WhatsApp

  • Username invece del numero per chattare su Whatsapp e salvare la privacy

    WhatsApp ha lanciato la possibilità di adottare uno username grazie al quale chattare senza condividere il numero di telefono. WhatsApp dovrebbe rendere operativa questa possibilità per fine anno, per il momento ha invitato tutti gli utenti a prenotare il proprio username così da evitare che lo stesso username sia utilizzato da persone diverse, visto che gli utenti sono oltre tre miliardi di persone, è possibile quindi che uno stesso nome (username) possa essere richiesto da più utenti contemporaneamente. Per chi non sapesse quale nome scegliere, viene messo a disposizione un generatore automatico capace di suggerire opzioni personalizzate.

    Per prenotare lo username occorre anzitutto aggiornare WhatsApp. Dopo di che bisogna aprire le impostazioni dell’applicazione, selezionare Account, selezionare Nome utente e digitare il nome utente desiderato (purché sia ancora disponibile). Per gli indecisi, WhatsApp propone anche una funzione che genera alcuni suggerimenti in base all’input che viene inserito. Il nome utente deve rispettare alcune regole per evitare equivoci e confusione. Non si possono superare i 35 caratteri complessivi, non può iniziare con “www” né terminare con un’estensione di dominio, deve iniziare con una lettera e, in ogni caso, comprendere come minimo una lettera: non si può generare un nome utente solo con numeri e simboli. Sono ammessi punti o trattini bassi, ma non è possibile inserire due punti consecutivi.

    Per chiunque desideri mantenere privato il proprio numero di telefono, è evidente che questa novità cambia radicalmente la situazione. WhatsApp non fornirà strumenti per cercare persone attraverso il nome utente. Per inviare un messaggio a qualcuno usando il nome utente, bisogna conoscere lo username con esattezza. Trovare un profilo in maniera casuale non è un’opzione contemplata.

  • Why WhatsApp usernames could upset Somalia’s anti-terror fight

    Somalia’s government has told the BBC it is concerned about WhatsApp’s plan to launch a new feature that would let people chat using usernames rather than phone numbers, saying it could pose a security risk.

    Communications and Technology Minister Ahmed Osman Dirie said it could make it harder to trace and counter criminals in a country that is still battling Islamist militants.

    The rollout to three billion global users of WhatsApp worldwide is expected in the coming months, allowing people to remove or change their usernames at any time.

    Somalia has been hit by a brutal and deadly insurgency – led by al-Shabab, an al-Qaeda affiliate – for more than two decades.

    In response to Somalia’s concerns, WhatsApp told the BBC that the feature was not yet live, and users would still need a phone number to use the app. It further stated that the feature comes with built-in safeguards against scams.

    But Dirie told the BBC Focus on Africa podcast that the Somali government had approached Meta, which owns WhatsApp, about their concerns and hoped that “we’ll reach a resolution on this matter very soon”.

    He pointed out that Somalia had a “unique context”, with an economy that heavily relies on mobile money transactions.

    “Unverified and untraceable usernames” introduced the risk of financial fraud and citizens becoming vulnerable to scammers, he said.

    Al-Shabab militants have also been known to use WhatsApp for their operations, including for extortion and propaganda.

    In 2024, Somalia’s intelligence agency said it had shut down 20 WhatsApp groups allegedly operated by al-Shabab for extortion and intimidation.

    It said it had also disabled data services for about 2,500 phone numbers associated with them.

    Dirie told the BBC that while Somalia effectively regulated phone numbers in the country, WhatsApp’s new feature would undermine that.

    Somalia’s issues follow a similar complaint raised by India – the biggest market for the platform with more than 850 million users.

    Earlier this month, India said it believed usernames might increase online fraud, impersonation and other crimes by allowing criminals to contact potential victims without disclosing their phone numbers.

    It also asked the company “not to roll out this feature until the consultation on this point is achieved to the satisfaction of the government”.

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    Dirie said linking a WhatsApp profile to a phone number made it easier to track criminals.

    “So moving away from phone numbers to usernames, we believe, will make it difficult for us to counter those crimes,” he said.

    The minister said they required further assurances from Meta, despite its assertion that it had built mechanisms to defend against cybercrimes through WhatsApp.

    He demanded that Meta demonstrate that hiding phone numbers would not “erode digital traceability” and provide “specific safeguards” against financial fraud.

    “If they prove that, when we discuss if we put those safeguards in place, then we will not have any issue with rolling out the new feature,” he said.

    According to Moses Kemibaro, a technology blogger who focuses on Africa, WhatsApp’s new feature aims to enhance user privacy.

    He views the change as an evolution of WhatsApp to become like other services under Meta, such as Instagram, where one’s identity is not related to a phone number.

    “It’s almost saying that this can work irrespective of the phone number and just give you a single identity,” he says.

    While this can enable more private interactions, Kemibaro notes that countries have valid concerns about its impact on security.

    “[It is] a very sensitive issue around the possibility of escalation in scams and risky propositions that might actually come out of this new trend,” he says.

    Meta needs to explain the implication of the changes – including whether regulators can link crimes committed by a username to a person behind it, the blogger adds.

    Kenyan security expert George Musamali partly concurs, saying what WhatsApp is doing helps guarantee a user’s privacy.

    He says that when people complain about their details being taken from WhatsApp groups and used against them, the blame often falls on the tech giant.

    There may also be cases when some governments use information shared in such groups to target their critics, which, Musamali argues, might be what Meta is trying to prevent.

    Ultimately, he suggests that governments may be “jumping the gun”, citing a need for a balance between privacy and security concerns.

  • WhatsApp accetta di conformarsi pienamente alle norme dell’UE, informando meglio gli utenti e rispettando le loro scelte sugli aggiornamenti del contratto

    A seguito di un dialogo con le autorità dell’UE per la tutela dei consumatori e la Commissione europea (rete CPC), WhatsApp si è impegnata a garantire una maggiore trasparenza sulle modifiche delle condizioni d’uso. La società renderà anche più facile per gli utenti rifiutare gli aggiornamenti a cui sono contrari e spiegherà chiaramente in quali casi tale rifiuto renderà impossibile continuare a utilizzare l’applicazione. WhatsApp ha inoltre confermato che i dati personali degli utenti non sono condivisi a fini pubblicitari con terzi o altre società del gruppo Meta, tra cui Facebook. Il dialogo è stato coordinato dall’agenzia svedese per i consumatori e dalla commissione irlandese per la concorrenza e la tutela dei consumatori e agevolato dalla Commissione.

    Per tutti i futuri aggiornamenti delle politiche, WhatsApp dovrà: spiegare quali modifiche intende apportare ai contratti degli utenti e in che modo tali modifiche potrebbero incidere sui loro diritti; dare alla possibilità di rifiutare gli aggiornamenti delle condizioni d’uso lo stesso rilievo riservato all’opzione per accettarli; fare in modo che le notifiche riguardanti gli aggiornamenti possano essere ignorate o che si possano rivedere gli aggiornamenti in un momento successivo, rispettando le scelte degli utenti senza inviare continue notifiche.

  • La Commissione e le autorità per la tutela dei consumatori esortano WhatsApp a informare meglio i consumatori sulle sue politiche relative ai dati e sugli aggiornamenti delle condizioni di servizio

    La rete di cooperazione per la tutela dei consumatori (CPC) e la Commissione europea hanno inviato un’ulteriore lettera a WhatsApp, invitando l’azienda a prendere provvedimenti per rispondere alle questioni ancora irrisolte in merito agli aggiornamenti delle condizioni di servizio e alla politica sulla privacy e a informare chiaramente i consumatori sul suo modello commerciale.

    In particolare, WhatsApp è invitata a indicare in che modo intende comunicare eventuali aggiornamenti futuri delle condizioni di servizio e a farlo in modo tale che i consumatori possano facilmente comprendere le implicazioni di tali aggiornamenti e decidere liberamente se desiderano continuare a utilizzare WhatsApp dopo tali aggiornamenti. Si chiede inoltre di chiarire se l’azienda abbia entrate derivanti da politiche commerciali relative ai dati degli utenti.

    Una prima lettera era stata inviata nel gennaio 2022, in quanto diversi aggiornamenti delle condizioni di servizio effettuati nel 2021 erano risultati problematici per i consumatori. In risposta, WhatsApp ha dimostrato di aver fornito agli utenti le informazioni necessarie in merito a detti aggiornamenti, anche mediante le notifiche dell’applicazione o il suo centro di assistenza. Le informazioni sono tuttavia fornite da WhatsApp in modo insistente e sono considerate insufficienti e fonte di confusione per gli utenti. WhatsApp dispone ora di un mese per dimostrare alle autorità per la tutela dei consumatori che le sue pratiche sono conformi alla normativa UE in materia di protezione dei consumatori.

    La Commissione ha recentemente pubblicato una relazione che presenta una panoramica delle azioni passate della rete di cooperazione per la tutela dei consumatori; la relazione comprende un’analisi prospettica delle tendenze del mercato che incidono sui diritti dei consumatori e sulle quali la rete concentrerà le proprie attività nei prossimi due anni.

    Fonte: Commissione europea

  • Facebook metterà il suo nome accanto a WhatsApp e Instagram

    Presto i nomi ufficiali di Instagram e Whatsapp, entrambi posseduti da Facebbok, diventeranno Instagram from Facebook e WhatsApp from Facebook, affinché chiunque capisca chi ne è il titolre.

    «Vogliamo essere più chiari per quanto riguarda i prodotti e i servizi che fanno parte di Facebook» ha spiegato l’azienda, ma la scelta di cambiare la denominazione pare aver creato sorpresa e confusione nei dipendenti. Perché infatti cambiare il marchio di un servizio molto noto e popolare, col rischio che cambi anche la percezione degli utenti (magari in peggio)?

    Facebook non gode di ottima fama per quanto riguarda il rispetto della privacy degli utenti e menzionarne il nome rischia di risultare non troppo gradito a quanti finora non sapevano che  Instagram e WhatsApp fanno capo ad esso. Secondo alcuni commentatori, potrebbero essere però proprio motivi legati alla privacy la base per questa mossa: Facebook, in questo modo, starebbe cercando di mostrare alle varie autorità che si occupano di tutelare i dati degli utenti che non ha alcuna intenzione di nascondersi dietro marchi certamente noti ma apparentemente non legati al social network in blu. D’altra parte, è anche possibile che si tratti semplicemente di un’ulteriore parte del piano che porterà gli account Facebook, Instagram e WhatsApp a essere sempre più integrati tra loro, un’operazione sulla quale Facebook non ama sbilanciarsi troppo, almeno pubblicamente.

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