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  • L’ultima moda dei Comuni per i trasporti locali: tornare ai tram

    Con una spesa di 5,4 miliardi, parzialmente coperti dal Pnrr, nelle città italiane sono in costruzione 250 chilometri di nuove tranvie che porteranno a incrementare l’attuale rete del 63%. Palermo estenderà la rete di 64,2 km, Padova di 30,3, Firenze di 25, Bologna di 23,4, Bergamo di 23,2, Milano di 35,9, Brescia di 23,2, Napoli di 4,1, Cagliari di 6,9 e Sassari di 2,5.

    Scomparso negli anni ‘60 il tram sfrutta oggi la spinta della transizione ecologica, delle richieste dell’Unione Europea di riduzione delle emissioni a partire dal 2030 e dei fondi del Pnrr, si torna a costruire tranvie. Le nuove linee, secondo l’associazione ambientalista, taglieranno 105mila tonnellate di CO₂ l’anno, pari all’1% delle emissioni di tutto il settore dei trasporti. Molto più economico della metropolitana, un chilometro di percorso ha un costo di costruzione tra i 12 e i 40 milioni invece che di 80-200 e il tram ha anche il vantaggio di togliere spazio lungo le strade: Milano insegna che la pretesa di ridurre lo spazio per le auto non porta a ridurre le auto circolanti quanto piuttosto ad aumentare le fila di auto in coda lungo strade meno ampie, ma per chi fa della lotta all’auto la mission della propria amministrazione poter vantare di combattere il traffico veicolare mentre risparmia sul trasporto pubblico è quantomeno una tentazione cui è difficile resistere.

    A Bologna il tram tornerà dopo oltre 60 anni. Le due linee in costruzione (sulle 4 inizialmente previste) copriranno 22,4 km, numeri ancora lontani dagli oltre 80 km attivi nel 1939, prima che la rete fosse smantellata nel 1963. Il percorso in costruzione peraltro non ha mancato di suscitare già proteste per alcune pensiline che in alcune zone sono troppo alte rispetto agli edifici circostanti e alla loro conformazione.

    Firenze vanta due linee in esercizio (la T1 attivata nel 2010 con l’ultima estensione nel 2018 e la T2 inaugurata nel 2019 e ampliata quest’anno), con una terza in costruzione da gennaio 2025 ed il tram già collega nodi strategici: il parcheggio bus e auto di Villa Costanza (al lato dell’autostrada A1), l’aeroporto, l’ospedale Careggi, la stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, l’Università e il centro storico. Stesso discorso per Padova, dove il Sir1, attivo dal 2007, attualmente trasporta 33mila passeggeri al giorno, coprendo un quarto di tutti gli spostamenti pubblici cittadini.

    A Palermo il tram è tornato da 10 anni, ma dei 64 chilometri di nuove linee non se ne realizzerà nessuno entro la scadenza programmata del 2026. Lo Stato aveva stanziato 481 milioni di euro e l’opera è stata poi inserita nel Pnrr ma i cantieri non sono praticamente nemmeno partiti e il Comune è tornato a bussare al Ministero dei Trasporti per chiedere nuovamente fondi statali. Non va molto meglio a Roma arranca: quattro nuove linee previste e quelle attuali rimaste ferme fino a febbraio per una riqualificazione durata quasi otto mesi.

    Nonostante i progressi, l’Italia resta in netto ritardo rispetto al resto d’Europa. Le tranvie italiane coprono appena 397 km, contro gli 878 della Francia e i 2.044 della Germania. A Milano peraltro il detto ‘taches al tram’ ha sempre significato: arrangiati, problema tuo.

  • I romani si fidano degli autobus, i milanesi vanno in macchina

    Su base nazionale l’utilizzo dei mezzi privati per gli spostamenti cala di due punti percentuali, passando dal 72% al 70%. E così cala, seppur di un solo punto percentuale rispetto allo scorso anno, passando dal 66% al 65%, l’uso di auto e moto per gli spostamenti a Roma. Lo stesso non vale per Napoli e Milano. Il capoluogo campano vede una crescita di un punto percentuale, e passa dal 64% al 65%, dell’uso dei mezzi privati, auto e moto, per gli spostamenti. Il capoluogo lombardo invece registra un aumento di tre punti percentuali nell’uso di auto e moto e va dal 55% del 2022 al 58% del 2023. Al lieve calo del mezzo privato, a Roma, fa eco una leggera e parallela crescita, sempre dell’1%, dell’uso dei mezzi del trasporto pubblico. Anche su base nazionale cresce l’uso del trasporto pubblico: registra un +3% (passa dal 13% al 16%). Così l’andamento in salita è rintracciabile a Roma, dove si va dal 19% del 2022 al 20% del 2023 nell’utilizzo di bus, tram e metropolitane. In controtendenza, quindi in lieve calo, l’uso del Tpl, invece, a Milano e Napoli: nel capoluogo lombardo si va dal 25% dello scorso anno al 24% attuale, in quello campano si passa dal 19% del 2022 al 18% del 2023. La fotografia è stata scattata dall’ultimo rapporto di Legambiente realizzato in collaborazione con Ipsos.

    E nel complesso delle ore trascorse a spostarsi, a Roma, il sondaggio rileva un calo di 8 punti percentuali del tempo trascorso in auto o in moto: si va dal 62% dello scorso anno al 54% attuale. Il calo su base nazionale è di 2 punti percentuali (dal 66% al 64% il tempo trascorso in auto o in moto per gli spostamenti) e più marcato a Milano e Napoli dove si registrano rispettivamente un -4% e -6%: nel primo caso si passa dal 49% al 45% del tempo di spostamento a bordo di un veicolo privato, nel secondo caso la variazione è dal 61% al 55%. In media a Roma “sono 6,6 le ore di spostamenti settimanali, degli intervistati, con un mezzo privato: un dato sopra la media nazionale di 5,8 ore – spiegano da Legambiente -. I motivi, emersi dalla ricerca, per utilizzare maggiormente l’automobile sono legati a mezzi che non coprono lo spostamento da compiere, alla loro insufficienza e agli orari inaffidabili”. Tra le opinioni rilevate nella ricerca emerge come sia il 60% degli intervistati romani a dirsi pienamente o abbastanza favorevole a vietare progressivamente la circolazione dei mezzi inquinanti in città, il 65% è favorevole a dare priorità a bici, pedoni e trasporto pubblico nella progettazione delle strade. Per quanto riguarda l’idea di estendere le “zone 30” nelle città, il sondaggio mostra una marcata divisione di opinioni: il 32% è favorevole, il 49% è contrario e il 19% non ha una posizione definita.

  • L’ATM di Milano cerca conducenti per bus e tram

    Buone notizie dal mondo del lavoro. L’ATM di Milano, azienda di trasporto pubblico, è alla ricerca di conducenti di autobus e tram. Oltre ai requisiti tecnici e professionali è richiesta passione e senso civico e di responsabilità.

    Nei link di seguito tutte le informazioni.
    http://www.lavorareinatm.it/Annunci/Jobs_CONDUCENTI_DI_LINEA_BUS_155018197.htm
    http://www.lavorareinatm.it/Annunci/Jobs_CONDUCENTI_TRAM_155018326.htm

  • Il tram milanese durante la Prima Guerra Mondiale

    Si intitola Il tram e la Grande Guerra la mostra, gratuita, organizzata dal Gruppo storico ATM in programmazione il 15, giornata inaugurale, e il 16 novembre presso la Fondazione ATM, via Farini 9 – Sala convegni 2° piano. In occasione delle celebrazioni a ricordo del conflitto mondiale 1915 – 1918 e del centenario della Vittoria dell’Italia si ricorda il contributo dei tramvieri milanesi in quegli anni attraverso un’inedita mostra con documenti e fotografie.

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