povertà

  • Disabili in Europa a rischio povertà o esclusione sociale

    Un sondaggio pubblicato l’8 febbraio da Eurostat ha messo in evidenza la situazione precaria dei disabili in Europa.

    Nel 2019 il 28,4% della popolazione europea con disabilità e di età superiore ai 16 anni era a rischio povertà o esclusione sociale. Sebbene vi fossero significative differenze percentuali fra i vari Stati membri, il sondaggio conferma che i disabili, in tutti i Paesi, rappresentano la categoria di persone più esposte al disagio sociale di qualsiasi altra categoria.

    In cima alle statistiche la Bulgaria con il 50,7% di persone disabili a rischio povertà, seguita dalla Lettonia (42.1%) e dall’Irlanda (37,8%). I Paesi con le percentuali meno alte vanno dalla Slovacchia (19.,2%) alla Francia (22,9%). L’Italia si situa al 29%.

    Sono circa 87 milioni le persone in Europa che vivono una qualche forma di disabilità e più della metà, oltre al rischio maggiore di povertà ed esclusione sociale, si sente discriminata.

  • US poverty drops to 18-year lows

    The US poverty rate is the lowest it has been since 2001 and middle-class income has hit a historical high, the Census Bureau reported on Tuesday.

    In 2018 11,8% of Americans lived under the poverty line, compared to 11,7% in 2001. Furthermore, the median US income in 2018 was $63,000, which means half the population made more than that and half less.

    This boost in US incomes has come from record levels of employment, often adding a second wage in households. Numbers suggest that household income has just modestly surpassed that of 2007, more than a decade after the beginning of the depression.

    But from 2017 to 2018 the United States added two million people to the ranks of the uninsured. That is the first rise in the uninsured population since President’s Obama’s 2010 Affordable Care Act, bringing the total to 27.5 million uninsured Americans.

    The uninsured rate rose to 8.5%, which is still approximately half the rate of 2010 (16,5%). From 2011 to 2017, an average of 400,000 Americans gained access to health insurance cover, each year.

    In an electoral year, the hike in the number of the uninsured adds to the general climate of political polarization. Republicans can make the case that Obamacare was always flawed and its influence is waning, while Democrats can argue that defunding and dismantling the plan is adversely affecting the state of public health.

    Republicans have argued that the Affordable Care Act (ACA) has caused insurance premiums to surge, pushing people off the market, unless they qualify for federal subsidies. Democrats have argued that major tax cuts for higher incomes adopted by a Republican Congress at the end of 2017 eliminated the financial penalty for those who fail to take health insurance, removing the motivation for low-pay employees to be insured.

  • Siamo terremotati, non accettiamo di diventare mantenuti

    I terremotati d’Abruzzo, Lazio e Marche sono ancora, nella maggioranza, senza casa; chi ha avuto le casette di legno, pochissime nonostante le promesse, vede la muffa dilagare, gran parte delle macerie non è stata rimossa e la ricostruzione è di la da venire…

    Nel frattempo altre calamità si sono abbattute sul nostro Paese, a Genova ancora attendono risposte e il nuovo sisma in Sicilia ripropone problemi antichi insieme ai nuovi. Anche per le calamita minori non vi è stata risposta, nel piacentino si attendono gli indennizzi per l’alluvione del 2015, sono passati più di milleduecento giorni. 

    Quanti cantieri il governo avrebbe potuto aprire, quante persone avrebbero trovato lavoro, quante altre avrebbero potuto tornare ad una vita normale se invece di trastullarsi con Twitter e selfie ,con proclami disattesi, con minacce all’Europa il premier e soprattutto i vicepremier avessero dedicato tutta la loro attenzione a questi problemi?

    Governare non è impegnarsi per procacciare voti al proprio partito ma agire  con sollecitudine nell’interesse dell’intero Paese e prima di tutto di coloro che hanno subito vere e proprie tragedie che hanno stravolto, forse per sempre, la loro vita. Il Papa ha giustamente ricordato che è meglio essere laici e fare ogni giorno il bene del prossimo con empatia ed umiltà che andare ogni giorno in chiesa e poi ignorare i bisogni di chi ci sta intorno. Inutile annunciare una lotta alla povertà  quando non si è in grado neppure di provvedere ai più elementari bisogni di chi ha perduto tutto per terremoti, alluvioni o catastrofi dovute all’incuria di chi doveva vigilare. Incuria di chi governa il Paese, le regioni, di chi ha la gestione delle opere pubbliche e del territorio, di chi dovrebbe stare negli uffici a leggere i dossier per poi intervenire di conseguenza e invece si dedica a piccoli comizi spot a beneficio solo della sua parte politica. 

    Mettiamoci il cuore in pace fino alle elezioni europee gli unici provvedimenti che vedremo sono quelli che serviranno ad avere titoli sui giornali e poi ricomincerà una nuova lunga campagna elettorale mentre il Paese rimarrà privo di un programma. Come abbiamo scritto su Il Patto Sociale e come ha riportato il Corriere della Sera il 4 gennaio la priorità per gli italiani è il lavoro, lavorare per mantenersi senza caritatevoli e pelosi redditi di cittadinanza, lavorare per avere dignità e valore, peso verso chi ci governa, lavorare per crescere insieme al nostro Paese, patria, nazione, comunità di persone. Lavorare per non sentirsi sudditi ma cittadini. E se quanto capiscono in tanti non lo capisce il governo nasce il sospetto che ci sia una volontà specifica dietro l’apparente incapacità di fare le cose più semplici per far ripartire il lavoro e cioè proprio la volontà di volerci trasformare in sudditi e postulanti.

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