Milano

  • Elezioni europee 2019: siamo tutti protagonisti!

    C’è chi ha pensato si realizzare un ciclo di incontri a tema, chi ha messo su un gruppo di volontari per fare informazione nelle scuole, chi organizza aperitivi ‘culturali’ perché davanti a un buon bicchiere di vino saltano fuori tante verità, chi propone di far votare i fuorisede nella città in cui si è scelto di studiare o lavorare e chi pensa che a ritmo di sport si possa comunicare meglio. Sono alcune delle proposte fatte, per spronare quante più persone possibile a votare per le prossime Elezioni europee, da attivisti e volontari della piattaforma #stavoltavoto, che il Parlamento europeo ha realizzato in vista delle prossime elezioni europee, in un incontro svoltosi a Milano nell’inconsueto e informale scenario di Cascina Cuccagna.
    Quelle di maggio saranno elezioni ‘strane’ perché si svolgeranno in un contesto inaspettato: per la prima volta uno Stato Membro, la Gran Bretagna, non farà più parte dell’UE (chi l’avrebbe mai detto nel 2014?) e potrebbero aprirsi perciò nuovi scenari in tema di confini e circolazione di persone e merci, l’Europa, suo malgrado, si trova ad interloquire con la Russia di Putin, la Cina è diventata il competitor economico e politico con il quale confrontarsi e tanti movimenti populisti e sovranisti si stanno diffondendo a macchia d’olio in tutta Europa. Per la prima volta, in materia di elezioni europee, non ci si confronterà più con la domanda ‘quanti andranno a votare?’ ma ‘cosa voteranno e soprattutto perché?’.
    Dalle ricerche presentate durante l’incontro milanese sembra che rispetto a cinque anni fa le idee sarebbero più chiare, ma non nell’accezione positiva del termine, purtroppo, e che in molti, di conseguenza, potrebbero affollare i seggi elettorali, grazie ad una campagna mediatica, perpetrata da alcuni politici, e non solo, fortemente denigratoria nei confronti dell’Europa e alla sempre più ridotta informazione in merito al reale svolgimento delle attività di Parlamento, Commissione e Consiglio. Le proiezioni appena diffuse dal Parlamento europeo sui futuri seggi da distribuire agli eletti (705) vedrebbero sì ancora un numero consistente di deputati che occuperebbero gli scranni destinati ai due gruppi principali (PPE e S&D) ma anche un numero più alto, rispetto alle elezioni europee del 2014, di rappresentanti dei gruppi di tendenza conservatrice (e non bisogna dimenticare che una parte consistente di seggi era occupata da deputati britannici che non siederanno più nel prossimo Parlamento).
    Cosa non ha funzionato se c’è tanto scetticismo tra i cittadini europei? Chi e perché non ha saputo comunicare i notevoli passi fatti in tema di pace, cooperazione, scambi commerciali, opportunità per studenti e lavoratori? Perché tutto si è ridotto ad un sbrigativo e immotivato ‘ce lo chiede l’Europa’ facendo crescere sempre più la sfiducia nei confronti delle Istituzioni di Bruxelles? Perché si parla sempre di burocrati, trasformando anni di conquiste e traguardi in meri e prolissi documenti redatti da fantomatici omini in giacca grigia e senza nome, quando la staticità di certe decisioni dipende dai capi di Stato e di governo dei paesi dell’Unione che al momento di discutere su decisioni concrete pensano prima al proprio Stato (o interessi?) e poi ad un bene comune? Ecco, forse tanti populismi e sovranismi forse non esisterebbero, o sarebbero la conseguenza di decisioni prese al meglio per il proprio Paese (e non avrebbero perciò le connotazioni negative che al momento hanno) se davvero ci fosse la dovuta comunicazione la comunicazione, partendo da tutti coloro che in quel progetto dei padri fondatori credono ancora oggi e si andasse oltre l’idea che l’Europa sia un luogo in cui redigere fredde scartoffie ricordando quanto, in 70 anni di pace, la nostra Europa sia stata capace di diventata più bella e più competitiva.

  • In Lombardia frena la crescita

    I dati del quarto trimestre non sono del tutto negativi, ma è lo sguardo in prospettiva a preoccupare. Il 2019 si profila come un anno difficile per imprese lombarde, in salita per produzione, domanda interna e commesse internazionali.

    I dati raccolti nel monitoraggio trimestrale di Unioncamere Lombardia vanno tutti in questa direzione, segnalando una regione che viaggia ancora ad una velocità superiore rispetto alla media nazionale ma che inevitabilmente, trimestre dopo trimestre, perde slancio.

    Nella media annua la produzione cresce del 3% (+0,8% rispetto alla media italiana), un dato in calo rispetto al +3,7% dell’anno precedente. Il rallentamento è visibile anche negli ordini interni ed esteri, che restano positivi (2,3 e 3,3%) ma con valori dimezzati rispetto a quanto accadeva ad inizio anno. Un rallentamento che si riflette anche nell’ambito occupazionale, con un saldo negativo dello 0,3% tra ingressi e uscite, ma che soprattutto fa preoccupare in ottica futura. In linea con quanto accade per l’indice di fiducia monitorato dall’Istat, in calo costante dallo scorso luglio, anche in Lombardia abbiamo dati analoghi.

    Per la domanda interna il saldo tra ottimisti e pessimisti è in rosso ormai da tre rilevazioni ma ciò che più preoccupa è il cambiamento di umori in termini di produzione. Qui il saldo tra ottimisti e pessimisti è ormai quasi azzerato, toccando un punto di minimo mai registrato dal 2014. Nel quarto trimestre a prevedere un calo dei ricavi superiore al 5% è un quarto del campione, anche in questo caso il valore più elevato registrato dalla fine del 2016.

    C’è da segnalare anche un preoccupante calo degli investimenti, motore della ripresa nel biennio 2017-2018 in Italia così come in Lombardia. In questi anni è sicuramente stata importante la massa di incentivi messa in campo dai precedenti governi, utilizzata in media dal 69% delle imprese industriali che hanno investito. Ad investire lo scorso anno è stato il 61% del campione, in lieve frenata rispetto all’anno precedente, risultato di valori estremamente variegati rispetto alle dimensioni delle aziende: l’87% per le aziende oltre i 200 addetti, il 45% per quelle tra 10 e 49. Valori comunque destinati a ridursi, se le attese delle imprese dovessero tradursi in modo lineare in scelte concrete.

    Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia, si dice preoccupato per questo scenario e che chiede al Governo una decisa inversione di rotta nella politica economica. “Quanto più tarderà – chiarisce – tanto più pesanti dovranno essere gli sforzi per tentare il recupero. C’è preoccupazione per il 2019 ed è un fattore determinante per chi fa impresa: la fiducia, che nell’immediato si ripercuote su occupazione e investimenti”.

    “Valuto con moderato ottimismo – spiega Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia – i segnali di crescita fatti registrare dalla Lombardia. La nostra regione, con le sue imprese, sta puntando su innovazione, tecnologia e digitalizzazione, elementi che ci consentono di fronteggiare un momento storico poco favorevole, sia a livello nazionale, sia internazionale”.

    “In termini prospettici – aggiunge il presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio – la crescita del comparto manifatturiero lombardo nel 2019 lascia trasparire qualche difficoltà, legata da un contesto nazionale ed internazionale dominato da rischi di revisione al ribasso, ad un mutato clima di fiducia e alle mutate prospettive per gli investimenti, previsti in peggioramento. È pertanto opportuno mantenere alta l’attenzione sulle comuni strategie di intervento legate alla competitività”.

    Strategie che d’ora in poi potranno basarsi anche su una collaborazione inter-regionale, come previsto dal recente accordo siglato tra le Unioni regionali delle Camere di Commercio di Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto, protocollo d’intesa che ha proprio l’obiettivo di supportare l’economia dei territori a cogliere le opportunità offerte da una dimensione territoriale più ampia e dall’integrazione delle strategie.

    Una macro-area che comprende 30 Camere di commercio e più di 2 milioni di imprese attive iscritte ai registri camerali, che genera 750 miliardi di valore aggiunto (il 48% del totale nazionale) e 290 miliardi di export, i due terzi del totale in Italia.

     

  • Milano celebra l’artista Umberto Mariani e i suoi Frammenti di Bisanzio

    Umberto Mariani è un famoso artista milanese che si appresta ad esporre le sue straordinarie opere artistiche all’Hermitage di San Pietroburgo. Per condividere con lui questo momento di grande orgoglio comune, il Centro Studi Grande Milano organizza martedì 29 gennaio, presso Palazzo Isimbardi alle ore 18.00, la presentazione del catalogo della mostra Frammenti da Bisanzio con l’intervento, tra gli altri qualificati relatori,  dello storico dell’arte Flavio Caroli.

  • Torna in Fiera HOMI, il Salone degli stili di vita

    Ritorna questo weekend a Fiera Milano Homi, il Salone degli Stili di Vita, design e creatività per la casa, in programma dal 25 al 28 gennaio 2019, dove i visitatori professionali avranno a disposizione 1.150 espositori, di cui il 27% stranieri provenienti da 38 Paesi, che presenteranno in anteprima le proposte più interessanti sui modi dell’abitare e degli accessori.

    L’offerta degli organizzatori riguarda non solo prodotti, ma anche idee, progetti, stili e culture differenti per aiutare gli operatori a individuare le tendenze che caratterizzeranno la prossima stagione. Si chiama “Salone degli stili di vita” proprio perché ogni anno vengono proposti prodotti che vadano al passo con i tempi e si adeguino ai vari stili di vita, ai gusti e alle culture del cliente.

    La HomiHybridLounge, in particolare, sarà uno spazio realizzato in collaborazione con Poli.Design, realtà di eccellenza del Politecnico di Milano e Wgsn, istituto internazionale per la ricerca dei nuovi trend di consumo. Grazie alle attività di ricerca di questi due player, offrirà una proposta concreta di oggetti, materiali innovativi, finiture e campionature dedicate al mondo dell’Interior design e declinati secondo le future tendenze dell’abitare, fornendo agli operatori un quadro completo in merito a forme, colori e abitudini di consumo.

    Momento di incontro e confronto per quanti progettano, realizzano o commerciano prodotti dal design più esclusivo, sarà invece lo spazio HOMI Trends, realizzato con WGSN – società leader globale in analisi e previsioni di tendenza di mercato e sul consumatore – progettato per scoprire i trends più interessanti delle prossime stagioni.

    L’area sarà ancora una volta declinata secondo le tre più importanti tendenze future dell’abitare per fornire agli operatori un rapido e puntuale aggiornamento circa forme, materiali, colori e abitudini di consumo che si consolideranno nelle prossime stagioni.

    L’edizione di Homi di quest’anno avrà anche Festivity, un’area dedicata agli articoli per le grandi occasioni e le festività: dal Natale, con le decorazioni tradizionali, agli articoli per festeggiare ogni occasione. Aprirà il 23 gennaio, due giorni prima dell’apertura di Homi, e chiuderà il 27 gennaio, con un giorno di anticipo sugli altri settori della manifestazione.

    Homi si articola in 10 aree espositive che espongono le ultime novità per settori: area dedicata alla cucina e alla tavola, con tutti i complementi, arredi e tessili (Living Habits); che interessa il bagno ma anche il relax e il benessere (Wellness & Beauty); relativo alle profumazioni per ambienti o alla cura della persona (Fragrances & Personal Care); che riguarda la moda, gli accessori, la gioielleria e i bijoux (Fashion & Jewels); dedicato ai regali, agli eventi, matrimoni e bomboniere (Gift & Events); dedicato all’outdoor e quindi al giardino, agli arredi e ai complementi per l’esterno (Garden & Outdoor); che interessa la moda, gli arredi e gli accessori per i bambini (Kids Style); che interessa il tessile per la casa (Home Textiles); relativo a viaggi, musica, hobby e lavoro (Hobby e Work); dedicato alle concept design companies, agli editors e ai contract (Concept Lab).

    Particolarmente importante l’area Fashion & Jewels, il settore di HOMI dedicato agli stili della persona, che propone novità e tendenze nel mondo del bijoux, accessorio moda e fashion jewels. Un’offerta ampia creata da realtà storiche del Made in Italy, nomi giovani e ricchi di creatività e brand internazionali, ai quali si affiancano le due aree di HOMI SPERIMENTA, una con focus sul mondo fashion e una sul mondo bijoux.

    Ad Homi le aziende potranno incontrare operatori italiani, oltre a un gran numero di buyer internazionali altamente profilati grazie anche alla collaborazione con ICE, provenienti da tutto il mondo.

    Tra i Paesi selezionati, sia in Europa che nel resto del mondo, figurano Francia, Germania, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Scandinavia, Algeria, Marocco, Tunisia, Libia, Emirati Arabi, Israele, Russia, Sudafrica, Cina, Hong Kong, India, Vietnam.

    Spazio anche per la formazione e il confronto: talks e worskhop offriranno agli operatori idee e nuove opportunità per potenziare il proprio business e trovare nuovi spunti per crescere.

  • Una mostra ‘a cielo aperto’ a Milano per raccontare le botteghe storiche e quelle di tendenza

    Il commercio di vicinato racchiude tradizioni, saperi e valori che vengono da lontano e rappresenta un presidio importante per la comunità, soprattutto quando sa reinterpretare la propria funzione in risposta a nuovi bisogni e nuove opportunità.

    E’ per questo che da tempo l’Amministrazione comunale promuove iniziative per sostenere il commercio di prossimità in tutte le sue forme, a cominciare da quelle più tradizionali, come le botteghe storiche, sino a quelle maggiormente innovative, come le nuove imprese ibride che sorgono dalla contaminazione fra diversi modelli commerciali.

    Con questi obiettivi e in questa cornice nasce “Antichi Mestieri e Nuovi Modelli del Commercio a Milano”,  la mostra en plein air promossa dal Comune di Milano e il quotidiano Il Giorno che, dal 28 gennaio sino al 28 febbraio in via Dante, condurrà i milanesi alla scoperta della lunga tradizione delle botteghe storiche cittadine sino alle nuove “attività” di tendenza, espressione dello spirito attuale della città fatto di contaminazione e innovazione.

    L’inaugurazione si terrà Lunedì 28 Gennaio alle ore 11 presso l’Auditorium del Piccolo Teatro Grassi (Via Rovello, 2).

  • Vivere (e sorridere) da scienziata

    La ricerca deve essere al di sopra di ogni politica. Questo il messaggio di Diana Bracco, presidente della ‘Fondazione Bracco’, in occasione dell’inaugurazione della mostra Una vita da scienziata – I cento volti del progetto #100esperte al Centro Diagnostico Italiano di via Saint Bon a Milano (16 gennaio – 30 giugno 2019). Non è la prima volta che una struttura medica, in Italia, ospita un’esposizione artistica e quella del centro milanese non è una casualità visto che i volti ritratti sono quelli di scienziate, ricercatrici, informatiche, biologhe, ingegnere (questa volta è d’obbligo la ‘e’ per il femminile plurale!) che sottolineano quanto la presenza femminile in settori considerati da sempre ‘per soli uomini’ sia diventata numerosa, propositiva, fondamentale.

    La mostra, ideata e curata da ‘Fondazione Bracco’ a partire dal progetto 100 donne contro gli stereotipi, attraverso gli scatti del celebre fotografo Gerald Bruneau, si incentra sulle STEM (Science, Technology, Enginering and Mathematics) e vuole contribuire al superamento dei pregiudizi nella pratica scientifica che l’immaginario collettivo declina ancora al maschile. Numerose ricerche sulla presenza femminile nell’informazione dimostrano infatti che solo di rado le donne sono interpellate dai media in qualità di esperte, a fornire spiegazioni o teorie sono quasi sempre gli uomini, l’82% secondo i risultati nazionali del ‘Global Media Monitoring Projects 2015’. Per contribuire al raggiungimento delle opportunità, in cui il merito sia l’unico discrimine per carriera e visibilità, nel 2016 è nato il progetto 100 donne contro gli stereotipi da un’idea dell’Osservatorio di Pavia e dall’Associazione Gi.U.Li.A., in collaborazione con Fondazione Bracco e con il supporto della Rappresentanza in Italia della Commissione europea che promuoverà l’iniziativa anche in Europa. I volti delle scienziate, in posa con gli strumenti e nei luoghi del mestiere, sono il mezzo di narrazione più immediato per raccontare al grande pubblico come la ricerca non sia solo studio ma anche bellezza, passione, divertimento.

    Grande l’entusiasmo delle scienziate intervenute che, nel presentarsi al pubblico e nel soffermarsi con il pubblico, per raccontare di se hanno rimarcato, con leggerezza e allegria, la passione per il proprio lavoro e il divertimento dell’esperienza fotografica. Mai pronunciate le parole ‘sacrificio’ o ‘rinuncia’. Un monito questo, per incentivare le giovani ad avvicinarsi agli studi scientifici, concetto ribadito anche dall’Assessore alla trasformazione digitale del Comune di Milano, Roberta Cocco, e da Fabrizio Sala, vicepresidente della Regione Lombardia, che ha ricordato quanto sia importante uscire dai luoghi comuni e cominciare a modificare la società per combattere il ‘gender gap’.

    Oltre all’esposizione ci sono una banca dati on line e due volumi, editi da Egea, con i profili eccellenti di esperte di diversi settori.

    E dopo le scienziate ‘Fondazione Bracco’, in collaborazione con l’ISPI (Istituto per gli studi di politica internazionale), si è posta un nuovo obiettivo: raccontare le donne nella politica internazionale.

  • Grazie al sostegno del Comune, Milano si conferma capitale delle start up e delle imprese artigianali create dai giovani

    Presentati a Milano i dati sulle start up e nuove imprese che il Comune del capoluogo meneghino ha sostenuto dal 2012 al 2018, valorizzando l’intraprendenza di molti giovani, sia nell’ambito dell’innovazione, sia nelle imprese di vicinato, con particolare attenzione per le periferie.

    Le imprese occupano oggi quasi 9.000 persone, contribuendo al miglioramento dei tassi di occupazione in città. Il 15% di tutte le startup innovative in Italia nasce a Milano. Di queste, il 15% è nata o sostenuta dal Comune grazie ai contributi erogati dall’Amministrazione. Erano il 13% nel 2017, con una crescita quindi del 2%. Le attività avviate da donne sono oltre il 60%.

    Due i provvedimenti che, nel corso del 2018, hanno reso possibile il sostegno e la nascita di 35 imprese: Metter su Bottega e FabriQ Quarto.

    “Metter su Bottega”, rivolto all’apertura di nuovi laboratori artigiani, imprese commerciali o di servizi nelle periferie, ha selezionato 29 progetti, di cui 22 nuove imprese a prevalenza femminile e 9 imprese nel quartiere Niguarda, che beneficeranno di un finanziamento complessivo di 1,4 milioni di euro.

    “FabriQ Quarto” ha messo a disposizione 270 mila euro per finanziare progetti d’impresa ad alto impatto sociale nelle zone di Quarto Oggiaro, Villa Pizzone, Bovisa, Bovisasca, Comasina, Affori, Bruzzano e Dergano. Sei i progetti ammessi, che oltre al contributo economico avranno a disposizione uno spazio all’interno di FabriQ a Quarto Oggiaro, il primo incubatore dedicato all’innovazione sociale del Comune di Milano, un percorso di accompagnamento personalizzato della durata di 4 mesi e un aiuto per incontrare potenziali investitori economici.

  • Con ‘L’arte della fuga’ riparte la programmazione del No’hma di Milano

    L’anno nuovo al No’hma inizia con L’arte della fuga, uno spettacolo poetico e ironico della compagnia svizzera Il Funambolo, secondo appuntamento del Premio Internazionale il “Teatro Nudo” di Teresa Pomodoro.
    La poliedrica
    Ava Loiacono, accompagnata dalla papera Lilo e da altri complici di scena, attraversa personaggi e personalità in un viaggio alla scoperta di se stessa. A scandire la narrazione le musiche immortali di Bach, Bellini, Bizet e Čajkovskij. Un percorso alla ricerca infinita di uno spazio, fisico ed esistenziale, per non lasciarsi intrappolare dalla quotidianità.

  • La Befana Benefica Motociclistica 2019 nuovamente al fianco di Fondazione Sacra Famiglia

    Anche quest’anno, come da tradizione, Fondazione Sacra Famiglia Onlus parteciperà alla Befana Benefica Motociclistica, giunta ormai alla sua 52° edizione. Nata nel 1967, è oggi un raduno storico per gli oltre 5.000 motociclisti che sfilano per le strade di Milano a sostegno delle persone in difficoltà.

    Il corteo partirà da Milano con traguardo finale la sede di Fondazione Sacra Famiglia, a Cesano Boscone. Il programma di questa 52° edizione prevede il ritrovo in corso Sempione a Milano, alle ore 8.30, dove moto e scooter, scortate dalle staffette di Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Locale, attraverseranno le vie e le piazze cittadine fino a raggiungere il Piccolo Cottolengo Don Orione.

    L’arrivo delle moto a Cesano Boscone è previsto per le ore 11.00 quando i motociclisti si uniranno agli ospiti, familiari, operatori e visitatori della Fondazione portando doni e giochi raccolti durante l’anno.

    La manifestazione, organizzata dal Moto Club Ticinese “Raul Mondini”, ha una lunga e curiosa storia alle spalle: nasce, infatti, dall’iniziativa di un piccolo gruppo di soci del Club che erano soliti consegnare doni ai figli dei vigili urbani nei crocevia delle strade milanesi. Successivamente si decise di estendere questa tradizione anche ad altre realtà del territorio, tra cui Sacra Famiglia: è iniziata così un’appassionata amicizia, arricchita da momenti di condivisione e collaborazione, come in una vera famiglia. Oltre alla straordinaria partecipazione dei motociclisti, da parte del Moto Club non sono mai mancati la sensibilità e il rispetto per gli ospiti, che considerano la Befana Benefica un evento irrinunciabile.

  • Il Natale torna a far girare l’economia in Lombardia

    A Natale, si sa, siamo tutti più buoni. Nonostante le promesse di non spendere troppo, ognuno di noi alla fine non rinuncia mai ad un regalo per i propri parenti e amici, e spesso anche per se stessi.

    Nonostante le stime a livello nazionale parlino di un Natale con i consumi sottotono, in Lombardia il trend sembra realmente diverso. Sono 66mila le imprese lombarde legate al Natale, il 14% delle 473mila aziende che in tutta Italia fanno affari durante le feste natalizie.

    Il business nazionale mensile è di circa 5 miliardi di euro, ma in Lombardia il giro d’affari mensile è di 1,5 miliardi, di cui circa 1 milardo generato a Milano. Questo vuol dire che il 20% del business natalizio a livello nazionale si concentra nel capoluogo lombardo. E’ quanto emerge da un focus della Camera di Commercio di Milano dedicato al business del Natale, ricerca basata sui dati del Registro Imprese relativi al terzo trimestre 2018.

    La ristorazione è il settore con più imprese legate al Natale: sono 51mila le aziende della ristorazione in Lombardia, circa 338mila in Italia. Seguono gli alloggi con oltre 4mila imprese in Lombardia su 53mila in Italia; tour operator e agenzie viaggi con 2,4 mila posizioni su 16mila in Italia. A seguire commercio di fiori e piante (2mila in Lombardia), gioiellerie (1,7 mila), profumerie (1,4 mila). Il settore che cresce di più, sia in Lombardia che in Italia è quello della pasticceria fresca: +8,2% su scala nazionale e +6,4% in regione.

    La provincia che in Italia conta il maggior numero di imprese dell’aggregato natalizio è quella di Roma (41mila), ma a livello regionale domina la Lombardia che con le sue 66mila aziende stacca Lazio (52mila), Campania (47mila), Veneto (36mila). Da notare la differenza tra imprese presenti sul territorio e business creato dalle stesse, dove abbiamo visto che la Lombardia è ancora senza rivali.

    Per quanto riguarda i lavoratori, infine, su circa 1,8 milioni di addetti totali in Italia, la Lombardia copre il 19% con 347mila persone coinvolte; poi ci sono Veneto (187 mila), Emilia Romagna (185 mila) e Lazio (171 mila).

    Negli ultimi anni hanno contribuito ad aumentare questi numeri anche i numerosi mercatini natalizi che si sono moltiplicati in tutta la regione. Alle fiere più importanti e famose come l’Artigiano in fiera, si sono aggiunte diverse manifestazioni sempre più frequentate dai cittadini. Oggetti da regalo, lavorazione artistica di marmo, pietre, ceramica e vetro, bigiotteria e gioielleria, orologi, prodotti tessili ma anche casalinghi, arredamento e cosmetici: sono quasi 21mila, al terzo trimestre 2018, le attività di artigiani e ambulanti di prodotti artistici presenti in Lombardia e legate ai mercatini di Natale di questi giorni, il 12,5% del totale italiano.

    Gli ambulanti sono più di 16mila, concentrati maggiormente nella vendita di tessuti, abbigliamento e calzature (nel complesso 8.400 imprese) e nel commercio al dettaglio ambulante di chincaglieria e bigiotteria (1.900), si contano quasi 1.800 sarti e circa 1.300 designers in tutta la Lombardia.

    Nei settori dell’artigianato artistico lombardo a crescere di più sono le attività di design di moda e design industriale, +5,2% in un anno e le attività di fabbricazione di strumenti musicali, +3% in un anno.

    In Italia sono quasi 167mila le imprese coinvolte nei mercatini. Prima Napoli con 14.865 imprese (+0,7%), poi Roma (10.501, +1,1%) e Milano (9.119), seguite da Caserta (6.118, +0,8%), Torino (5.196), Palermo (5.109), Salerno (4.641).

    In Lombardia, come provincia, Milano pesa per il 44% del settore, Brescia e Bergamo il 10% circa e Monza l’8%%. In crescita Sondrio (+2,3%).

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