Razzismo

  • La Francia si dota di un ufficio per combattere i crimini del crescente odio antisemita

    Il Ministro degli interni francese Christophe Castaner ha annunciato la creazione di un ufficio per combattere i crimini d’odio, dopo la profanazione con svastiche di 107 tombe ebraiche a Westhoffen , nella Francia orientale. “L’ufficio coordinerà il lavoro di polizia e magistratura affinché coloro che commettono atti di odio antisemita, islamofobici e anticristiani siano incriminati”, ha affermato Castaner con un tweet in cui aggiunge che le autorità saranno in prima linea per impedire all’antisemitismo di avvelenare la Repubblica francese.

    La profanazione è avvenuta poche ore prima che la Francia adottasse una risoluzione giuridicamente non vincolante modellata sulla definizione di antisemitismo dell’Alleanza per la memoria dell’Olocausto internazionale, che identifica l’antisionismo con l’antisemitismo.

    Il vandalismo in Francia non è nuovo. A febbraio infatti sono state profanate 96 tombe ebraiche a Quatzenheim, una piccola città a soli 10 km da Westhoffen. Sebbene la Francia abbia la più grande popolazione ebrea nell’Unione europea, i rapporti della polizia dicono che gli episodi di antisemitismo in tutto il Paese sono aumentati del 74% dal 2017 al 2018.

    Il Presidente francese Emmanuel Macron ha condannato l’incidente dichiarando con un tweet che “gli ebrei sono e fanno la Francia e che chi attaccano loro e le loro tombe non è degno dell’idea che abbiamo della Francia”.

  • No ad ogni forma di odio e di antisemitismo

    Senza se e senza ma l’antisemitismo va combattuto in modo chiaro e deciso. E per combattere l’antisemitismo bisogna essere inflessibili nel condannare tutti coloro che nel passato hanno compiuto crimini orrendi contro gli ebrei e coloro che nel presente negano l’olocausto perpetrato dal nazismo o tacciono sulle persecuzioni ed i gulag del comunismo, come ha anche ribadito una recente risoluzione approvata dal Parlamento europeo.

    Viviamo in una società che sembra abituarsi alla violenza, verbale, scritta, fisica, per questo non possiamo permetterci l’indifferenza o la debolezza né dobbiamo accettare mistificazioni. Combattere l’antisemitismo significa anche assumersi nuove responsabilità politiche rispetto alla vita dello Stato di Israele. Troppi silenzi inquietanti proprio da coloro che istituzionalmente sono deputati a far comprendere al mondo arabo che senza il riconoscimento di Israele non vi potrà essere mai pace e sicurezza in Medio Oriente e di conseguenza anche il popolo palestinese continuerà a soffrire.

    Mentre è decisa la nostra solidarietà alla senatrice Segre e a tutti coloro che, in quanto ebrei, sono stati e sono minacciati o insultati è altrettanto fermo il nostro impegno contro l’odio e la violenza, dagli stadi alla scuola, di coloro che si accaniscono contro i più deboli o distinguono e discriminano le persone in base alla religione o al colore della pelle.

    Ed è ferma la nostra condanna anche per chi, strumentalizzando un tema centrale e terribile come il razzismo, tenta di fare terra bruciata intorno agli avversari politici.

  • Soluzione per il Lago Ciad discussa all’ONU tra il presidente delle Nigeria e il sen. Iwobi eletto a Bergamo

    Guardando ieri sera la rubrica televisiva di Rete 4 “Stasera Italia”, gestita da Barbara Palombelli, sono andato col pensiero all’incontro che ha avuto luogo a New York, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 25 settembre scorso, tra il presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari, e una delegazione guidata da Toni Iwobi, il primo rappresentante di colore eletto al Senato italiano nelle liste della Lega. Tema dell’incontro era il progetto denominato “Transacqua”, relativo al ripristino del Lago Ciad. Perché questo ricordo? Perché nel corso della trasmissione televisiva ad un certo punto è campeggiata una scritta che chiedeva, retoricamente, se l’Italia è un Paese razzista, con riferimento ad un’intervista ad una ragazza di colore che si lamentava, giustamente, di essere stata rifiutata per un posto di cameriera dal padrone di un ristorante di Venezia per il colore della sua pelle. Gli ospiti dello show, tra i quali il direttore del quotidiano La Repubblica, Mario Calabresi, hanno detto la loro: “no, l’Italia non è razzista”, con un interlocutore solo che affermava che in realtà il caso della ragazza in questione non era isolato, perché succede spesso che si rifiuti lavoro a chi non è bianco. Insomma, gli ospiti della Palombelli erano divisi sul problema di sapere se l’Italia è razzista o no. Mi innervosii nell’ascoltare le motivazioni degli uni e dell’altro e ricordai a questo punto l’incontro avvenuto all’Assemblea dell’Onu, nel corso della quale Buhari ha avuto parole di apprezzamento per l’Italia e “il suo rispetto per la razza umana, a prescindere dal colore o dalle inclinazioni geopolitiche“, secondo il Daily Nigerian. “Le mie congratulazioni a Lei e ancor più all’Italia“, ha detto Buhari a Iwobi. L’elezione di quest’ultimo “mostra il grande rispetto degli italiani per gli esseri umani a prescindere dal colore. È impressionante!”. Mi inchino davanti all’opinione del presidente della Nigeria nei confronti dell’Italia e sorrido alle polemiche di parte che ogni sera ascoltiamo alla televisione sulle negate virtù e sulle nefandezze razziste dell’Italia.

    Il presidente Buhari era all’Onu per affrontare le cause del terrorismo e dell’emigrazione in Africa, fra le quali ha indicato “le conseguenze di un lago Ciad drasticamente ristrettosi e l’inaridimento di terre già fertili e coltivabili” come uno dei principali fattori dell’emigrazione, sollecitando “un rinnovato impegno internazionale per accelerare gli sforzi di ripresa nel bacino del Lago Ciad e affrontare le radici del conflitto nella regione”. “Il lago era un’importante fonte di sostentamento per oltre 45 milioni di abitanti della regione – ha affermato il presidente – e il suo prosciugamento ha significato la perdita di reddito per larghe fasce di popolazione che sono diventate povere e quindi molto vulnerabili all’attività di gruppi estremistici e terroristici. L’instabilità così causata nella regione ha intensificato la migrazione interna conducendo, tra le altre cose, a un’intensa competizione specialmente tra agricoltori e allevatori“. Nel febbraio di quest’anno ad Abuja, capitale delle Nigeria, si è svolta una Conferenza internazionale sul Lago Ciad, alla presenza dei leader di otto Stati africani, nel corso della quale è stato formalizzato l’accordo con il governo Italiano di co-finanziamento dello studio di fattibilità del progetto Transacqua. I partecipanti alla Conferenza scelsero Transacqua come unico progetto che offre una soluzione. Buhari all’Assemblea dell’Onu non ha fatto il nome di Transacqua, il grande progetto per ripristinare il Lago Ciad con un sistema di bacini artificiali e di canali che, oltre a trasferire un’ingente quantità d’acqua dal bacino del Congo, porterà alla creazione di un’infrastruttura di trasporto, di produzione idro-elettrica e di sviluppo agro-industriale (ne abbiamo parlato in un articolo pubblicato su Il Patto il 23 febbraio 2018). Di Transacqua, tuttavia, ne ha discusso con il sen. Iwobi, nel corso dell’incontro al quale abbiamo accennato più sopra. Il sen. Iwobi, che è di origine nigeriana, si è battuto a favore di Transacqua sin dal suo ingresso a Palazzo Madama, sollecitando le procedure di formalizzazione dell’accordo tra governo italiano e Commissione per il Bacino del Lago Ciad, a seguito della decisione di Roma di co-finanziarne lo studio di fattibilità. Come ha riferito il consigliere speciale del Presidente nigeriano, Femi Adesina, in una dichiarazione all’indomani dell’incontro, Buhari e Iwobi “hanno discusso temi come l’immigrazione clandestina e come fermarla con investimenti in Africa e il ripristino del Lago Ciad con il trasferimento idrico tra i due bacini”. La dichiarazione cita il sen. Iwobi, il quale ha affermato che “L’Africa non ha bisogno della carità ma di collaborazione per lo sviluppo“. In risposta, Buhari ha attribuito l’immigrazione clandestina alla mancanza di sicurezza, di istruzione e di sistemi sanitari, tra le altre cose. E’ a questo punto che il presidente Buhari ha avuto l’apprezzamento per l’Italia che abbiamo ricordato all’inizio. Ed è puntando su questi apprezzamenti che l’Italia potrà svolgere una sua funzione d’equilibrio in Africa, da un lato sostenendo progetti di sviluppo come Transacqua e dall’altro stabilendo accordi per il controllo dell’emigrazione attraverso il Mediterraneo, senza litigare inutilmente sul razzismo che in Africa non le viene riconosciuto e senza privilegiare soluzioni neo-coloniali, come la Francia sta imperialmente facendo.

  • Le parole sono sassi e vanno dosate prima che si arrivi davvero ai sassi e oltre

    Più o meno tutti gli esponenti politici, di ogni appartenenza, hanno condannato le vili e brutali aggressioni ai carabinieri rimasti feriti nelle ultime manifestazioni.Temiamo però che, anche in questa occasione, non solo nessuno avrà il coraggio di fare un sano mea culpa ma neppure si abbasseranno i toni violenti, dagli insulti alle minacce, che hanno caratterizzato questi ultimi anni della vita politica e che negli ultimi mesi si sono ulteriormente alzati dando fiato ad ogni tipo di estremismo, razzismo e odio verso l’avversario. Ai toni irresponsabili degli esponenti politici hanno fatto buona compagnia gli altrettanto irresponsabili toni di molti media e del web. L’incapacità di troppi di comprendere, come diceva Giorgio Pisanò, che sangue chiama sangue se non si è capaci di arrestare la spirale dell’odio, rischia di riportarci a tempi che speravamo finiti per sempre. Ciascuno si riappropri delle responsabilità che gli competono, prima fra tutte la difesa della democrazia e della legalità che non possono sopravvivere senza il rispetto degli altri.

Back to top button
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker