Ho visto un video: una volpe completamente ricoperta da una spessa coltre di cenere nera, rigida, immobile, ho visto i soccorritori che cercavano, dopo l’immenso incendio, di salvare qualche vita, tirare via la cenere e da sotto la pancia della volpe immobile è uscito un cucciolo piccolissimo, integro e rosso, la madre lo aveva nascosto sacrificandosi per salvarlo.
Gli uomini hanno cercato di risvegliare la volpe, hanno dato da bere ad entrambe, poi la madre è ritornata rigida ed è crollata con un gremito a pancia all’aria e con le zampe in alto.
i soccorritori non si sono arresi, mentre il cucciolo stava a fianco alla madre, che gli aveva salvata la vita coprendolo con il suo corpo, le hanno fatto il massaggio cardiaco e con un altro gemito terribile la volpe si è ripresa, gli uomini hanno dato ad entrambi ancora acqua e dopo aver bevuto la volpe, col pelo bruciato come uscita dall’inferno,si è messa a leccare il suo cucciolo.
Potenza e tragicità della natura, dell’amore di chi è madre veramente, di uomini che, nonostante tutto, amano la vita e la proteggono, di altri che appiccano fuoco e distruggono tutto.
Questo nostro mondo che, come sempre, da sempre ci propone tragedie e morti, dove assassini e terroristi, profittatori e assatanati di potere, cercano ogni giorno di distruggere la nostra esistenza di umani, animali, ambiente, ha ancora molto da dire e da dare se coloro che coltivano empatia e rispetto per quello che ci circonda, cercando di alleviare il dolore altrui, saranno capaci di fare fronte unito.