Furti

  • Furti di dati online sempre più sofisticati

    Nel 2025 l’ecosistema delle minacce cyber ha subito una trasformazione profonda, guidata da nuovi scenari geopolitici, da tecniche di attacco sempre più automatizzate e dall’arricchimento dei dati scambiati su dark web e public web. Rispetto all’anno precedente, il numero di segnalazioni inviate in merito all’esposizione dei dati sul dark web è aumentato del +5,8%, raggiungendo oltre 2.200.000 alert. Per quanto riguarda invece il web pubblico, il numero di segnalazioni relative all’esposizione di dati si è attestato a 55.000, in calo (-6,6%) rispetto al 2024. Nel dark web sono state rilevate informazioni più complete rispetto al 2024, con un conseguente aumento della gravità media degli alert (+22%). Tale aumento è dovuto in particolare all’individuazione di combinazioni di dati più complesse e pericolose, che associano in misura crescente indirizzi e-mail a password e riferimenti precisi agli account compromessi.

    Queste alcune delle evidenze dell’Osservatorio Cyber di CRIF, che analizza la vulnerabilità di utenti e aziende agli attacchi informatici, delineando le principali tendenze legate ai dati scambiati sul dark web e sull’open web.

    L’evoluzione dello scenario geopolitico globale si riflette anche nella crescita delle minacce informatiche: emblematico il caso dell’Iran, che nel ranking mondiale degli indirizzi e-mail compromessi è passato dal 124° al 3° posto. In questo contesto, l’Italia si conferma particolarmente esposta alle minacce dei cyber criminali classificandosi al 6° posto nella classifica globale per indirizzi e-mail compromessi e messi in circolazione sul dark web e al 23° posto in quella per numero di dati relativi a carte di credito in circolazione. Inoltre, il Bel Paese si colloca al 17° posto nel continente europeo per rilevamento di numeri di telefono, che rappresentano un elemento chiave in molte truffe online.

    L’Osservatorio dipinge uno scenario in cui i cyberattacchi non solo crescono, ma risultano sempre più difficili da individuare e contrastare, complice la disponibilità di dati senza precedenti e tecniche di compromissione sempre più sofisticate. Tra le minacce in forte aumento spiccano le campagne di smishing, che in Italia hanno assunto forme particolarmente credibili: dai falsi messaggi sui pagamenti autostradali non saldati ai finti avvisi di problemi nella consegna dei pacchi, tutti progettati per sottrarre dati personali e informazioni di pagamento. Parallelamente, phishing, vishing e spear phishing diventano più insidiosi grazie all’intelligenza artificiale, capace di generare e-mail impeccabili e deepfake audio-video, favorendo approcci strutturati come l’omni-phishing, che combina più canali per aumentare la credibilità delle frodi. Cresce inoltre il rischio di account takeover, favorito dalla combinazione di credenziali sottratte e social engineering iper-personalizzato. A completare il quadro è la crescente diffusione degli stealers-as-a-service, in grado di raccogliere pacchetti informativi completi e altamente appetibili per il mercato criminale, esponendo gli utenti a rischi significativi.

    L’affinamento delle strategie dei cyber criminali, potenziate dall’intelligenza artificiale, alimenta la circolazione sul dark web di combinazioni di dati estremamente dettagliate che sempre più spesso includono anche informazioni professionali. Infatti, sebbene l’analisi qualitativa dei domini associati agli account e-mail esposti sul dark web mostri una netta prevalenza di indirizzi personali (90,2% del totale), nel 2025 aumentano del +12,7% gli account business compromessi (9,8% del totale). Questa dinamica suggerisce da un lato che gli utenti privati continuano a prestare una protezione insufficiente ai propri dati digitali e, dall’altro, che le imprese, pur dotandosi di controlli sempre più avanzati, restano vulnerabili e quindi sempre più prese di mira.

    Le tipologie di dati più diffuse e vulnerabili sul dark web risultano, nell’ordine: password, e-mail, nomi utente, indirizzi di residenza, nomi e cognomi. Anche i dati relativi ai numeri di telefono, ai codici identificativi personali e alle carte di credito sono comunemente esposti e a rischio di compromissione.

    Analizzando le principali combinazioni di dati esposti si osserva che nel 2025, la combinazione di numeri di carta di credito completa con nome e cognome viene rilevata nel 94,2% dei casi, risultando particolarmente preoccupante a causa del grave rischio di frode finanziaria. La combinazione di e-mail e password rimane estremamente comune, con la password trovata accanto alla e-mail nel 91,5% dei casi, e nell’85,2% dei casi, è anche associata alla username. La combinazione di username e password è principalmente legata agli account aziendali, mettendo in evidenza le potenziali vulnerabilità delle aziende. Questi dati confermano che il furto di account continua a essere una priorità per gli hacker, sottolineando l’importanza di adottare pratiche sicure nella gestione delle password, come l’utilizzo di credenziali uniche, aggiornamenti regolari e l’impiego di password manager.

    Molto appetibile per i cybercriminali è anche l’indirizzo residenziale completo, associato al numero di telefono nel 44,5% dei casi. Inoltre, la crescente incidenza della circolazione del numero di passaporto insieme a nome e cognome (64,6%) e, seppur in misura leggermente inferiore, insieme all’indirizzo completo (57,5%), amplifica il rischio di furto d’identità, impersonificazione e scenari di profiling avanzato.

    Le credenziali rubate possono essere utilizzate per diversi scopi, ad esempio per entrare negli account delle vittime, utilizzare servizi in modo fraudolento, inviare messaggi con richieste di denaro o link di phishing, diffondere malware o ransomware per estorcere o rubare denaro. In questo scenario, il “fattore umano” continua a giocare un ruolo cruciale in questa tipologia di furto di dati: la disattenzione degli utenti e l’uso di password deboli o riutilizzate sono infatti tra le cause più comuni.

    A questa dinamica, si aggiunge la crescente diffusione di Account Takeover (ATO), che colpiscono non solo gli account più tradizionali, ma anche servizi di messaggistica come WhatsApp. Inoltre, alcuni tipi di account – come social network, piattaforme di streaming e di gioco – risultano esposti anche per la tendenza degli utenti a fornire le proprie credenziali a servizi apparentemente innocenti che offrono omaggi o funzionalità aggiuntive, ma che spesso si rivelano strumenti per raccogliere credenziali.

  • Il vademecum della Questura di Treviso per difendersi dai ladri d’appartamento

    La Questura di Treviso, alla luce dell’intensificarsi dei furti nelle abitazioni, lancia un vademecum per prevenirli. Eccoli di seguito:

    – Se sei in casa tieni comunque la porta chiusa a chiave.
    – È meglio non tenere in casa grosse somme di denaro, gioielli o oggetti di valore.
    – Se perdi la chiave di casa o subisci un borseggio, cambia la serratura.
    – Rendi sicure porte e finestre: scegli una porta blindata con serratura antifurto e spioncino e infissi con vetri antisfondamento.
    – Se puoi installa un sistema di antifurto elettronico.
    – Se il contatore della luce si trova all’esterno dell’abitazione, chiudilo a chiave in una cassetta metallica. Così facendo nessuno potrà staccare la corrente.
    – Non aprire la porta a sedicenti dipendenti INPS-ENEL-GAS- RAI ecc., che, con la scusa di controllare la posizione pensionistica, i contatori luce e gas o l’abbonamento TV, riescono ad entrare nelle case delle loro vittime per raggirarle e convincerle a farsi consegnare denaro o per sottrarre oggetti di valore.
    – Se alla porta si presentano degli operai, prima di aprire verifica chi li ha mandati, chi ha richiesto il loro intervento e per quale motivo. Se nell’immediatezza non è possibile effettuare questi accertamenti, non aprire e contatta i numeri di emergenza 112 o 113.
    – Non aprire portoni o cancelli automatizzati se non sei certo dell’identità della persona che chiede di entrare.
    – Quando esci assicurati che la porta di casa e gli ingressi del palazzo in cui abiti siano chiusi.
    – Non far sapere ad estranei se in casa ci sono casseforti ed oggetti di valore.
    – Tieni le chiavi o il codice della cassaforte lontani dalla stessa;
    – Condividi i tuoi programmi di vacanze e viaggi solo con familiari ed amici.
    – Se esci di casa per brevi periodi, lascia la luce e/o il televisore accesi.
    – Chiudi sempre la porta a chiave e non lasciare le chiavi sotto lo zerbino o in altri luoghi alla portata di tutti.
    – Ricordati che i messaggi sulla porta dimostrano che in casa non c’è nessuno.
    – Se al tuo rientro trovi la porta aperta, evita di entrare in casa e contatta le forze dell’ordine, il ladro potrebbe essere ancora dentro.
    In casi di dubbi o sospetti è sempre opportuno chiamare tempestivamente le Forze dell’ordine.

  • In calo i reati che più spaventano gli italiani

    L’Italia è un paese più sicuro perché le violazioni del codice penale sono in calo per tutte le specie di reato che destano maggior preoccupazione tra la gente. Secondo l’ultimo dossier del Viminale, dello scorso ferragosto, omicidi, rapine, furti e incidenti stradali sono in calo, come pure gli sbarchi di migranti.

    Secondo il “Dossier Viminale”, tra agosto 2018 e luglio 2019 in Italia sono stati commessi 307 omicidi volontari, il 14% in meno rispetto all’anno scorso. La criminalità organizzata ne ha compiuti 25 (-19,4%), mentre 145 hanno avuto luogo all’interno della sfera familiare/affettiva (-4%). Insomma, si è meno sicuri a casa propria che per strada, sopratutto se si è donne: il  63,4% di omicidi commessi in ambito familiare/affettivo tra agosto 2018 e luglio di quest’anno ha colpito il gentil sesso. Nello stesso lasso di tempo si sono registrate 12.733 denunce per stalking 3 volte su 4 presentate 4 da donne, che comunque rappresentano il 13% in meno rispetto all’anno precedente (di contro sono cresciuti del 32,5% gli ammonimenti del questore e del 76% quelli per violenza domestica mentre gli allontanamenti sono diminuiti dell’1,2%).

    Le rapine sono calate del 16,2%, i furti dell’11,2% e le truffe del 2,1%, (ma quelle a danno di over 65 sono aumentate dell’1,2%). Gli sbarchi sono stati 8.691 contro i 42.700 dell’anno precedente, cioè il 79,6% in meno, ma dall’1 agosto del 2018 al 31 luglio del 2019 anche i rimpatri sono diminuiti, dello 0,7%. Nei centri d’accoglienza attualmente sono ospitati 105.142 migranti, il 34% in meno rispetto al 2018: dai 2,2 miliardi spesi dall’1 agosto 2017 al 31 luglio del 2018 si è passati infatti ai 501 milioni dell’ultimo anno. Il numero di soggetti espulsi con decreto del ministro dell’Interno perché ritenuti pericolosi per la sicurezza dello Stato è variato di una sola unità per un totale di 109 contro i 108 dell’anno scorso, mentre tra i soggetti che non possono essere espulsi (perché italiani) si sono registrati 15 arresti (di estremisti di area anarchica) contro gli 11 dell’anno precedente (+36,4%). Rispetto all’anno scorso il numero dei soggetti costantemente monitorati perché sospetti di affiliazione al terrorismo internazionale è salito del 4,4%.

    La criminalità organizzata made in Italy ha invece visto arrestare 51 latitanti. Nell’ultimo anno sono stati eseguiti 6.802 sequestri per un valore complessivo dei beni pari a 3,8 milioni di euro, e 3.644 confische per 3,7 milioni di euro.

    Gli enti locali commissariati per infiltrazioni della criminalità organizzata sono stati in tutto 37 rispetto ai 34 del periodo precedente, mentre gli accessi ispettivi antimafia nei Comuni sono stati 30, in aumento del 15,4%.

    Ancora, il ministero degli Interni riferisce che le manifestazioni di piazza sono calate del 10,3%, dalle 11.824 a 10.609, e che sono diminuite anche quelle in cui si registrano disordini (da 389 a 287, -26,2%).

    Lungo le strade si registrano infine meno incidenti stradali, ma più letali. Tra l’1 agosto 2018 e il 31 luglio 2019 gli incidenti su strade e autostrade sono stati 73.408, il 2,8% in meno rispetto all’anno precedente (75.541). I decessi per incidenti stradali sono però cresciuti del 6%, arrivando a quota 1.727 contro 1.630.

  • In aumento i furti in campagna, le aziende agricole si attrezzano ma sono a rischio

    La Coldiretti annuncia un boom di furti in campagna con 300 milioni di euro di danni in un anno. Gli agricoltori lamentano ogni genere di furti: dai macchinari agricoli in Lombardia ed Emilia Romagna agli ulivi e agli asparagi della Puglia, dalle mimose della Liguria alle arnie in Campania e Lombardia, dai limoni della Sicilia fino ai vivai della Toscana, i predoni delle campagne non risparmiano niente e nessuno. Secondo Coldiretti, il settore è esposto a veri criminali, capaci di mettere in ginocchio un’azienda, specie di dimensioni medie o piccole.

    Per combattere i furti nelle campagne sono entrate in gioco anche le nuove tecnologie, come l’installazione di sistemi Gps sui trattori e di impianti d’allarme collegati alla centrale dei Carabinieri o della Polizia. Anche le telecamere con visione notturna possono rappresentare un sistema utile da applicare mentre non mancano servizi di scorta e sorveglianza organizzati dagli agricoltori stessi. “La criminalità organizzata nelle campagne – conclude il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo – incide più a fondo nei beni e nella libertà delle persone perché, a differenza della criminalità urbana, può contare su un tessuto sociale e su condizioni di isolamento degli operatori. Si tratta dunque di lavorare per il superamento della situazione di solitudine invertendo la tendenza allo smantellamento dei presidi e delle forze di sicurezza presenti sul territorio anche con l’ausilio delle nuove tecnologie”.

Pulsante per tornare all'inizio