estate

  • Gelato in testa ai peccati di gola degli italiani in estate

    L’Italia non è solo la patria della pasta e della pizza. Il classico “menù estivo” italiano, infatti, non può che concludersi con il più amato dei dolci: il gelato. Secondo un recente sondaggio di Ipsos, condotto per Magnum, è infatti proprio il gelato il primo dei vizi di cui gli italiani proprio non possono fare a meno durante le vacanze estive (ma non solo). In un Paese dove appunto la cucina è il vero punto di orgoglio di un’intera nazione, su un campione di 338 italiani intervistati, ben il 65% (praticamente 7 su 10) ha confermato che il gelato è – e resta – il principale “tasto dolente” della dieta mediterranea. D’estate si può rinunciare a un buon bicchiere di vino, a una pizza con gli amici o a una ricca insalata ma non si può rinunciare alla freschezza di un gelato che per oltre la metà degli intervistati resta comunque anche una valida alternativa a un pasto completo. In vetta alla top five, dopo il gelato che appunto si piazza al primo posto, troviamo la pizza con il 18% che si è posizionata sul secondo gradino del podio, seguita da una gustosa grigliata di carne (3° con l’11%). A parimerito, con il 3% ciascuna, la freschissima caprese e la classica insalatona estiva chiudono la graduatoria in fondo alla top 5.

    “I dati del consumo del gelato sono in continua crescita soprattutto in Italia, ma anche nel resto d’Europa: un trend che vede il gelato essere al primo posto tra le scelte dei consumatori. Dati e numeri importanti di un mercato ormai consolidato nel Vecchio continente e che ci porta a sperimentare nuovi sapori e a sfidare i confini del gusto” ha evidenziato Stefania Mauri, direttrice Marketing Italia.

    Un dato che, come confermato anche dalle analisi di mercato di IndexBox, non lascia dubbi. Nel 2024, infatti, nell’intera Unione europea sono state consumate circa 1,9 milioni di tonnellate di gelato, con un aumento del 2,6% rispetto al 2023. I Paesi con i maggiori volumi di gelato, lo scorso 2024 sono stati Germania (285mila tonnellate), Francia (280mila tonnellate) e Italia (261mila tonnellate), che insieme rappresentano il 44% del consumo totale. Spagna, Paesi Bassi, Portogallo, Belgio, Polonia, Romania e Repubblica Ceca sono rimasti leggermente indietro, rappresentando insieme un ulteriore 34%.

    “E’ proprio in questa direzione che abbiamo lanciato le due versioni estive del nostro iconico gelato Magnum che vogliono essere due viaggi che permettono di superare i confini del piacere – hanno aggiunto all’unisono Chiara Grillo, Digital Marketing e Media Lead Algida Italia e Simona Mantovani, Magnum Platform Manager – Entrambe le versioni sono realizzate con una tecnologia unica e nuova nel panorama, quella del gelato marmorizzato, che porta l’esperienza di Magnum ad un livello superiore. Effetto visivo sorprendente, nessun morso uguale all’altro, un equilibrio che esalta entrambi i sapori. Il primo, Magnum Utopia Double Nocciola, è un’esperienza di gusto che coinvolge tutti i sensi. Cremoso gelato marmorizzato alla nocciola e mandorla caramellata avvolto da una salsa di nocciola salata e ricoperto dall’iconico croccante cioccolato bianco Magnum® con pezzi di mandorle, pistacchi e nocciole caramellizzati. Il secondo, Magnum Utopia Double Amarena, è invece un itinerario all’insegna del sapore. Gelato marmorizzato al ribes nero e lampone, con una deliziosa salsa all’amarena, il tutto ricoperto dall’iconico croccante cioccolato al latte Magnum®, con croccanti cristalli di zucchero al gusto di frutti rossi”.

    La top 5 dei peccati di gola estivi più amati dagli italiani individuati da Ipsos è questa: gelato (65%), pizza (18%), grigliata di carne (11%), caprese (3%), insalata (3%).

  • Telefono Amico Italia: nel 2024 110mila richiesta d’aiuto, oltre 300 al giorno. E in estate aumenta il rischio di isolamento sociale

    Sono state quasi 110mila le richieste d’aiuto ricevute nel 2024 da Telefono Amico Italia, in media oltre 300 al giorno. Il numero unico nazionale dell’organizzazione di volontariato, con 95mila chiamate ricevute, ha offerto oltre 22.200 ore di ascolto, pari a 929 giorni. In crescita rispetto all’anno precedente, in cui le ore di ascolto erano state circa 21.600 (903 giorni). Questo nonostante le chiamate siano diminuite rispetto all’anno precedente, del 6%. La durata delle telefonate, però, si è allungata, in media circa 21 minuti, come ribadisce la presidente di Telefono Amico Italia, Cristina Rigon, che aggiunge: “Chi chiama ha bisogno di instaurare una relazione, non solo di esternare qualcosa che lo affligge. Ha bisogno di trovare qualcuno che gli dedichi del tempo.»

    Al contrario del telefono, gli altri strumenti, la chat di Whatsapp Amico e il servizio di email, hanno anche visto aumentare i propri utenti: del 13% il primo e del 17% il secondo, usati in maggioranza da giovani.

    I mesi estivi per chi vive una situazione di fragilità psicologica possono essere molto difficili poiché il senso di solitudine si accresce anche a causa di immagini che evocano senso di felicità e socializzazione. Come afferma il Prof. Maurizio Pompili, Professore Ordinario di Psichiatria presso Sapienza Università di Roma e Direttore della Unità Operativa Complessa di Psichiatria presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea di Roma, “Ii rallentamento o la sospensione di attività lavorative, scolastiche o ricreative durante l’estate, in persone già alle prese con sentimenti di solitudine, possono generare un vuoto interiore e una sensazione di isolamento. Non dimentichiamo, poi, che il caldo e le alterazioni del ritmo sonno-veglia possono influire negativamente sull’equilibrio psicofisico, magari esasperando condizioni preesistenti come l’ansia o la depressione”. E suggerisce di coltivare un un hobby, approfondire un interesse, fare volontariato e praticare attività fisica tenendo conto del proprio stato di salute e dell’età.

    Nel 2024 Telefono Amico Italia ha ricevuto quasi 95mila richieste d’aiuto attraverso il servizio telefonico (raggiungibile allo 02 2327 2327), quasi 13mila all’interno di Whatsapp Amico (numero 324 011 7252) e quasi 3mila per email attraverso la compilazione del form anonimo sul sito www.telefonoamico.it.

    Il servizio telefonico è stato utilizzato in egual misura da donne e uomini, ma con differenze di età: hanno chiamato in prevalenza persone tra i 56 e 65 anni (25%), persone tra i 36 e 45 anni (21%) e tra i 46 e 55 (20%). La maggior parte (60%) ha chiamato per problematiche legate all’area del sé (come solitudine, disagio psicologico, tematiche esistenziali, malattia…); il 20% ha poi chiamato per problemi legati alle relazioni e il 7% legati alla sessualità.

    Chi ha scritto su Whatsapp Amico o alla email è invece in gran parte donna (Whatsapp 65%; mail 67%) e giovane. Tra chi scrive su Whatsapp il 27% ha tra i 26 e i 35 anni, il 21% tra i 19 e i 25 anni e il 17% tra i 36 e 45 anni; tra chi usa la mail il 21% ha tra i 26 e 35 anni, il 19% tra i 19 e 25 anni e il 12,6% tra i 15 e i 18 anni.

    I problemi che spingono a scrivere a questi due servizi sono legati all’area del sé (Whatsapp 59%, mail 63%), alle relazioni (Whatsapp 28%, mail 26%) e all’emarginazione (Whatsapp 7%, mail 5%).

    In occasione della presentazione dei dati annuali dell’organizzazione, Telefono Amico Italia annuncia anche una nuova collaborazione finalizzata alla ricerca con il Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Il progetto prevede l’applicazione di metodi statistici e di intelligenza artificiale all’analisi dei dati anonimi provenienti dal servizio di ascolto di Telefono Amico Italia, con l’obiettivo di estrarre indicatori di “sentiment” legati al benessere emotivo. Di questi indicatori si analizzerà la potenziale capacità di spiegare e predire fenomeni economici e sociali. La collaborazione rappresenta un esempio concreto di sinergia tra ricerca accademica e terzo settore, con l’obiettivo di generare conoscenza utile e socialmente rilevante.

    L’ascolto di Telefono Amico Italia è garantito da oltre 600 volontari, distribuiti in 20 centri locali lungo tutta la penisola e un centro delocalizzato (TAG – Telefono Amico Generation), che permettono di essere presenti, per chi ha bisogno, 365 giorni all’anno, dalle 9 alle 24. Telefono Amico Italia è sempre alla ricerca di nuovi volontari che aiutino a gestire le numerose richieste d’aiuto. Chiunque fosse interessato ad entrare nella squadra di Telefono Amico Italia può scrivere all’indirizzo volontari@telefonoamico.it; sarà indirizzato al centro locale più vicino dove potrà svolgere un corso pratico-teorico di circa 6 mesi, al termine del quale potrà iniziare l’attività di ascolto. Chi si trova in una città in cui non è presente un centro territoriale e ha un’età compresa tra i 18 e i 40 anni può fare richiesta per il centro virtuale di TAG – Telefono Amico Generation.

  • Cani e gatti: consigli per l’arrivo del caldo

    Eccoci finalmente in estate e il caldo è arrivato anche troppo d improvviso, per molti è difficile abituarsi specie se si vive e lavora in città dove l’asfalto ributta su onde di calore.

    Non dimentichiamoci che anche i nostri animali soffrono il caldo, specie quelli che devono fare le loro passeggiate sull’asfalto e hanno pochi incontri, sempre brevi, con gli spazi erbosi ed ombreggiati dagli alberi.

    I gatti, che hanno sempre bisogno di avere l’acqua a portata di muso, in estate chiedono di cambiarla spesso, deve essere il più fresca possibile e hanno bisogno di un posto ventilato ma non metteteli sotto il ventilatore, rischierebbero una bronchite che potrebbe essere fatale.

    Se partite per le vacanze e lo portate con voi, scelta preferibile alla pensione che non deve mai essere cercata all’ultimo momento con il rischio di brutte sorprese al ritorno, non dimenticate che i gatti soffrono molto il caldo della macchina e perciò non vanno mai lasciati soli nella vettura.

    Nel nuovo luogo dove alloggerete si adatteranno presto, se sono gatti abituati anche ad uscire teneteli comunque chiusi per un paio di giorni così che memorizzino bene dove siete voi, il loro trasportino e cuscino e le ciotole per mangiare e bere e non lasciateli fuori di notte, ci sono troppi pericoli. Tutti i gatti che abbiamo avuto si sono benissimo abituati, in campagna, ad uscire di giorno e a tornare verso sera, basta abituarli anche con il cibo ed i fischietto di richiamo.

    Anche i gatti possono avere colpi di calore perciò, come per i cani, se il caldo è troppo inumidite un po’ la testa, la pancia e le zampe.

    Non portate fuori i vostri cani, specie in città, nelle ore calde, i loro polpastrelli sono molto delicati ed essenziali per lo scambio di calore corporeo perciò sull’asfalto bollente soffrono, come per i gatti necessitano di acqua fresca e di luoghi dove riposare un po’ al fresco e mai sotto l’aria condizionata che è per loro molto pericolosa.

    La cosa più importante di tutte non abbandonateli mai, mai.

    Fortunatamente ci sono leggi che puniscono l’abbandono di animali ma non c’è legge sufficientemente dura per lenire il dolore che prova un cane abbandonato, su una strada, piena di pericoli, proprio dalle persone che ama incondizionatamente.

    Oggi vi sono molti luoghi di villeggiatura, anche al mare, che ospitano persone ed animali, lentamente si sta cominciando a capire che loro sono parte di noi, esseri viventi, sensibili e sempre leali, come anche noi dovremmo essere.

  • Ciao ombrellone, ad agosto ora si trova un posto dove timbrare il cartellino

    Sono circa 315mila i contratti di assunzione, di durata superiore a un mese o a tempo indeterminato, programmati dalle imprese ad agosto. Le previsioni evidenziano un andamento positivo rispetto al mese di agosto 2023, con +22mila ingressi e un tasso di crescita del +7,5%, e anche per il trimestre agosto-ottobre la richiesta si attesta su 1,3 milioni di assunzioni, in aumento rispetto all’analogo periodo del 2023 (+2,3% con +30mila contratti). È quanto emerge dal bollettino del sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che elabora le previsioni occupazionali di agosto. Sale al 48,9% la difficoltà di reperimento dei profili ricercati dalle imprese dovuta prevalentemente alla mancanza di candidati. “Le imprese italiane continuano a trovare con grande difficoltà i lavoratori che stanno cercando e questo problema, che ha anche a che fare con il tema della denatalità, ci sta costando molto anche in termini di Pil”, ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, che ha aggiunto: “Questa situazione è causata da un disallineamento tra percorsi formativi e bisogni del sistema produttivo. Per risolverla bisogna agire sulla formazione e l’informazione dei giovani perché sappiano dove è più facile che verranno soddisfatte le loro giuste aspirazioni. Ma nel breve periodo uno sforzo importante di programmazione dei flussi migratori potrà certamente aiutare”.

    Ad agosto, l’industria nel suo complesso ricerca circa 88 mila lavoratori e prevede 392mila assunzioni nel trimestre agosto-ottobre. Per il manifatturiero, che è alla ricerca di quasi 57mila lavoratori nel mese e di circa 243 mila nel trimestre, le maggiori opportunità di lavoro sono offerte dalle industrie alimentari, bevande e tabacco che ricercano circa 16mila lavoratori nel mese e oltre 47mila nel trimestre, seguite dalle industrie della meccatronica che ricercano 14mila lavoratori nel mese e 61mila nel trimestre e da quelle metallurgiche e dei prodotti in metallo (9mila nel mese e 43mila nel trimestre). La domanda di lavoro proveniente dal comparto delle costruzioni, poi, supera le 31mila assunzioni nel mese e nel trimestre si attesta su circa 150mila. Sono invece 227mila i contratti di lavoro previsti dal settore dei servizi nel mese in corso e oltre 919mila nel trimestre agosto-ottobre. È il turismo a offrire le maggiori opportunità di impiego con oltre 68 mila lavoratori ricercati nel mese e 227mila nel trimestre, seguito dal commercio (circa 46mila nel mese e 183mila nel trimestre), dal comparto dei servizi alle persone (40mila nel mese e oltre 201mila nel trimestre) e dai servizi operativi di supporto a imprese e persone (quasi 26mila nel mese e oltre 103mila nel trimestre).

    Il tempo determinato si conferma la forma contrattuale maggiormente proposta con 187mila unità, pari al 59,4% del totale, seguiti dai contratti a tempo indeterminato (52mila, 16,5%) e da quelli di somministrazione (34mila, 10,8%). Ad agosto, le imprese dichiarano difficoltà di reperimento per circa 154mila assunzioni (il 48,9% del totale), confermando come causa prevalente la “mancanza di candidati” con una quota del 32,4%, mentre la “preparazione inadeguata” si attesta al 12,3%. L’analisi del borsino delle professioni del sistema informativo Excelsior segnala, tra quelle di più difficile reperimento, ingegneri (60,4% è di difficile reperimento) e insegnanti di scuola primaria e pre-primaria (57,5%) per le professioni intellettuali, scientifiche e con elevata specializzazione; tecnici in campo ingegneristico (70,8%) e tecnici della salute (60,6 per cento) per le professioni tecniche; operatori per la cura estetica (80,1%) ed esercenti ed addetti nelle attività di ristorazione (55,5%) per le professioni qualificate nelle attività commerciali e dei servizi; operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (79,1%) e fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori di carpenteria metallica (75,8%) per gli operai specializzati.

    Le imprese sono alla ricerca di lavoratori immigrati per coprire circa 69mila ingressi programmati nel mese di agosto, pari al 21,8% del totale contratti. Tra i settori che ricorrono maggiormente alla manodopera straniera si segnalano: i servizi operativi di supporto a imprese e persone (il 36,4% degli ingressi programmati sarà coperto da personale immigrato), i servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio (32,3%), la metallurgia (27,3%), l’alimentare (24,6%) e i servizi di alloggio e ristorazione (22,9%). Sotto il profilo territoriale il più elevato mismatch è riscontrato dalle imprese nel Nord est, per cui sono difficili da reperire circa il 54,2% dei profili richiesti, seguono le imprese del Nord ovest (49,9%), del Centro (47,4%) e quelle del Mezzogiorno (44,9%).

  • Non abbandoniamo i nostri amici a quattro zampe

    Alcuni sono già partiti per le ferie, molti altri partiranno, altri ancora, troppi, non potranno farne e se le città fossero più verdi, con parchi e giardini, chi non può partire avrebbe dagli alberi alti, un po’ di ossigeno e di fresco, ma sembra essere un problema che non riguarda né gli amministratori pubblici né la politica.

    Nel periodo estivo e con molto caldo non dobbiamo dimenticarci dei nostri amici animali, i cani, i gatti hanno bisogno anche loro di maggiori attenzioni per non subire colpi di calore, importante non lasciarli mai in macchina, avere attenzione a bagnare loro la testa e i piedi se la temperatura si alza e non portarli a passeggiare nelle ore più calde sull’asfalto bollente.

    L’eccessivo caldo può portare dissenteria, in questo caso sentite il veterinario, non lasciateli mai senza acqua fresca e non date un’alimentazione che possa procurare eccessiva sete, non fateli correre o giocare dopo mangiato, specie gli animali più grandi possono incorrere con il movimento, dopo il cibo, nel rovesciamento dello stomaco.

    La maggior parte delle persone che ha un animale da compagnia sa bene che non bisogna mai abbandonarlo ma purtroppo, in estate, c’è sempre qualche sciagurato che si libera del proprio compagno a quattro zampe, lasciandolo sulla strada o in condizioni che portano sofferenza e morte. Per questo vigiliamo tutti segnalando alle forze dell’ordine ogni caso anomalo o pericoloso, un animale abbandonato o lasciato al sole in macchina o detenuto su un balcone.

    Per difendere i nostri amici pelosi vigiliamo insieme collaborando anche con le associazioni animaliste sempre attive su tutto il territorio nazionale.

  • Un’estate con ‘Operazione pig’, il nuovo libro di Albert de Bonnet

    Un estate d’avventure con Operazione pig, il romanzo appena uscito di Albert de Bonnet, un’appassionante storia nella quale i personaggi, dalla Corsica a Bruxelles, dalla Cina alla Francia, affrontano la grave minaccia di un pericoloso laboratorio cinese.

    Operazione pig si può ordinare via internet o in libreria.

  • Il 92% degli italiani non rinuncia alle ferie, ma fa vacanze più corte

    Secondo l’Osservatorio Findomestic rispetto allo scorso anno sono diminuiti (dal 12% all’8%) gli italiani che rinunciano a fare le vacanze. Si parte soprattutto con i familiari per cercare relax e benessere più che cultura. La spesa media prevista è di quasi 1.800 euro a famiglia, il 15% in più rispetto al 2023. I rincari maggiori percepiti per bar, ristoranti e alberghi.

    Il 92% degli italiani ha già programmato le vacanze (62%), o pensa comunque di farle (30%), ma per meno tempo rispetto alla scorsa estate. Secondo il focus dedicato al turismo dell’Osservatorio Findomestic (Gruppo Bnp Paribas), il 41% degli intervistati partirà per una settimana (era il 51% nel 2023), mentre il 27% solo per qualche weekend (9 punti percentuali in più rispetto all’ultima estate). Rimane stabile al 30% la percentuale di chi andrà in vacanza per due settimane e anche oltre. Solo l’8% degli italiani (era il 12% nel 2023) non farà, invece, alcun giorno di vacanza, soprattutto (per 1 famiglia su 2) a causa di una diminuzione del proprio reddito.

    “Gli italiani – commenta Claudio Bardazzi, Responsabile Osservatorio Findomestic – non vogliono rinunciare a godersi qualche giorno di riposo nonostante il momento incerto dal punto di vista economico: partiranno soprattutto per l’Italia (80%) e per il mare che resta la meta prediletta (72%), seguita dalle città d’arte (24%) e dalla montagna (18%). Si andrà in compagnia della propria famiglia (82%) più che tra amici (15%), si cercherà più benessere e relax (61%) che cultura o divertimento (24%)”.

    Gli italiani che pensano di partire per le ferie prevedono una spesa media intorno ai 1.785euro, in aumento del 15% rispetto ai 1.560 euro del 2023. Le famiglie con 4 o più persone riescono a contenere maggiormente l’aumento dei costi: prevedono un budget medio di 1.923 euro, 73 in più (+4%) rispetto ai 1.850 euro dello scorso anno. Nel complesso, quasi 7 famiglie su 10 (68%) pensano di spendere fino a 2.000 euro, il 15% tra 2.000 e 3.000 e soltanto il 7% oltre i 3.000 euro. “Il 68% dei vacanzieri di questa estate – continua Bardazzi – nota un aumento dei prezzi superiore a quello che si osserva in altri settori e i rincari più evidenti sono percepiti nei ristoranti e bar (65%), alberghi (58%), trasporti aerei e spiagge (41%)”. “Per contrastare la crescita dei prezzi e il calo del potere d’acquisto chi parte si propone di fare ferie “intelligenti”: il 72% cercherà di spendere il meno possibile, il 69% eviterà le mete più ambite e il 65% ha prenotato con largo anticipo per risparmiare, evitando nel 59% dei casi i periodi più centrali”.

    L’albergo è la struttura prescelta dal 34% degli intervistati (3 punti percentuali in più rispetto al 2023), ma anche le case in affitto e i residence risultano una soluzione molto gradita (30%, in linea con l’anno scorso). Al terzo posto troviamo i bed&breakfast con il 22% delle preferenze. “La necessità di cercare relax e benessere – ha aggiunto Bardazzi – emerge anche dalla scelta della destinazione: oltre 3 persone 10 per evitare complicazioni o brutte sorprese andranno in posti dove sono già stati o vanno di solito e il 25% sceglie nuove destinazioni solo affidandosi ai consigli degli amici”.

  • Record negativo di abbandono di animali da compagnia durante l’estate

    La torrida estate che ha portato tanti eventi negativi, dalla siccità, con il conseguente calo di produzione agricola, ai violenti nubifragi, con morti, feriti e distruzione di beni ed attività, ha visto anche il record negativo dell’abbandono di animali da compagnia.

    Nonostante i tanti appelli per evitarli gli abbandoni di cani e gatti sono tornati a cifre inaccettabili per un paese civile che, durante le chiusure per covid, aveva incrementato adozioni ed acquisti. Animali ancora trattati come oggetti e dei quali ci si disfa senza pensarci su appena non sono più utili o richiedono qualche piccolo sacrificio.

    Abbandonati da cuccioli in sacchetti di plastica, legati da adulti a qualche inferriata e lasciati lì o lanciati da macchine in corsa o portati a morire in autostrada. Quelli ai quali è andata meglio, si fa per dire, sono stati consegnati ai rifugi o fuori dalla porta di qualche veterinario.

    Solo in due settimane di giugno l’ENPA ha dovuto recuperare 1000 cuccioli di cane, dei gatti è ancora più difficile avere numeri corretti. Nel 2021 sono entrati nei canili pubblici, o nei rifugi, circa 100.000 cani, le regioni peggiori per cani abbandonati o randagi sono Campania, Lazio e Sicilia. Sempre nello stesso anno, secondo il Ministero della Salute, sono stati adottati 33.981 cani- Fortunatamente ci sono stare anche adozioni non conteggiate perché fatte direttamente da privati che raccolgono il cane abbandonato, ci sono  sempre più persone che amano e rispettano gli animali.

    L’abbandono di animali porta anche pericoli di vario tipo, dall’incidente in macchina all’inselvatichimento dei cani che possono aggregarsi in branco e diventare aggressivi. Continua intanto da parte dell’ENPA e delle associazioni di volontariato la campagna per la sterilizzazione, particolarmente necessaria in quelle aree, specie nelle campagne, dove anche il cane di proprietà è tenuto libero e non custodito.

    Scegliere di avere un cane o un gatto è scegliere un compagno di vita, sono esseri senzienti, capaci di sofferenza e sentimenti, non sono oggetti regalo, o status symbol, ricordiamocene sempre.

  • Una guida dell’OIPA per conoscere i comportamenti da adottare se si vede un cane chiuso in macchina al caldo

    Cosa fare se si vede un cane chiuso in macchina al caldo? Come intervenire per salvarlo? A queste domande risponde l’OIPA (l’Organizzazione internazionale protezione animali) con un approfondimento diffuso in questi giorni dallo sportello legale e un video-tutorial.
    Cane in auto: le regole
    Intanto, esordisce l’associazione, il trasporto di un animale di compagnia è disciplinato dal Codice della strada, che prevede il dovere di custodirlo in un trasportino omologato o nel vano posteriore del veicolo, sì da separarlo dal conducente ed evitare qualsiasi pericolo mentre si guida.
    Inoltre, lasciare un animale in macchina quando fa caldo, anche se per poco tempo, è pericoloso e vietato dalla legge. In tal senso, militano diversi regolamenti comunali che prevedono il divieto di detenzione all’interno del veicolo, con multe piuttosto elevate. Un esempio, fra tutti, il regolamento di Roma Capitale che all’articolo 8 vieta di “lasciare animali chiusi in qualsiasi autoveicolo e/o rimorchio o altro mezzo di contenzione al sole dal mese di aprile al mese di ottobre compreso di ogni anno”. In caso di violazione, scatta la sanzione pecuniaria da 200 a 500 euro.
    Cane in auto: è reato
    Ma tenere un animale in un veicolo fermo al caldo può configurare, altresì, una responsabilità penale, ricorda l’OIPA. In questo senso si è espressa più volte la Cassazione, ritenendo integrato il reato di cui all’articolo 727 c.p., “anche in assenza della specifica volontà d’infierire sugli animali, essendo sufficiente che (la condotta) sia determinata da condizioni oggettive di incuria o di negligenza, e dunque occasionate da mera colpa” (cfr., tra le altre, Cass. n. 36713/2021; n. 14250/2014; n. 175/2008).
    Come intervenire

    Detto questo come intervenire se si vede un animale chiuso in auto sotto il sole?
    Il primo passo da compiere, spiega l’OIPA, “se non si trova nelle vicinanze il proprietario del veicolo, anzitutto è nostro dovere contattare immediatamente la forza pubblica: ovunque ci si trovi, si può chiamare il 112, numero di emergenza unico europeo”.
    Le forze dell’ordine hanno il dovere d’intervenire per accertare la situazione e salvare l’animale, oltre che di denunciare d’ufficio il detentore dell’animale.
    Inoltre, è consigliabile trovare testimoni sul posto e far presente, già al telefono, le condizioni di salute dell’animale, al fine di poter intervenire in caso di necessità con cure veterinarie.
    Si può rompere il finestrino?
    Laddove non fosse possibile ottenere l’intervento tempestivo delle autorità e l’animale manifestasse malessere, il soccorritore può rompere il finestrino dell’auto, senza rischiare di incorrere in responsabilità per danneggiamento del veicolo?
    “Alla luce dell’orientamento giurisprudenziale in materia e della coscienza collettiva che impone la tutela degli animali in quanto esseri senzienti, è possibile invocare lo ‘stato di necessità’ nel caso di un’eventuale richiesta d’indennizzo da parte del proprietario del veicolo” chiarisce l’associazione. Tuttavia, rimane sempre consigliabile “prima di tutto contattare immediatamente la forza pubblica e, al fine di contestare una responsabilità al detentore dell’animale, avere testimoni e prove come foto e video per dimostrare la necessità d’intervenire per salvare una vita”.

    Da: ‘Norme e Tributi’

  • Detective Stories: consigli per evitare di smarrire il proprio figlio in spiaggia

    Il lavoro dell’investigatore non finisce mai. Non esistono giorni di ferie o feste comandate che tengano. Quando si ha l’opportunità di svolgere una indagine o se il momento è propizio, non si può rinviare e bisogna necessariamente agire. La giornata lavorativa può andare ben oltre le canoniche 8 ore, ed una volta arrivati a casa, se si ha un caso particolarmente a cuore, si continua a pensare alle possibili soluzioni. Di fatto non si stacca mai, del resto le nostre capacità investigative potrebbero essere utili a qualcuno in un momento di necessità.

    Nell’agosto 2017 stavo effettuando un viaggio di piacere in Andalusia e, trovandomi a Malaga, decisi di passare una giornata di relax al mare nella vicina Torremolinos. Poco dopo pranzo la mia attenzione venne catturata da un bambino di circa 7 anni che camminava da solo, in costume da bagno e senza ciabattine. In realtà non era l’unico bambino nella zona intento a girovagare in prossimità della spiaggia, ma in questo caso era diverso. Lo avevo già notato passare davanti alla vetrina del ristorante nel quale mio trovavo per più di una volta, e nel suo sguardo, inequivocabilmente smarrito, notai paura, per questo decisi di avvicinarlo.

    Il bimbo era visibilmente scosso e non parlava. Cercai di chiedergli dove fossero i suoi genitori, prima in inglese e poi in spagnolo senza successo. Del resto i suoi tratti somatici suggerivano una provenienza medio orientale. Avevo bisogno di qualcuno che conoscesse l’arabo. Lo trovai e a quel punto ebbi la conferma che il piccolo Aamir si era perso e non riusciva a trovare i suoi genitori. Non era in grado di spiegarci dove si trovassero e nemmeno da quale lido provenisse o in quale hotel alloggiasse.

    Ci disse però che il suo albergo era molto grande e che dalla sua camera si poteva vedere il mare…non un grande aiuto considerando che Torremolinos è piena di palazzoni e hotel sul mare, ma se non altro avevamo ristretto il campo. Presumibilmente i suoi genitori si trovavano nel lido di qualche hotel frontemare, e non erano caucasici. Inoltre il costume di Aamir era di una marca famosa il che lasciava presupporre che i suoi genitori fossero benestanti ed alloggiassero in un hotel di lusso. Date le circostanze, non credevo che il bambino avesse percorso molta strada e cercai su internet gli hotel di lusso frontemare presenti nel raggio di 1 km.

    Misi Aamir a cavalcioni sulle mie spalle, gli comprai un gelato e mi diressi verso il primo degli hotel.

    Iniziai a girare per i lidi, finché, giunto presso il secondo hotel della mia lista, notai una signora abbastanza disperata…ovviamente si trattava della madre di Aamir, che corse subito verso di me ad abbracciare suo figlio.

    Era bastato un attimo di distrazione ed il bambino era svanito nel nulla dopo essersi allontanato di soli 20 metri ed uscendo dal campo visivo della madre, passando dietro ad un chiosco.

    Aamir è stato fortunato a trovare me ed altre persone disposte ad aiutarlo, ma se al posto mio avesse incontrato un malintenzionato?

    Ogni anno centinaia di bambini si perdono sulle spiagge italiane e la maggior parte di loro viene ritrovata dopo poche ore, o addirittura in pochi minuti, tuttavia il rischio di imbattersi in un orco, per quanto si tratti di una possibilità alquanto rara, è pur sempre esistente.

    Bisogna sempre fare attenzione ed utilizzare alcuni stratagemmi.

    Trovo molto utile l’utilizzo dei segnalatori di posizione bluetooth indossabili dai bambini. Una volta allontanatisi troppo ed oltrepassato il raggio di 5 metri, il cellulare dei genitori emette un alert, avvertendoli così prima che sia troppo tardi.

    Qualora non si volesse utilizzare un dispositivo indossabile, consiglio di posizionarsi sempre nei pressi del bagnino (il pericolo di annegamento è più probabile di quello di una sparizione) e di notare se nella zona sono presenti delle telecamere. Le videocamere di sorveglianza sono un forte deterrente e vengono quasi sempre notate dai malintenzionati, che solitamente evitano di agire in prossimità di queste.

    Altri accorgimenti utili, per evitare di perdere il proprio figlio o per avere maggiori possibilità di ritrovarlo sono:

    -vestirlo di colori vivaci.

    -addestrarlo a conoscere il numero di emergenza da chiamare, e memorizzare il nome dell’hotel.

    -tenere una foto recente da mostrare in caso di smarrimento.

    Nei casi di sparizione, i tempi di reazione e di intervento delle forze dell’ordine sono molto lunghi, tuttavia non esiteranno ad aiutarvi in casi di questo tipo (qualora si dovessero trovare in zona).

    Per questo è sempre utile avere con se uno fotografia recente e stampata da poter consegnare loro e facilitando così la ricerca, oppure si può sempre sperare di imbattersi in un detective privato pronto a fornire i propri servizi gratuitamente, forse l’unica nota positiva di un momento decisamente tragico.

    Per domande e consigli di natura investigativa e/o di sicurezza, scrivetemi e vi risponderò direttamente su questa rubrica: d.castro@vigilargroup.com

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