reddito

  • Il paradosso del capitalismo finanziario e speculativo

    Quando lo “sviluppo” economico tende a diminuire (ricercando un livello di produttività assolutamente inutile per compensare i costi del Far East) o peggio ad azzerare il contributo professionale dei lavoratori (attraverso l’inserimento nel ciclo produttivo di umanoidi*), come inevitabile conseguenza viene annullata anche la propria base economica, la quale è rappresentata dagli occupati che con le proprie retribuzioni sostengono il volano di un’economia complessa ma sempre meno liberale.

    Andrebbe sottolineato, una volta di più, come l’unico fattore valido sulla base del quale valutare la crescita economica, al di là dell’approccio ideologico e politico che tenderebbe a mistificare qualsiasi risultato, è rappresentato dalla sola crescita dell’occupazione ben retribuita la quale, per esempio in Europa, viene subordinata ad una ipotetica salvaguardia del territorio e dell’ecosistema.

    Quando lo “sviluppo economico” tende a diminuire fino ad azzerare il contributo professionale dei lavoratori subordinando la sua crescita ad altri parametri come quelli ambientalisti, automaticamente come inevitabile conseguenza viene annullato il ruolo dei consumatori che rappresentano la base e lo stesso sostegno della economia complessa.

    In questo modo un sistema economico che azzera la propria base di sostentamento distrugge i pilastri fondamentali su cui si regge. Così ogni sua evoluzione si trasforma in una semplice operazione di speculazione finanziaria con un ritorno economico nel brevissimo termine.

    Senza lavoratori forse ci potrebbe anche essere una produzione, ma senza consumatori non esisterà mai un mercato e quindi la stessa domanda che risulta essere la base della produzione.

    Un sistema economico che persegue l’abbassamento dei costi per aumentare il Roe anche attraverso l’iper-sfruttamento o la totale automazione, senza redistribuzione del reddito finisce per implodere, innescando una crisi di sovrapproduzione e un crollo della domanda aggregata.

    Ancora oggi si crede che un sistema economico si possa reggere sulla domanda “Premium o alto di gamma” che viene espressa dal mercato ad alto reddito il quale da sempre si dimostra inelastico alle varie crisi economiche o geopolitiche. Andrebbe ricordato come il mercato dell’alta orologeria svizzera si conferma come un unicum nel mondo, e non certo un modello da esportare nel settore Automotive con il segmento Premium, tanto per dare un esempio.

    In questo modo si dimentica come la crescita economica abbia trovato la propria fondamentale ragione di crescita proprio in rapporto ai volumi dei consumi della fascia media della popolazione, la sola ad avere determinato l’effetto moltiplicatore della crescita all’interno del ciclo economico, proprio grazie al doppio ruolo recitato di lavoratori e consumatori.

    Senza un reddito derivante dal lavoro, la massa di consumatori riduce il proprio potere d’acquisto rifugiandosi in acquisti a basso costo provenienti da quelle famose economie nelle quali, per esempio, sono state delocalizzate molte produzioni.

    Questa tipologia di consumi a basso costo, a differenza di quanto troppi economisti affermano, non può venire considerata un salvataggio per le fasce più deboli della popolazione. Rappresenta invece la motivazione per la quale si sono create le condizioni di nuova povertà legata alla politica di delocalizzazione industriale la quale per sopravvivere si rivolge ai prodotti a basso costo.

    A questo poi si aggiunga la crescita assolutamente irresponsabile del debito specialmente pubblico il quale ha determinato il passaggio da un’economia capitalista ad un’economia finanziaria di speculazione. In questo contesto il potere è traslato da chi deteneva ed utilizzava i cicli produttivi, quindi sostanzialmente un’economia industriale, a chi ora invece detiene il debito e quindi un’economia determinata dai grossi poteri finanziari e speculativi.

    Ora sono i gestori del debito sia pubblico che privato gli unici in grado di determinare le politiche degli stati e dei continenti, ed ovviamente delle imprese sia industriali che energetiche. Questo spiega l’incredibile perseveranza dimostrata da anni da tutti i governi verso obiettivi che sono lontani dalle aspettative dei diversi popoli: questi esprimono interessi finanziari e inconfessabili.

    In ultima analisi “L’unica forma di sviluppo economico è quella che assicura un aumento dell’occupazione correttamente retribuita. Tutto il resto è speculazione”. (FP)

    * https://www.ansa.it/amp/canale_motori/notizie/new_tech/2024/08/08/prove-positive-con-umanoidi-nella-fabbrica-bmw-a-spartanburg_992c11fb-e8b1-4cdd-bac6-55b3d4dd7d3f.html

  • A rilento le domande per il Supporto al lavoro

    Aumentano a rilento le domande per il Supporto formazione lavoro, il sussidio che potrà essere chiesto dalle persone che hanno avuto il Reddito di cittadinanza sospeso a fronte della partecipazione a corsi di formazione o progetti di Pubblica utilità. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Inps sono poco più di 11mila a fronte delle 8mila circa segnalate nel primo giorno di funzionamento della piattaforma Siisl. Le famiglie che hanno perso il Reddito di cittadinanza perché, secondo quanto previsto dalle nuove regole, senza componenti disabili, minori o over 60 e non in una condizione di disagio, sono circa 190mila ma per alcune decine di migliaia arriverà la presa in carico dei servizi sociali. Di fatto al momento hanno presentato la domanda all’Inps meno di una persona su 10 tra quelle realmente attivabili.

    La domanda si può presentare autonomamente sul sito dell’Inps con lo Spid, la Carta di identità elettronica o la Carta dei servizi o attraverso i patronati. I caf potranno intermediare le domande solo da gennaio. Una volta presentata la domanda correttamente e ottenuto il numero di protocollo si verrà indirizzati al Siisl, il Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa, per il Patto di attivazione digitale. Bisognerà inserire il CV, compilare la dichiarazione di immediata disponibilità e indicare almeno tre Agenzie per il lavoro e a quel punto si potrà essere convocati dal Centro per l’impiego per la firma del Patto di servizio personalizzato e l’inizio del percorso di attivazione. Il Sfl, erogato a fronte della partecipazione a un corso di formazione o a un progetto di pubblica utilità vale 350 euro al mese per un massimo di 12 mesi e può essere ricevuto da più persone della stessa famiglia se attivate. “La procedura – ha detto la ministra del Lavoro, Marina Calderone – sta funzionando. Per noi è un obiettivo importante perché, al di là di quelle che sono le soluzioni procedurali, il nostro obiettivo è quello di creare un ambiente nel quale tutti i soggetti che hanno competenze nel mondo del lavoro conferiscano i loro dati all’interno della piattaforma».

  • Al Sud si vive 19 mesi meno che al Nord

    Le distanze tra Nord e Sud negli indicatori del benessere equo e sostenibile restano marcate e aumentano per quanto riguarda la speranza di vita e il reddito dei lavoratori: secondo il Report dell’Istat “Misure del Benessere equo e sostenibile” la speranza di vita alla nascita nel 2021 era nel Sud di circa un anno e 7 mesi inferiore a quella del Nord con 81,3 anni a fronte degli 82,9 del Nord. In pratica la forbice che si era ristretta all’inizio della pandemia con il Nord colpito più duramente nel 2020 con un picco di decessi, l’anno successivo si è riallargata con il Nord che ha recuperato quasi un anno di speranza di vita e il Sud che ha perso altri 6 mesi.

    Le aree più colpite dalla prima ondata della pandemia hanno registrato aumenti significativi dell’aspettativa di vita con Bergamo che recupera nel 2021 quasi completamente i circa 4 anni di speranza di vita alla nascita persi nel 2020 posizionandosi al 13° posto della graduatoria, quando si trovava al 106esimo. Se  si guarda al Sud, invece, a Campobasso si era perso un anno nel 2020 ma a questo si sono aggiunti un ulteriore anno e 4 mesi di perdita di aspettativa di vita.

    Ma lo svantaggio tra le aree del Paese si evidenzia anche nell’istruzione: nell’anno scolastico 21/22 se in media in Italia il 43,6% degli studenti di terza media aveva una competenza numerica non adeguata, al Nord la percentuale si attestata al 35,8% in crescita di 1,2 punti rispetto all’anno precedente anche se in calo di 4,5 punti rispetto al 2018/2019 prima dell’inizio della pandemia. La percentuale degli studenti in difficoltà con la matematica era al 60% al Sud (migliora di 1,6 punti sul 20/21) e al 40% al Centro. La situazione è critica a Crotone (69,5%), Agrigento e Palermo con la percentuale degli studenti con carenze in matematica che supera largamente i 2 terzi.

    Il divario tra Nord e Sud si riduce invece sull’occupazione, anche se resta ampio. Il tasso di occupazione in media tra i 20 e i 64 anni nel 2021 è salito di 0,8 punti al 62,7% ma se le province del Nord colpite dalla pandemia restano ancora al di sotto dei livelli del 2019 nel Sud la maggior parte delle province ha recuperato il terreno perduto. Il distacco tra la  provincia con il più alto tasso di occupazione (Bolzano, 75,8%) e quella con il tasso più basso (Caltanissetta, 40,8%) è nel 2021 di 35 punti percentuali in calo dai 40,5 nel 2019. Se si guarda alla retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti nel 2020 il reddito medio nella provincia di Milano è di 29,631 euro, 2,7 volte quello di Vibo Valentia. Nel 2021 – sottolinea l’Istat – il reddito si è ridotto del 6% a livello nazionale ma la flessione è stata mediamente più contenuta al Nord (-5%) rispetto al Mezzogiorno (-8%) dove i livelli iniziali erano più bassi.

    Anche sulle scuole accessibili ai disabili gli abitanti del Sud sono penalizzati con appena il 27,7% degli edifici adeguati(29,8% nelle Isole) a fronte del 38% al Nord. Per la sanità continua la migrazione ospedaliera anche se su questo i dati sono fermi al 2020 e sono viziati dall’esplosione della pandemia con il conseguente impossibilità di spostarsi tra regioni per alcuni mesi. Nonostante la riduzione complessiva dei ricoveri (-17% la media italiana, -21% nel Mezzogiorno) le differenze territoriali restano grandi con l’11,4% dei ricoverati residenti nel Sud che si è spostato per motivi di cura a fronte del 5,6% dei residenti nel Nord. Fermi al 2020 sono anche idati sulla mobilità dei giovani laureati con una perdita netta per l’Italia di 5,4 giovani laureati ogni 1.000 cittadini della stessa età (25-39 anni) e lo stesso livello di istruzione (4,9 nel 2019). Ma se il saldo con l’estero resta negativo in tutte le province italiane al Centro-Nord è più che compensato dai flussi migratori interni.

  • Nel napoletano sottratti allo Stato 6.557 milioni di euro da finti destinatari del reddito di cittadinanza

    Dopo cinque mesi dalla prima inchiesta, i Carabinieri di Napoli hanno scoperto nuove truffe ai danni dello Stato ad opera di finti percettori del reddito di cittadinanza. Nel solo capoluogo ben 1.204 persone (651 posizioni irregolari, 553 denunciati per truffa ai danni dello Stato) per un totale, nell’intera provincia, che ammonta a 6.557.931,86 di euro, il tutto venuto a galla dopo un controllo che ha visto coinvolti 1.167 nuclei familiari e 2.300 persone che hanno ‘operato’ in appena cinque mesi.

    La provincia nord orientale del capoluogo vede in Marano il centro che copre più di un terzo degli oltre 6 milioni di euro di totali. I carabinieri hanno riscontrato che ben 2.789.602,62 di euro sono finiti nelle tasche di persone residenti in quell’area che non avevano alcun diritto al beneficio del reddito di cittadinanza: 125 il numero delle persone denunciate, di queste 101 hanno pregiudizi penali.
    Un cospicuo numero di residenti delle municipalità 1 e 2 di Napoli (quartieri San Ferdinando, Chiaia, Posillipo, Montecalvario, San Giuseppe, Avvocata, Mercato, Pendino e Porto) hanno usufruito di 916.520,43 euro, 160 le persone segnalate per la revoca del beneficio.
    Nell’area sud del capoluogo l’ammanco ammonta a 287.927,99 euro, maglia nera per l’area stabiese nella quale sono stati rilevati crediti nei confronti dello Stato per 95.175,02 euro.

    I carabinieri della compagnia Napoli Centro hanno inoltre denunciato per truffa aggravata 129 cittadini di nazionalità romena, residenti in diverse municipalità del comune di Napoli. Secondo la normativa per l’erogazione del reddito, uno straniero può percepire il beneficio solo dopo aver risieduto in Italia per 10 anni, due dei quali continuativi. I militari, in seguito ad una segnalazione dell’Inps, hanno appurato che i 129 non fossero residenti in Italia da 10 anni come invece falsamente dichiarato. Grazie a questo stratagemma avevano percepito indebitamente circa 700mila euro.
    Situazione simile a Qualiano dove i carabinieri della locale stazione hanno denunciato a piede libero 45 cittadini stranieri: un danno per le tasche dei contribuenti pari a 360mila euro. Durante le attività i militari hanno setacciato uffici ed enti pubblici senza dimenticare i centri di assistenza fiscale presenti in zona. Gli indagati risponderanno del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e sono ancora in corso ulteriori indagini per individuare altri lati oscuri della vicenda.

  • Più di 5 milioni di reddito di cittadinanza percepiti indebitamente

    Dal primo gennaio del 2021 a febbraio 2022 più di 5 milioni di euro sono finiti nelle tasche di persone che hanno percepito indebitamente il reddito di cittadinanza. La scoperta, come riporta Tgcom24, è stata fatta dai Carabinieri delle Legioni Lazio, Toscana, Umbria, Marche, Sardegna, inquadrati nel Comando Interregionale “Podgora” e dei locali Nuclei Carabinieri Ispettorato del Lavoro che hanno denunciato 955 persone per percezione del beneficio in violazione della normativa.

  • Considerazioni

    Dal 20 maggio al 17 ottobre 2021 sono stati riscontrati innumerevoli casi di persone che hanno ricevuto il reddito di cittadinanza non avendone diritto perché possessori di ingenti patrimoni, avviate attività o perché non residenti in Italia o noti affiliati ad organizzazioni criminali, solo per fare alcuni esempi. Per colpa loro, e per colpa della mancanza di quei controlli che avrebbero dovuto essere fatti prima di assegnare il reddito di cittadinanza, lo Stato, e cioè noi, ha perso, solo in quei mesi, 20 milioni di euro! Milioni che non saranno mai risarciti. La domanda che poniamo, mentre in questi giorni si è tanto discusso, governo e partiti politici, proprio del reddito di cittadinanza come si intenda procedere da ora in avanti affinché, prima di continuare ad elargire il reddito, si facciano quei controlli che fino ad ora sono mancati.

  • I parassiti del reddito di cittadinanza intascano 127 milioni

    I finti poveri che hanno percepito il reddito di cittadinanza indebitamente hanno sottratto alle casse dello Stato un ammontare pari a 217 milioni di euro, di cui 127 milioni indebitamenti percepiti, 90 milioni richiesti ma non ancora riscossi. Le cifre emergono dall’ultimo rapporto della Guardia di Finanza, rivelato dal Corriere della Sera, sul periodo da gennaio 2020 a settembre 2021 che segnala tra i percettori del reddito di cittadinanza anche proprietari di ville, auto di lusso, oppure evasori totali, appartenenti ad associazioni criminali e mafiose fino a stranieri non in possesso dei requisiti di residenza. Come conferma il generale Giuseppe Arbore, capo del Reparto che dispone e coordina le verifiche, «la platea già rilevante dei soggetti destinatari di risorse pubbliche è aumentata enormemente con il Reddito di cittadinanza e si è ulteriormente accresciuta con le misure previste dai decreti “Sostegni” e “Ristori”. Non sono furberie, ma un gravissimo danno economico e sociale» scrive il Corsera. A Reggio Calabria tra le 300 persone denunciate per aver percepito indebitamente il reddito figurano “ndranghetisti, già gravati da pesanti condanne passate in giudicato per associazione per delinquere di stampo mafioso”. A Palermo su 1.400 percettori abusivi che hanno sottratto 1,200 milioni di euro allo Stato 145 hanno precedenti condanne per mafia. Idem a Napoli con 120 denunciati per 1,2 milioni percepiti illecitamente. Ed era proprio la criminalità ad aver gestito le «1.532 domande presentate nel 2020 da stranieri abitanti a Genova, ma privi dei requisiti necessari» che sono riusciti a guadagnare 3,5 milioni di euro si legge nel rapporto della Guardia di Finanza su sprechi e truffe nella spesa pubblica. In totale sono stati sottratti 15 miliardi di euro e il danno erariale causato dai dipendenti della pubblica amministrazione ammonta a 8 miliardi di euro. Da gennaio 2020 al 30 settembre 2021 ci sono stati 65.600 controlli e 12 mila fascicoli aperti per delega dei magistrati penali, circa 1.700 per la Corte dei conti.

    Nell’area di Lecco 70 persone sospettate di aver percepito indebitamente il reddito di cittadinanza per un valore complessivo di 500 mila euro. Per questo 70 persone sono state denunciate dalla Guardia di Finanza di Lecco che, sotto la direzione della Procura locale e in collaborazione con l’Inps, ha provveduto immediatamente a revocare l’erogazione del contributo ai beneficiari che non ne avevano diritto. Secondo la ricostruzione delle Fiamme Gialle, titolari delle indagini dirette dalla procura lecchese, dei 70 soggetti individuati, 37 sono di origine extracomunitaria, 30 non hanno il requisito della residenza, 12 hanno una interdizione perpetua dai pubblici uffici, 8 non hanno comunicato di avere un familiare convivente in stato di detenzione, alcuni non hanno indicato tutti i redditi percepiti o vincite a giochi online o il possesso di immobili e auto di lusso, mentre altri sono stati individuati mentre lavoravano in “nero”. Inoltre è stato scoperto anche il caso di una persona colpita da interdizione perpetua dai pubblici uffici in quanto condannato in via definitiva per associazione di tipo mafioso.

  • Iva agevolata su spese veterinarie e alimentazione animale

    La riforma delle aliquote è nell’agenda di Palazzo Chigi e della Commissione Europea. Anche il Premier è un pet owner.

    (Cremona 7 ottobre 2021) – “Siamo fiduciosi che il Presidente del Consiglio Mario Draghi riesca a spostare la nostra IVA in fascia agevolata. Può essere davvero la volta buona”. Lo dichiara Marco Melosi, Presidente dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI).

    Questo perché anche Mario Draghi possiede un cane? “Perché questo è il momento storico più favorevole- spiega Melosi- e perché sulle aliquote si muovono contemporaneamente sia il Governo Draghi che la Commissione Europea”.
    Da sempre i Medici Veterinari italiani chiedono l’aliquota agevolata (al 10%) sulle cure veterinarie e sugli alimenti per gli animali da compagnia (oggi su entrambi grava l’IVA del 22%). Adesso che l’Unione Europea e il Governo Draghi hanno avviato la revisione delle aliquote, si aprono nuove prospettive per una fiscalità più proporzionata ed equa.
    Essendo a sua volta proprietario di un cane, un bracco ungherese, il Presidente Draghi sarà più sensibile alla causa di milioni di proprietari? “I proprietari italiani conoscono ormai bene il concetto one health, sanno che curare gli animali è curare le persone. E sanno anche che alimentarsi è un bisogno primario anche per gli animali da compagnia, sia nelle case che nei rifugi. Lo ribadisco, l’ANMVI crede in questo contesto storico straordinario” – chiosa Melosi.

    Restano valide e attuali le argomentazioni della lettera aperta firmata nel 2020 da numerose sigle promotrici di un allineamento definitivo, al ribasso, delle aliquote IVA applicate al settore della salute e del benessere animale. Nel 2021 le stesse ragioni sono avvalorate dalla concomitante riforma europea delle aliquote alla quale si aggancerà la riforma fiscale italiana.

    Fonte: Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani

  • Oltre 1,2 milioni i percettori del reddito di cittadinanza a giugno

    A giugno, i nuclei percettori di Reddito di Cittadinanza sono oltre 1,2 milioni, mentre i percettori di Pensione di Cittadinanza sono 128mila, per un totale di 1,3 milioni di nuclei e oltre 3 milioni di persone coinvolte, di cui 753mila minorenni. E’ quanto comunica l’Inps, secondo l’Istituto sono oltre 1,6 milioni i nuclei familiari che hanno percepito almeno una mensilità, pari a 3,7 milioni di beneficiari, di cui 1,3 milioni minori. Incremento del 4% di percettori nel Nord (579mila) e Centro (419mila) rispetto a maggio, mentre nel Sud e Isole incremento del 2%, toccando i 2 milioni.

  • I dati che non sappiamo su sul reddito di cittadinanza

    Il Messaggero ed altri quotidiani hanno riportato nei giorni scorsi la notizia di diverse persone indagate, nel casertano, per aver intascato ingiustamente il reddito di cittadinanza. Si parla di 500.000 euro dei quali hanno beneficiato persone abbienti che per reddito non avevano diritto e anche pregiudicati e condannati per vari reati. Questa notizia è solo l’ultima delle diverse segnalazioni che arrivano periodicamente denunciando i troppi abusi che sono stati fatti, e che ancora ci sono, nonostante l’indefesso lavoro della Guardia di Finanza. Ancora una volta la volontà politica di non fare lavorare insieme, comparando le notizie, i vari cervelloni che raccolgono i dati di tutti gli italiani ha procurato e procura danni ingenti. Quante sono ad oggi le persone che hanno preso ingiustamente il reddito di cittadinanza? Come pensa lo Stato di poter riprendere questi soldi? Quali sanzioni sono previste? A quanto aumenta in euro e in dispendio di energia e di pratiche il danno che lo Stato, e cioè noi, ha subito? Quando saranno messi in connessione i vari dati per evitare nuove truffe?

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