Insetti

  • Il Corno d’Africa devastato da sciami di sciami di cavallette e locuste

    Mentre incombono i pericoli sanitari e le conseguenze economiche del coronavirus un’altra sciagura si abbatte non solo sul continente africano, infatti l’invasione delle micidiali locuste sta già raggiungendo aree dell’India e del Pakistan.

    20 milioni di persone sono ormai coinvolte dalla calamità sia nel corno d’Africa che in Kenia e le cavallette avanzano e colpiscono anche le zone della Tanzania vicine al Kilimangiaro. Le Nazioni Unite parlano al momento di 200 miliardi di insetti, velocissimi negli spostamenti e nella riproduzione, che partiti dallo Yemen stanno invadendo l’Africa orientale già provata per le inondazioni dovute alle spaventose piogge fuori stagione. I raccolti già in parte distrutti sono stati azzerati definitivamente dall’arrivo delle cavallette, i filmati sono impressionanti, il cielo è veramente oscurato dall’arrivo di sciami di milioni e milioni di insetti che dove passano creano il deserto. La FAO ha lanciato un appello alla comunità internazionale, servono non solo aiuti alimentari ma strumenti per distruggere questo flagello. Per il Kenia si tratta della più massiccia invasione da più di 70 anni, vi sono  sciami  di più di 40 milioni di esemplari per chilometro quadrato, sciami lunghi 60 chilometri e larghi 40, scene apocalittiche: le cavallette hanno già distrutto 175 milioni di acri, uno sciame medio piccolo distrugge il raccolto che serve a sfamare per un anno 2500 persone.

    Per la situazione da guerra civile che si protrae in Somalia e la presenza costante degli Shabaab non è possibile utilizzare l’unico strumento adatto per distruggere le cavallette che è irrorarle dagli aerei con potenti insetticidi. L’Uganda per cercare di impedire l’arrivo ed il diffondersi di questa piaga sta già utilizzando anche l’esercito ed in Etiopia la presenza delle cavallette ha messo a rischio più volte il traffico aereo.

    Gli esperti dicono che se non vi sarà una rapida distruzione delle cavallette queste, che si riproducono con gran velocità, potrebbero aumentare entro giugno di 500 volte e considerando che possono compiere anche 150 chilometri al giorno diventerebbero un pericolo per altri paesi non solo africani. Incombe la possibilità di una carestia senza precedenti e di tutte le malattie che ne potrebbero derivare con conseguenze anche per i paesi europei  che si affacciano sul mediterraneo ma sembra che sul problema non ci sia sufficiente percezione sia dalla comunità internazionale in genere che più in particolare dell’Unione Europea. Infatti sono arrivati solo una minima parte degli aiuti richiesti dalla FAO che inoltre, tramite il direttore per le emergenze, fa  sapere che l’invasione abnorme delle locuste del deserto è un altra dimensione dell’emergenza climatica che potrebbe peggiorare nei prossimi anni.

  • Il ruolo insostituibile degli insetti nell’ecosistema

    Abbiamo in altre occasioni parlato dell’ecosistema e da come lo stesso sia minacciato anche dall’estinzione di alcune specie della fauna e della flora. Non possiamo perciò tralasciare la diminuzione degli insetti e la loro importanza a livello biotico. Gli insetti rappresentano più della metà della fauna selvatica della terra e hanno ruoli insostituibili nell’ecosistema. Sono infatti gli insetti che impollinano, riciclano sostanze organiche, regolano la presenza di parassiti e sono fonte di cibo per altri animali. Questo problema è visto con grande preoccupazione nel mondo scientifico, basti ricordare gli studi effettuati in Germania tra il 1989 e il 2016 dai quali risulta che in questo periodo, 28 anni, si è perso più del 75% della biomassa di insetti. Altre ricerche confermano che ogni anno il calo continua con una percentuale di circa il 2,5% con le evidenti conseguenze per la vita di tutti quegli animali che di insetti si nutrono. Secondo lo studio tedesco gli insettivori ora hanno a disposizione solo un quarto delle risorse che avevano. Pensiamo alle rondini, alle allodole e comunque alla gran parte dei piccoli volatili. Gli insetti sono essenziali per l’impollinazione e senza l’impollinazione non esiste più produzione, la vita stessa dell’essere umano è a rischio, infatti circa il 35% della nostra alimentazione deriva da prodotti che senza impollinazione non esisterebbero più. Il declino degli insetti dipende nella massima parte dai problemi legati all’inquinamento e alla perdita di habitat e la continua e spesso inutile cementificazione accelera il problema. Ora si cerca di correre al riparo eliminando alcune fonti di inquinamento e nuove norme europee mettono al bando certi prodotti e pesticidi particolarmente nocivi ma il danno che è stato fatto all’aria e all’acqua e cioè all’ambiente non è certo sanabile in poco tempo. Inoltre se è vero che l’Europa si è mossa per eliminare l’uso dei prodotti più nocivi è altrettanto vero che gli stessi continuano ad essere usati in altre grandi aree del mondo, dalla Cina all’Africa, dall’Oriente agli stessi Stati Uniti e come ben sappiamo la terra non è fatta a compartimenti stagni, l’inquinamento va da un emisfero all’altro, da un paese al paese vicino e a quello lontano. Il grido di allarme è stato lanciato da tempo ma che la Terra sia a rischio sembra non preoccupare più di tanto i governi ed il mondo produttivo perciò tocca a noi cittadini consumatori cominciare a fare sentire di più la nostra voce ma anche agire, nel nostro quotidiano, per dare una mano al mondo.

  • L’insetto a tavola è realtà

    Il cibo del futuro? Gli insetti. lo dice anche una ricerca realizzata da Meticulous Research secondo la quale il mercato degli insetti commestibili, grazie alle loro proteine sane e sostenibili, varrà quasi un miliardo di euro nel 2023, cioè fra soli cinque anni. Dopo tutto però, per quanto faccia storcere il naso ancora a molti, la notizia non dovrebbe stupire più di tanto visto che il 1 gennaio 2018 è entrato in vigore il Regolamento europeo che considera gli insetti ‘nuovo cibo’, permettendo perciò di adoperare le loro proteine negli alimenti. Stati Uniti e Canada già da tempo hanno dato il via libera all’uso di insetti negli alimenti confezionati. Sebbene non sarà facile, almeno per noi italiani, adeguarsi a questo nuovo mercato alimentare, c’è chi invece ha colto tutte le potenzialità e cerca di farle conoscere, come Massimo Reverberi di Bugsolutely che, in occasione di Seeds&Chips – The Global Food Innovation Summit (7-10 maggio 2018 MiCo Milano Congressi), racconterà questo nuovo mercato proprio lunedì 7 maggio a partire dalle 16,30.

    Se in Svizzera e Germania le grandi catene di supermercati si stanno adeguando alla nuova tendenza, cresce intanto la gamma di prodotti a base di proteine di insetti, come le barrette energetiche, pasta e biscotti a base di farina di grilli ed altro ancora che sarà possibile vedere, nel vero senso della parola, durante Seeds&Chips.

    Distributori specializzati e rivenditori come Alma Eureka stanno aiutando a espandere il mercato degli insetti e altre aziende, come la Nordic Insect Economy (NIE), stanno lavorando per ottimizzare le tecnologie di allevamento degli insetti. Sia Alma Eureka che e NIE saranno presenti a Seeds&Chips per fornire la loro visione dell’industria degli insetti commestibili al pubblico presente al Summit, esperto del settore e non (ancora).

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