Tablet

  • La Commissione chiede l’opinione del pubblico sull’economia circolare e sulle misure di efficienza energetica per telefoni cellulari e tablet

    La Commissione ha avviato una consultazione pubblica su possibili nuove misure per la progettazione ecocompatibile e l’etichettatura energetica di telefoni cellulari e tablet. Scopo della consultazione è raccogliere le opinioni di tutte le parti interessate su eventuali nuove misure, nonché informazioni sulle abitudini, le preferenze e le scelte degli utenti per quanto riguarda l’acquisto, l’uso, la riparazione e il riciclaggio di telefoni cellulari e tablet. I risultati della consultazione aiuteranno la Commissione a valutare la pertinenza delle nuove misure per garantire che tali prodotti diventino più efficienti sotto il profilo energetico e più sostenibili e facili da riparare, migliorare, riutilizzare e riciclare.

    Nuove iniziative riguardanti il ciclo di vita dei prodotti e volte garantire che le risorse utilizzate siano mantenute il più a lungo possibile nell’economia dell’UE, comprese eventuali misure su telefoni cellulari e tablet, sono state annunciate nel nuovo piano d’azione per l’economia circolare adottato dalla Commissione nel 2020. Alcune settimane fa la Commissione ha pubblicato uno studio preparatorio sulla progettazione ecocompatibile di telefoni cellulari, smartphone e tablet, che valuta in particolare la possibilità di proporre specifiche per la progettazione ecocompatibile e l’etichettatura energetica di questi gruppi di prodotti.

    La direttiva sulla progettazione ecocompatibile permette di stabilire specifiche minime per i prodotti al fine di migliorarne le prestazioni ambientali in termini di consumo energetico, consumo di acqua, livelli di emissione ed efficienza dei materiali (economia circolare). Insieme al regolamento sull’etichettatura energetica, tale legislazione garantisce che i prodotti meno efficienti non possano essere immessi sul mercato dell’UE e fornisce ai consumatori uno strumento semplice per scegliere consapevolmente prodotti efficienti sotto il profilo energetico. La consultazione pubblica resterà aperta fino al 23 agosto 2021.

    Fonte: Commissione europea

  • Ericsson lancia la Sim card virtuale

    Ericsson lancia la propria soluzione eSim per rimuovere le Sim card fisiche dai dispositivi e migliorare la user experience. Lo riporta una nota dell’azienda scandinava, spiegando che la Sim virtuale offre diversi vantaggi anche ai produttori di device che, grazie a costi inferiori e a uno spazio maggiore sulla scheda di elaborazione, possono progettare i loro prodotti con un maggior focus su utenti finali e consumatori. La soluzione eSim consente il provisioning da remoto dei profili utente e la gestione dei dispositivi, funzioni chiave per gli operatori che possono così gestire i profili utente in modo più flessibile. Una buona user experience dei servizi richiede la possibilità di gestire sia i dispositivi, sia gli elementi di rete. La creazione della soluzione è iniziata prendendo in considerazione il punto di vista del consumatore e basandosi su dati che indicano che gli utenti desiderano utilizzare Sim virtuali e sono disposti a pagare per i relativi servizi.

    Un sondaggio svolto tra i consumatori dall’Ericsson Consumer Lab, condotto in cinque Paesi e rappresentativo di circa 200 milioni di utenti di smartphone, prosegue la nota, rivela che un utente di smartphone su 3 ha sperimentato problemi con la Sim card per via delle dimensioni (le Sim sono troppo piccole, spesso si incastrano all’interno dello smartphone e hanno misure differenti in base ai modelli di smartphone). Il 23% degli intervistati possiede più di una Sim: il 57% di loro ha telefoni con doppia Sim, il 41% possiede più di uno smartphone e il 20% sostituisce le Sim in base alle necessità.

    Il report indica che 6 utenti su 10 sono interessati alle Sim virtuali e supporta lo sviluppo di sei casi d’uso basati su eSim: device connessi, sarà possibile aggiungere facilmente altri dispositivi a un pacchetto esistente con pochi click. Questa opzione è molto apprezzata dagli utenti: il 63% di loro vorrebbe connettere il proprio laptop con una eSim come alternativa al thetering, che consuma molto la batteria dello smartphone. Dal report, inoltre, emerge che molti utenti non attivano la connettività Lte dei propri laptop per ragioni imputabili ai costi e a una mancanza di conoscenza sulle capacità Lte. Oltre al Pc portatile, i consumatori vorrebbero collegare con Sim virtuale il tablet (45%), la console per il gaming (20%) e i dispositivi wearable (19%). Il 29% prenderebbe in considerazione l’acquisto di uno smartwatch in futuro se la connettività mobile si potesse attivare con un solo click.

    Ancora, il 54% degli intervistati dichiara di voler scegliere i piani di un operatore che offre programmi Try and buy, che consentano di provare nuove offerte, ad esempio per 3-4 giorni, prima dell’acquisto. Tra i servizi che gli utenti vorrebbero maggiormente testare figurano la velocità del 5G (54%), maggior connettività in luoghi affollati (44%) o mentre ci si sposta per raggiungere il luogo di lavoro con i mezzi pubblici (39%); utilizzare il proprio telefono come una chiave interessa al 23% dei consumatori, il 20% vorrebbe la sottoscrizione di un piano tariffario familiare, il 17% servizi per tracciare la posizione dei familiari e il 14% un numero virtuale. Grazie all’eSim gli operatori potranno contattare tutti gli utenti, che siano loro clienti o meno, e offrire pacchetti Try and buy.

    Un altro vantaggio dell’eSim riguarda i viaggi all’estero: la Sim virtuale permetterà infatti di utilizzare una tariffa dati locale per la navigazione, fatturata dall’operatore di casa. Secondo le analisi dell’Ericsson Consumer Lab, 4 consumatori su 10 viaggiano all’estero almeno una volta all’anno; di questi, il 68% accede al traffico dati dall’estero: il 45% di loro acquista una Sim locale, il 49% utilizza la propria Sim mentre il 24% usa un router WiFi. Dal report emerge che i viaggiatori che acquistano Sim locali sono disponibili a pagare per un servizio che faciliterebbe la connessione dati dall’estero, effettuando il download di una eSim sul proprio device. Quando l’utente non ha copertura di rete e deve effettuare una chiamata importante o inviare un messaggio, prosegue la nota, si potrà utilizzare qualsiasi rete mobile. Il 75% degli utenti intervistati da Ericsson è disposto a pagare un prezzo ragionevole (ad esempio, circa 2 euro al mese) per un’assicurazione che permetta di accedere a più di un operatore quando la copertura non è disponibile (ad esempio, i pendolari, o quando ci si trova in luoghi affollati, in aree non urbane, all’interno di edifici con scarso segnale, all’estero o in caso di emergenze personali).

    Alle aziende la novità di Ericsson offre la possibilità di attivare delle eSIM temporanee per raggiungere clienti attuali e nuovi con offerte e promozioni, abilitando funzionalità avanzate (come l’AR) per offrire una migliore interazione e fruizione del prodotto. In questo modo si potrà ampliare la customer base e ottenere maggiori insight sui clienti. Eventi: il modello flessibile di business e marketplace potrà essere utilizzato anche dagli organizzatori di eventi. Per concerti o eventi sportivi, ad esempio, sarà possibile attivare servizi che permettano ai consumatori di accedere a contenuti speciali per un tempo limitato (come biglietti di fascia premium, brani, foto).

    Sulla base dei risultati del sondaggio, il potenziale stimato di crescita dei ricavi per gli operatori è di circa il 10-15% per ogni abbonato smartphone con eSim. Inizialmente, ci si aspetta che il maggior contributo arrivi dai dispositivi connessi.

  • Il tablet porta a una postura scorretta

    Spalle curve e occhi fissi sullo schermo: lo chiamano ‘collo da tablet’, ed è uno degli effetti dell’utilizzo sempre più massiccio di smartphone e altri dispositivi tecnologici. Le ore passate con il collo e le spalle incurvate per leggere le schermate dei device fanno assumere una posizione innaturale al tratto cervicale della colonna, opposta a quella corretta che prevede spalle dritte e mento alto, provocando dolore. L’identikit del disturbo arriva da uno studio pubblicato su ‘The Journal of Physical Therapy Science’ dall’Università del Nevada, condotto su oltre 400 persone tra studenti, insegnanti ed ex studenti. Dalla ricerca emerge che a incappare più spesso in questo problema sono i giovani e le donne, che sembrerebbero più portate ad assumere posture scorrette.

    Il 54% degli intervistati, inoltre, non rinuncia all’uso dei dispositivi neanche in presenza di dolore. «Le nostre articolazioni hanno un elevato contenuto di acqua, che contribuisce al loro corretto movimento – commenta Alessandro Zanasi, della Scuola di specializzazione in Malattie dell’apparato respiratorio dell’Università di Bologna, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino e membro dell’International Stockholm Water Foundation – Per questo motivo è necessario assumere molta acqua, per mantenere un equilibrato livello di liquido sinoviale, responsabile della lubrificazione delle articolazioni. Non bisogna sottovalutare che il fatto di passare molte ore davanti a uno schermo, senza interruzioni e senza bere, può avere effetti negativi anche sulle capacità cognitive».

    Basta infatti una condizione di moderata disidratazione, con una perdita di circa il 2% del peso corporeo, per andare incontro a segnali come mal di testa e stanchezza, a cui si possono associare riduzione della concentrazione, dell’attenzione e di esecuzione anche di compiti semplici.

  • Preoccupazione dei pediatri per la dipendenza digitale, tablet all’asilo in Veneto

    Qual è il genitore che non doterebbe il proprio figlio, ancor più se piccolo, di uno smartphone, così da poterlo rintracciare? Il problema è che secondo i medici pediatri la tecnologia può creare una vera e propria dipendenza digitale, che esiste certo anche negli adulti si obietterà ma che in tenera età può favorire la miopia (la medicina esiste proprio per curare, ma intanto è già stato lanciato l’allarme: la miopia tra i 18 e 25 anni passerà dal 20% al 40% nei prossimi anni). I pediatri consigliano di non lasciare che un bambino trascorra più di 2 ore al giorno davanti a smartphone e tablet, pena una riduzione delle performance scolastiche, un’alterazione della sfera emotiva e aumento di problematiche neuropsichiatriche (c’è anche un problema delle radiazioni a cui si è esposti); il sindaco di Arcugnano (Vicenza) ha invece lanciato un asilo digitale, sfruttando i 4,3 milioni forniti dalla Regione Veneto per un nuovo polo dell’infanzia, nelle cui aule la didattica verrà svolta con l’impiego di tablet, webcam e anche robot. Il Centro per la Salute del Bambino, onlus di Trieste, in collaborazione con l’Associazione culturale pediatri ha d’altronde diagnosticato la seguente evoluzione della razza umana: un bambino su 5 nel nostro Paese prende contatto con il cellulare nel primo anno di vita e l’80% dei bimbi tra i 3 e i 5 anni sa usare il telefonino di mamma e papà (negli Usa utilizza device elettronici un terzo degli infanti con appena 6 mesi di età).

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