scuole

  • Questa volta il governo ha fatto degli errori

    Certo le scuole devono essere aperte ma in sicurezza e ad oggi manca la necessaria sicurezza per I trasporti pubblici, vi è la mancanza di personale scolastico sufficiente, non si è certi della validità dei tamponi e della tempestività nell’eseguirli, pertanto sarebbe stato logico che invece di scontrarsi per giorni sulla data della fine vacanza si fosse provveduto a sanare i deficit ancora esistenti rimandando di 10 giorni il ritorno a scuola. Si sarebbero, in questo periodo, potuti  fare molti altri vaccini ai ragazzi e ci saremmo allontanati anche dalle date delle festività che per i molti incontri, famigliari e non, hanno aumentato notevolmente il contagio. Questa volta il governo ha sbagliato, troppe mediazioni, troppe pressioni e ricatti, troppa attenzione ai dati elettorali più che alle reali esigenze del Paese.

    L’obbligo vaccinale, secondo molti compreso chi scrive, andava esteso a tutta la cittadinanza perché tutti i non vaccinati sono a rischio ospedalizzazione e rianimazione con le ormai note conseguenze che ricadono  sul resto della popolazione, cioè sulla stragrande maggioranza degli italiani. L’aumento dei contagi, per responsabilità  dei non vaccinati, con un’occupazione degli ospedali che impedisce il ricovero per altre gravi patologie e procura nuovi danni spesso irreparabili, è un costo umano ed economico enorme. Ha sbagliato il governo a indicare l’obbligo vaccinale solo per chi ha più di 50 anni ed ha sbagliato fissando una ridicola multa di 100 euro per chi, nella fascia d età  dell’obbligo vaccinale non è vaccinato e non è lavoratore. La multa deve essere almeno in parte commisurata al danno che si produce, Ogni giorno di ospedale ha un costo di  1500 euro, ma il costo ancora superiore è quello che i no vax fanno a tutti gli altri cittadini mettendo a rischio la loro salute. Inoltre sappiamo bene come moltissime persone non lavorano ufficialmente ma svolgono molte attività a contatto con gli altri. Questa volta non c’è stato il compromesso di qualità ma il tentativo di mettere  insieme visioni completamente diverse della vita ha prodotto decisioni incomplete e in parte inutili o dannose.

  • Unione europea a caccia di giovani traduttori

    A pochi giorni dall’avvio di un nuovo anno scolastico, l’Unione europea lancia anche quest’anno la sua sfida rivolta ai giovani traduttori del continente. Gli studenti di tutta Europa sono invitati a mettersi alla prova partecipando alla 12ma edizione del concorso annuale ‘Juvenes Translatores’. Quest’anno gli adolescenti con la passione per le lingue dovranno cimentarsi con un testo sul patrimonio culturale, a cui è dedicato l’anno europeo 2018. I partecipanti potranno scegliere di tradurre in una delle 552 combinazioni linguistiche possibili fra le 24 lingue ufficiali dell’Ue.

    Per candidare i propri studenti, le scuole devono seguire la procedura di registrazione in due fasi: iscriversi dal primo settembre al 20 ottobre sul sito https://ec.europa.eu/info/education/skills-and-qualifications/develop-your-skills/language-skills/juvenes-translatores_it, e poi sperare di essere invitate della Commissione Ue, che sceglierà in maniera casuale 751 scuole. Gli istituti sorteggiati dovranno quindi designare da due a cinque studenti che il 22 novembre parteciperanno al concorso.

    I vincitori, uno per ciascun Paese, saranno annunciati all’inizio di febbraio 2019 e saranno premiati nella primavera del 2019, nel corso di una speciale cerimonia che si terrà a Bruxelles. Lo scorso anno a trionfare fra gli studenti italiani era stato Gianluca Brusa, allievo dell’Istituto di Istruzione Superiore Carlo Emilio Gadda di Paderno Dugnano, in provincia di Milano.

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