tradizione

  • Il sindaco Sala prepara la sfratto a una trattoria in procinto di diventare attività storica

    Il Casottel In via Fabio Massimo 25, al Corvetto, periferia sud di Milano, è una storica trattoria dall’anima popolare dove si respira ancora l’atmosfera genuina di un tempo e si gusta la cucina tipica milanese della tradizione, dalla cassoeula al risotto giallo con ossobuco, dal bollito misto alle polpette al sugo. Nato nel 1989, in spazi che dal 1963 in poi hanno sempre ospitato un’osteria con cucina, diventata un luogo di comunità, nel 2011 fu definito dall’allora sindaco Giuliano Pisapia «un posto con un cuore grande». Qui nell’antico borgo di Nosedo, il successore di Pisapia, che con immobili e urbanistica non sembra avere un grande feeling, ha però intenzione di dare lo sfratto, nonostante la presenza di un elemento a lui tanto caro quanto il verde garantito dal caratteristico cortile del Casottel e con buona pace di quel pubblico molto diversificato, dai giovani alternativi agli anziani che hanno trovato qui una seconda casa e che possono ritrovarsi per mangiare ma anche giocare a carte o a bocce, che frequenta la trattoria.

    «Ci mancano quattro anni per diventare un’attività storica», spiega Martina Conte, figlia di Isa e nipote di Lia, adesso alla guida della trattoria, segnalando però che il Comune, titolare dell’immobile, non intende assicurare un futuro alla trattoria: «Il nostro contratto di affitto è scaduto a fine 2022 e il Comune non ha intenzione di rinnovarlo».

    Nel 2024 la cascina in cui si trova è stata oggetto di bando di concessione per sole attività sociali e con oneri di ristrutturazione dell’intero edificio: «Tutti requisiti non affrontabili da una microimpresa come la nostra. In ogni caso il bando non è stato assegnato, quindi presumibilmente il Comune ne promuoverà un altro», spiega Conte.

    Per spiegare una volta tanto quale è la città che vogliono loro e non farsela dettare dal sindaco, i milanesi hanno lanciato una petizione, una raccolta firme «per salvare il Casottel, uno degli ultimi veri luoghi di Milano che rischia di scomparire». La speranza è di trovare un accordo con il Comune, «rinnovare il contratto di locazione e restare in questi stessi ambienti che hanno fatto la nostra storia. È vero che non paghiamo più l’affitto da quando è scaduto, a fine 2022, ma siamo disposti ovviamente a metterci in regola e saldare tutto il pregresso».

    L’attività va bene, funziona: «Siamo una microimpresa, diamo lavoro a sei dipendenti, molte donne, di età compresa tra i 40 e i 65 anni: qui siamo come una famiglia: se chiudiamo cosa ne sarà di loro? Dove potranno trovare un altro lavoro?» si domanda la titolare. Che non prende neanche in considerazione l’ipotesi di spostare l’attività da un’altra parte: «No, non siamo disposti a farlo perché non sarebbe più il Casottel: ha senso solo qui».

  • Il Cielo ha, forse, deciso di togliere il proprio avallo a chi oggi comanda

    Mentre continuano le guerre in Ucraina e a Gaza la Cina e il suo rapporto con gli USA e con il resto del mondo sembrano restare sullo sfondo ma la presenza di Pechino comunque incombe e il suo ruolo non va sottovalutato. Anche se se ne parla di meno, Pechino ha, tuttavia, dei problemi interni che non mancano, né mancheranno, di avere conseguenze sulla sua politica internazionale. Si tratta di problemi di carattere economico e finanziario che potrebbero, se non risolti in breve tempo, portare a una qualche instabilità politica.

    Se un osservatore sensibile avesse cercato di cogliere lo spirito impalpabile della società nella passata Unione Sovietica l’avrebbe percepita intrisa di marxismo-leninismo. Probabilmente mal digerito e mal sopportato dai più, ma comunque adattatosi al tessuto profondo della popolazione. Se lo stesso osservatore avesse poi cercato di fare la stessa cosa nella Cina del dopo-Mao avrebbe invece notato che quell’atmosfera marxista-leninista, pur presente, intaccava solo la superficie della cultura locale. Il Partito Comunista era leninisticamente molto presente nella quotidianità ma il marxismo non è mai stato veramente assorbito dall’animo della gran parte dei cinesi. O, anche dove vi era riuscito, aveva dovuto condividere il posto con la millenaria cultura confuciana. In realtà non si potrebbe nemmeno parlare di puro confucianesimo poiché nel corso dei secoli quella filosofia sociale è stata a sua volta contaminata dal buddismo e dal taoismo, tanto è vero che i filosofi locali da secoli avevano già cominciato a parlare di neo-confucianesimo.

    Mao capì da subito che quella vecchia cultura poteva ostacolare l’assorbimento popolare del comunismo e si sforzò, frequentemente anche con la violenza, di estirpare la memoria e l’influenza storica di Confucio senza, tuttavia, mai riuscirci del tutto. Nonostante il partito unico abbia continuato a controllare il potere la Cina del dopo Mao non è più quella di decenni orsono e XI ha capito che avrebbe potuto convenirgli il recuperare la tradizione ridandogli addirittura una dignità politica. Fece allora restaurare o ricostruire in varie parti del Paese i monumenti dedicati a Confucio e ha consentito la rinascita di scuole e associazioni dedicate al Maestro.

    Tra i concetti fondamentali della filosofia cinese tradizionale due sono gli aspetti ineludibili: il senso di appartenenza ad una famiglia molto estesa e il rispetto dell’autorità. Questo dovere al rispetto, seppur onnipresente, non è però senza condizioni. L’autorità è tale ed è accettata dalla popolazione in quanto gode del permesso del Cielo ma ha il compito, esattamente come ogni capo famiglia, di garantire il benessere di tutti i sottoposti, siano essi figli, nipoti, pronipoti o semplici cittadini. Qualora chi si trovasse nella posizione di vertice non fosse in grado di provvedere adeguatamente ai bisogni dei sottoposti, la cosa sarebbe interpretata come se il Cielo avesse levato loro il consenso e quindi la ribellione all’autorità diventerebbe legittima, se non addirittura doverosa. Ciò non significa automaticamente che davanti ai problemi in cui oggi versa il sistema una ribellione si stia preparando, ma se la crisi continuasse non è da escludere che il consenso popolare possa tramutarsi in crescente contestazione.

    Tutto ciò è molto ben chiaro all’oligarchia dominante, di cui Xi Jin Ping è l’epigono, ed è loro altrettanto evidente che i successi economici avuti sinora sono stati indispensabili per garantire una relativa tranquillità sociale e la continua permanenza del Partito come forza dominante. Nel 1981 (pochi anni dopo la morte di Mao Xe Tung) più del 90% della popolazione cinese viveva in condizioni di povertà e invece oggi quasi la metà appartiene alla classe media con un tenore di vita paragonabile a quello di molte nazioni sviluppate.

    Da quando, tuttavia, il trend di crescita ha cominciato a rallentare drasticamente molte famiglie cinesi temono che il domani potrebbe non essere migliore dell’oggi. La disoccupazione giovanile supera il 17% e tutti i nuovi nati, indipendentemente dal titolo di studio raggiunto, si sentono affatto garantiti di poter intraprendere una carriera redditizia. L’età media della popolazione sta aumentando velocemente, sia per il maggior benessere sia per il taso di rinnovamento demografico oramai negativo come avviene anche in altre parti del mondo salvo l’Africa e l’India. Indice delle difficoltà crescenti sono stati il forte crollo del sistema immobiliare che aveva a lungo nutrito la crescita, un enorme aumento del debito pubblico (soprattutto quello originato dalle autorità locali che è praticamente fuori controllo) e un crollo del mercato azionario. Il risultato è la crescente sfiducia dei risparmiatori e degli investitori. Le famiglie cinesi hanno cominciato a stringere i portafogli e dare priorità al risparmio esprimendo così un silenzioso ma potente voto di sfiducia nella direzione verso cui sta andando il Paese.

    Le cause di questa che sembra essere una netta inversione di tendenza sono più di una: da un lato un rallentamento dell’economia è connaturato al seguito di una forte crescita, dall’altro le politiche intraprese dal regime dopo l’inizio del secondo mandato di Xi hanno fortemente scoraggiato gli investimenti stranieri e l’aumento del costo del lavoro ha spinto alcune aziende cinesi a delocalizzarsi verso Paesi più a buon mercato come la Malesia ed il Vietnam.

    L’oligarchia del partito avverte da anni il pericolo di quello che sta succedendo e dei rischi che corre per il controllo del Paese e sta cercando di porre rimedio ai crescenti problemi economici provando a convertire la ricchezza creata attraverso le esportazioni in un aumento dei consumi interni per assorbire anche l’eccesso di produzione sempre meno richiesto dalla domanda estera. Alla fine dello scorso marzo il governo ha pubblicato un nuovo progetto mirante a rinforzare la fiducia delle famiglie e incrementare i consumi. Si basa su trenta punti e cerca di ottenere quei risultati che tutti gli interventi già tentati in precedenza non erano riusciti a raggiungere.

    Dal lato della domanda si cerca di aumentare il reddito famigliare riducendo contemporaneamente gli oneri finanziari che molte famiglie si trovano ad affrontare. Ciò ha come obiettivo quello di dare un po’ di fiato al mercato immobiliare e, per mantenerne per quanto possibile la stabilità, si sono autorizzate le amministrazioni cittadine ad acquistare gli immobili commerciali non venduti. Contemporaneamente, si sono invitate le stesse amministrazioni a finanziare la ristrutturazione di villaggi e case fatiscenti per creare alloggi a più buon mercato. In aggiunta, nonostante la conferma della subordinazione dei capitali privati al volere del potere politico, si invoglia il capitale privato ad avere un ruolo più importante nell’erogazione dei servizi agli anziani e all’infanzia aumentando anche i servizi pediatrici. Il servizio pensionistico di base sarà aumentato, soprattutto per i residenti rurali, e si invoglia la nascita di fondi pensionistici individuali. Per affrontare il problema del debito privato sono stanziati fondi per ovviare ai ritardi e ai mancati pagamenti alle piccole imprese da parte di enti governativi o società statali che avevano usufruito dei loro servizi. Al fine di favorire la volontà di avere figli si è data vita a un sistema di sussidi per l’assistenza all’infanzia e lanciato un piano di propaganda indirizzato alle famiglie senza figli affinché procreino. Per sottolineare quanto il tema della scarsa natalità sia sentito dalle istituzioni e da alcuni privati va citato il caso di una azienda privata di media dimensione che ha minacciato di licenziamento tutti quei dipendenti di età inferiore ai 45 anni che non fossero già sposati o non si sposassero entro un anno dal momento di entrata in vigore del regolamento. Va però precisato che appena il fatto divenne pubblico le autorità intervennero obbligando l’azienda a fare marcia indietro. È tuttavia significativo che il fatto sia avvenuto.

    Altre iniziative comprese nei trenta punti riguardano i consumi legati all’automotive che prevedono misure fiscali più favorevoli per il leasing, l’invito a utilizzare il campeggio e i camper, incentivi per il turismo invernale, lo sport, i giochi on line e il consumo di programmi di cartoni animati per bambini e adulti. Una direttiva specifica riguarda l’intelligenza artificiale con facilitazioni per le aziende che vogliono applicare le nuove tecnologie sia per le auto con guida autonoma, sia per i video ad alta definizione, sia anche per la robotizzazione e le interfacce cervello- computer. Un sostegno economico speciale è previsto per i consumi delle persone anziane sia nei prodotti che nei servizi. Infine si è deciso di lanciare una campagna “acquista in Cina” per promuovere i prodotti nazionali. Per tentare di incoraggiare gli investimenti dall’estero si è anche deciso di allentare i vincoli per le aziende straniere nei settori delle telecomunicazioni, della sanità e dell’istruzione.

    Ovviamente tutte queste nuove misure hanno dei costi che non potranno che far aumentare maggiormente il debito pubblico già molto elevato, ma sembra che il governo e la Banca Popolare di Cina ritengano che il gioco valga la candela.

    Nonostante questi interventi, se l’economia continuasse a ristagnare o crescere meno di quanto necessario, la lettura che un cinese medio permeato di cultura confuciana darebbe alla situazione potrebbe essere che le Autorità in carica non stiano provvedendo adeguatamente ai bisogni della popolazione e l’immediata spiegazione che ne deriverebbe è che il Cielo ha, forse, deciso di togliere il proprio avallo a chi oggi comanda.

  • Dal 14 aprile al 17 novembre ripartono i treni storici verso i laghi Maggiore e di Como

    Dopo gli ottimi risultati dello scorso anno, riparte la stagione dei treni storici e raddoppia l’offerta. Nell’anno del centenario non solo viaggi verso il Lago Maggiore, ma anche sulle sponde del Lago di Como. Grazie al contributo finanziario di Regione Lombardia, nell’ambito del ‘Contratto di servizio 2023-2027’ stipulato tra Regione e Ferrovienord, da domenica 14 aprile si potrà compiere un’esperienza affascinante a bordo di tre carrozze di prima classe AZ 130-136-137, costruite nel biennio 1924-25 e ora completamente restaurate.

    I posti offerti sono 160, si partirà da Milano Cadorna alle ore 9.40, con arrivo a Como Lago alle ore 11.30. Il rientro è previsto con partenza da Como Lago alle ore 16.30, e arrivo a Milano Cadorna alle ore 18.17.

    Queste le corse: domenica 14 aprile 2024 – Milano Cadorna – Como Lago, domenica 28 aprile 2024 – Milano Cadorna – Laveno Mombello Lago, domenica 5 maggio 2024 – Milano Cadorna – Como Lago, domenica 19 maggio 2024 – Milano Cadorna – Laveno Mombello Lago, domenica 2 giugno 2024 – Milano Cadorna – Como Lago, domenica 15 settembre 2024 – Milano Cadorna – Laveno Mombello Lago, domenica 6 ottobre 2024 – Milano Cadorna – Como Lago, domenica 17 novembre 2024 – Milano Cadorna – Laveno Mombello Lago

    “La proposta dei treni storici – spiega l’assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile, Franco Lucente – è particolarmente gradita e viste le richieste abbiamo deciso di implementare l’offerta, con nuovi treni sulla linea Milano-Como Lago che si vanno ad aggiungere a quelli che servono la Milano-Laveno Mombello Lago. In tutto, effettueremo 8 corse turistiche da aprile a novembre, rispetto alle 3 del 2023. Viaggi immersivi e dall’alto valore storico, culturale e turistico. Famiglie, bambini e appassionati possono apprezzare luoghi unici della nostra Lombardia, dagli splendidi scorci che offrono i laghi di Como e Maggiore sino ai borghi che impreziosiscono il territorio, a bordo di treni dal grande fascino, alla scoperta di un modo di viaggiare unico, originale e indimenticabile. Il nostro obiettivo è regalare una nuova immagine della ferrovia – aggiunge Lucente – capace di regalare emozioni e di coniugare la mobilità sostenibile con progetti diretti anche alla valorizzazione turistica dei territori”.

  • Caccia al tesoro Farnesiana

    Sette indovinelli per sette tappe, dedicate ad altrettanti luoghi prestigiosi della Piacenza di età farnesiana. Domenica 11 settembre, ore 9.30, metti alla prova la tua conoscenza della Storia piacentina! Risolvi gli enigmi…e alla fine del percorso potrai vincere il tesoro!

    Al gioco parteciperanno dieci squadre composte da un numero massimo di quattro persone. Gli spostamenti tra le tappe dovranno essere compiuti in bicicletta. Ad ogni tappa saranno forniti gli indizi necessari per scoprire la tappa successiva. La premiazione si terrà al PalabancaEventi della Banca di Piacenza (via G. Mazzini 14) alle ore 12.00

    Iscrizione gratuita – posti limitati

    Per informazioni e iscrizioni: Banca di Piacenza – Ufficio Relazioni esterne – 0523 542357 – relaz.esterne@bancadipiacenza.it – Le iscrizioni dovranno essere effettuate entro e non oltre le ore 17 di giovedì 8 settembre 2022

    Tutte le tappe sono localizzate nel centro storico di Piacenza (entro le “Mura farnesiane”)

    Ritrovo delle squadre: ore 9.30 sul sagrato della Basilica di S. Maria di Campagna (p.le Crociate)

    Partenza delle Caccia al tesoro: ore 10.00

    Conclusione: ore 12.00; successiva premiazione

Pulsante per tornare all'inizio