fumo

  • Il Comitato Nazionale di Bioetica chiede più limiti per le sigarette elettroniche

    Il Comitato Nazionale di Bioetica raccomanda di estendere le limitazioni imposte alle sigarette ordinarie anche alle sigarette a tabacco riscaldato e alle sigarette elettroniche, a partire da  «giardini pubblici, luoghi di spettacolo all’aperto, spiagge attrezzate, stadi, campi sportivi, ristoranti all’aperto”. Il Comitato raccomanda altresì a governo e Parlamento di «promuovere una informazione corretta sui pericoli dell’uso del tabacco per sé e per gli altri (fumo passivo)», «promuovere ricerche per la valutazione ed applicazione di misure restrittive», come l’aumento dei prezzi, e «informare adeguatamente gli utenti che il preteso beneficio di svezzamento che deriva dall’uso delle sigarette elettroniche non trova alcuna prova scientifica e non e’ scevro di rischi per il fumatore e per chi gli sta accanto».

    Gli esperti, che avevano già nel 2003 affrontato la questione in un documento, giustificano la richiesta di divieti argomentando che «la mortalità e morbilità correlate all’uso di tabacco non sono diminuite, anzi aumentate. Tutto questo è avvenuto e continua ad avvenire, a conferma che le azioni di educazione sanitaria e prevenzione intraprese non sono sufficienti».

  • Contrasti all’Europarlamento sulla lotta al contrabbando di sigarette

    L’esperto di lotta al contrabbando Luk Joossens ha invitato gli eurodeputati ad approvare un progetto di legge volto a limitare l’evasione fiscale delle sigarette, ma alcuni eurodeputati hanno minacciato di porre il veto al disegno di legge, che stabilisce norme dettagliate e un sistema di tracciabilità per i prodotti del tabacco (utile in caso di sequestro di merci di contrabbando).

    Il sistema track-and-trace deve essere operativo entro il 20 maggio 2019, secondo la direttiva rivista sui prodotti del tabacco, adottata nel 2014. Il sistema dell’UE rappresenta un progresso, in tema di requisiti di tracciabilità e rintracciabilità, rispetto al protocollo dell’OMS, adottato nel 2012 e ratificato dalla Ue (ma non da alcuni Paesi comunitari: Belgio, Danimarca, Finlandia, Grecia, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia, Svezia e Regno Unito). I firmatari di quel trattato hanno concordato che 5 anni dopo la sua entrata in vigore doveva essere istituito un regime globale di monitoraggio e rintracciamento e hanno affermato che i compiti relativi al tracciamento e alla tracciabilità «non devono essere eseguiti da o delegati all’industria del tabacco».

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