giornalismo

  • Nasce la prima Scuola di Giornalismo Internazionale dell’Associazione della Stampa Estera di Milano

    L’Associazione della Stampa Estera di Milano lancia SEmi – Scuola di Giornalismo Internazionale, un percorso pensato per giovani professionisti già in possesso delle basi del mestiere, che desiderano consolidare competenze e relazioni per distinguersi in un settore sempre più competitivo. Il corso, in partenza il 18 ottobre 2025 presso la sede dell’Associazione nel cuore di Milano, si articola in otto moduli interdisciplinari della durata complessiva di otto settimane (ogni sabato, dalle 10 alle 17). A guidare le lezioni saranno giornalisti indipendenti e corrispondenti delle più prestigiose testate internazionali, che offriranno ai partecipanti un’esperienza diretta e concreta del giornalismo globale.

    Il percorso formativo affronterà i seguenti temi: trovare spazio nei media internazionali, Slow Journalism: come costruire una storia, Broadcast Television e Photo Journalism, MOJO – Mobile Journalism, dalla ripresa alla pubblicazione, giornalismo di guerra, Cross-border Investigations, geopolitica raccontata dal giornalista estero. Oltre alle lezioni frontali, il programma prevede workshop pratici, simulazioni ed esercitazioni ispirate al lavoro quotidiano delle redazioni dei principali gruppi editoriali internazionali. Il corso, tenuto gratuitamente dai membri dell’Associazione SEmi, prevede una quota di iscrizione di 50 € e offre competenze pratiche avanzate, una prospettiva globale sulle notizie e l’opportunità di creare una rete professionale con corrispondenti e giornalisti di diversi Paesi.

    Al termine del percorso, verrà inoltre lanciato un bando, in collaborazione con Fondazione Cariplo, per una borsa di studio: la miglior proposta di pitch editoriale, selezionata dalla commissione di docenti, sarà assegnata in occasione della cerimonia di consegna degli attestati a febbraio 2026. «Con la Scuola di Giornalismo Internazionale di SEmi – Associazione Stampa Estera Milano, vogliamo offrire ai giovani giornalisti uno spazio unico per crescere professionalmente e confrontarsi con chi ogni giorno racconta il mondo da Milano a un pubblico globale. È un investimento sul futuro dell’informazione e sulla capacità di guardare oltre i confini», dichiara Tatjana Dordevic, consigliere delegato dell’Associazione della Stampa Estera di Milano.

    Per iscrizioni: www.stampaestera.it/scuolagiornalismo

  • Quattro libri che raccontano le guerre da altri punti di vista

    Riceviamo e pubblichiamo un articolo dell’On. Dario Rivolta

    “Quando una società smette di sperimentare opposizioni diventa unidimensionale. L’orientamento totalitario della società a una dimensione è del tutto compatibile con i diritti civili, una stampa libera e libere elezioni”.  Così scriveva Herbert Marcuse alla fine degli anni ’60 nel suo “L’uomo a una dimensione”. Fu un libro all’epoca molto citato, magari anche da chi nemmeno lo aveva letto, anche se oggi lo si può considerare oramai “passato”. Tuttavia, ciò che resta ancora attuale è la presenza invadente di un “pensiero unico” diffuso, e praticamente imposto, da istituzioni, pseudo-esperti e principali media. Che la verità sia una sola e non si accettano dissensi o distinguo è diventato evidente e macroscopico a proposito delle vaccinazioni anti-covid e continua con la fola della responsabilità umana dei cambiamenti climatici. Il peggio molto recente, però, riguarda la questione della guerra in Ucraina, ove nella narrazione dei fatti si nascondono le pregresse responsabilità Occidentali, le malefatte del governo di Kiev sul Donbass sin dal 2014 e si fa di tutto per far credere che la Russia sia per noi un pericolo e ambisca a conquistare l’Europa. Perfino cercando di seminare il panico con l’invenzione del Kit di sopravvivenza al fine di convincere tutti della necessità di ri-armarsi e di fare debito per comprare nuove armi (necessariamente soprattutto americane).

    Per chi volesse, invece, avere accesso a letture non conformiste degli eventi e consentirsi di vedere le cose anche da un altro punto di vista mi permetto di suggerire almeno quattro libri di abbastanza recente pubblicazione. Non sarà necessario condividerne tutti i contenuti ma penso sia utile vedere che le verità possono essere più di una, nonostante la propaganda martellante vorrebbe impedircelo.

    Eccoli:

    • SOTTO LA PELLE DEL MONDO di Dario Fabbri (editore Feltrinelli)

    L’autore, vero esperto di geopolitica, ci offre la lettura dei più recenti e importanti eventi mondiali, bellici e non, cercando di evidenziare la filigrana dei sentimenti delle popolazioni coinvolte anche andando oltre i fatti immediati. Si possono vedere, attraverso una lettura storica e psico-sociale dei popoli, le ragioni culturali che stanno dietro le scelte dei governi e, soprattutto, si cerca di capire come “loro” vedono “noi” Ciò di là dalla retorica che ci sommerge e che ci convince che il modo di vita Occidentale sia un mito cui tutti vorrebbero aspirare. “Gli altri umani non hanno intenzione di rinnegare il proprio “costume” per vivere come noi. Non perché interdetti da qualcuno o inabili a comprendere la nostra (presunta) superiorità…Non segnalano alcun apprezzamento per l’inglese, né riconoscono prerogative e democrazia distillate quaggiù, costruzioni che sovente giudicano neo-coloniali”.

    • C’E’ DEL MARCIO IN OCCIDENTE di Piergiorgio Odifreddi (editore Raffaello Cortina)

    Odifreddi è un filosofo matematico e saggista ben conosciuto. Ha scritto di storia della scienza, filosofia, politica, religione, esegesi, filologia e altro. In questo suo libro riflette sull’arroganza dell’Occidente citando testi di autori di varie epoche che hanno guardato a noi in modo diverso da come noi stessi ci vediamo. La sua critica alla supposta superiorità dell’Occidente si basa su di una analisi critica documentatissima. Medita sulle parole di venti grandi pensatori che ci hanno criticati: da Dostoevskij a Saramago, da Gandhi a papa Francesco, da Einstein a Konrad Lorenz. Analizza i nostri dieci peccati capitali: occidentalismo, cristianesimo, colonialismo, militarismo, razzismo, classicismo, idealismo, capitalismo, populismo, mediaticità. Ai nostri giorni e grazie al martellamento continuo qualsiasi critica al nostro sistema viene sdegnosamente respinta con l’argomentazione che l’alternativa è Putin. Odifreddi ci offre una lettura alternativa della realtà. La sua è una critica radicale che contesta alla radice le convinzioni sulla superiorità occidentale, dimostrandoci che tanto di quello che c’è stato di esecrabile nella storia è fatto o è stato fatto proprio dall’Occidente politico.

    • RUSSOFOBIA, Mille anni di diffidenza di Guy Mettan (editore Sandro Teti). Introduzione di Franco Cardini

    Mettan è un giornalista e storico svizzero che ha fatto una documentatissima ricerca (alla fine del volume c’è una ricca bibliografia) sulle origini del sentimento anti russo in Europa e negli USA. Tutto nasce dalla scissione della chiesa (poi) detta cattolica da quella ortodossa, scissione attuata per ragioni politiche da parte dei vescovi di Roma che volevano sottrarsi al controllo del potere di Costantinopoli. Furono loro che cominciarono a demonizzare i russi di allora al fine di affermare la superiorità totale di Roma e dei regni via via succedutisi nell’Europa occidentale. In seguito, il potere presente in Russia continuò poi ad essere descritto come antagonista politico nonostante i cambiamenti che avvenivano da entrambi i lati. Interessante le analisi di come e perché la russofobia si sia sviluppata in Francia, in Polonia e soprattutto in Inghilterra (ricordate “Il grande gioco” in Asia Centrale?). La russofobia veniva messa a tacere per poco tempo solo quando la Russia era considerata indispensabile per combattere un nemico comune (Napoleone e poi Hitler) e ripresa immediatamente dopo lo scampato pericolo. La russofobia è arrivata persino a far considerare non-esattamente-europei anche i letterati e i musicisti nati in quell’area del mondo. Degli USA si analizza come, dall’inizio del secolo XX, l’obiettivo degli americani fu sempre quello di impedire un qualunque avvicinamento tra Germania e Russia, così come volevano anche gli inglesi, poiché non si doveva permettere che nessuno Stato potesse diventare troppo forte da solo nel nostro continente. A un certo punto nacque anche la teoria che chi avesse controllato l’Asia Centrale avrebbe potuto controllare il mondo e da qui la necessità di smembrare l’enorme Stato russo. Il sistema sovietico e la guerra fredda hanno poi legittimato e diffuso in tutto l’Occidente l’odio verso Mosca. Odio che, con la Russia uscita dall’anarchia grazie a Putin e desiderosa di far valere le sue ricchezze naturali e la sua dimensione geografica, è stato rilanciato in gran fulgore. Un capitolo è dedicato all’uso del linguaggio anti russo tra intellettuali e giornalisti occidentali e a come le parole e i concetti siano usati im nodo subdolo per incoraggiare nei lettori (e nei telespettatori n.d.r.) i sentimenti di ostilità verso la Russia.

    • VITE AL FRONTE – Donbass, Libano, Siria, Nagorno Karabakh, Israele e Gaza di Luca Steinmann (Rizzoli editore)

    Steinmann è un giovane e coraggioso giornalista svizzero-italiano che ha passato settimane intere nelle zone ove attualmente ci sono conflitti cercando di entrare in contatto non solo con i militari al fronte ma anche con le popolazioni coinvolte, sia da una parte che dall’altra dei fronti. Con capitoli densi e relativamente brevi Steinmann riesce a farci vedere cosa i conflitti in corso significhino davvero per chi ne è oggetto passivo e per chi ne è attore. Attraverso i suoi resoconti di prima mano ci apre anche uno sguardo, non fazioso, sugli interessi e le logiche, spesso molto lontane geograficamente, che hanno innescato quelle guerre.

    Una cosa è descrivere gli scontri tra i vari combattenti e vedere le immagini delle distruzioni causate, un’altra è cogliere ciò che questo significa per chi ne è vittima quotidiana.

    Non mi risulta che alcun altro giornalista abbia voluto, o saputo, rendere meglio e dall’interno quali siano i pensieri e quali le conseguenze di queste guerre per le persone qualunque.

  • In ricordo di Luciano Garibaldi

    La scomparsa di Luciano Garibaldi lascia un vuoto non solo nel mondo del giornalismo e degli storiografi, la sua profonda preparazione culturale, la sua semplicità, la spontaneità con la quale si rivolgeva agli altri ci mancheranno.

    In ogni occasione di incontro Luciano, con la sua immediatezza, riusciva ad entrare in sintonia con gli altri difendendo con moderazione, ma altrettanta autorevolezza e decisione, le sue posizioni.

    Conoscere la Storia, scavare nella cronaca, sviscerare le notizie per trovare la verità dietro le apparenze, credere profondamente nell’amicizia, rispettare gli altri, ottenendo sempre identico rispetto, erano le sue passioni quotidiane.

    Ricordo la sua amicizia, solida, con il sen. Franco Servello e con Donatella, le nostre conversazioni in tanti anni di affetto reciproco e, come tanti, sentirò la sua mancanza ma non dimenticherò i suoi insegnamenti e la sua serena e caparbia volontà di affrontare, ogni giorno con serena determinazione, la vita.

    Caro Luciano per noi sei e sarai Presente.

  • Addio a Luciano Garibaldi, storico e giornalista di grande cultura

    Con profondo dolore Il Patto Sociale si associa al cordoglio per la morte, il 23 novembre, di Luciano Garibaldi, saggista, scrittore, giornalista che ha lavorato in diverse testate nazionali. Garibaldi è stato riconosciuto ed apprezzato come esperto della vita politica del novecento e autore di molti libri di approfondimento storico, la sua scomparsa lascia un vuoto culturale ma anche umano sia a Genova, sua città di adozione, che a Milano dove ha vissuto lunghi anni di attività.

  • Aperte le candidature per il premio giornalistico Lorenzo Natali

    Aperte dal 29 maggio le candidature per il premio Lorenzo Natali 2024, il principale riconoscimento giornalistico dell’UE. Sono invitati a candidarsi online entro la mezzanotte del 30 giugno, inviando articoli e servizi idonei ai criteri, i giornalisti che si occupano di questioni relative a clima, ambiente, energia, digitale, infrastrutture, parità di genere, sviluppo umano, migrazione, sfollamenti forzati, pace, governance, crescita, occupazione sostenibile e giovani.

    I vincitori di ciascuna categoria saranno scelti da una giuria composta da giornalisti di fama internazionale e rappresentanti di organizzazioni non governative di prim’ordine di tutto il mondo. Ciascun vincitore riceverà 10 000 euro. Al vincitore nella categoria “Miglior giornalista emergente” sarà inoltre offerta un’esperienza di lavoro o di tirocinio con un media partner.

    I vincitori verranno annunciati nel corso della cerimonia di consegna del premio Lorenzo Natali, che si terrà a Bruxelles entro la fine dell’anno.

    Il premio rende omaggio all’ex Vicepresidente della Commissione europea Lorenzo Natali, che ha contribuito in modo significativo alla promozione e all’approfondimento delle politiche europee per lo sviluppo. Da oltre trent’anni il riconoscimento che porta il suo nome mantiene vivo questo spirito premiando giornalisti che, con le loro storie, ispirano il cambiamento. Il premio è stato indetto per la prima volta dalla Commissione europea nel 1992.

  • Il Parlamento europeo bando il premio Daphne Caruana Galizia per il giornalismo

    Il Parlamento Europeo ha pubblicato il bando per la presentazione delle proposte per il Premio Daphne Caruana Galizia per il giornalismo.

    Il Premio, assegnato ogni anno intorno al 16 ottobre, giorno dell’omicidio della giornalista, è un riconoscimento annuale per il giornalismo d’eccellenza che promuove e difende i principi e i valori fondamentali dell’Unione europea, quali dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto e diritti umani.

    Possono partecipare giornalisti o team di giornalisti di qualsiasi nazionalità, presentando inchieste approfondite pubblicate o trasmesse da mezzi di comunicazione con sede in uno dei 27 Stati membri dell’Unione. Lo scopo è di sostenere e mettere in risalto l’importanza del giornalismo professionistico per la salvaguardia della libertà e dell’uguaglianza.

    Il premio, e i 20.000 euro assegnati al vincitore, dimostrano il sostegno del Parlamento nei confronti del giornalismo investigativo e l’importanza di una stampa libera. Negli ultimi anni, il Parlamento ha segnalato i tentativi, all’interno e all’esterno dell’UE, di minare il pluralismo dei media.

    I giornalisti possono presentare i loro articoli sul sito entro le 23.59 del 31 luglio 2023.

    Per maggiori informazioni: info@daphnejournalismprize.eu

  • Una corretta informazione

    In Ucraina è morta, dilaniata da un missile russo a Kramatorsk, la scrittrice Victoria Amelina, una voce importante di quella cultura che non si vende e non si arrende ed infatti, dall’inizio della tragica guerra voluta da Putin, Amelina è sempre stata in prima fila a raccontare la verità.

    In Cecenia la giornalista Yelena Milashina di Novaya Gazeta ed il suo avvocato sono stati selvaggiamente picchiati, a lei, oltre alle botte che le hanno rotto le dita e sfondato il cranio, è stata anche rasata la testa e poi è stata cosparsa di vernice.

    Molte sono le voci libere dell’informazione che hanno perso la vita nella guerra voluta dal criminale progetto dello zar russo ed anche in altre zone di conflitto i corrispondenti di guerra hanno pagato un caro prezzo per informare, documentare, non lasciare che tanti crimini rimanessero sotto silenzio.

    A questo giornalismo, a tutte le persone di cultura che hanno dato, con sprezzo del pericolo e sacrificio personale, il loro contributo ad una informazione altrimenti negata il nostro riconoscimento e la nostra riconoscenza.

    In questo drammatico contesto riesce difficile appassionarci ai cambi di testata di alcuni autorevoli rappresentanti dell’informazione Rai e facciamo fatica a comprendere come tante parole, non solo sulla carta stampata, siano dedicate alla scelta di Bianca Berlinguer di firmare un contratto con Mediaset, con la televisione commerciale che tanto spesso è stata denigrata proprio da quella sinistra alla quale la giornalista guarda con simpatia.

    Ognuno ha le sue buone ragioni e le scelte devono essere libere, ciò non toglie che ci sembra più che mai attuale il “tanto rumore per nulla”.

    Vorremmo invece un po’ più di rumore, di critica, di presa di distanza da pericolose affermazioni come quelle di Conte che, proprio mentre in Francia assistiamo a manifestazioni di estrema e pericolosa violenza, parla di “incendio sociale” programmato dal governo. Se poi teniamo conto che solo pochi giorni fa Grillo aveva arringato la folla invitando ad andare in piazza incappucciati è facile capire che la politica del tanto peggio tanto meglio può portare, in un attimo, a situazioni ingestibili.

    Certo invitare a coordinare le parole col cervello sarebbe utile se potessimo presupporre che il cervello non conosceva, neppure in questi casi, le conseguenze delle parole ma non è questa la fattispecie.

    Chi vede la politica come uno strumento per preservare od aumentare il proprio consenso e potere non ha tempo per pensare al bene pubblico così come chi vede nel giornalismo un mestiere come un altro, e non una missione per una corretta ed imparziale informazione, pensa solo a quanto potrà guadagnare in immagine, e non solo.

  • Il Consiglio europeo della ricerca seleziona un partner per l’iniziativa sul giornalismo scientifico

    Il Consiglio europeo della ricerca (CER) ha selezionato un consorzio di organizzazioni per una sovvenzione di 1,5 milioni di euro allo scopo di istituire un programma di residenza per giornalisti scientifici negli istituiti di ricerca dell’UE.

    Il progetto “FRONTIERS”, selezionato in seguito a un appello a presentare proposte, dovrebbe svolgersi tra il 2023 il 2027. Fino a 40 giornalisti scientifici avranno la possibilità di trascorrere da 3 a 5 mesi insieme a gruppi di ricerca, di imparare e di lavorare a progetti di informazione approfondita. Il progetto aiuterà i giornalisti a immergersi nell’ambiente della ricerca e a interagire con scienziati e ricercatori. Potranno partecipare al programma le università e i centri di ricerca che svolgono attività di ricerca di frontiera in tutti i campi della conoscenza.

    “FRONTIERS” si propone di finanziare borse di studio, sostenere i giornalisti e gli istituti ospitanti, fornire formazione sulla copertura scientifica indipendente ed eticamente responsabile, e promuovere l’apprendimento reciproco fra giornalisti e ricercatori. Proporrà inoltre una serie di principi etici, buone prassi e orientamenti per le borse di studio in giornalismo, e svilupperà un modello di sostenibilità a lungo termine.

    Oltre all’obiettivo principale di promuovere il giornalismo scientifico indipendente, il progetto contribuirà a rafforzare la fiducia del pubblico nella scienza, nonché a combattere e a migliorare la resilienza alla disinformazione.

    Il consorzio comprende il “Centre for Ethics in Science and Journalism” (Italia), l’Università NOVA di Lisbona (Portogallo), l’Università Pompeu Fabra (Spagna) e Enspire Science (Israele), che coordina il progetto.

  • La Commissione annuncia i vincitori del premio Megalizzi – Niedzielski 2022 per aspiranti giornalisti e lancia un nuovo invito a presentare proposte

    La Commissione ha annunciato i vincitori del premio Megalizzi – Niedzielski 2022 per aspiranti giornalisti: si tratta di Ani Arveladze (Georgia) e di Laura Bannier (Francia). La Commissione ha assegnato il premio ad Ani e Laura per il loro talento, la loro dedizione al giornalismo di qualità e il loro attaccamento ai valori dell’UE. Nel corso della cerimonia di premiazione la Commissione ha inoltre lanciato il 6º invito a presentare proposte a sostegno delle attività dei media in materia di politica di coesione, con una dotazione complessiva di 7 milioni di €. I media, le università, le agenzie di comunicazione e altri soggetti privati e organismi pubblici sono invitati a presentare le loro proposte di relazioni editorialmente indipendenti sulla politica di coesione. La Commissione coprirà l’80% del costo dei progetti, con sovvenzioni fino a 300.000 € per i beneficiari selezionati. Il termine ultimo per la presentazione delle candidature è fissato alle ore 17:00 del 10 gennaio 2023. Il premio Megalizzi – Niedzielski per aspiranti giornalisti è stato lanciato nel 2019 e rende omaggio alla memoria di Antonio Megalizzi e Bartek Piotr Orent-Niedzielski, due giovani giornalisti europei profondamente attaccati all’UE e ai suoi valori, che hanno perso la vita in seguito a un attentato terroristico a Strasburgo alla fine del 2018.

  • L’UE istituisce il premio giornalistico “Daphne Caruana Galizia”

    L’Ufficio di presidenza del Parlamento europeo ha istituito il premio “Daphne Caruana Galizia” per “eccezionale lavoro giornalistico” in onore della giornalista maltese assassinata il 16 ottobre 2017 in un attentato che secondo la polizia maltese aveva il chiaro obiettivo di mettere a tacere il suo lavoro in cui svelava la corruzione e il riciclaggio di denaro nel suo paese.

    Il premio di € 20.000 sarà assegnato, su base annuale, a partire da ottobre 2021 a giornalisti o team di giornalisti per il loro eccezionale lavoro basato sui principi e i valori dell’Unione europea. I candidati saranno giudicati da una giuria di giornalisti indipendenti. Il riconoscimento rafforzerà il giornalismo investigativo e la libertà di stampa, è stato sottolineato dai deputati europei, alcuni dei quali, negli ultimi anni, hanno partecipato alle missioni del Parlamento a Malta.

    Il brutale assassinio della Caruana-Galizia aveva suscitato proteste per la gestione del caso da parte delle autorità locali, costringendo alla fine il primo ministro maltese Joseph Muscat a dimettersi mentre l’uomo d’affari Yorgen Fenech è stato arrestato nel 2019.

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