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  • Il fondo di investimento saudita paga 3,5 miliardi di dollari per acquisire Pokémon Go

    Il fondo di investimento pubblico (PIF) dell’Arabia Saudita pagherà 3,5 miliardi di dollari per acquistare la divisione di gioco dello sviluppatore Niantic, i cui titoli includono il famoso gioco per dispositivi mobili Pokémon Go. Il gioco prevede che i giocatori camminino nel mondo reale per cacciare le creature collezionabili, che appaiono sugli schermi dei loro telefoni tramite realtà aumentata. Nonostante sia stato lanciato quasi un decennio fa, Pokémon Go è ancora tra i giochi per dispositivi mobili con i maggiori incassi al mondo, con 30 milioni di giocatori mensili.

    L’accordo segna l’ultimo passo dell’Arabia Saudita per sviluppare la sua industria dei giochi, su cui ha speso miliardi di sterline negli ultimi anni. Anche gli altri giochi di Niantic, come Monster Hunter Now e Pikmin Bloom, sono inclusi nell’acquisizione, insieme alle persone impiegate per realizzarli. Diventeranno parte di Scopely Inc, che a sua volta è stata acquistata dalla sussidiaria PIF Savvy Games Group per 4,9 miliardi di dollari nel 2023. Scopely è uno dei nomi più importanti nel gaming mobile, con il suo titolo di maggior successo, Monopoly Go, scaricato più di 50 milioni di volte e che genera più di 3 miliardi di dollari di fatturato. Pokémon stessa è di proprietà congiunta di Nintendo, Game Freak e Creatures, che hanno concesso in licenza il marchio a Niantic in modo che potesse sviluppare il gioco.

    Ed Wu, che guida il team Pokémon Go presso Niantic, ha affermato in un post sul blog di ritenere che la mossa fosse “un passo positivo” per il futuro del gioco. “Pokémon Go è più di un semplice gioco per me, è il lavoro della mia vita”, ha affermato. “Non dirò che Pokémon Go rimarrà lo stesso, perché è sempre stato un work in progress. Ma il modo in cui lo creiamo e lo sviluppiamo rimarrà invariato e spero che potremo rendere l’esperienza ancora migliore”.

    L’Arabia Saudita sta diventando un attore sempre più potente nel gaming. Il suo PIF ha partecipazioni in alcuni dei più grandi editori del settore, come Nintendo, Electronic Arts e Take-Two Interactive. Ha anche fatto scalpore nel settore degli eSport, con l’Arabia Saudita che ha ospitato importanti tornei tra cui l’eSports World Cup dello scorso anno, che ha avuto un montepremi di oltre 60 milioni di dollari. Riyadh ospiterà anche i Giochi olimpici di eSport pianificati per il 2027.

    Il PIF dell’Arabia Saudita ha centinaia di miliardi di asset grazie alla sua ricchezza petrolifera, che ha investito pesantemente in sport come golf, boxe e calcio, incluso un acquisto del Newcastle United in un accordo da 300 milioni di sterline nel 2021. È controllato dal principe del paese Mohammed bin Salman, il cui governo è stato accusato di violazione dei diritti umani violazioni. Un rapporto delle Nazioni Unite del 2019 ha affermato che “lo stato del Regno dell’Arabia Saudita è responsabile” della morte di Jamal Khashoggi, un giornalista che era critico nei confronti del governo del paese. L’Arabia Saudita lo ha sempre negato.

  • Le Olimpiadi di Tokyo si disputeranno “con o senza Covid”. Parola del CIO

    I Giochi olimpici estivi di Tokyo, rinviati a causa della pandemia da Coronovirus si disputeranno “con o senza COVID”. Lo ha comunicato il vicepresidente del Comitato olimpico internazionale (CIO), John Coates.

    “I Giochi inizieranno il 23 luglio del prossimo anno”, ha detto all’AFP, aggiungendo che le Olimpiadi saranno ricordate come i “Giochi che hanno conquistato il COVID”.

    All’inizio di luglio, il CIO aveva proposto di ospitare l’evento con un “pubblico limitato”, idea che è stata poi respinta. A maggio, il presidente del CIO aveva affermato che i Giochi di Tokyo 2020 rinviati sarebbero stati annullati se non si sarebbero potuti tenere nel 2021 a causa della pandemia di coronavirus.

  • Per i mattoncini Lego fatturato in crescita a 5,15 miliardi. E al vertice arriva il nipote del fondatore

    Il Gruppo Lego ha visto crescere il fatturato 2019 del 6% a 38,5 miliardi di corone danesi (5,15 miliardi di euro). Le vendite sono salite del 5,6% e la quota di mercato globale è aumentata. L’utile operativo è stato di 10,8 miliardi di corone danesi, in marginale aumento (+1%) rispetto all’anno precedente mentre l’utile netto è salito del 3% a 8,3 miliardi di corone (1,1 miliardi di euro).

    “E’ stato un anno forte dove abbiamo sovraperformato l’industria del giocattolo e accresciuto le vendite al consumo e la quota di mercato in tutti i nostri maggiori mercati. Abbiamo inoltre aumentato la nostra presenza in mercati più nuovi”, ha commentato il ceo del gruppo dei mattoncini, Niels B. Christiansen. “Il nostro settore come molti altri viene ridisegnato dalla digitalizzazione e dai cambiamenti socio-economici. Stiamo facendo leva sulle nostre solide basi finanziarie per investire in iniziative che ci permetteranno di tener testa a questi trend e di crescere nel lungo termine”.

    L’azienda danese, la maggiore azienda europea di giocattoli, ha 570 store in tutto il mondo e prevede di aprirne altri 150 quest’anno dei quali 80 in 20 città cinesi dove non è ancora presente. In Cina, che rimane un mercato strategico per Lego dove nel 2019 ha avuto una crescita a 2 cifre, senza che il gruppo abbia fatto oggi accenni al coronavirus, il marchio dei mattoncini ha oggi 140 negozi retail in 35 città compresi i flagship store di Pechino e Shanghai e ha sviluppato l’e-commerce con accordi con diverse piattaforme. Nella presentazione dei conti il ceo ha indicato che nel 2032 il 90% dei nuovi nati saranno al di fuori dei mercati storici di Ue e Cina ed è in quella direzione che il gruppo guarda.

    La società con base a Billund ha inoltre rinnovato il proprio sito di commercio elettronico e ha visto i visitatori salire del 27% nel corso del 2019. Lego punta anche a un futuro sostenibile in prima battuta per ridurre l’impatto ambientale con l’idea di aumentare l’uso di mattoncini fatti con materie prime sostenibili o rinnovabili e di eliminare entro il 2025 la plastica dalle confezioni.

    Alla presidenza del gruppo, intanto, arriva Thomas Kirk Kristiansen, quarta generazione della famiglia proprietaria del gruppo mattoncini. Il 41enne Kirk è uno dei tre figli di Kjeld Kirk Kristiansen, nipote oggi 72enne del fondatore dell’azienda. Prende il posto di Jorgen Vig Knudstorp. Quest’ultimo, che della Lego è stato in passato anche il ceo, rimarrà nel board del gruppo e avrà un incarico per lo sviluppo del brand.

     

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