genere nei consigli di amministrazione e nei posti di comando aziendali delle più grandi realtà europee.

    In Norvegia, Francia, Regno Unito, Finlandia e Svezia le aziende sono vicine all’equilibrio di genere ai vertici societari, diversamente da ciò che si registra in paesi come Polonia e Repubblica Ceca, tutt’altro che orientati alla leadership femminile. L’Italia si trova in sesta posizione nell’indice di Gender Diversity. Si colloca nella parte alta della classifica registrando un indice di 0,60 – leggermente superiore alla media europea – e posizionandosi davanti a Olanda, Belgio e Irlanda. Con un indice di 0,74 è la Norvegia a vantare le aziende più performanti in termini di uguaglianza di genere. Nel Belpaese i dati testimoniano una buona presenza di donne nei consigli di amministrazione (22%) e nei comitati di controllo (45%) dettata anche, tuttavia, da una legislazione favorevole. Ma sui livelli esecutivi la musica cambia: le donne al vertice delle aziende sono solo il 17% contro il 33% della Norvegia e il 25% del Regno Unito e solo il 4% riveste il ruolo di amministratore delegato, contro il 21% della Norvegia o il 15% dell’Irlanda. “È grazie alla legge Golfo-Mosca se oggi in Italia abbiamo migliorato la rappresentanza femminile nei Consigli di amministrazione, ma il percorso è lungo. Ancora troppo esiguo il numero di donne ai vertici delle aziende nei livelli executive e ceo”, spiega Paola Mascaro, Presidente di Valore D. Sono appena il 6% le società che compongono l’indice di Borsa Stoxx Europe 600 con a capo una donna e solamente in 130 (19%) è presente una donna che a livello europeo ricopre la funzione di amministratore delegato o direttore operativo. La parità nella stanza dei bottoni però sembra ancora lontana: i ruoli dirigenziali sono il 28% del totale. La presenza femminile all’interno dei Cda è invece del 34% ed è il livello di governance che registra la maggiore partecipazione delle donne.Il 2020, nonostante la pandemia, è stato comunque un anno di progresso. “Rispetto al 2019, l’avanzamento della leadership femminile si è tradotto concretamente in un aumento delle donne Ceo che oggi sono 42, 14 in più rispetto all’anno scorso”, sottolinea Päivi Jokinen, presidente di European Women on Boards.

  • “Minority SafePack”: la Commissione risponde all’iniziativa dei cittadini europei

    La Commissione europea ha risposto all’iniziativa dei cittadini europei “Minority SafePack – un milione di firme per la diversità in Europa”, la quinta iniziativa dei cittadini andata a buon fine che ha ottenuto il sostegno di oltre un milione di persone in tutta l’UE.

    L’iniziativa mira a migliorare la protezione delle persone appartenenti a minoranze nazionali e linguistiche. La risposta della Commissione valuta attentamente le proposte avanzate dagli organizzatori, illustrando in che modo la legislazione dell’UE vigente e recentemente adottata sostiene i diversi aspetti di questa iniziativa. La risposta delinea ulteriori azioni di follow-up.

    L’inclusione e il rispetto dell’ampia diversità culturale dell’Europa sono una delle priorità e degli obiettivi della Commissione europea. Negli ultimi anni, da quando l’iniziativa è stata inizialmente presentata nel 2013, è stata adottata un’ampia gamma di misure riguardanti diversi aspetti delle proposte in essa contenute. La comunicazione valuta ciascuna delle nove proposte sulla base dei suoi meriti, tenendo conto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità. Non vengono proposti altri atti giuridici, ma la piena attuazione della legislazione e delle politiche già in vigore costituisce un potente arsenale per sostenere gli obiettivi dell’iniziativa.

    L’iniziativa dei cittadini europei Minority SafePack chiede l’adozione di una serie di atti giuridici per migliorare la protezione delle persone appartenenti a minoranze nazionali e linguistiche e rafforzare la diversità culturale e linguistica nell’Unione.

    Gli organizzatori, il 10 gennaio 2020, hanno ufficialmente presentato alla Commissione la loro iniziativa che è riuscita a raccogliere 1 128 422 dichiarazioni di sostegno valide e ha raggiunto le soglie necessarie in 11 Stati membri. Il 5 febbraio 2020 la Commissione ha incontrato gli organizzatori.

    Il 15 ottobre 2020 gli organizzatori hanno presentato la loro iniziativa e le relative proposte nel corso di un’audizione pubblica organizzata presso il Parlamento europeo. La Commissione disponeva quindi di 3 mesi per adottare una comunicazione in cui esporre le sue conclusioni giuridiche e politiche sull’iniziativa.

    L’iniziativa Minority SafePack è stata discussa nella sessione plenaria del Parlamento europeo del 14 dicembre 2020. Nella risoluzione adottata il 17 dicembre 2020, il Parlamento europeo ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa.

  • Con #midipingodiblu le scuole di Milano e della Lombardia celebrano la Giornata Mondiale dell’Autismo

    Accrescere il livello di conoscenza e quindi di consapevolezza sul tema dell’autismo e contribuire alla riflessione anche sulle semplici diversità che possono presentarsi tra un bambino e l’altro, favorendo la qualità dell’inclusione sociale. E’ questo l’obiettivo dell’iniziativa #midipingodiblu dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Milano e Città metropolitana che, in occasione della giornata mondiale dedicata all’autismo, il 2 aprile, ha invitato, attraverso una lettera inviata dal suo Responsabile, Marco Bussetti, i dirigenti a coinvolgere gli studenti, malgrado la chiusura fisica delle scuole, a produrre elaborati di vario tipo che sottolineino l’importanza dell’inclusione e della ricchezza che può derivare dalla ‘diversità. #midipingodiblu comprende infatti la proposta di realizzare un elaborato grafico, a partire dal modello base di SAM, il logo dello Sportello Autismo Milano, che gli alunni potranno personalizzare con immagini, simboli, testi e messaggi, in base alla loro sensibilità e creatività e potranno esporre ai balconi di casa in segno di solidarietà; la possibilità di usufruire gratuitamente dell’audio/video di Martino Piccolo Lupo, libro scritto da Gionata Bernasconi e illustrato da Simona Mulazzani, accessibile dal 2 aprile al link https://www.youtube.com/channel/UCcwIL6R65MKywEfaLzVdwpg; l’opportunità di avvalersi di un rilancio di attività (schede offerte alle scuole) da proporre quali spunti per accrescere la consapevolezza rispetto ai diritti di TUTTI i bambini.

    La Giornata Mondiale della consapevolezza sull’autismo – WAAD, World Autism Awareness Day – giunta alla sua XIII edizione, è stata istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale dell’ONU per richiamare l’attenzione di tutti sui diritti delle persone con sindrome dello spettro autistico e delle loro famiglie.

  • “Tutte le ore del mondo”: la vita di una comunità multietnica negli scatti del grande fotografo Gerald Bruneau

    26 scatti per raccontare tutti i colori del mondo, concentrati in un solo comune alle porte di Milano, attraverso la vita quotidiana dei bambini. Con la mostra “Tutte le ore del mondo – Ritratti di accoglienza, relazione e cura nella Baranzate multietnica” visitabile fino al 30 giugno prossimo presso il Centro Diagnostico Italiano, in via Saint Bon 20 a Milano, il fotografo Gerald Bruneau ci fa trascorrere un’ipotetica giornata con dodici famiglie italiane e straniere i cui protagonisti sono i loro bambini.

    Ideata e curata da Fondazione Bracco insieme all’Associazione La Rotonda, la mostra valorizza “Kiriku – A scuola di inclusione”, un progetto nato a Baranzate, per contrastare la povertà educativa, selezionato da ‘Con i bambini’ nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

    Il viaggio, pur essendo ambientato a Baranzate, tocca tutto il mondo: dall’Ecuador all’Italia, dal Marocco al Perù, dalla Romania al Salvador, dal Senegal alla Somalia e allo Sri Lanka. Colori, lingue, abitudini e costumi completamente diversi, uniti dalla voglia di mettere radici in un luogo globale attraverso i più piccoli e i loro legami. Scorrendo il catalogo della mostra, ogni azione della giornata è raccontata da una coppia di fotografie che unisce due famiglie di nazionalità differenti in un dialogo immaginario, da cui emerge il desiderio di conoscenza e inclusione.

    Dal risveglio, alla colazione, alla scuola, dalla visita dal pediatra, ai giochi al parco, alle fiabe, alla cena e così via, “Tutte le ore del Mondo” racconta la forza di una comunità con storie diverse che non si arrende ma rinasce in un luogo, forse diverso da quello sognato, ma che le offre un’identità.

    “Kiriku – A scuola di inclusione” è un progetto triennale partito nel 2018, rivolto ai bambini dagli 0 ai 6 anni e ai lori genitori, e promosso da una rete di partner pubblici e privati, tra cui l’Associazione “La Rotonda”, Fondazione Bracco, Centro Diagnostico Italiano (CDI), Comune di Baranzate, Istituto Comprensivo “Gianni Rodari” di Baranzate, Politecnico di Milano – TIRESIA, Museo Poldi Pezzoli e Parrocchia “Sant’Arialdo” di Baranzate, con il sostegno dell’impresa sociale ‘Con I Bambini’. Le attività su cui i partner hanno scelto di agire sono: la salute, l’apprendimento e la cultura, l’autonomia e la partecipazione. Finora sono stati coinvolti 371 bambini oltre ai loro genitori e insegnanti.

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