La sicurezza è sempre più a rischio, i femminicidi aumentano ed alcuni magistrati si limitano ad ordinare, ad uomini già recidivi per violenze e minacce, di rimanere lontani dalla loro vittima, tifosi delinquenti devastano le città o aggrediscano pullman di persone di altra fede sportiva, nei cortei pacifisti consistenti gruppi di violenti, di professione e cultura, feriscono decine di poliziotti e carabinieri mettendo a soqquadro interi quartieri.
Nello stesso tempo fioriscono marce sindacali, sotto la regia del solito Landini, che nulla hanno a che fare con i diritti o le speranze dei lavoratori o dei disoccupati che il lavoro lo cercano, mentre tanti altri il lavoro lo rifiutano.
Una società piena di violenze e contraddizioni rese sempre più evidenti dalla confusione dei reciproci ruoli e dall’insulto diventato strumento del linguaggio politico aumentando così rancori, confusioni e a volte vere e proprie manifestazioni di attività violente.
Nessuno, né Landini né il cosiddetto campo largo parlano dei lavoratori sfruttati con il lavoro sottopagato in nero, sia nei campi che in molte altre attività, non solo domestiche, delle centinaia di migliaia che dipendono dalle agenzie interinali, che lucrano sul loro lavoro e degli altri che, per vivere, accettano lavori di poche ore, o pochi giorni, commissionati da agenzie italiane od estere che pagano pochi euro e solo dopo 90 giorni.
Landini di tutti costoro non si è mai preoccupato, non conosce neppure la vera situazione del mondo del lavoro, dei tanti che il lavoro lo hanno perso ed ora sono ridotti ad accettare le briciole, quando le trovano, per potersi mantenere.
Landini sa che il suo tempo sta per finire e cerca di ottimizzare il suo incarico reclutando, o strizzando l’occhio, a quelle frange più estreme desiderose di sfogare la propria rabbia e non di dare un contributo per migliorare le cose, vede il suo futuro politico non dando vita ad un programma diverso ed alternativo alle altre forze politiche, ma costruendo per sé l’immagine del rivoluzionario a tutti i costi.
Il vero rivoluzionario oggi sarebbe invece chi realmente, senza urla e strepiti, si occupasse di quella parte del mondo del lavoro che ancora non ha rappresentanza, magari chiedendo al governo la creazione di un ufficio che celermente verificasse la reale situazione delle varie agenzie interinali e di tutto quel mondo sommerso che offre lavori poco retribuiti e pagati a 90 giorni, sarebbe un grande passo avanti se i sindacati, che oggi rappresentano più i pensionati che i lavoratori, si rendessero conto di tante realtà non sommerse ma ignorate.