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  • Le tariffe del 2026 per usare Internet se si viaggia all’estero e fuori dall’Europa

    La normativa del Roaming Like at Home, attiva dal 2017, consente di usare la SIM del proprio cellulare e parte dei Giga della tariffa mobile nazionale nei Paesi Ue e dello Spazio Economico Europeo (SEE). Fuori da questi confini, invece, occorre valutare le offerte mobile dedicate all’estero proposte dagli operatori italiani o le alternative disponibili. Il nuovo monitoraggio dell’Osservatorio tariffe di Segugio.it analizza le soluzioni a disposizione dei viaggiatori italiani per restare connessi all’estero, confrontando i dati 2026 con quelli del 2025.

    Il Roaming Like at Home consente di usare la propria tariffa mobile italiana senza costi aggiuntivi nei 27 Paesi UE e nei tre Paesi SEE (Islanda, Liechtenstein, Norvegia). Restano esclusi Svizzera, Regno Unito (salvo eccezioni di alcuni operatori) e Paesi come Albania e Serbia. Gli operatori possono però offrire più Giga del minimo previsto e anche, in alcuni casi, estendere la normativa a Paesi extra SEE come Regno Unito, Svizzera e Ucraina. Minuti e SMS restano illimitati.

    Per le destinazioni fuori dal Roaming Like at Home, gli operatori propongono tariffe dedicate da 1, 7, 10 o 30 giorni. Il confronto 2026 vs 2025 mostra, in generale, più Giga disponibili e costi giornalieri in calo. Per gli Stati Uniti la dotazione media sale da 0,64 a 0,82 GB al giorno (+28%) con un costo che scende da 2,02 a 1,76 euro al giorno (1,18 euro al giorno per le tariffe da almeno 7 giorni, +40% di Giga).  Per la Svizzera i Giga passano da 0,63 a 0,64 GB al giorno (+2%) con un costo che scende da 1,57 a 0,56 euro al giorno; sulle tariffe da almeno 7 giorni il costo sale invece a 0,76 euro al giorno.

    Da segnalare anche le tariffe per l’Ue, che offrono in media 1,18 GB al giorno (+155%) a 0,63 euro al giorno. Chi va all’estero può sempre comprare una SIM prepagata sul posto (ad esempio in aeroporto) oppure attivare una eSIM internazionale acquistabile online. Le tariffe italiane non sono sempre le più convenienti, soprattutto per chi necessita di molti Giga: vale la pena confrontare tutte le opzioni prima di partire.

  • Sette call center nel mirino dell’’Antitrust

    L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust) ha avviato, anche grazie all’attività investigativa svolta dalla Guardia di finanza, sette procedimenti istruttori nei confronti di società di call center che promuovono la conclusione di contratti nel settore dell’energia (Action Srl, Fire Srl, J.Wolf Consulting Srl e Noma Trade Srl) e nel settore delle telecomunicazioni (Entiende Srl, Nova Group Srl e My Phone Srl). L’intervento ha l’obiettivo di contrastare il fenomeno del telemarketing scorretto, ben noto all’Autorità alla quale ogni giorno arrivano numerose segnalazioni che lamentano la ricezione di telefonate per concludere contratti sulla base di informazioni ingannevoli. I call center coinvolti nelle istruttorie avrebbero contattato i consumatori proponendo l’attivazione di contratti di energia e di telefonia, sulla base di informazioni ingannevoli circa l’identità del chiamante, l’oggetto della telefonata, la convenienza economica delle offerte commerciali proposte. Peraltro spesso sarebbero state usate numerazioni camuffate con la tecnica del cosiddetto Cli spoofing che consente di manipolare l’identificativo del numero di telefono. Le modalità di telemarketing sarebbero varie, tutte accomunate dalla trasmissione di informazioni non trasparenti e ingannevoli. In particolare, nel settore dell’energia è emerso che gli operatori telefonici si presenterebbero spesso come dipendenti dell’attuale fornitore o di Autorità di regolazione e controllo e definirebbero poco convenienti le tariffe applicate.

    In altri casi presenterebbero problematiche tecniche o difficoltà nello switching in atto che renderebbe necessaria la stipula di un nuovo contratto di fornitura. Nel settore delle telecomunicazioni, invece, durante le telefonate – per indurre il consumatore a cambiare operatore – verrebbero prospettati falsi disservizi sulla linea o imminenti rincari di prezzo del servizio da parte dell’operatore dell’utente chiamato. Altre volte i consumatori sarebbero indotti ad attivare una nuova offerta (con un altro operatore o anche con quello con cui si è già contrattualizzati), dopo che sono prospettate condizioni contrattuali particolarmente favorevoli che poi si rivelano false. L’Autorità ricorda che, insieme ad Arera, ha promosso la campagna di comunicazione “Difenditi così” per sensibilizzare il consumatore sui propri diritti e sugli strumenti di difesa dai call center insistenti e aggressivi. Sul sito www.difenditicosi.it è possibile trovare tutte le informazioni a riguardo. Attivo anche il numero verde gratuito dell’Agcm per la tutela del consumatore 800.166.661 (dal lunedì al venerdì, h. 10-14). Ieri sono state svolte ispezioni presso le sedi delle società coinvolte nell’istruttoria, in collaborazione con il Nucleo speciale della Guardia di finanza. A tal proposito, il presidente dell’Autorità, Roberto Rustichelli, ha dichiarato: “Esprimo vivo apprezzamento per il lavoro svolto dalle donne e dagli uomini del Nucleo speciale Antitrust e dei reparti territoriali della Gdf delle province di Napoli e Caserta”.

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