Turismo

  • Tecnologico e modulare: ecco come sarà lo smarthotel del futuro

    La tecnologia sta facendo passi da gigante in tutto il settore della domotica. Un esempio è il successo dei dispositivi smart-home che permettono di comandare i nostri device in casa con un solo tocco o addirittura semplicemente parlando.

    Questo sviluppo sarà in grado di rivoluzionare anche l’intero settore del turismo attraverso un nuovo modo di interagire con gli ospiti, perché il digitale è una sorta di “passepartout” che apre nuovi orizzonti dell’offerta ricettiva e aumenta la qualità dell’esperienza dell’utente. L’impatto della tecnologia in ambito alberghiero è stato il tema di Hicon – Hospitality Innovation Conference, evento organizzato da Travel Appeal che si è tenuto allo spazio Base a Milano.

    “Questo settore – spiega Carniani, general manager di ToFlorence Hotel e analista della società di ricerca specializzata PhoCusWright – è a una svolta molto importante, che lascia intravedere una serie di altri ulteriori cambiamenti rispetto a quanto avvenuto dall’avvento di Internet ad oggi. Se devo riassumere in tre concetti questa evoluzione parlerei di potere dei viaggiatori, comandi vocali e trasporti 4.0. Le nuove generazioni sono inclini a muoversi in modo totalmente diverso, cercano esperienze diversificate e spendono solo un quarto del loro budget per i voli (dati Expedia 2018, ndr) destinandone oltre il 60% alla destinazione fra attività e tour vari (dati Simplenight 2016). L’avvento degli assistenti vocali come Amazon Alexa e Google Home rende il digitale invisibile e sposterà le prenotazioni su nuove piattaforme e non a caso i grandi player come Booking, Expedia e Lastminute si stanno già adeguando a un nuovo modello di distribuzione dei servizi. In un orizzonte più vicino di quello che pensiamo, infine, i mezzi di spostamento saranno determinanti poiché permetteranno di coprire grandi distanze in pochi minuti”.

    Il rischio in questi casi è sempre quello di rendere tutto un po’ troppo robotico e spersonalizzante. Per questo lo scopo è comunque quello di non rinunciare alla singolarità dell’utente.

    “Oggi le transazioni travel concluse online o via app sono circa la metà del totale ma oltre il 90% dei viaggiatori sceglie il proprio pacchetto sui canali digitali e conclude l’acquisto in agenzia”. Lo scenario descritto da Mirko Lalli, founder e Ceo di Travel Appeal, startup che analizza in tempo reale (grazie all’intelligenza artificiale) i dati online del settore turistico a beneficio di singole strutture o di catene e consorzi, è chiaro e spiega quanta strada ci sia ancora da fare per rendere più facile il processo di selezione del viaggio agli utenti. “La tecnologia – suggerisce in proposito Lalli – deve sparire per essere utile e di massimo impatto e deve essere così efficace da non essere concepita come qualcosa di complesso.”

    Pensare ad hotel completamente automatizzati, insomma, non è un’utopia ma secondo Lalli non può venire meno l’aspetto della socialità del viaggio. La catena olandese di boutique hotel Citizen M è un esempio a cui fare riferimento: “al check in/check out fai da te e alla prenotazione/pagamento online si affiancano spazi di co-working per lavorare in Wifi o un bar aperto 24×7, coniugando in modo intelligente la componente di socializzazione alle diverse possibilità che offre il digitale”.

    Lo smart hotel sarà fatto anche, e soprattutto, di persone. Anche Giovanna Manzi, Direttore Generale di Best Western Italia, è convinta che la tecnologia sia un elemento abilitante dell’evoluzione dell’hospitality in quanto “permette di sostituire il personale nelle azioni ripetitive e destinare queste risorse al miglioramento del servizio, che nel nostro caso rimane un fattore fortemente distintivo per differenziarsi da operatori come Airbnb, dove solo un quarto degli ospiti incontra fisicamente il proprio host”. Servire meglio il viaggiatore, insomma, rimane un aspetto centrale e va valorizzato con nuovi strumenti per vivere l’esperienza del soggiorno e con una maggiore efficienza di quei processi che il consumatore non vede. “Il cliente – osserva in proposito Manzi – si accorgerà piano piano dei vantaggi portati in dote dalla tecnologia e ne godrà i benefici attraverso una relazione che sarà sempre più personalizzata. Un hotel completamente automatizzato e digitalizzato, per contro, credo sia un’aberrazione se pensiamo alla cultura dell’hospitality italiana”.

    Ecco quindi come riuscire a costruire un a buona sintesi tra mondo reale e mondo virtuale nel settore dell’hotellerie.

  • In Italia il turismo va su due ruote

    Negli ultimi anni si è nuovamente diffusa la voglia di viaggiare su due ruote: che si tratti del weekend in zone limitrofe o delle lunghe ferie estive, la sensazione è che in tanti scelgano la moto come mezzo per trascorrere del tempo libero a contatto con la natura.

    L’impressione positiva è confermata da una recente indagine condotta dalla società di ricerche JFC, pubblicata da Il Sole 24 Ore, sul mercato generato dal turismo in moto.

    La ricerca ha restituito un quadro molto interessante, con numeri di tutto rispetto: si parla di un fatturato, per l’Italia, di circa due miliardi di euro, di cui più della metà generato dagli stranieri in visita nel nostro Paese, per un totale di circa 12 milioni di presenze.

    Dati molto eloquenti che confermano l’importanza economica di una categoria ben disposta a spendere nel territorio di cui fruisce: contrariamente al turista “mordi e fuggi”, il mototurista ama assaporare le prelibatezze locali e, necessariamente, soggiorna lungo il suo itinerario. La spesa media si attesta intorno ai 1.500 euro per una vacanza in Italia, arrivando a 4.000 per un viaggio all’estero.

    Se i produttori di motociclette e accessori hanno compreso da tempo la portata del fenomeno, non altrettanto è successo per molte amministrazioni locali che tendono a considerare il mototurista un ospite di serie B. In pochi, infatti, riescono a capire quanto ormai il mototurismo sia sempre più un capitolo importante del business turistico. Un solo esempio: a Misano per il World Ducati Week a luglio sono arrivati in quasi centomila da ben 73 Paesi.

    In questi giorni la Eaglerider (tour operator mondiale collegato alla Harley Davidson) sta rilanciando le offerte speciali per i pacchetti di mototurismo in giro per il mondo, giusto per capire le dimensioni del business.

    Altri esempi abbastanza eloquenti sono il centro storico di Modena, gioiello Patrimonio Unesco, riempitosi di appassionati di Honda Gold Wing nell’ultimo weekend di settembre, ma anche il Lago di Como recentemente preso d’assalto dai fan della Moto Guzzi.

    Come afferma Massimo Feruzzi, top manager della società di ricerca Jfc, “il mototurismo oggi produce per l’economia turistica italiana, almeno due miliardi circa di fatturato, di cui ben 1,4 miliardi grazie agli stranieri. Il settore è in grado di generare circa 12 milioni di presenze. Il mototurismo coinvolge 1, 5 milioni di italiani, con un’età media di 48 anni”.

    Inoltre sono oltre 3 milioni le presenze dei mototuristi italiani che effettuano la propria vacanza in moto dentro i confini nazionali, per un valore complessivo di fatturato generato pari a 318 milioni, mentre – sempre secondo le stime Jfc – sono circa 6 milioni le presenze dei mototuristi italiani che effettuano la propria vacanza in moto al di fuori dei confini italiani, per un valore complessivo di fatturato generato all’estero pari a 900 milioni.

    La quota dei mototuristi italiani all’estero è pari al 46,4%. Tra le destinazioni estere, gli Stati Uniti raccolgono la maggior quota di viaggi in moto (20,1%), seguiti dai Paesi del Nord Africa con il 12,2% (Tunisia e Marocco su tutti), dal Sud America (7,9%), dalla Nuova Zelanda (6,8%), dall’Irlanda e dal Medio Oriente (ambedue con il 6,2%).

    Importante notare l’interesse per la Via della Seta, l’Albania ed il tour dell’Himalaya. Il mercato ha importanti potenzialità. I mototuristi italiani rappresentano una quota contenuta del potenziale mercato internazionale, che per l’ Europa è calcolato in 10,5 milioni di persone, mentre a livello mondiale i mototuristi sono stimati in circa 117 milioni.

    Tra le destinazioni italiane vince la Toscana (22,2% delle preferenze), seguita da Alpi e passi dolomitici (10,5%), Sardegna (8%), Sicilia (6,1%) e la Costiera amalfitana (5,1%).

  • Valorizzazione turistica e tasso di natalità

    L’economia legata al turismo rappresenta un fattore molto importante in quanto concorre con il 12% alla creazione del PIL nazionale. Va comunque sottolineato come rispetto al settore industriale questa assicuri retribuzioni mediamente inferiori e parallelamente presenti, come caratteristica peculiare, una concentrazione di manodopera qualificata per milione di fatturato decisamente Inferiore.

    Al di là delle caratteristiche intrinseche dell’economia turistica le politiche o meglio le strategie politiche ed economiche per valorizzare tali flussi turistici partono essenzialmente da due tipologie di strategie, espressione di due diverse attenzioni al proprio territorio.

    La prima di queste si manifesta sicuramente nella espressione della “vendita” di un’immagine turistica. In altre parole, si vende il contesto meraviglioso, come possono essere Venezia o le Dolomiti, e contemporaneamente si cerca di riempirli del maggior numero di turisti provenienti da tutto il mondo assicurandosi attraverso loro un cospicuo flusso economico.

    La seconda invece risponde alla volontà di valorizzare il “contesto turistico” (il quale non può risultare semplicemente un panorama o un centro storico) occupandosi di conseguenza non solo della cornice ma anche della sostanza, cioè dei cittadini che in quel località turistiche vivono ed abitano.

    Insieme infatti diventano la sintesi ma soprattutto “l’espressione complessiva della cultura contemporanea della località turistica”.

    Questa seconda strategia parte dalla considerazione, per altro assolutamente condivisibile, finalizzata alla valorizzazione dei fattori ambientale e umano che possono rendere unica nell’offerta turistica una determinata località.

    La scelta dell’Alto Adige di destinare una quota delle Case Nuove ai residenti e solo una parte ai turisti (come a San Cassiano – BZ) provenienti da fuori regione rappresenta una di queste scelte tendenti a valorizzare il contesto turistico complesso ed articolato e non la sola cartolina turistica.

    Viceversa, a Venezia, per esempio, si continuano a costruire ostelli a prezzi ridicoli all’interno del comune di in terraferma come se tali palazzoni rappresentassero la soluzione dei problemi economici della provincia di Venezia mancando ogni tipo di politica economica ed industriale che esuli dal contesto turistico. Tra l’altro aggravando ancora di più il flusso turistico di basso livello verso la città lagunare contro il quale a parole l’attuale giunta comunale dice di voler combattere mentre poi opera in modo esattamente opposto.

    In Alto Adige invece, dimostrando una visione complessiva ed articolata, non vengono assolutamente dimenticate le peculiarità e soprattutto le necessità dei settori industriali che nella provincia di Bolzano quanto in quella Trento assicurano la crescita economica. Sicuri e consapevoli che un’economia complessa di un mercato globale non possa e non debba assolutamente rinunciare a nessun comparto che possa produrre ricchezza e quindi benessere diffuso per l’intera popolazione.

    Viceversa nelle altre parti d’Italia la speculazione finalizzata al proliferare di seconde case vendute oltre alle già citate strutture alberghiere tendono a creare cattedrali nel deserto o luna park assolutamente vuoti al di fuori dei periodi turistici.

    Sembra incredibile come queste due visioni strategiche risultino così distanti ma soprattutto determinino effetti ASSOLUTAMENTE opposti.

    In questo senso infatti la valorizzazione turistica si presenta come espressione di una volontà politica e riverbera il proprio valore anche nel tasso di natalità positivo.  La provincia di Bolzano infatti in Italia è l’unica provincia con un incremento della natalità. Un incremento quindi legato ad un sentiment positivo delle famiglie relativamente al proprio futuro in virtù anche dell’attenzione che le autorità politiche ed economiche hanno sempre dedicato alle varie componenti economiche (quindi anche relative al settore turistico) che concorrono a produrre ed assicurare un benessere diffuso. Un approccio complessivo che si unisce ad una politica di incentivazione alle abitazioni per i residenti ed in questo modo evitando lo spopolamento delle aree montane. Il fattore del tasso di natalità positivo della provincia di Bolzano è quindi il risultato di una felice sintesi tra una politica economica articolata la quale è in grado di valorizzare il settore industriale quanto l’economia turistica come sintesi della “valorizzazione del fattore ambientale quanto di quello umano”.

    Un approccio importante che si pone l’obiettivo generale del mantenimento delle caratteristiche peculiari della zona turistica stessa indipendentemente dal livello dei flussi turistici, articolato e complesso che esprime parte dalla consapevolezza dell’importanza nell’offerta turistica di entrambi i fattori, ambientale ed umano, come espressione della cultura odierna di ogni località turistica.

  • Italia patria del turismo culturale

    Come sempre in estate è tempo di bilanci per quanto riguarda il settore turistico. Spesso pensando al turismo estivo del Bel Paese immaginiamo spiagge meravigliose e coste paradisiache, ma il turismo estivo italiano non è solo questo.

    L’immagine dell’Italia è profondamente legata anche al concetto di cultura, inteso non solo come patrimonio artistico-culturale-paesaggistico, ma anche gastronomico, artigianale, folkloristico. Per questo c’è sempre più  interesse nei confronti delle tradizioni culturali e del patrimonio enogastronomico del nostro Paese. Le nostre città d’arte fanno da traino per il turismo culturale, che continua a crescere. Ma è l’intero comparto a far registrare performance positive: nel 2017 le strutture ricettive italiane hanno avuto 122 milioni di arrivi e più di 427 milioni di presenze, con un aumento rispetto al 2016 rispettivamente del 4,5 e del 6 per cento.

    Il nostro patrimonio culturale richiama moltissimi visitatori. Secondo i dati 2017 del Centro studi turistici, le città d’arte possono mettere a disposizione 46mila esercizi (il 25% del totale) per 953mila posti letto (il 19% del complesso) e nel 2017 sono riuscite ad attrarre quasi 44 milioni di visitatori (il 35,8% del totale) per 115 milioni di presenze. Una fetta consistente, da tempo in crescita e destinata, secondo le previsioni, ad aumentare nei prossimi anni.

    Ma dove si dirigono i flussi turistici in cerca di cultura? Prevalentemente su sei città: Roma, Firenze, Napoli (compresa Pompei), Torino, Venezia e Milano. Ci sono anche altri centri di richiamo, come Verona, Trieste, Padova, Bologna, Genova, ma non hanno lo stesso impatto.

    È abbastanza evidente che le mete più gettonate siano anche quelle con una forte presenza di patrimonio storico-culturale. Tant’è che nel 2017 i monumenti e i musei di Roma sono stati visitati da 21 milioni di persone, con un aumento del 66% negli ultimi sette anni, quelli di Firenze da 6,5 milioni (+32% sempre nel periodo 2010-2017), l’area campana (Napoli e Pompei) da 6 milioni (+45%), a Torino ci sono stati 1,3 milioni di appassionati d’arte (+44%), a Venezia 900mila (+20%) a Milano 800mila (+25%).

    Altri dati, provenienti da una ricerca dell’Unicredit e Touring Club Italiano, mostrano le regioni italiane più frequentate dai turisti. Il primo posto è occupato dalla Lombardia, secondo dal Lazio, terzo dal Veneto e quarto dalla Toscana. Malgrado occupi solo la settima posizione, la regione Campania appare fra i primi posti fra il Turismo culturale. Infatti secondo le ricerche riportate dal Ministero per i Beni culturali, la Campania occupa il secondo posto per le visite nei suoi siti d’arte.

    L’aumento dei turisti culturali va di pari passo con quello delle presenze nei musei e nei siti archeologici. Se si concentra lo sguardo sui luoghi d’arte statali, ci si rende conto che la crescita dei visitatori va avanti da decenni, anche se l’aumento non è costante: nel 1965 i visitatori complessivi (sia paganti sia con ingressi gratuiti) dei monumenti erano 12,7 milioni mentre l’anno scorso sono arrivati a 50,2 milioni.

    Per quanto riguarda il sud Italia, c’è da registrare una nuova tappa molto importante per il nostro patrimonio culturale. Stiamo parlando dell’iniziativa da poco presentata a Matera, prossima capitale europea della cultura 2019, dal nome Progetto Rete Siti Unesco, che mette insieme 14 siti Unesco di 5 regioni del Meridione – Basilicata, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia – per promuovere le risorse paesaggistiche, culturali, enogastronomiche di questi territori in un’offerta turistica unica e integrata, anche attraverso l’uso della tecnologia.

    Il progetto, che prevede un investimento complessivo di 1.080.000 euro, è stato cofinanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, elaborato dall’Associazione Province Unesco Sud Italia e promosso dall’Upi (Unione delle Province d’Italia).

    “È un progetto del Sud per il Sud, dove gli attori locali collaborano per valorizzare i loro territori aumentando il turismo sostenibile nell’area. L’Italia è uno dei maggiori competitor nel settore del turismo culturale, in ragione del vastissimo patrimonio culturale che possiede” ha dichiarato il Presidente Associazione Province Unesco Sud Italia, Giuseppe Canfora .

  • Commissione Ue contro Airbnb

    Pratiche commerciali sleali, clausole contrattuali abusive, consumatori non tutelati: sono le accuse della Commissione Ue ad Airbnb, la quale ha tempo fino a fine agosto per correggere i propri comportamenti e adeguarsi alle norme Ue. Se non lo farà, la Commissione si rivolgerà alle autorità degli Stati membri, le uniche che possono lanciare procedure sanzionatorie. Tra le contestazioni di Bruxelles, la presentazione dei prezzi che non è completa perché non mostra il prezzo totale ma esclude spese come pulizia o servizio.

    “I consumatori devono capire facilmente quanto e per che cosa devono pagare quando acquistano servizi e nei loro confronti vanno applicate regole eque, ad esempio sull’annullamento dell’alloggio da parte del proprietario. Mi aspetto che Airbnb possa presentare rapidamente soluzioni adeguate”, ha detto la commissaria alla giustizia Vera Jourova. Bruxelles spiega che l’attuale presentazione dei prezzi di Airbnb e una serie di disposizioni che applica “non sono conformi alla direttiva sulle pratiche commerciali sleali, alla direttiva sulle clausole contrattuali abusive, e al regolamento sulla competenza giurisdizionale in materia civile e commerciale”.

    L’autorità europea dei consumatori e la Commissione hanno quindi chiesto ad Airbnb una serie di modifiche. La società ha tempo sino alla fine di agosto per presentare le relative proposte. Le soluzioni che Airbnb proporrà per rimediare a questa situazione saranno esaminate dalla Commissione e dalle autorità per la tutela dei consumatori. Se non saranno ritenute soddisfacenti, nei confronti di Airbnb potrebbe essere avviata un’azione coercitiva. Tra le richieste della Ue c’è quella di indicare chiaramente se l’offerta è fatta da un privato o un professionista, poiché cambiano le norme relative alla protezione dei consumatori. Inoltre, non può modificare unilateralmente le clausole e le condizioni del contratto senza informare chiaramente i consumatori in anticipo e senza dar loro la possibilità di rescinderlo. Infine, “la politica di Airbnb in materia di restituzioni e rimborsi, e la raccolta delle richieste di risarcimento devono essere chiaramente definite e non devono privare i consumatori dei loro diritti di avvalersi dei mezzi di ricorso disponibili».

  • Milano capitale del turismo estivo

    Milano diventa sempre più internazionale, anche a livello turistico. Le stime parlano di un milione seicentomila turisti attesi per questa estate: il picco si registra in queste settimane, visto che sempre più turisti scelgono luglio come mese per visitare il capoluogo lombardo.

    Le previsioni parlano di una crescita del 4,5% per i tre mesi estivi: percentuali ancora in crescita dunque, anche se dimezzate rispetto agli anni del post Expo. Nel 2017 l’exploit turistico proveniva dall’area del Medio Oriente, mentre ora il flusso di visitatori si allarga a Cina, Giappone, Sud Corea e Germania.

    Milano appare in diverse classifiche come la quarta destinazione italiana più visitata dopo Roma, Firenze e Venezia. Ormai la città è inclusa a pieno titolo tra le città d’arte più importanti a livello nazionale, grazie anche al suo sistema ricettivo flessibile. “La città risponde ed è lungi dall’essere satura sotto il profilo del turismo”, osserva l’assessore comunale Roberta Guaineri. “I palinsesti funzionano, fanno da traino e sono ormai inseriti nei circuiti turistici”.

    Questo flusso di turismo dovrebbe dare ulteriore impulso anche ai saldi partiti troppo in sordina, forse anche per colpa di una data scelta in modo poco opportuno.

    I segnali positivi, del resto, ci sono stati già a giugno: sold out i giorni di danza con Roberto Bolle, code per visitare le terrazze del Duomo e musei frequentati anche nelle ore serali. Ora parte il programma speciale con eventi pensati anche per gli stranieri. Vi saranno in tutta la città mostre con focus sull’arte contemporanea, gli spettacoli di «Estate Sforzesca», un festival di musica antica diffuso nelle chiese, balletti e opere al Teatro alla Scala. Il Teatro infatti sarà operativo fino quasi a fine luglio, come sempre accaduto sotto la direzione del Sovrintendente Pereira.

    Da sottolineare anche i concerti di tutti i generi: anche se manca una band di richiamo come i Coldplay (che l’anno scorso, nelle due date, fecero registrare più 20% negli hotel), non si possono non evidenziare artisti del calibro di Eminem e Beyoncé.

    “La reputazione internazionale di Milano è migliorata in modo significativo ma il confronto con capitali europee concorrenti come Barcellona, Francoforte, Lione o Parigi evidenzia tutto il lavoro che ancora si può fare”, osserva Maurizio Naro, presidente dell’associazione degli albergatori di Confcommercio, che ha pubblicato con lo Iulm una ricerca su questo. Ormai otto prenotazioni su dieci arrivano sotto data, ma c’è fiducia: “Abbiamo fino a settembre l’occupazione al 20 per cento ma salirà almeno al 50 per cento con prezzo medio di 115 euro, in linea con l’estate scorsa”.

    Prosegue la crescita degli alloggi privati che continuano a rosicchiare quote di mercato. “I posti letto privati rimangono difficili da censire – nota ancora Naro – sono almeno 50mila e rischiano di superare quelli degli alberghi”. Indubbiamente questo mercato si sta pian piano evolvendo, visto che sempre più milanesi si affidano a società specializzate in affitti brevi per le loro case. Halldis, una delle più grandi società (380 appartamenti amministrati in città), sottolinea: “Crescono i turisti ma anche il prezzo che sono disposti a pagare”.

    Le mete richieste si moltiplicano, tra le altre la nuova Torre della Fondazione Prada con il panoramico ristorante. La formula diffusa, con promozione da parte del Comune e contributo sempre più attivo dei privati, è ben rodata.

    Persino alcune piscine risultano affollate di turisti, come i Bagni Misteriosi che hanno abbassato il prezzo per l’estate: il risultato è stato di 1500 persone nei week end e ingressi feriali quasi raddoppiati. “I numeri sono il frutto di un lavoro costante e impegnativo di promozione della città anche e soprattutto all’estero, che continua e non si ferma” conclude Guaineri.

  • L’hotel del futuro tra tecnologia e condivisione

    Durante il recente Salone del Mobile si è molto discusso sul futuro degli hotel. Tra motori di ricerca di case private da affittare e una gamma di offerta sempre più ampia, il settore alberghiero è costretto a pianificare bene il proprio futuro per non restare a mani vuote. Per prepararsi all’ospitalità 2.0, si dovranno capire bene le esigenze dei turisti e di tutta quella fascia di nuovi viaggiatori disposti a pagare per dormire fuori casa.

    Se finora ristoranti stellati, piscine e spa, terrazze con viste mozzafiato sono stati simbolo di hotel esclusivi e imperdibili, in futuro lo sguardo si sposterà più sui servizi e sulla capacità di vivere l’hotel come vero e proprio centro di aggregazione.

    “Gli hotel del futuro usciranno dall’immaginario comune che li associa a strutture che hanno il proprio fulcro nelle stanze da letto”, ha dichiarato Alfonso Femia, architetto fondatore di Ateliers. “Il vero valore sarà dato dai servizi, dagli spazi di condivisione e di convivialità dove sarà possibile spendere il proprio tempo libero, lavorare, riposare, fruire di tutta una serie di optional che riflettono le domande della società contemporanea”.

    Alfonso Femia ne ha parlato nella settimana del design milanese nell’ambito del format “Hotel Rewind”, ospite dell’evento space&interiors promosso da FederlegnoArredo. Lo studio guidato da Femia si è aggiudicato all’inizio del 2018 un maxi-concorso internazionale per progettare un hotel di quasi 500 stanze in un’area di espansione della capitale francese, Europacity, vicino Parigi. L’atelier italiano ha vinto una delle otto gare ad inviti per realizzare un hotel a tre stelle nell’ambito di un nuovo pezzo di città di 80 ettari di superficie complessiva, promosso da una compagine privata guidata da Immochan, divisione immobiliare del gruppo Auchan, e dal gruppo cinese Dalian Wanda, con un investimento di 3,1 miliardi di euro.

    Spiega Femia: “Ci sarà un’attrezzatura metropolitana che si adatta alle esigenze di viaggiatori che manifestano costantemente esigenze uniche e in evoluzione, con spazi generosi e collegamenti interni orizzontali e verticali che accoglieranno al piano terra una serie di funzioni in stretta relazione con la città, con una grande corte e con il vicino parco”. Questa è la sintesi dell’hotel del futuro: connessione e servizi; servizi utili al turista per muoversi con più facilità in città. Ecco che quindi il turista vive in una continua relazione tra interno ed esterno, diventando così un vero e proprio cittadino coinvolto e non un semplice turista.

    “Il mix funzionale di un hotel deve interpretare la condizione del viaggio di chi si sposta continuamente per incontrare altre persone, lavorare, organizzare eventi. Ecco che l’hotel può essere davvero lo spazio più sperimentale e innovativo – commenta Femia – per studiare soluzioni inedite, pensando alla qualità del tempo che si trascorre in queste strutture, che sono altro rispetto a casa propria”.

    L’hotel di Femia sarà pronto nel 2025, intorno, già dal prossimo anno, inizieranno i lavori anche per realizzare un circo contemporaneo, un acquario, un centro culturale dedicato al cinema e altri hotel. Uno sarà legato al tema dei bambini, un altro ancora sarà dedicato ad un centro congressi.

    Questo ci fa capire come in futuro non basterà nemmeno la firma di una star dell’architettura internazionale, né il brand di una prestigiosa catena di hotel per rendere le strutture alberghiere davvero appetibili. Il futuro è rappresentato dai giovani, la generazione dei cosiddetti “millennials”, che sarà il target di viaggiatori da soddisfare. Sono clienti diversi da quelli del passato, clienti che si aspettano di trovare anche in hotel ambienti in cui regnano il digitale e i dispositivi più tecnologici, pronti ad essere usati come strumenti per avere informazioni immediate e aggiornate.  Soprattutto vorranno servizi e informazioni per poter vivere la città a pieno, in modo “smart” e veloce. Per questo la sfida agli hotel è lanciata, e non si può far altro che adeguarsi ai tempi.

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