doveri

  • Non va per niente bene

    Un bambino piccolo muore lasciato in macchina al caldo

    Un bambino piccolo muore in acqua, nessuno lo accompagnava in mare

    Un cane muore lanciato dalla finestra, la proprietaria era infastidita dal suo abbaiare, un altro muore lasciato legato ad una bicicletta, la proprietaria era andata in vacanza.

    Ragazzini uccidono una signora settantenne con una macchina rubata e scappano

    Mi fermo qui cosa raccontare ancora mentre la violenza, l’indifferenza, l’inconsapevolezza delle conseguenze dei nostri gesti e, non dimentichiamolo, la droga, l’alcool, l’incapacità di contenere i propri impulsi, di assumersi le proprie responsabilità, di accettare qualche sacrificio, di controllare le frustrazioni, insomma di essere persone semplicemente persone, sono diventate per troppi la normalità?

    La pubblicità ci invita a portare con noi lo spray al peperoncino per contrastare le aggressioni e si sprecano i corsi di difesa personale ma chi abbandona un bambino in macchina e non lo cura su una spiaggia, chi uccide un cane indifeso, chi non ha attenzione e pietà per gli altri può essere un essere umano come noi? O siamo noi a non essere come loro!

    Chi fa del male ad un altro essere indifeso è sempre e comunque una persona pericolosa per tutti e per chi intenzionalmente ammazza crudelmente un animale anche la legge attuale non è sufficiente se la carcerazione è poi, per vari motivi, sospesa.

    Cosa pensare di un mondo nel quale ragazzine e ragazzini imberbi girano con un coltello, minacciano e colpiscono, si vendono per una ricarica del cellulare o per comperare qualche ‘cagata’ firmata o taroccata con la firma!

    Oggi ci suggeriscono lo spray al peperoncino, domani ci diranno di chiuderci un qualche enclave blindata o di procurarci una pistola.

    Non va bene, non va per niente bene, qualcuno abbia il coraggio di dirlo e di fare qualcosa! Ripensare che vita vogliamo, quali diritti e quali doveri abbiamo, quali sono, dovrebbero essere le leggi che tutelano veramente i singoli e la collettività!

  • Vivere con un animale da compagnia comporta impegni e doveri ma porta anche tante soddisfazioni

    Mentre molti dati ci confermano che viviamo in una società nella quale il disagio sociale è palese e il senso di solitudine aumenta, anche per l’incapacità di comunicare, di rapportarsi con gli altri, causata dall’eccessivo uso dei sistemi informatici che portano ad isolarsi, conforta la notizia che è sempre più forte l’attaccamento degli italiani verso gli animali da compagnia.

    Gli animali da compagnia aiutano a ridurre lo stress, ti costringono a relazionarti, a capire i bisogni di un altro essere senziente e il suo modo di comunicare, ti portano a fare più esercizio fisico, anche ad incontrare altre persone. E’ provato da specifici studi che accarezzare il proprio cane o gatto porta ad un abbassamento del ritmo cardiaco, ad una maggior rilassatezza e tranquillità.

    Nel 2022 un inchiesta del Censis sul valore sociale dei medici veterinari ha evidenziato come spesso sono proprio i single a sentite la necessità di diventare compagni di un cane o di un gatto.

    L’Italia è il secondo Paese europeo per possesso di animali da compagnia, al primo posto l’Ungheria, con quasi 14 milioni di cani dotati di microchip e dieci milioni trecentomila gatti ufficialmente nelle nostre case.

    La Lombardia e il Veneto sono le regioni con il maggior numero di cani regolarmente chippati, la chippatura è basilare per recuperare cani smarriti ma in Italia, nonostante le molte, anche recenti, promesse non c’è ancora un’anagrafe nazionale perciò al momento se un cane lombardo si smarrisce in Emilia chi lo trova dovrà rivolgersi ad un veterinario della Lombardia per conoscere l’indirizzo del proprietario del cane smarrito.

    Secondo Eurispes un terzo degli italiani vive con un animale domestico e se ne cura al meglio anche dal punto di vista dell’alimentazione e delle cure veterinarie.

    Purtroppo, è ancora troppo presente il problema di cani e gatti abbandonati nei rifugi perché si è diventati stanchi o impossibilitati al loro accudimenti e il problema del randagismo, specie nel sud e nelle isole, dovuto anche all’abitudine in campagna di lasciare i cani liberi e non sterilizzati con l’ovvia conseguenza di gravidanze indesiderate e poi dell’abbandono dei cuccioli.

    Vivere con un animale da compagnia comporta degli impegni e dei doveri ma porta anche tante soddisfazioni, tanti irripetibili momenti di dolcezza ed amore, tanto beneficio psicofisico e anche maggior capacità di capire altri umani, inoltre se si salva un animale da un rifugio basterà guardare i suoi occhi per capire tante verità anche del nostro cuore.

  • Appello al voto per l’Europa

    Domani e domenica si vota per il Parlamento europeo, un voto che ci consente di scegliere con la preferenza chi ci dovrà rappresentare fisicamente e politicamente in Europa.

    Andiamo a votare in libertà e coscienza per una Europa più forte ed unita sui grandi temi, dalla politica estera alla difesa comune, meno burocratica e invasiva verso gli Stati nazionali, un’Europa che sappia affrontare la grande sfida: rimanere un mercato debole di fronte alle pressioni delle grandi potenze o diventare finalmente una realtà politica ed economica capace di difendere i propri legittimi interessi e la democrazia e la libertà dei suoi amici ed alleati

    Votare è un diritto, votare è un dovere.

  • Non ci sono diritti se non si rispettano anche i doveri

    Diritto alla casa, diritto al lavoro, diritto allo studio, diritto alla libertà, diritto alla giustizia, e, non certo per ultimo, diritto alla salute.

    Questi sono diritti principali che non possono e non devono essere alienati ma, ovviamente, ai diritti corrispondono dei doveri, doveri dei singoli cittadini e doveri delle istituzioni.

    Le istituzioni devono creare le condizioni affinché si sviluppino le occasioni di lavoro e per questo devono rendere i percorsi scolastici in grado di preparare culturalmente e tecnicamente le nuove generazioni tendendo conto che la crescita culturale non può ignorare la storia, la geopolitica, la letteratura, l’arte e che la scienza e le nuove tecnologie, in tutti i campi, devono essere assimilate e comprese.

    Attenzione agli studenti, attenzione ai lavoratori, anche con una effettiva giustizia sociale, significa attenzione alle imprese che offrono lavoro e garantiscono benessere e perciò vi è la necessità di una maggiore equità fiscale e della tutela delle peculiarità italiane.

    E’ sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vedere che, per troppi anni, non è stata più perseguita la costruzione di case popolari o a riscatto, come invece succedeva un tempo: le case costruite per i postelegrafonici rimangono un esempio che non è stato più seguito.

    La mancanza di medici ed infermieri è diventata un’emergenza mentre le attese di mesi per visite ed esami diagnostici urgenti stanno aggravando lo stato di salute della maggior parte dei cittadini, è compito delle istituzioni provvedere prima che il declino diventi irreversibile.

    I cittadini hanno il dovere di difendere la libertà e la democrazia, il benessere di ciascuno dipende anche dagli altri perciò non si può distorcere il concetto di libertà individuale trasformandolo in sopruso né abdicare al proprio ruolo nella società come fa chi rifiuta il lavoro preferendo sussidi e attività sommerse.

    In questi giorni le cronache hanno più volte segnalato le proteste degli studenti universitari fuori sede che lamentano la mancanza di alloggi a prezzi accessibili ma questo problema non può essere scaricato sui privati, le università e le amministrazioni locali devono essere richiamate ai loro compiti. Né possiamo dimenticare che tutti coloro che risiedono in luoghi nei quali non ci sono università devono accettare, come è sempre stato, anche quel pendolarismo che fa parte della vita di tanti lavoratori.

    Il problema è rendere più efficienti i mezzi di trasporto pubblico che continuano ad essere gravemente carenti rispetto alle necessità di chi lavora e di chi studia, problema che spetta risolvere, ancora una volta, a coloro che gestiscono questo comparto.

    Siamo tutti pronti a dire cosa vorremmo, cosa vogliamo di più e di meglio ma pochi sono disponibili ad impegnarsi per ottenerlo perché ormai tutto è dovuto, questa è diventata la società dei soli diritti ma non ci sono diritti se non si rispettano anche i doveri.

  • A 75 anni dall’approvazione della Carta Universale dei Diritti manca la carta universale dei doveri

    75 anni sono trascorsi dall’approvazione della Carta Universale dei Diritti e indubbiamente molti progressi sono stati realizzati.

    Purtroppo alcuni paesi, pur firmatari della Carta, sono ben lontani dal rispettarla ed anche nelle aree più sviluppate, e dove vi è un sistema democratico, rimangono violazioni ed ingiustizie specie per quanto riguarda la situazione femminile e dei bambini.

    La recente guerra che l’Ucraina sta subendo dalla Russia ripropone in modo drammatico come troppi diritti siano violati in tempo di guerra quando si colpiscono obiettivi civili o si infierisce sulla popolazione con torture e violenze sessuali.

    Le guerre portano ad efferatezze che si ripercuotono proprio sui più deboli ed è quanto è avvenuto e avviene in Iran, in Siria, in Libia, in Nigeria, in Somalia solo per citare alcuni stati dove i conflitti interni od esterni di susseguono.

    La situazione di troppi lavoratori, non solo nei paesi più poveri, vede una costante violazione di diritti fondamentali, diritti lesi in maniera macroscopica quando è vietata la libera scelta delle donne o quando milioni di persone rischiano la morte per carestia e siccità.

    I ritardi, le volute inadempienze potrebbero essere in gran parte risolti se la comunità internazionale o almeno, per cominciare, l’Unione Europea comprendesse l’urgenza, che da circa vent’anni anni sosteniamo, di una carta universale dei doveri.

    I diritti per essere attuati hanno necessità che ci siano corrispondenti doveri da rispettare, doveri dei singoli verso le istituzioni, verso i propri simili, e doveri delle istituzioni verso la collettività ed i singoli.

    Negare la necessità di colmare le gravi carenza nell’applicazione della Carta dei Diritti, dovute alla mancanza di una carta universale dei doveri, da parte di tanti governi e di tanta politica è colpevolmente miope ed è il sistema per potere non assumersi responsabilità per il mancata, o parziale, rispetto dei diritti.

    Se infatti molti governi, che hanno firmato la carta dei diritti, non la applicano è perché comunque, nel contesto nazionale ed internazionale non si sentono obbligati ad alcun dovere.

    Siamo ovviamente consapevoli che non sarà la semplice firma sotto una carta universale dei doveri ad obbligare tutti al rispetto degli stessi ma sarebbe, come è già stato per i diritti, un inizio, un passo avanti del quale tutti abbiamo bisogno

    In questo settantacinquesimo anniversario rilanciamo un appello alla politica italiana ed europea per cominciare a fare il primo passo per realizzare quello che è il necessario completamento di quanto avvenuto 75 anni fa: alla Carta dei Diritti sia affiancata la carta universale dei doveri.

  • Insegnare diritti e doveri per riacquistare il senso di responsabilità individuale

    C’è un continuo, inesorabile, progressivo aumento delle morti per lavoro e dei delitti in famiglia. Per contrastare questo continuo, spaventoso, intollerabile aumento non occorrono solo leggi più idonee, tempestività nell’applicarle, controlli costanti, occorre anche modificare culturalmente i comportamenti.

    Se fin da piccoli non si impara il valore delle vita, i pericoli che in mille occasioni la possono stroncare, il rispetto degli altri, la necessità di seguire leggi e regole, se la scuola e la famiglia continueranno a non essere in sintonia e a non insegnare i valori e le norme che regolano la convivenza civile questi tragici fenomeni non cesseranno.

    I bambini di oggi sono gli adulti che domani saranno lavoratori, imprenditori, rappresentanti dei vari aspetti della società, dalla politica all’informazione, saranno mogli, mariti, compagni di vita e se oggi non si insegna loro il valore e la tutela della vita, propria  ed altrui, se oggi non imparano ad essere cittadini responsabili i fenomeni peggiori, dalle morti sul lavoro ai delitti in famiglia, non diminuiranno.

    I diritti ed i doveri non possono più essere disgiunti e devono essere insegnati perché ciascuno riacquisti il senso della responsabilità individuale.

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