UE

  • World Economic Forum: tra economia e filiera alimentare

    World Economic Forum: tra economia e filiera alimentare

    A latere del Meeting del World Economic Forum a Davos tra i temi geopolitici e strategici trovano un proprio spazio anche la sicurezza alimentare e la prevenzione medica, con le controverse opinioni espresse da un industriale italiano, relative alla filiera alimentare, che destano scalpore.

    Andrea Illy sostiene che “i cibi artificiali coltivati in laboratorio ‘rappresentino la via da seguire’, nonostante la massiccia resistenza dell’opinione pubblica”. “Il 70% dell’impronta ecologica dell’agricoltura è dovuto alle proteine animali”. “Perché dovrei usare gli animali quando posso coltivare la carne [in laboratorio]?”

    Sembra incredibile come mentre buona parte del mondo medico si trovi concorde nel principio secondo il quale una sana alimentazione rappresenti la migliore cura nella prevenzione delle malattie cardiache tumorali, al contrario di una parte degli industriali, supportata dalle istituzioni europee in preda sempre al delirio GreenDeal. Esattamente come in Danimarca, dove è stata introdotta l’obbligatorietà dell’utilizzo del Bovaer (3-NOP) dal gennaio 2025 per ridurre le emissioni di metano delle mucche fino al 30%, si continua a spingere per l’inserimento di nuove sostanze chimiche nella stessa filiera agroalimentare. Contemporaneamente nascono numerosi dubbi relativi all’utilizzo di questo prodotto chimico, il quale avrebbe compromesso la qualità del latte ed inoltre creato problemi digestivi con casi diffusi di diarrea severa e calo dell’appetito, calo della produttività e riduzione della resa lattiera in circa 400-600 aziende agricole monitorate. Non ultimi si sarebbero registrati sintomi gravi con casi di febbri atipiche, collassi (vacche che non riescono ad alzarsi) e, in episodi isolati segnalati sui social, decessi di capi.

    In altre parole, in Danimarca è stata introdotta nella filiera agroalimentare una sostanza per eliminare le flatulenze delle mucche, le quali, secondo questo delirio ideologico, rappresenterebbero una delle principali cause di inquinamento, superiore a quella degli aerei e delle navi porta container.

    Inoltre, la implicita ammissione da parte dell’intervistato, il quale pur ammettendo di avere il 70% della popolazione contrario a questa nuova forma di alimentazione, sottende implicitamente il desiderio di un intervento delle istituzioni europee a favore di questa nuova tipologia di carne e di filiera alimentare, magari attraverso qualche incentivo fiscale o peggio norma obbligatoria della carne coltivata.

    Nella legittimità dell’opinione rivendico la possibilità di affermare che siamo di fronte ad una follia assoluta, nel senso che non si tutelano le filiere agroalimentari italiane ed europee anche in un’ottica di prevenzione medica. Viceversa, si configura una volontà politica ed industriale finalizzata a distruggerle per un delirio ambientalista legato alla follia del GreenDeal unita ad una volontà speculativa di matrice industriale.

    Una convergenza tra politica e industria alimentare la quale fa sorgere il sospetto di una convergenza di interessi tra il delirio ambientalista europeo ed una volontà speculativa di determinate realtà industriali.

  • La Commissione stanzia 160 milioni di euro a sostegno del settore agroalimentare dell’UE

    La Commissione europea ha lanciato i bandi 2026 per la presentazione di proposte a sostegno di campagne ed eventi che promuovano i prodotti agroalimentari dell’UE sostenibili e di alta qualità, sia all’interno dell’Unione europea che nel resto del mondo. Saranno messi a disposizione fino a 160 milioni di € sotto forma di sovvenzioni per cofinanziare programmi proposti da organizzazioni di produttori e altri organismi commerciali del settore, sia sul mercato interno dell’UE che in mercati chiave extra-UE con un forte potenziale di crescita, tra cui Regno Unito, Giappone, Corea del Sud, Cina, Singapore e Nord America.

    I bandi fanno parte del programma di lavoro 2026 della politica di promozione, nell’ambito del quale la Commissione stanzierà complessivamente 205 milioni di € per cofinanziare attività promozionali per i prodotti agroalimentari dell’UE. Si tratta della cifra più alta mai assegnata per accrescere la consapevolezza dei consumatori riguardo ai prodotti agricoli europei e ai regimi di qualità. Queste azioni sono condotte sotto lo slogan comune “Enjoy, it’s from Europe”, che mira a sensibilizzare i consumatori sulla qualità dei prodotti UE e a premiare gli agricoltori e le imprese agroalimentari europee per i loro sforzi nel rispettare elevati standard di sicurezza e ambientali.

    Inoltre, il programma di lavoro prevede iniziative gestite direttamente dalla Commissione, tra cui campagne di promozione e informazione in paesi terzi, partecipazione dell’UE alle principali fiere internazionali del settore agroalimentare, visite del Commissario Christophe Hansen in paesi terzi e sviluppo di manuali per l’ingresso nel mercato destinati agli esportatori.

    La politica di promozione agroalimentare rappresenta una priorità politica per l’Unione europea, come sottolineato dalla Presidente Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo Stato dell’Unione. Tale politica è riconosciuta nella comunicazione “Vision for Agriculture and Food” come uno strumento fondamentale per sostenere la competitività globale, la resilienza e la diversificazione del settore agroalimentare dell’UE.

    I bandi rimarranno aperti per la presentazione delle domande per un periodo di tre mesi e sono accessibili a un’ampia gamma di operatori ammissibili in tutta l’UE. Una giornata informativa si terrà a Bruxelles e online il 27 e 28 gennaio 2026.

  • Per il Libano finanziamenti europei di oltre 110 milioni di dollari

    L’Unione europea e il governo libanese hanno firmato sei nuovi accordi di finanziamento, per un valore complessivo di 110,5 milioni di euro in sovvenzioni, per sostenere il settore della sicurezza nel Paese mediorientale, la ripresa nelle aree colpite dal conflitto tra Israele e Hezbollah, e le principali priorità di riforma. Lo ha riferito una delegazione dell’Ue citata dall’agenzia di stampa statale “Nna”, che precisa che tutti gli accordi sono stati firmati con il ministro delle Finanze Yassin Jaber. Queste sovvenzioni sono finanziate nell’ambito del pacchetto di sostegno da un miliardo di euro annunciato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante la sua visita a Beirut nel maggio 2014. “Queste sovvenzioni confermano il fermo impegno dell’Unione europea a favore della stabilità, della sovranità e della sicurezza del Libano e a rafforzare le istituzioni statali in questa fase critica della storia del Paese”, ha fatto sapere la delegazione, secondo cui “gli accordi riflettono anche un rinnovato slancio nelle relazioni tra l’Unione europea e il Libano, manifestato nella ripresa dei lavori del Consiglio di associazione Ue-Libano, nell’aumento degli scambi ad alto livello e nella conclusione di diverse nuove iniziative di cooperazione”.

    La delegazione Ue ha affermato che “continua a sostenere incondizionatamente le istituzioni di sicurezza libanesi”, spiegando che “saranno stanziati 30 milioni di euro per rafforzare le capacità delle forze di sicurezza interna di combattere la criminalità organizzata e la criminalità informatica, sostenendo nel contempo tutte le agenzie di sicurezza nei loro sforzi antiterrorismo, anche per contrastare il finanziamento del terrorismo e il contrabbando”. Inoltre, ha riferito, “ulteriori 25 milioni di euro saranno stanziati per migliorare la gestione integrata delle frontiere ai valichi di frontiera terrestri e negli aeroporti, e per migliorare la sicurezza marittima. Per garantire il funzionamento continuo e senza interruzioni delle strutture di sicurezza vitali, 8 milioni di euro saranno stanziati per fornire soluzioni energetiche sostenibili e affidabili alle istituzioni di sicurezza libanesi”.

    Un finanziamento da 25 milioni di euro è previsto per sostenere la ricostruzione nel sud del Libano e nella valle della Beqaa, le aree più colpite dalla guerra. “Il programma collaborerà a stretto contatto con i comuni per fornire servizi di base, sostenere progetti agricoli e ambientali su piccola scala, creare posti di lavoro attraverso lo sviluppo delle competenze, assistere le imprese locali e promuovere la coesione sociale”, ha fatto sapere la delegazione. La stessa fonte ha ribadito che il sostegno alle riforme in Libano rimane una priorità e a questo scopo saranno stanziati 13,5 milioni di euro per “sostenere l’attuazione della Strategia nazionale anticorruzione e per aiutare istituzioni pubbliche selezionate a rafforzare le proprie procedure e controlli interni, anche attraverso la trasformazione digitale, per migliorare i servizi forniti ai cittadini in modo trasparente”.

    Questi accordi fanno parte del pacchetto da 132 milioni di euro annunciato dal ministro delle Finanze libanese il mese scorso. “Questi programmi sono stati sviluppati in stretta consultazione con le controparti libanesi, comprese le agenzie di sicurezza e i ministeri competenti”, ha dichiarato la delegazione Ue, aggiungendo che “saranno attuati dalle agenzie degli Stati membri dell’Ue e dai partner delle Nazioni Unite, attingendo alla loro competenza tecnica e alla loro lunga esperienza”. “Questi accordi – ha concluso la delegazione – rappresentano un nuovo capitolo nella cooperazione tra l’Unione europea e il Libano. L’Ue rimane un partner affidabile e impegnato, al fianco del Libano e del suo popolo nel sostenere la stabilità, la ripresa e le riforme”.

  • Bruxelles invia al Cairo uno dei 7,4 miliardi di euro di sostegni concordati

    Il 15 gennaio la Commissione europea ha erogato all’Egitto 1 miliardo di euro in assistenza macrofinanziaria, come parte del pacchetto di finanziamenti da 7,4 miliardi di euro stabilito nell’ambito del partenariato strategico globale. Lo ha annunciato in un comunicato la ministra egiziana della Pianificazione, dello Sviluppo economico e della Cooperazione internazionale, Rania al Mashat. Si tratta della prima rata della seconda fase di finanziamenti agevolati per un valore complessivo di 5 miliardi di euro. Nella prima fase, nel gennaio 2025, era stato erogato 1 miliardo di euro in un’unica soluzione. La nuova erogazione segue l’attuazione di 16 riforme strutturali da parte del governo egiziano in coordinamento con le principali istituzioni statali, tra cui la Banca centrale d’Egitto. Nel quadro del programma nazionale egiziano, l’esecutivo ha attuato 38 riforme complessive dall’inizio del meccanismo Ue di assistenza macrofinanziaria, di cui 22 nella prima fase. Il pacchetto di finanziamenti da 7,4 miliardi di euro comprende 5 miliardi di euro in prestiti agevolati per il sostegno macrofinanziario, 1,8 miliardi di euro in finanziamenti per investimenti nell’ambito del Piano di investimenti economici per il vicinato meridionale dell’Ue e 600 milioni di euro in sovvenzioni (di cui 200 milioni di euro destinati a programmi legati alla migrazione).

    La ministra egiziana Al Mashat ha spiegato che la nuova erogazione sarà utilizzata per ridurre le pressioni finanziarie a breve termine, estendere le scadenze del debito ed espandere lo spazio fiscale per la spesa nei programmi di sviluppo umano, come previsto dal programma di riforma economica. Le misure rientrano negli sforzi dell’Egitto per reperire finanziamenti esterni per la stabilità macroeconomica e sostengono le aspirazioni del Cairo a costruire un’economia più forte e più verde. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha evidenziato in un comunicato che “l’Egitto è un importante partner strategico per l’Ue”. “L’erogazione odierna di 1 miliardo di euro dimostra sia l’impegno dell’Ue nei confronti di questo partenariato sia gli sforzi dell’Egitto per costruire un’economia più forte e più verde. Questi finanziamenti vanno dove sono più necessari: stabilità economica, democrazia, sostenibilità e Stato di diritto. E mentre l’Egitto porta avanti le riforme e rafforza la sua economia, continuiamo a lavorare insieme per rendere la nostra casa comune nel Mediterraneo più sicura e prospera”, ha affermato von der Leyen.

    Secondo quanto riportato dal comunicato Ue, la Commissione europea, nella sua valutazione, ha concluso che l’Egitto ha soddisfatto tutte le condizioni richieste per l’erogazione. “In primo luogo, ha soddisfatto tutte le condizioni di politica economica concordate con l’Ue per questo pagamento; in secondo luogo, il Paese ha adottato misure concrete e credibili per rispettare meccanismi democratici efficaci, tra cui un sistema parlamentare multipartitico, il rispetto dello stato di diritto e la garanzia del rispetto dei diritti umani; in terzo luogo, il programma del Fondo monetario internazionale continua a procedere come richiesto”, si legge nel comunicato. “Per quanto riguarda le condizioni di politica economica, l’Egitto ha attuato riforme per rafforzare la stabilità e la resilienza macroeconomica, tra cui miglioramenti nella gestione delle finanze pubbliche e nel funzionamento del mercato dei cambi. Sono stati compiuti progressi anche nel migliorare il contesto imprenditoriale e la competitività, in particolare attraverso gare d’appalto competitive per l’assegnazione di terreni industriali e la semplificazione delle licenze online. Ulteriori progressi sono stati compiuti nel promuovere la transizione verde, anche nei settori della gestione idrica ed energetica”, ha concluso il comunicato Ue.

  • Dalla Ue 78,8 milioni di euro per la transizione energetica della Tunisia

    In linea con la strategia energetica nazionale della Tunisia, “l’Ue sta investendo in energie rinnovabili e infrastrutture moderne per accelerare l’indipendenza energetica del Paese, promuovere una crescita sostenibile e migliorare la resilienza ai cambiamenti climatici. Questi sforzi producono miglioramenti tangibili a beneficio dei cittadini e contribuiscono a una maggiore stabilità nella regione del Mediterraneo”. Lo ha dichiarato l’ambasciatore dell’Ue in Tunisia, Giuseppe Perrone, confermando la forte accelerazione alla transizione energetica della Tunisia attraverso lo stanziamento di 35,8 milioni di euro in sovvenzioni – erogati tramite la Piattaforma di investimento di vicinato (Nip) – e un accordo di finanziamento e garanzia del valore di 43 milioni di euro destinato alla realizzazione della seconda fase del progetto di interconnessione elettrica tra Tunisia e Italia, Elmed 2.

    In merito alle sovvenzioni da 35,8 milioni di euro, l’Ue ha firmato un accordo di contributo di 20,4 milioni di euro con la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) e un accordo di contributo di 15,4 milioni di euro con la Banca europea per gli investimenti (Bei). Queste sovvenzioni, a quanto si apprende, miglioreranno la sostenibilità finanziaria di progetti di energia rinnovabile su larga scala e sosterranno gli investimenti nelle infrastrutture di interconnessione della rete e di trasmissione dell’elettricità, contribuendo così a mobilitare finanziamenti aggiuntivi dal settore pubblico e privato. I primi progetti supportati in questo quadro includono un impianto solare fotovoltaico da 100 megawatt a Sidi Bouzid, sviluppato da Scatec e Aeolus, oltre a un portafoglio di progetti solari fotovoltaici da 300 megawatt nella regione di Gafsa guidati da Qair. Questi investimenti iniziali rappresentano complessivamente una capacità totale di 400 megawatt e si prevede che attireranno una più ampia partecipazione del settore privato e cofinanziamenti internazionali.

    In questo contesto, il vicepresidente della Bei, Ioannis Tsakiris, ha dichiarato che “la Tunisia è un partner chiave della Banca europea per gli investimenti a livello globale e questa sovvenzione europea di 15 milioni di euro rappresenta un passo cruciale verso la trasformazione di progetti prioritari di energia rinnovabile in investimenti finanziabili”. “Questa sovvenzione – ha aggiunto Tsakiris – dimostra chiaramente come il sostegno finanziario dell’Unione europea, insieme ai finanziamenti globali, possa essere determinante in questo processo”. La Bei si propone di stimolare investimenti su larga scala nell’energia solare e nelle infrastrutture di rete necessarie alla sua distribuzione, accelerando così il ritmo della transizione energetica in Tunisia e potenziando l’impatto dell’iniziativa Global Gateway”, volta a promuovere una connettività intelligente, pulita e sicura nei settori della digitalizzazione, dell’energia e dei trasporti, nonché a sostenere i sistemi sanitari, educativi e di ricerca in tutto il mondo. L’iniziativa mira a mobilitare fino a 300 miliardi di euro di investimenti attraverso un approccio “Team Europe”, che riunisce l’Ue, i suoi Stati membri e le loro istituzioni finanziarie e di sviluppo. Questi accordi contribuiscono direttamente al programma di energia rinnovabile della Tunisia da 1,7 gigawatt e al suo obiettivo di produrre il 35 per cento della sua elettricità da fonti rinnovabili entro il 2035, come affermato nel memorandum d’intesa tra l’Ue e la Tunisia sulla cooperazione nel campo dell’energia.

    L’accordo di finanziamento e garanzia del valore di 43 milioni di euro (circa 145 milioni di dinari in valuta locale), destinato alla realizzazione della seconda fase del progetto di interconnessione elettrica tra Tunisia e Italia Elmed 2, è stato firmato a Tunisi tra il governo e la Bers. L’accordo mira a rafforzare la rete elettrica della Società tunisina dell’elettricità e del gas (Steg) attraverso l’installazione di linee di trasmissione aeree, comprese le linee in entrata e in uscita nel governatorato settentrionale di Nabeul. La seconda fase del progetto è denominata Grid Reinforcement Program e prevede il rafforzamento delle griglie di trasmissione su territorio tunisino. In particolare, è prevista la posa di una linea aerea a 400 kV di circa 85 chilometri, che collegherà Grombalia (Nabeul) a Kondar (Sousse), attraversando quattro governatorati: Nabeul, Ben Arous, Zaghouan e Sousse. Il progetto include inoltre l’installazione di linee aeree in entrata e in uscita tra Ezzahra e Grombalia 1, collegate alla sottostazione Grombalia 2 (400/225 kV), per una lunghezza complessiva di circa 10 chilometri, nonché ulteriori linee tra Seltene e Grombalia 1, anch’esse collegate alla stessa sottostazione, per un totale di circa 10 chilometri.

    Il ministro tunisino dell’Economia e della Pianificazione, Samir Abdelhafidh, ha precisato che il prestito sarà rimborsato in 18 anni, con un periodo di grazia di cinque anni, sottolineando che la firma avviene in una fase caratterizzata da importanti sfide energetiche per la Tunisia, ma anche da opportunità storiche per accelerare la transizione energetica, rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e consolidare l’integrazione regionale. Abdelhafidh ha definito Elmed 2 una componente chiave dell’ecosistema Elmed, essenziale per la sua piena operatività, in grado di facilitare l’integrazione su larga scala delle energie rinnovabili, migliorare la stabilità della rete nazionale e completare in modo coerente il programma di interconnessione sottomarina tra Tunisia e Italia. Elmed, inserito tra i progetti faro del Piano Mattei promosso dal governo italiano, collegherà la stazione di conversione elettrica di Partanna (Trapani) con quella tunisina di Mlaabi (Capo Bon). Implementato dall’italiana Terna e dalla Società tunisina dell’elettricità e del gas (Steg), e lungo 220 chilometri con una capacità di 600 megawatt, l’elettrodotto rappresenta il primo cofinanziamento dell’Ue per un’infrastruttura energetica congiunta tra uno Stato membro e un Paese terzo.

    Secondo il ministro tunisino Abdelhafidh, il progetto riveste anche una forte valenza strategica, allineandosi alle priorità nazionali in materia di transizione energetica e diversificazione del mix elettrico, e contribuendo al posizionamento della Tunisia come hub energetico regionale tra Nord Africa e mercato elettrico europeo. L’Ue è il principale partner commerciale e investitore della Tunisia, con oltre 3.400 aziende europee attualmente presenti nel Paese, che offrono oltre 400.000 posti di lavoro ai tunisini. La cooperazione comprende commercio, energie rinnovabili, mobilità, migrazione, istruzione, opportunità per i giovani, sviluppo rurale ed emancipazione femminile, a dimostrazione di un impegno comune a favore della prosperità, della stabilità e delle pari opportunità. Dalla firma del memorandum d’intesa sul partenariato strategico nel 2023, l’Ue ha mobilitato le proprie risorse finanziarie, tra cui oltre 600 milioni di euro a sostegno di settori quali energia, trasporti e piccole e medie imprese (Pmi), per agevolare investimenti per un totale di circa cinque miliardi di euro.

  • La Commissione rafforza la resilienza e le capacità dell’UE in materia di cibersicurezza

    Di fronte all’aumento di attacchi informatici e ibridi contro servizi essenziali e istituzioni democratiche, perpetrati da gruppi statali e criminali che operano con tecniche sofisticate, la Commissione europea ha proposto un nuovo pacchetto sulla cibersicurezza per rafforzare ulteriormente la resilienza e le capacità dell’UE in materia di cibersicurezza.

    Il pacchetto comprende una proposta di revisione del regolamento sulla cibersicurezza che rende più sicure le catene di approvvigionamento delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) nell’UE. Il pacchetto prevede la semplificazione del processo di certificazione, garantendo che i prodotti destinati ai cittadini dell’UE siano sicuri dal punto di vista informatico sin dalla loro progettazione. Inoltre, facilita il rispetto delle norme dell’UE vigenti in materia di cibersicurezza e rafforza l’Agenzia dell’UE per la cibersicurezza (ENISA) nella sua attività di sostegno agli Stati membri e all’UE riguardo alla gestione delle minacce alla cibersicurezza.

  • L’UE investe oltre 307 milioni di euro in intelligenza artificiale

    La Commissione europea ha pubblicato due nuovi inviti a presentare proposte nell’ambito del polo tematico “Digitale, industria e spazio” del programma di lavoro di Orizzonte Europa, mettendo a disposizione 307,3 milioni di € per rafforzare l’innovazione e la competitività digitale dell’Unione.

    Di questi, 221,8 milioni di € sono destinati a un’iniziativa focalizzata sullo sviluppo di servizi di intelligenza artificiale (IA) affidabili, di servizi di dati innovativi e sul rafforzamento dell’autonomia strategica dell’UE. Il bando finanzierà progetti a sostegno dello sviluppo dell’IA, alla robotica, alle tecnologie quantistiche, alla fotonica e ai mondi virtuali. In particolare, oltre 40 milioni di € saranno dedicati all’iniziativa “Open Internet Stack”, che punta allo sviluppo di applicazioni per gli utenti finali e di componenti delle tecnologie di base, a sostegno dei beni comuni digitali sovrani europei.

    Un ulteriore stanziamento di 85,5 milioni di € è previsto per il secondo invito, volto a promuovere l’autonomia strategica aperta nelle tecnologie digitali ed emergenti e nelle materie prime correlate, robotica per applicazioni industriali e di servizio e lo sviluppo di nuovi materiali con capacità di rilevamento avanzate.

    La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 15 aprile 2026.

  • La Commissione presenta un pacchetto di sostegno finanziario per l’Ucraina per il periodo 2026-2027

    La Commissione europea ha adottato una serie di proposte legislative per garantire un sostegno finanziario continuo all’Ucraina nel 2026 e nel 2027. Ciò segna una tappa significativa nel forte sostegno dell’UE alla difesa del paese contro la guerra di aggressione della Russia.

    Il pacchetto legislativo comprende:

    • Una nuova proposta che istituisce un prestito di sostegno per l’Ucraina per un importo di 90 miliardi di €.
    • Una nuova proposta di modifica dello strumento per l’Ucraina, come uno dei mezzi per fornire assistenza finanziaria all’Ucraina.
    • Una nuova proposta di modifica del regolamento sul quadro finanziario pluriennale per consentire la copertura del prestito all’Ucraina a titolo del “margine di manovra” del bilancio dell’UE.

    A dicembre il Consiglio europeo ha convenuto di fornire 90 miliardi di € di sostegno decisivo alle esigenze militari e finanziarie dell’Ucraina nel corso dei prossimi due anni. Tale accordo ribadisce il fermo impegno dell’Unione europea a sostenere l’Ucraina.

  • I sei punti critici del Mercosur

    Riceviamo e pubblichiamo un articolo del Prof. Francesco Pontelli

    Ricapitoliamo la vicenda del Mercosur in sei punti e due N.B.

    Punto 1. Quando maggioranza ed opposizione esprimono il medesimo favorevole pensiero nei confronti di un accordo (Mercosur ora come precedentemente l’azzeramento degli sconti delle accise sui carburanti) significa che il piatto servito a tavola sono gli elettori o, nello specifico in questo caso, gli agricoltori.

    Punto 2. L’accordo relativo al libero scambio tra Ue, Brasile ed altri paesi dell’America Latina, utilizza il modello economico dell’Unione Europea già rivelatosi disastroso nel tessile-abbigliamento ed ora nell’automotive. In altre parole, anche in agricoltura si sceglie di privilegiare il modello di un possibile sviluppo economico che sia espressione essenzialmente della logica speculativa, la quale adotta come fattore competitivo il dumping normativo per le produzioni e di salvaguardia dei prodotti e, di conseguenza, dei consumatori, come per la tutela dei lavoratori, ma anche fiscale e di salvaguardia dei prodotti.

    Punto 3. Un mercato libero deve esprimere e reggersi su di un insieme di regole ed un quadro normativo condiviso da tutti i soggetti economici che operano al suo interno e, di conseguenza, dà la possibilità della reciproca verifica dei protocolli adottati.

    Punto 4. (Decisamente il più importante e colpevolmente ignorato dai favorevoli all’accordo). Andrebbe sottolineato a tutela della salute dei consumatori come nel mercato dell’America Latina gli antibiotici come gli ormoni della crescita, vietati in Italia ed Europa sia in agricoltura che per gli allevamenti, siano di libera vendita e difficilmente tracciabili e quindi ampiamente utilizzati proprio negli allevamenti di bestiame!

    Tra queste lìEstradiolo 17-β è tra le più critiche; sebbene ufficialmente bandito per l’esportazione verso l’UE, recenti audit della Commissione Europea hanno evidenziato che il Brasile non può garantire che la carne esportata ne sia priva. Ma anche Erbicidi: l’Amicarbazone, mai autorizzato in Europa, è ampiamente utilizzato nel Mercosur. Fungicidi: il Clorotalonil, vietato in UE dal 2019 per i rischi sulla salute e l’ambiente, è ancora ammesso in Brasile senza dimenticare gli insetticidi: il Novaluron, vietato in Europa dal 2012, è tra i prodotti leciti in Sud America. Circa il 27% dei pesticidi autorizzati in Brasile sono vietati nell’UE.

    Punto 5. Andrebbe inoltre ricordato a chi accusa il settore agricolo di assorbire il 30% del budget europeo che nel 2022, secondo i dati della Commissione Europea, l’intero settore agroalimentare dell’UE (che include l’agricoltura primaria come impiego diretto e le attività collegate come trasformazione, distribuzione e servizi come impiego indiretto) abbia generato circa 30 milioni di posti di lavoro, pari al 15% dell’occupazione totale nell’Unione. Questo valore rappresenta il contributo complessivo dell’agricoltura all’occupazione, considerando sia gli impieghi diretti (circa 8-9 milioni di persone nella produzione agricola primaria, basati su stime Eurostat per gli anni recenti) sia quelli indiretti, cioè trasformazione, logistica e commercio.

    Punto 6. Con il Mercosur viene favorita semplicemente la logica speculativa applicata in questo caso ai flussi commerciali intercontinentali, ma con ricadute disastrose per gli imprenditori agricoli soggetti alle pressanti norme europee e di conseguenza occupazionali.

    Il fatto, quindi, che maggioranza ed opposizione si dichiarino entrambi favorevoli a questo accordo significa semplicemente che come pasto da consumare verranno offerte le imprese dei contadini europei.

    N.B. Viceversa Francia. Austria, Polonia, Ungheria, Irlanda hanno deciso, votando contro di non offrire i propri contadini al banchetto organizzato con l’accordo.

    N.B.1 L’ approvazione e l’imposizione del Mercosur con il principio della approvazione a maggioranza, dimostra quanto sia garanzia di democrazia la tutela del principio della unanimità all’interno di una istituzione così variegata come quella dell’Unione Europea.

  • Aperte le candidature per il ‘Premio europeo Carlo Magno per la gioventù’

    Torna il Premio Carlo Magno per la gioventù rivolto ai giovani tra i 16 e i 30 anni che vivono nell’UE e stanno lavorando a un progetto che contribuisce a promuovere la democrazia, la cittadinanza attiva e l’integrazione delle comunità.

    Ogni anno questo premio, organizzato congiuntamente dal Parlamento europeo e dalla Fondazione del Premio internazionale Carlo Magno di Aquisgrana, celebra l’impegno quotidiano dei giovani che contribuiscono a costruire un’identità europea condivisa e a creare un impatto duraturo sul futuro dell’Europa.

    Tutte le candidature presentate saranno prima valutate dalla giuria nazionale dello Stato membro del progetto, che selezionerà un unico vincitore nazionale. I rappresentanti dei 27 progetti vincitori nazionali saranno invitati alla cerimonia di premiazione ad Aquisgrana, in Germania, dove saranno annunciati i tre vincitori europei.

    I premi in palio sono: 7 500 EUR per il primo classificato, 5 000 EUR per il secondo e 2 500 EUR per il terzo. I vincitori avranno anche la possibilità di visitare il Parlamento europeo a Bruxelles o a Strasburgo. Inoltre, un o una rappresentante di ciascun progetto potrà prendere parte a un tirocinio Schuman.

    Dal 2008 sono stati candidati in totale 7.150 progetti.

    Il termine ultimo per candidarsi al premio è il lunedì 2 febbraio a mezzanotte.

    Per consultare il bando ed iscriversi cliccare sul seguente link https://youth.europarl.europa.eu/it/more-information/charlemagne-prize/apply-now.html?utm_source=SONO+APERTE+LE+CANDI%2E%2E%2E+%28Mass+Mailing+created+on+2025-12-19%29&utm_medium=Email

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