testamento

  • Gli italiani temono il cambiamento climatico e confidano nel no profit

    La crisi climatica è per gli italiani la più grande preoccupazione per il futuro: ne hanno timore quasi 6 su 10 (57%, contro il 44% del 2022). Anche la visione della società italiana del domani è a tinte fosche: il 51% prevede un peggioramento, mentre solo 2 su 10 dimostrano ottimismo. Ma c’è chi si sta impegnando per creare una società migliore: al primo posto c’è il Non Profit (48%), una visione in coerenza con il dato che vede quasi 7 italiani su 10 (67%) protagonisti attivi di una donazione nel corso della vita. Sono alcuni dei dati emersi da una nuova ricerca promossa dal Comitato Testamento Solidale sotto la direzione dell’Istituto Walden Lab. Lo studio è stato condotto a luglio 2025 su un campione di 1000 italiani dai 25 anni in su.

    Chi non si ritrova a pensare al futuro? 9 italiani su 10 dichiarano di farlo molto o abbastanza spesso, ma non è un pensiero rassicurante. A livello personale, la paura più diffusa riguarda la possibilità di contrarre gravi malattie (66%) ma, allargando lo sguardo sul mondo, anche la salute del nostro pianeta è un motivo di forte inquietudine: nelle prime 5 posizioni, tra le cause di preoccupazione troviamo i cambiamenti climatici e l’inquinamento (57%), nuove guerre (44%), la crescita della povertà (42%), possibili nuove pandemie (38%) ed eventi naturali catastrofici (22%). In questo scenario globale, si teme che tra 10 anni in Italia diminuiranno l’eguaglianza economica (63%), la partecipazione democratica e il benessere mentale (entrambi al 59%), ma si prevede anche più attenzione all’ambiente (50%). In questo quadro, la metà degli italiani (48%) riconosce alle realtà del Terzo Settore l’impegno più grande, oggi, per migliorare le cose. 8 su 10 ritengono il Non Profit importante dal punto di vista sociale (81%), per il contributo che dà alla realizzazione di una società migliore, culturale (80%), per i valori che rappresenta e promuove, ed economico (77%), per il valore dei servizi che produce.

    Un rapporto di fiducia che si traduce in donazioni in favore di cause umanitarie, sociali, ambientali: quasi 7 su 10 (67%) dichiara di averlo fatto almeno una volta nella vita e il 35% racconta di aver donato a una Non Profit proprio quest’anno. Anche nel 2025 resta in cima alla lista delle cause prescelte la ricerca medico-scientifica (45%) ma si nota la crescita dell’aiuto alle povertà in Italia (dal 18% del 2024 al 23% del 2025) e negli altri paesi (dal 16% del 2024 al 22% del 2025) e l’aiuto alle persone con disabilità (dal 13% del 2024 al 18% del 2025). Importante il senso di protezione per l’ambiente e per le altre specie animali, che insieme raccolgono il 26% dei consensi, e le donazioni per le emergenze umanitarie (24%).

    Ma se il futuro è incerto, sempre più italiani decidono di fare la propria parte per incidere positivamente anche quando non ci saranno più: una ricerca del Comitato, realizzata insieme a Walden Lab e Vita e presentata lo scorso settembre, mostra che, tra il 2020 e il 2024, complessivamente, è cresciuta di 16 punti – la percentuale delle Organizzazioni Non Profit che hanno ricevuto almeno un lascito: dal 61% al 77%; contestualmente, cresce anche il peso percentuale dei lasciti sul totale delle raccolte fondi che quasi raddoppia passando dall’8% del 2020 al 14% del 2024. E guardando al futuro, la previsione risulta ancor più positiva: il 77% prevede un aumento (certo o probabile) dei lasciti, solo il 3% una diminuzione.

    Di fatto, la percentuale degli italiani over 50 che hanno già previsto un lascito nel proprio testamento è stabile da 7 anni. Parliamo di più di mezzo milione di individui. Parallelamente, gli Italiani over 50 che si dichiarano propensi a prendere in considerazione un lascito solidale sono quest’anno il 19%, poco meno di 5 milioni, con un calo di 3 punti percentuali rispetto al 2024. Questa battuta d’arresto appare strettamente collegata alla percezione di instabilità generale e alle crescenti preoccupazioni per il futuro economico delle proprie famiglie.

    “In un momento in cui il futuro appare incerto e le preoccupazioni crescono, gli italiani continuano a dimostrare un profondo senso di responsabilità collettiva – commenta Rossano Bartoli, Portavoce del Comitato Testamento Solidale e Presidente della Lega del Filo d’oro – La fiducia riposta nel Terzo Settore e la propensione alla donazione sono segnali importanti: ci ricordano che, anche di fronte alla paura, prevale la volontà di costruire una società più giusta, solidale e sostenibile. In questo contesto, il lascito solidale rappresenta una forma di generosità particolarmente preziosa, perché consente a ciascuno di lasciare un segno concreto di speranza e di impegno verso le generazioni future. Come Comitato Testamento Solidale, continueremo nel nostro impegno per sensibilizzare e informare gli italiani su uno strumento di solidarietà alla portata di tutti, che può contribuire in maniera davvero concreta a realizzare il futuro che vogliamo e a scongiurare quello che invece temiamo”.

    Il Comitato Testamento Solidale, nato nel 2013 per opera di 6 Organizzazioni promotrici, è impegnato da oltre un decennio nel coinvolgimento del mondo del Non Profit in importanti attività di studio del settore, di informazione e di sensibilizzazione. Attualmente il Comitato conta 26 organizzazioni aderenti: AIL, AISM, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Fondazione Lega del Filo d’Oro, Save the Children, Airalzh – Associazione Italiana Ricerca Alzheimer, Aiuto alla Chiesa che Soffre, Amref, Associazione Luca Coscioni, Centro Benedetta d’Intino, Comitato Italiano per l’UNICEF Fondazione ETS, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro ETS, Fondazione L’Albero della Vita ETS, Fondazione Mission Bambini ETS, Fondazione Operation Smile Italia ETS, Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, Fondazione Progetto Arca, Fondazione Telethon ETS, Fondazione Umberto Veronesi, Greenpeace, Istituto Pasteur Italia, San Patrignano, Smile House Fondazione ETS, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS-APS, VIDAS, WWF.

     

  • Solo lo 0,4% degli italiani ha fatto biotestamento

    Solo lo 0,4% degli italiani ha depositato le disposizioni anticipate di trattamento. Su 47.439.101 persone residenti infatti sono state depositate appena 186.235 DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento) e di queste 145.118 sono state inviate alla Banca Dati Nazionale.

    Dati alla mano, in continuo aggiornamento sul ‘contatore’ dell’Associazione Coscioni, si ha una Dat ogni 215 abitanti. Un vuoto nell’utilizzo di questo strumento determinato innanzitutto dalla mancanza di conoscenza della legge entrata in vigore 5 anni fa, il 31 gennaio del 2018. E’ quanto denuncia l’associazione Luca Coscioni che ha condotto un’indagine in collaborazione con le Cellule Coscioni di tutta Italia, per richiedere a 6500 comuni quante DAT sono state ricevute dall’entrata in vigore della legge a oggi e quante di queste sono state trasferite alla Banca dati nazionale. In testa alle regioni virtuose l’Abruzzo con una Dat ogni 146 abitanti seguita da Marche (153,33) e Piemonte (159,39). Maglia nera al Lazio all’ultimo posto con (346,38), seguita da Campania (336,54) e Sardegna (301,9).

    Da parte del Ministero della Salute, affermano, non è mai stata fatta una campagna informativa, che, come indicato nella legge, avrebbe dovuto partire ‘entro 60 giorni’ dalla sua entrata in vigore. E proprio a 5 anni dalla legge 219 del 2017, l’Associazione ha lanciato una campagna informativa suddivisa in 2 iniziative. La prima farà leva su un video narrato da Giobbe Covatta dal titolo “Il biotestamento spiegato agli adulti”, un contenuto animato realizzato da Simona Angioni e Giovanni di Modica con la direzione creativa di Avy Candeli, per illustrare l’importanza del testamento biologico e offrire tutte le informazioni per poterlo fare subito. “Nonno, tu pensi di morire?”. Con questa domanda una bambina, a partire dell’esperienza della morte del proprio gatto, coinvolge il nonno sul tema del biotestamento, e gli spiega in modo leggero e delicato l’importanza di poter esprimere anticipatamente le proprie scelte in termini di trattamenti sanitari, per evitare che siano altri, tipo lei, a dover decidere per lui. La seconda è il ‘Numero Bianco per fare luce sui diritti di fine vita’, la linea telefonica (06 9931 3409) che fino al 3 febbraio, oltre al consueto supporto offerto quotidianamente dai volontari, fornirà la una consulenza medica gratuita sui quesiti legati al testamento biologico. «Ci sostituiamo ancora una volta allo Stato, coi mezzi a nostra disposizione, nel realizzare una campagna di informazione su uno strumento finora tenuto nascosto dal Ministero della Salute dei governi che si sono succeduti in questi 5 anni. Abbiamo chiesto ufficialmente un incontro anche all’attuale Ministro della Salute, Orazio Schillaci, per parlare di questo e altri temi legati alle libertà fondamentali e al diritto alla salute» hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente segretaria e tesoriere Associazione Luca Coscioni.

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