aiuti

  • L’UE stanzia oltre 73 milioni di euro a sostegno degli agricoltori in Italia

    Gli Stati membri hanno approvato la proposta della Commissione europea di mobilitare oltre 73 milioni di € dalla riserva agricola a favore dell’Italia per contribuire a compensare gli agricoltori nelle zone colpite da focolai di influenza aviaria e peste suina africana. Tali fondi sosterranno gli agricoltori attivi nei settori del pollame e delle uova, nonché delle carni suine, che sono stati colpiti in via eccezionale dall’influenza aviaria e dalla peste suina africana.

    A seguito di richieste formali da parte dell’Italia, la Commissione ha deciso di sostenere gli agricoltori ammissibili, erogando un importo totale di 61 milioni di euro per gli allevatori di pollame e uova (per i focolai di influenza aviaria tra settembre 2022 e marzo 2025) e di 12,5 milioni di euro per gli allevatori di carni suine (per i focolai di peste suina africana tra novembre 2024 e aprile 2025). Il sostegno è finanziato tramite la riserva agricola. Le autorità nazionali devono garantire che gli agricoltori lo ricevano rapidamente e che gli aiuti siano distribuiti al più tardi entro il 31 maggio 2027.

  • L’UE mobilita aiuti mentre gli incendi si propagano in Europa

    L’UE ha inviato assistenza al Belgio e alla Spagna dopo che i due Paesi hanno attivato il meccanismo unionale di protezione civile (UCPM), mentre gli incendi continuano a colpire diverse zone d’Europa.

    In Belgio, due aerei della flotta antincendio dell’UE, rescEU, sono stati inviati dalla Svezia, insieme a due elicotteri dai Paesi Bassi, due dalla Norvegia e due dalla Germania, per sostenere i vigili del fuoco locali impegnati a fronteggiare le fiamme nell’area delle Hautes Fagnes. Finora sono andari in fumo oltre 3 000 ettari.

    In Spagna, 104 vigili del fuoco francesi con 36 veicoli sono intervenuti in aiuto dei colleghi spagnoli nella regione dell’Aragona, dove sono già andati distrutti quasi 16 000 ettari.

    L’UE sostiene inoltre i servizi di emergenza attraverso la mappatura satellitare. Il servizio di gestione delle emergenze di Copernicus è attivo per gli incendi in Belgio, Spagna, Grecia, Germania, Montenegro, Albania, Francia e Italia e fornisce mappe rapide per aiutare le autorità a valutare le aree colpite e organizzare gli interventi.

    La stagione degli incendi del 2026 è già eccezionalmente grave. Alla fine di luglio, la superficie bruciata in Europa era già pari a due volte e mezza il livello abituale.

    Attraverso l’UCPM, i Paesi possono attingere rapidamente a un bacino molto più ampio di vigili del fuoco, aerei e altre capacità di emergenza quando le risorse nazionali sono sottoposte a forte pressione. La Commissione cofinanzia gli interventi.

  • L’UE stanzia 2,3 milioni di euro in aiuti umanitari di emergenza per contrastare l’epidemia di colera nell’Africa occidentale e centrale

    La Commissione europea ha stanziato 2,3 milioni di euro in aiuti umanitari di emergenza a favore di Nigeria, Camerun, Repubblica centrafricana e Ciad per sostenere questi Paesi nell’affrontare l’attuale epidemia di colera. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), nei primi cinque mesi del 2026 sono stati segnalati oltre 61 000 casi di colera nella regione africana.

    In Nigeria, 1,5 milioni di euro contribuiranno ad aumentare il numero delle équipe di intervento, a fornire beni essenziali come i kit per il colera e a sostenere gli interventi volti a garantire l’accesso all’acqua, ai servizi sanitari e all’igiene, compreso il trattamento dell’acqua nei punti di approvvigionamento pubblico e nelle abitazioni.

    In Camerun, 100 000 euro sosterranno il contenimento dell’epidemia e la gestione dei casi, anche attraverso personale aggiuntivo per i partner umanitari presenti sul campo, medicinali essenziali, ulteriori unità di trattamento del colera e punti per la somministrazione di soluzioni reidratanti orali nei villaggi più colpiti.

    Nella Repubblica centrafricana, 500 000 euro serviranno a potenziare la gestione dei casi e le attività di vaccinazione, nonché gli interventi volti a garantire l’accesso all’acqua, ai servizi sanitari e all’igiene. I fondi contribuiranno inoltre a rafforzare la comunicazione dei rischi e il coinvolgimento delle comunità, a intensificare la sorveglianza e l’individuazione dei casi e a garantire sepolture dignitose e sicure.

    In Ciad, 200 000 euro contribuiranno a interrompere la catena di trasmissione del colera migliorando l’accesso all’acqua, ai servizi sanitari e all’igiene e sostenendo le comunità nelle attività di sorveglianza e gestione dei casi.

  • Aiuti all’Ucraina

    Lo abbiamo scritto e ripetuto dall’inizio dello scellerato attacco di Putin all’Ucraina: un paese aggredito per difendersi deve avere gli strumenti idonei, se non si può difendere dagli attacchi che arrivano dal cielo e se l’aggressore, come ha dimostrato continuamente, cerca di distruggere infrastrutture e abitazioni civili, non fornire all’Ucraina i mezzi necessari significa continuare a contare vittime innocenti.

    In Italia la posizione di Conte, di alcuni suoi degni alleati e di altri più o meno, nel passato o nel presente, in amichevoli rapporti con Putin dimostra quanto sarebbe pericoloso per noi italiani avere certi personaggi, un domani, a governarci.

    Significativo, corretto e centrato l’intervento di Gentiloni, l’ex commissario europeo e presidente del Consiglio si è da sempre, onestamente e consapevolmente, schierato con l’Ucraina condividendo e promuovendo iniziative, sia in Europa che in Italia.

    Gli ucraini hanno dimostrato il loro coraggio e le loro capacità anche nell’innovazione tecnologica ma lo zar russo continua nella sua guerra senza contare neppure i tanti morti russi perciò sarà necessario, per l’Ucraina, colpire le infrastrutture russe, non solo quelle militari, viste le continue distruzioni che i russi commettono verso quelle ucraine ormai da troppo tempo.

  • L’UE stanzia 20 milioni di euro di aiuti umanitari dopo i terremoti in Venezuela

    L’Unione europea mette a disposizione ulteriori 10 milioni di euro di finanziamenti umanitari per sostenere le comunità più colpite in Venezuela a seguito dei recenti terremoti. Questi altri 10 milioni di euro, subordinati all’approvazione dell’autorità di bilancio, sosterranno le operazioni delle squadre di ricerca e soccorso, delle équipe mediche e di altri esperti, nonché l’invio di assistenza materiale nel paese.

    L’annuncio si aggiunge ai 5 milioni di euro di assistenza salvavita già approvati alla fine di giugno e ai 52 milioni di euro stanziati all’inizio dell’anno per far fronte alle conseguenze umanitarie della crisi socioeconomica in Venezuela. Gli aiuti umanitari dell’UE sono erogati esclusivamente attraverso partner quali le agenzie delle Nazioni Unite e le ONG internazionali, che operano in collaborazione con partner locali.

    Inoltre, nell’ambito del ponte aereo umanitario dell’UE, lanciato a giugno, sono già atterrati in Venezuela due voli finanziati dall’Unione europea, che hanno trasportato quasi 80 tonnellate di forniture essenziali.

  • L’UE intensifica il sostegno internazionale ai palestinesi

    La Commissione europea ospita la seconda riunione del gruppo dei donatori per la Palestina (PDG), co-presieduta dalla Commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, e dal Primo ministro dell’Autorità palestinese, Mohammad Mustafa. A Bruxelles sono riunite 65 delegazioni per il lancio di una nuova iniziativa a sostegno della ripresa iniziale di Gaza e per discutere il programma di riforme dell’Autorità palestinese.

    La riunione produce due risultati principali: un aumento degli impegni finanziari attraverso il meccanismo PEGASE e il lancio dell’iniziativa Team Gaza. Partecipano ministri e alti funzionari degli Stati membri dell’UE e dei paesi partner, nonché rappresentanti di organizzazioni internazionali e regionali e di istituzioni finanziarie. Per la prima volta prendono parte all’incontro anche l’Alto rappresentante del Board of Peace, Nikolay Mladenov, e il capo del Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, Ali Shaath.

  • Terremoto in Venezuela, tra omissioni di soccorso e Premio Nobel

    La tragedia del Venezuela, ci commuove per la tanta sofferenza di tutta la sua popolazione ricordando anche i forti legami che, nel passato ed nel presente, è molto legato all’Italia

    Questa tragedia ci dimostra come si viva in un’epoca nella quale i rischi dovuti alla scelleratezza umana, le guerre ed i cambiamenti climatici, si assommano alle violente manifestazioni della natura che, nonostante tutte le tecnologie, colpisce inesorabile senza che siano messi a punto strumenti per poterne percepire avvertimenti e segnali.

    Se i molti miliardi utilizzati per arrivare su Marte o per inventare nuovi sistemi di intelligenza artificiale e similari, fossero stati investi per aumentare i controlli sui possibili terremoti, se fosse stato impedito di costruire nelle aree a rischio, se ci fossero tecnologie all’avanguardia per rendere i soccorsi immediati non piangeremmo tanti morti, non vedremmo tanta distruzione.

    Assistere allo spasmodico lavorare dei soccorritori, compresi i nostri bravissimi Vigili del Fuoco e volontari della Protezione civile, che continuano a scavare per cercare qualche sopravvissuto senza avere a disposizione sufficienti mezzi meccanici necessari, fa veramente male specie se proviamo ad immedesimarci con chi è vivo sotto le macerie, da giorni, e non può essere estratto.

    Per impossessarsi, di fatto, del petrolio venezuelano, imprigionare il presidente del Paese, portare a termine una manovra fantascientifica per togliere petrolio alla Cina aumentando nel settore il peso statunitense, Trump non ci ha pensato più di tanto e l’azione è stata più che rapida ma dove sono ora gli aiuti che gli Stati Uniti dovrebbero e potrebbero offrire al popolo venezuelano!

    Ancora una volta di fronte ad una immane tragedia Trump volta la testa dall’altra parte, se non ci sono business da realizzare non è interessato, cosa importa la morte di decine di migliaia di latinoamericani? Uomini e donne per lui non contano come ha già dimostrato sia abbandonando l’Ucraina che con gli iraniani che si ribellavano al regime mai aiutati salvo poi bombardare tutti in una guerra nella quale non ha concluso nulla di positivo.

    Forse anche l’omissione di soccorso adeguato, di fronte ad eventi così tragici, dovrebbe essere equiparato a crimine contro l’umanità ed ad un Nobel, in questo senso, Trump potrebbe aspirare.

  • Lettera aperta di un cittadino italiano a Trump

    Presidente Trump, ti rivolgi agli italiani dicendo che: “l’Italia non c’era per noi”.

    Detto da chi guida un Paese dove centinaia di migliaia di persone dormono e muoiono per strada fa già abbastanza ridere così. Ma continuiamo.

    Parliamo del Paese, gli Stati Uniti, in cui un problema familiare da 500 dollari manda in tilt metà delle famiglie. Dove l’insulina costa come un’auto di lusso e ammalarsi è un rischio finanziario prima ancora che sanitario. Però sì, spiegaci tu, Presidente Trump, cosa significa essere “mal governati”.

    La famosa libertà, poi: avete due milioni di persone nelle carceri, record mondiale. E molti nemmeno condannati — solo troppo poveri per permettersi un avvocato e la libertà. Un modello, davvero.

    Nel frattempo l’aspettativa di vita scende — sì, scende — mentre nel resto del mondo sviluppato sale. Ma tranquilli: i bambini si allenano a cercare di sopravvivere alle sparatorie a scuola, perché bisogna arricchire le società che producono armi.

    Salari fermi, insegnanti esausti, veterani dimenticati… zombie che camminano nelle città dopo essere caduti nel crack, e tutto questo per dimenticare la falsa democrazia americana. Però l’urgenza è giudicare gli altri. Coerenza impeccabile.

    E la Groenlandia? La sì la Sanità è universale, istruzione gratuita, meno carcere, meno disuguaglianze. Nessuno fallisce perché si ammala. Un incubo, per te evidentemente.

    Continui nelle tue esternazioni dicendo “La NATO non c’era”. Certo. Ti sei dimenticato che dopo l’11 settembre la NATO ha attivato, per la prima volta nella storia, l’Articolo 5 proprio per difendere gli Stati Uniti. E sai chi c’era? Anche l’Italia. Per anni. Con uomini, mezzi, soldi e soprattutto con molti soldati morti. Ti vorrei ricordare una parola e un luogo che noi italiani non scordiamo: “strage di Nassiriya”. E ti vorrei ricordare ancora l’Afghanistan. Ma sì, raccontiamola come ti viene meglio: nessuno c’era.

    Forse non è un problema di alleati assenti. Forse è un problema di memoria corta e voce lunga. Perché, a conti fatti, l’unica cosa davvero fuori controllo qui non è un’alleanza internazionale.

    Ma l’unico vero problema sei tu, caro Trump.

    Giampiero Damiano

  • Gli aiuti di Seul a Kiev indispettiscono Mosca. E ora anche Volkswagen pensa di darsi alle armi

    La Russia sarà costretta ad adottare misure di ritorsione contro la Corea del Sud se quest’ultima fornirà armi al regime di Kiev. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo Andrej Rudenko in un’intervista all’agenzia “Tass”. “Abbiamo costantemente comunicato alla controparte sudcoreana, attraverso vari canali, la posizione di principio della Russia sull’inammissibilità della partecipazione della Corea del Sud alla fornitura diretta o indiretta di armi letali al regime di Kiev, anche nell’ambito dell’iniziativa Purl. In caso contrario, le relazioni bilaterali tra Russia e Corea del Sud potrebbero essere gravemente danneggiate e saremmo costretti ad adottare misure di ritorsione. Spero che non dovremo ricorrere a tali misure”, ha affermato il viceministro degli Esteri, commentando le notizie secondo cui la Corea del Sud starebbe valutando la possibilità di partecipare al programma Purl (Prioritaised Ukraine Requirements List). “Nel costruire relazioni con Seul, teniamo conto del suo crescente avvicinamento alla Nato in ambito militare, nell’ambito del quale la Corea del Sud fornisce assistenza per il riarmo a diversi Paesi membri dell’Alleanza che a loro volta forniscono assistenza militare all’Ucraina”, ha aggiunto Rudenko.

    Il gruppo automobilistico tedesco Volkswagen valuta un possibile ingresso nel settore della produzione militare, con contatti in corso con aziende della difesa, tra cui l’israeliana Rafael Advanced Defense Systems, per la riconversione di uno stabilimento in Germania. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato del gruppo, Oliver Blume, intervenendo a un evento organizzato dal quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung” a Francoforte. L’Ad ha spiegato che “siamo in contatto con diverse aziende della difesa” e che questa opzione “potrebbe essere una soluzione anche per Osnabrueck”. Le dichiarazioni sono state riprese dall’emittente “Al Arabiya”. Secondo quanto riferito dal quotidiano britannico “Financial Times”, Volkswagen sarebbe in trattative con Rafael per convertire parte della produzione verso componenti destinati al sistema di difesa aerea “Iron Dome”.

    Il progetto includerebbe l’adattamento di linee industriali attualmente dedicate al settore automobilistico, con un possibile avvio della produzione entro 12-18 mesi, con il sostegno del governo tedesco. L’iniziativa si inserisce in un contesto di crescente integrazione tra industria civile e difesa in Europa, accelerato dall’aumento delle spese militari e dalle tensioni geopolitiche. In questo quadro, gruppi industriali tradizionalmente attivi nel settore civile stanno valutando opportunità di diversificazione verso la produzione dual use o direttamente militare. Fondata nel 1937, Volkswagen rappresenta il principale costruttore automobilistico europeo e uno dei maggiori al mondo. Durante la Seconda guerra mondiale il gruppo fu coinvolto nella produzione di mezzi militari, per poi riconvertire completamente le proprie attività verso il settore civile nel dopoguerra.

  • La Commissione presenta un pacchetto di sostegno finanziario per l’Ucraina per il periodo 2026-2027

    La Commissione europea ha adottato una serie di proposte legislative per garantire un sostegno finanziario continuo all’Ucraina nel 2026 e nel 2027. Ciò segna una tappa significativa nel forte sostegno dell’UE alla difesa del paese contro la guerra di aggressione della Russia.

    Il pacchetto legislativo comprende:

    • Una nuova proposta che istituisce un prestito di sostegno per l’Ucraina per un importo di 90 miliardi di €.
    • Una nuova proposta di modifica dello strumento per l’Ucraina, come uno dei mezzi per fornire assistenza finanziaria all’Ucraina.
    • Una nuova proposta di modifica del regolamento sul quadro finanziario pluriennale per consentire la copertura del prestito all’Ucraina a titolo del “margine di manovra” del bilancio dell’UE.

    A dicembre il Consiglio europeo ha convenuto di fornire 90 miliardi di € di sostegno decisivo alle esigenze militari e finanziarie dell’Ucraina nel corso dei prossimi due anni. Tale accordo ribadisce il fermo impegno dell’Unione europea a sostenere l’Ucraina.

Pulsante per tornare all'inizio