promesse

  • Promesse ingannevoli mai mantenute

    Si promette più in un’ora di quanto si mantiene in cent’anni.

    Proverbio

    In Albania continuano senza sosta le proteste pacifiche, cominciate nella capitale il 31 maggio scorso, dopo che un giorno prima c’è stata una protesta in un’area turistica a nord di Valona contro un progetto finanziato dal genero del presidente statunitense. Durante quella protesta delle guardie private hanno maltrattato un cittadino, in presenza anche delle forze della polizia di Stato. Il nostro lettore è stato informato sia di quella protesta che di quelle quotidiane, pacifiche e massicce, che si svolgono nella capitale (Da più di due settimane massicce proteste in Albania, 15 giugno 2026; Ribellarsi contro un autocrate corrotto è un obligo, 22 giugno 2026; Mente perché non può fare nient’altro, 29 giugno 2026). Oggi si svolgerà la 94esima. Dai primi giorni, durante le proteste, i manifestanti denunciano gli abusi di potere, conferito e/o usurpato, da parte del primo ministro albanese, riferendosi a fatti concreti, accaduti, denunciati e pubblicamente noti.

    Bisogna sottolineare che dai primi giorni, le proteste sono state trattate ed analizzate anche dai più noti media internazionali, si carta stampata e televisivi, facendo proprio riferimento alle denunce fatte dei cittadini e legate agli abusi del primo ministro. Non pochi media televisivi hanno trasmesso anche in diretta le proteste. E pensare che alcuni di questi noti media, prima che cominciassero le proteste, hanno fatto riferimento ai “successi” del governo albanese e delle “capacità” del primo ministro. Chissà perché un simile e significativo cambiamento della loro linea editoriale?!

    Durante le ormai 93 proteste quotidiane svolte, i manifestanti hanno denunciato anche tutte le promesse fatte e mai mantenute dal primo ministro, evidenziando la vera, vissuta e sofferta realtà albanese, che niente ha in comune con quella immaginaria che cerca di presentare lo stesso primo ministro e la sua potente e ben organizzata propaganda, usando anche molti media, i cui proprietari sono dei clienti del governo e ne approfittano dalla “generosità” del primo ministro.

    I cittadini stanno denunciando, durante le proteste, le promesse fatte dal primo ministro subito dopo aver cominciato il suo primo mandato, nel settembre del 2013. Come la promessa di combattere la corruzione a tutti i livelli istituzionali e dell’amministrazione pubblica. Una promessa fatta ogni volta che il primo ministro lo considerava necessario. Ma sempre si è trattato di una promessa mai mantenuta. La corruzione, invece di essere combattuta, è stata radicata e consolidata a tutti i livelli, coinvolgendo direttamente anche colui che prometteva “successi” in questa sfida.

    I cittadini stanno denunciando anche la connivenza del potere politico, rappresentato dal primo ministro, con la criminalità organizzata che sta diventando sempre più potente, anche a livello internazionale. Ragion per cui ormai l’Albania si considera il primo narcostato in Europa. Con le loro denunce durante le proteste quotidiane, i manifestanti evidenziano anche le promesse fatte dal primo ministro e mai mantenute, per combattere la criminalità organizzata. E non poteva essere altrimenti, visto che proprio la criminalità organizzata garantisce al primo ministro, fatti denunciati e pubblicamente noti alla mano, le “vittorie” elettorali. Fatti questi evidenziati anche dalle strutture specializzate internazionali, soprattutto dopo il massacro elettorale dell’11 maggio 2025.

    I cittadini denunciano altresì una promessa, fatta subito dopo l’inizio del suo primo mandato, che riguardava il sistema sanitario pubblico, il quale doveva garantire a tutti i cittadini che ne avevano bisogno un servizio gratuito e di qualità. Quanto si è verificato però da allora in poi ha testimoniato che si è trattato di una promessa mai mantenuta. Non solo ma, fatti accaduti e che tuttora stanno accadendo, fatti testimoniati, denunciati e pubblicamente noti alla mano, risulta che coloro che ne hanno approfittato sono state delle imprese private, legate al primo ministro, che nell’ambito del partenariato pubblico privato hanno avuto degli appalti milionari, senza però garantire i servizi previsti. Usando spesso anche le strutture pubbliche per svolgere le loro attività. Quella promessa è stata un vero e proprio fallimento, denunciata durante le proteste quotidiane nella capitale.

    I cittadini denunciano anche la promessa fatta dal primo ministro per garantire l’acqua potabile nelle case degli albanesi 24 ore su 24. Una promessa fatta dal primo ministro durante il suo primo mandato e poi ripetuta spesso successivamente, ma purtroppo mai mantenuta  Anche oggi, nella capitale ed in molte città in Albania manca l’acqua potabile.

    I cittadini denunciano, ormai da più di tre mesi durante le proteste quotidiane, un’altra promessa fatta dal primo ministro e riguardante il sistema delle strade interurbane a “livello europeo”. Anche quella è stata una promessa elettorale mai mantenuta. Si perché ci sono tante le strade in cui sono stati investiti centinaia di milioni dai fondi pubblici di uno dei Paesi più poveri dell’Europa e quelle strade spesso sono crollate e continuano a crollare, mettendo così in pericolo la vita dei cittadini. E nonostante ciò nessuno riconosce le proprie responsabilità, partendo dal primo ministro.

    I cittadini denunciano, durante le proteste quotidiane nella capitale, anche il fallimento del sistema dell’istruzione pubblica, nonché il mancato, necessario e dovuto finanziamento in sostegno della ricerca scientifica. Tutto questo mentre il primo ministro ed i suoi collaboratori promettevano dal primo mandato sviluppi significativi in seguito alla riforma del sistema dell’istruzione pubblica. Ma si trattava sempre di promesse non mantenute. Lo confermano anche i dati dei rapporti PISA (Programme for International Student Assessment – Programma per la valutazione degli studenti internazionali; n.d.a.), secondo i quali il livello educativo in Albania è il più basso d’Europa. Il nostro lettore è stato informato della situazione del sistema dell’istruzione pubblica e della ricerca scientifica in Albania a tempo debito (Un rapporto che svela la realtà; 20 luglio 2026).

    I manifestanti denunciano durante le proteste pacifiche quotidiane anche il molto preoccupate, pericoloso e continuo spopolamento del Paese, soprattutto in questi ultimi anni, da quando il primo ministro ha avuto il suo primo mandato. Spopolamento dovuto all’impossibilità di trovare un posto di lavoro adeguatamente rimunerato e la speranza di un futuro migliore, nonostante le promesse elettorali mai mantenute del primo ministro e della sua potente propaganda. Il primo ministro in questi anni è riuscito a garantire solo un’economia basata sul riciclaggio del denaro proveniente soprattutto dal traffico degli stupefacenti che ha causato anche il crollo dell’Euro nei confronti della moneta locale. In simili condizioni gli albanesi fuggono all’estero, con tutte le derivanti e preoccupanti conseguenze. Conseguenze che sono ormai di dominio pubblico.

    Visibilmente in difficoltà, in seguito agli sviluppi degli ultimi mesi, il primo ministro “inventa” altre ingannevoli promesse. Solo in queste ultime settimane ne ha presentate alcune. Una di queste, denominata “Specchio Albania”, è stata presentata il 24 agosto scorso. Simili ad altre precedenti ingannevoli promesse di “governare insieme con i cittadini”, anche lo “Specchio Albania” è solo una fasulla promessa di seguire in tempo reale le richieste e le preoccupazioni dei cittadini. Il primo ministro, riferendosi allo “Specchio Albania”, l’ultima sua “promessa” di governare insieme con i cittadini, ha “garantito” che “…ogni questione o preoccupazione sollevata dai cittadini sulla piattaforma sarebbe stata monitorata in tempo reale e avrebbe ricevuto una risposta”. L’ennesima sua bugia.

    Chi scrive queste righe è convinto che durante questi tredici anni, il primo ministro albanese ha fatto solo delle promesse ingannevoli mai mantenute. Promesse con le quali ha cercato e tuttora sta cercando solo e soltanto di passare l’ennesima difficoltà. Modificando un po’ la saggezza popolare, espressa anche con i proverbi, nel caso del primo ministro albanese si potrebbe dire che si promette più in un’ora di quanto si mantiene non in cent’anni, ma neanche nelle ore successive.

  • Ingannevoli promesse non mantenute e drammatiche conseguenze

    Le promesse di certi uomini sono come sabbie mobili che, viste da lontano,

    sembrano solide e sicure, ma si rilevano inconsistenti e insidiose.

    Francois de La Rochefoucauld

    Quanto è successo con il massacro elettorale in Albania, finalizzato con le “elezioni” dell’11 maggio scorso, testimonia e rappresenta inconfutabilmente la vera, vissuta e molto preoccupante realtà. Il nostro lettore è stato ampiamente informato, con la dovuta e richiesta oggettività, di tutto ciò. Ma dopo aver ottenuto quello che aveva pianificato come obiettivo da raggiungere, costi quel che costi, cioè assicurare una maggioranza assoluta in Parlamento per la prossima legislatura, il primo ministro adesso è ritornato sui propri passi. Ragion per cui non si “ricorda” più anche delle sue innumerevoli promesse ingannevoli e seducenti. Ma a lui non importa proprio niente.

    Da alcune settimane ormai il primo ministro, violando consapevolmente la Costituzione e le leggi in vigore, sta dimostrando pubblicamente che lui è il vero ed incontestabile possessore di tutti i poteri. La scorsa settimana il nostro lettore è stato informato dell’usurpazione del potere locale (Abusi scandalosi di un dittatore camuffato con i poteri usurpati; 14 luglio 2025).

    Il territorio dell’Albania ha una superficie di circa 28.000 km2. Ma, nonostante ciò, è molto vario ed attrattivo. La parte occidentale confina con il mare Adriatico e lo Ionio, mentre volgendosi verso la parte interna del Paese, in tutta la linea che va da nord a sud, il territorio diventa collinare e montagnoso. Nel territorio albanese si trovano molti fiumi e laghi, tra cui quello di Ohrid, tra i più profondi d’Europa, nonché altipiani e rinomate aree agricole.

    Nel nord si trovano le Alpi albanesi, un complesso di montagne, di torrenti di acqua limpida e di valli verdeggianti. Ebbene, proprio nella parte settentrionale delle Alpi, si trova una bellissima area molto pittoresca, quella di Theth. Dal 2015 è stata dichiarata come area storica protetta e centro dell’omonimo parco nazionale. E proprio in quell’area, a fine giugno dell’anno scorso, c’è stato in visita il primo ministro albanese. Durante quella visita, ha promesso molto, garantendo il sostegno del governo, per “sviluppare il turismo” in quell’ara. Ma da due settimane ormai il primo ministro si è “scordato” delle sue promesse e dei suoi inviti ad investire, fatti un anno fa agli abitanti di quella bellissima area montanara che si trova nel nord dell’Albania.

    Durante la sopracitata visita il primo ministro è stato accolto dagli abitanti della zona, secondo le tradizioni locali. Lo scopo della visita del primo ministro era di confermare agli abitanti della zona che il governo stava risolvendo il noto problema del riconoscimento legale, finora mancato, delle loro proprietà ereditate dai loro avi. Un problema non solo di questa zona, ma di tutta l’Albania. Un problema che poteva essere risolto molto facilmente, se ci fosse stata la volontà governativa. Ma purtroppo in Albania il problema delle proprietà rimane ancora irrisolto. Tutto è dovuto anche alle falsificazioni “legalizzate” dalle istituzioni, che penalizzano però i veri proprietari. Di quelle falsificazioni adesso stanno beneficiando persone vicine ai politici, loro “amici e clienti”. Bisogna sottolineare che sono diventati abusivamente “proprietari” anche dei prestanome, sempre legati ai rappresentanti politici e agli oligarchi, che sempre vanno “d’accodo” con chi governa.

    Durante quella visita di fine giugno 2024, il primo ministro rassicurava gli abitanti di Theth dicendo che era venuto “…a distribuire i titoli delle proprietà”. Aggiungendo che era “un lavoro che abbiamo cominciato da tempo e che adesso sta facendo gli ultimi passi. Questo che stiamo facendo qui lo faremo anche nelle altre zone, sia al nord che al sud”. Lui ha rassicurato gli abitanti aggiungendo che si stava trovando una “soluzione dedicata per tutti coloro che sono nelle condizioni simili alle vostre e che l’impossibilità di avere un permesso per costruire è stata oggettiva”. Per il primo ministro le costruzioni, senza aver ottenuto i titoli della proprietà, erano state fatte per motivi economici legati al turismo e “non perchè non avete voluto costruire secondo la legge, ma perché le costrizioni della legislazione in questa zona, legalmente zona protetta, lo hanno reso impossibile. Ma il governo annullerà tutte le multe, perché non sono costruzioni fatte abusivamente per eludere la legge”.

    Durante la stessa visita, il primo ministro aveva invitato tutti i giovani della zona, che si trovavano all’estero, a ritornare ed investire i loro risparmi nel campo del turismo. “… Io vi sto dicendo che dopo alcuni anni, questa [zona] sarà una destinazione non solo europea e non solo con molti turisti, ma sarà una destinazione dove si pagherà molto per dormire una sola notte. Sarà una destinazione di alta classe….”. Questo ed altro garantiva il primo ministro albanese ai giovani e agli abitanti della rinomata zona turistica di Theth a fine giugno 2024. E molti hanno creduto alle promesse ad agli inviti del primo ministro, nonché alle sue garanzie d’investimento sicuro e hanno investito non solo i loro risparmi, ma anche altri milioni provenienti da mutui bancari.

    Ebbene, due settimane fa il primo ministro, da innato voltagabbana qual è, ha dichiarato proprio il contrario di quello che diceva a fine giugno 2024. Riferendosi al parco nazionale di Theth, lui ha parlato di “terra occupata” (Sic!). Ovviamente lui era consapevole che stava mentendo, ma anche questa è una delle sue innate caratteristiche. Tutti sanno che gli abitanti di quella zona sono i veri proprietari di quei territori. Ragion per cui loro non hanno bisogno di “occupare” la loro terra. Proprio la stessa dove, da secoli, hanno vissuto i loro antenati e che il primo ministro aveva, lui stesso, riconosciuto un anno fa il diritto degli abitanti della zona sulle loro proprietà. Non solo ma, riferendosi a quel diritto, lui aveva invitato gli abitanti, soprattutto i giovani, come sopracitato, a investire e prosperare in quelle proprietà che, adesso però, le considera come “terra occupata”. E non si preoccupa affatto di negare se stesso. Ma lui però, capace di ingannare e mentire, è anche capace di aggredire, a seconda del caso.

    E dal 7 luglio scorso, in quella bellissima area turistica, in seguito all’ordine del primo ministro, le strutture speciali con le ruspe hanno cominciato a demolire. Un atto vandalico, in piena violazione delle leggi. Una vendetta del primo ministro nei confronti degli abitanti della zona che durante le “elezioni” dell’11 maggio scorso non lo avevano votato. Ma le cattive lingue stanno parlando soprattutto di un diabolico piano del primo ministro per offrire quel territorio agli “investitori strategici”, suoi “clienti ed amici,” con i quali potrà dividere poi gli introiti milionari. Così come fa in altre aree di alto valore turistico, soprattutto sulle coste dello Ionio, ma non solo.

    Il parroco di Scutari, il capoluogo del nord, durante l’omelia di domenica, 13 luglio, riferendosi agli abitanti di quella rinomata zona turistica, che hanno subito molto dalle perfide demolizioni, volute ed ordinate dal primo ministro, ha detto : “…mi dispiace molto per quelle povere persone perché le hanno sedotte, hanno mentito loro […] e poi, alla fine, […] le hanno tradite, le hanno bruciate, le hanno distrutte e [in seguito] le multeranno e le incarcereranno”. Invece, una turista ucraina che si trovava lì in vacanza, ha detto: “Noi stiamo subendo questo dai russi, mentre qui gli albanesi stanno subendo dagli albanesi”.

    Chi scrive queste righe, riferendosi a quanto è accaduto in quella rinomata zona turistica, dallo scorso giugno ad oggi, è convinto che si tratta di ingannevoli promesse non mantenute e di drammatiche conseguenze di cui stanno ormai soffrendo gli abitanti. Aveva ragione Francois de La Rochefoucauld: “le promesse di certi uomini sono come sabbie mobili che, viste da lontano, sembrano solide e sicure, ma si rilevano inconsistenti e insidiose”.

    Proprio come le ingannevoli promesse del primo ministro albanese, mai mantenute. Perciò a mali estremi, estremi rimedi!

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