Milano

  • Il Roadshow della Commissione europea dedicato a innovazione e ricerca fa tappa a Milano

    L’Italia dell’innovazione si dà appuntamento a Milano il prossimo 28 giugno,  all’Auditorium Fondazione Cariplo (Largo Gustav Mahler), per l’EIC Roadshowevento dedicato al sostegno nei confronti dell’innovazione e della ricerca, organizzato dalla Commissione europea in cooperazione con il MIUR e APRE (Agenzia per la promozione della ricerca europea). Durante l’evento informativo a carattere nazionale verrà annunciato il lancio del programma pilota “European Innovation Council – EIC 2019 – 2020”, con un budget stanziato di circa 2,2 miliardi di euro. Avrà lo scopo di sostenere l’innovazione di alto livello, imprenditori, piccole imprese e scienziati con idee brillanti e l’ambizione di crescere a livello internazionale. Nel corso della giornata saranno in particolare presentati i dettagli operativi degli strumenti Pathfinder (FET Open e FET Proactive), a supporto di ambiziosi progetti di ricerca collaborativa focalizzati su tecnologie emergenti, e Accelerator (SME Instrument), dedicato ad aziende e start up a vocazione fortemente innovativa, con l’obiettivo di accelerare i loro processi di crescita sui mercati europei e globali (scaling up). L’evento sarà aperto dagli interventi di Teresio Testa, Executive Director, SME Sales & Marketing di Intesa Sanpaolo, di Massimo Gaudina, Capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea e di Fabrizio Sala, Vicepresidente e assessore per la Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione della Regione Lombardia. Seguiranno gli interventi dei rappresentanti della DG Ricerca e Innovazione della Commissione europea, del MIUR, del CNR, della Cassa Depositi e Prestiti e di altri enti pubblici e privati. L’evento, organizzato in cooperazione con il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca e APRE (Agenzia per la promozione della ricerca europea), si rivolge principalmente ai ricercatori, alle spin off, start up e PMI innovative, oltre che alle strutture di supporto (grant office e TTO) all’interno delle organizzazioni di ricerca.

    Il pilota “European Innovation Council” ha lo scopo di sostenere l’innovazione di alto livello, imprenditori, piccole imprese e scienziati con idee brillanti e l’ambizione di crescere a livello internazionale. Sarà soprattutto lo strumento che permetterà una transizione tra l’attuale programma Ue dedicato alla ricerca, Horizon 2020, e il futuro programma Horizon Europe.  Nella sua proposta, la Commissione europea ha strutturato Horizon Europe su tre pilastri: scienza aperta, sfide globali e competitività industriali e infine innovazione aperta. Quest’ultimo pilastro, a cui la Commissione propone di assegnare 13,5 miliardi di euro, mira a rendere l’Europa leader nell’innovazione in grado di creare nuovi mercati proprio attraverso il Consiglio europeo per l’innovazione (European Innovation Council).

    Fonte: Commissione europea

  • Le Olimpiadi invernali 2026 tra Milano e Cortina porteranno benefici per 2,3-3 miliardi all’Italia

    Per le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali 2026 (6-22 febbraio e 6-15 marzo) a Milano e Cortina, uno studio dell’Università La Sapienza stima costi per 1,3 miliardi di euro (400 milioni a carico del Cio) e ricadute economiche positive sul Pil per 2,3 miliardi (la Bocconi più ottimista ipotizza 3 miliardi).

    I Giochi saranno spalmati su quattro ‘cluster’ fra Lombardia, Veneto e le province di Trento e Bolzano: Milano, Valtellina, Cortina e Val di Fiemme. La cerimonia di apertura davanti agli 80 mila spettatori di San Siro sarebbe la più partecipata nella storia dei Giochi invernali insieme a Pechino 2022. Quella di chiusura invece andrà in scena nel suggestivo scenario dell’Arena di Verona, sito patrimonio dell’Unesco. Il 93% delle 14 sedi di gara è già esistente (10, di cui 4 saranno ristrutturate) o temporanea (3), solo una andrà costruita da zero (da investitori privati): è il PalaItalia Santa Giulia (15mila spettatori) per l’hockey, destinato dopo i Giochi a diventare spazio polifunzionale. Affiancato dall’Arena Hockey Milano, impianto chiuso nel 2010 che verrà ristrutturata con 7mila posti. Le gare di pattinaggio di figura e Short Track si terranno al Forum Mediolanum. In Valtellina le medaglie dello sci alpino maschile saranno assegnate sulla pista Stelvio di Bormio, una delle più spettacolari al mondo, con un impianto di illuminazione che consente di gareggiare in notturna.

    Lo sci alpino femminile vedrà le gare ospitate da Cortina, sulla Tofane. La Perla delle Dolomiti sarà anche sede del curling allo Stadio Olimpico (ristrutturato con le tribune in legno originali), di bob, slittino e skeleton allo Sliding Centre E. Monti. Per il biathlon c’è la Sudtirol Arena di Anterselva. Snowboard e feestyle in scena in tre sedi a Livigno (Carosello 3000, Sitas-Tagliede, Mottolino). In Val di Fiemme il pattinaggio di velocità sarà protagonista sulla pista di Piné, per cui c’è un progetto per la copertura completa che ne farà la struttura più alta d’Europa (1.030 metri sul mare). A Tesero è destinato lo sci di fondo. Per il salto con gli sci ci sono i trampolini di Predazzo, con una cornice spettacolare. Le Medal Plazas verrebbero allestite in piazza Duomo a Milano e a Cortina. Atleti e tecnici alloggeranno in 6 villaggi olimpici, in media a 20 minuti dalle sedi di gara (5.670 posti letto): uno a Milano (da costruire allo scalo dismesso di Porta Romana), due temporanei a Cortina e Livigno, e tre in hotel già esistenti. Adiacente al villaggio di Cortina, il Mountain Media Centre, a cui si aggiunge il Media Centre milanese della Fiera di Rho-Pero.

    I Giochi 2026 puntano anche alla sostenibilità ambientale, con l’impegno a riciclare il 100% dei rifiuti urbani e l’80% degli imballaggi, il divieto di incarti e confezioni monouso per cibi e bevande nonché con la scelta di materiali per il mantenimento del ghiaccio con meno ammoniaca, e l’utilizzo di pannelli solari per l’alimentazione degli impianti per la neve artificiale.

  • A Milano l’amore e il desiderio dei preraffaelliti

    1848. L’Europa è in fermento, ovunque gruppi di rivoluzionari chiedono cambiamenti politici e uguaglianza sociale. La rivoluzione industriale sta delineando le conseguenze del progresso: centinaia di persone si trasferiscono in città per lavorare nelle fabbriche e le periferie urbane, dove i nuovi arrivati cercano una dimora (o qualcosa che le assomigli), crescono a dismisura. E con esse i problemi igienici e di adattamento. Londra diventa il simbolo di questo cambiamento epocale, giovani, anziani, donne e soprattutto bambini, spesso senza famiglia, sfruttati nelle fabbriche le cui ciminiere che sbuffano fumo prendono il posto delle guglie di Westminster e della cupola di St Paul’s Cathedral. Karl Marx getta le basi del suo pensiero ideologico, Charles Dickens racconta storie di ragazzini orfani (che poi incontrano un benefattore che regala loro una vista nuova e serena) vittime della furbizia di chi cerca di sopravvivere con ogni espediente alle brutture del sottobosco umano creato da questo cambiamento epocale. E la Regina Vittoria, che darà il nome ad un intero periodo storico, è a capo di quello che sarà il più grande impero dell’epoca moderna. In questo contesto così vivo, e a tratti vivido, un gruppo di giovani anti capitalisti, anti rivoluzione economica e politica creano una ‘confraternita’ per produrre una straordinaria rivoluzione artistica: liberare la pittura britannica dalle convenzioni e dalla dipendenza dai vecchi maestri. Nasce il movimento “preraffaellita” in cui questi giovani visionari sperimentano nuove convinzioni, nuovi stili di vita e di relazioni personali, radicali quanto la loro arte. Al loro genio e alla loro creatività Milano dedica la mostra, bellissima, dal 19 giugno al 6 ottobre a Palazzo Reale, “Preraffaelliti. Amore e desiderio”, promossa e prodotta dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, organizzata in collaborazione con Tate e curata da Carol Jacobi, Curator British Art del museo londinese. Per la prima volta i capolavori dei preraffaelliti saranno a Milano. Ingiustamente sottovalutati, rispetto ad altri movimenti pittorici, i preraffaelliti sono fortemente legati all’Italia, alla sua bellezza paesaggistica e alla sua arte, quella che precede Raffaello, o meglio i suoi epigoni, considerato il gran maestro al quale pittori e storici dell’arte, soprattutto in Gran Bretagna, si sono ispirati per darsi delle regole, a volte fin troppo leziose. Il fondatore del gruppo, Dante Gabriel Rossetti, figlio di un rivoluzionario carbonaro di origine abruzzese rifugiatosi a Londra, pospone, per onorarlo, il suo nome di battesimo a quello del grande Poeta italiano e con i suoi compagni volge lo sguardo proprio a Dante, Petrarca, all’arte di Giotto, alle pale medievali, alla bellezza della poesia e alla natura che sa commuovere l’anima, per ricreare uno stile unico, nuovo e assai moderno per l’epoca (forse, a tratti, addirittura antesignano dell’impressionismo).

    Nella mostra milanese gli spettatori potranno gustare tutti quegli elementi che le 80 opere esposte, tra le quali alcuni dipinti iconici che difficilmente escono dal Regno Unito per essere prestati, come l’Ofelia di John Everett Millais, Amore d’aprile di Arthur Hughes, la Lady of Shalott di John William Waterhouse, sanno raccontare: dall’amore e dal desiderio alla fedeltà alla natura e alla sua fedele riproduzione; e poi le storie medievali, la poesia, il mito, la bellezza in tutte le sue forme.

    Le opere sono presentate per articolate sezioni tematiche, al fine di esplorare gli obiettivi e gli ideali di quel movimento, gli stili dei vari artisti, l’importanza dell’elemento grafico e lo spirito di collaborazione che, nell’ambito delle arti applicate, fu un elemento fondamentale del preraffaellitismo. A testimoniare il tema della poetica degli artisti preraffaelliti, e cioè l’arte e in generale la cultura italiana pre-rinascimentale e quell’idea di “modernità medievale” che tanto caratterizza la loro produzione saranno presenti i dipinti “iconici” su temi che vanno da Dante Alighieri e il suo poema (Paolo e Francesca e Il sogno di Dante al tempo della morte di Beatrice di Dante Gabriel Rossetti) fino al paesaggio italiano tout court (Veduta di Firenze da Bellosguardo di John Brett).

    Una mostra da non perdere perché, come ha sottolineato l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno, “i Preraffaelliti si collocano in quel solco della grande cultura ospitata a Milano”. E di bellezza questa volta ce n’è davvero tanta!

  • Milano dedica una giornata al 205° della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Ci sarà anche il Villaggio della Legalità

    Mercoledì 5 giugno 2019, a Milano, avranno luogo le celebrazioni per il 205° della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Per tutta la giornata si svolgeranno eventi, aperti al pubblico, per festeggiare e conoscere meglio un corpo militare tanto caro agli italiani. Si comincerà in mattinata con la tradizionale Cerimonia militare – alla presenza del Comandante Interregionale “Pastrengo”, Gen. di Corpo d’Armata Gaetano Maruccia, delle autorità civili e del ministro Marco Bussetti – e la premiazione dei militari distintisi in operazioni di contrasto alla criminalità e soccorso alla popolazione. Saranno premiate anche le classi vincitrici nel Concorso “L’Arma dei carabinieri per la scuola”, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale di Milano e Città metropolitana oltre ad un riconoscimento agli studenti della Scuola media di Crema che il 20 marzo a San Donato milanese sono stati tratti in salvo dai Carabinieri di Milano.

    Per la prima volta alla Cerimonia si affiancherà il Villaggio della Legalità, un’occasione per conoscere meglio l’Arma, in Piazza Duomo dalle 10 alle 21.30

    Per la prima volta “Una Giornata con i Carabinieri”, una carrellata di iniziative dedicate a tutti – cittadini, turisti e studenti – dalle ore 10.00, con l’Alzabandiera e l’Inno Nazionale della Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri “Lombardia” fino a sera.

    Il Villaggio della Legalità sarà un percorso interattivo per conoscere meglio la realtà dell’Arma nelle sue componenti. Saranno mostrate le nuove tecnologie per la sicurezza e il pronto intervento e ci saranno simulazioni di neutralizzazione di un finto ordigno esplosivo anche con l’utilizzo di un robot artificiere; ricerca di sostanze esplodenti e stupefacenti da parte di Unità cinofile; rilievi su una scena del crimine ricostruita da operatori della Sezione Investigazioni Scientifiche di Milano; operazioni di foto-segnalamento e tecnica utilizzata per l’esaltazione delle impronte latenti.

    Non mancheranno i mezzi storici dell’Arma affiancati a quelli moderni. Tra le eccellenze schierate: elicottero Bell G47, 1952; Fiat Torpedo, 1934; Alfa Romeo Matta, 1953; Alfa Romeo Giulia a partire dal 1969; Moto Guzzi Super Alce, 1948. Tra le “moderne” l’Alfa Romeo GIULIA QV e la LOTUS EVORA (utilizzate per il trasporto urgente di organi), le nuove Ducati Multistrada, un Iveco RG12 (per servizi di ordine pubblico) e la nuova Toyota Yaris Hybrid.

    In dieci gazebo saranno presentate attività dell’Arma in generale, anche riguardo le modalità di arruolamento; del 3° Rgt Lombardia, del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) e NIL (Nucleo Ispettorato Lavoro); della SIS (Sezione Investigazioni Scientifiche di Milano); del TPC (Nucleo della Tutela del Patrimonio Culturale) che illustrerà anche la Banca Dati delle Opere d’Arte Rubate e del NAS (Nucleo Antisofisticazione e Sanità); del Nucleo Subacquei di Genova;  il maniscalco del Posto fisso a Cavallo, Carabinieri di Monza. Munito di fucina, incudine e mazza, forgerà i ferri per donarli ai più piccoli;  illustrazione del Monumento al Carabiniere di Piazza Diaz e altre opere dello scultore L. Minguzzi; esposizione di Uniformi storiche dai primi del ‘900; Concorso provinciale “L’Arma dei Carabinieri per la Scuola, un’alleanza educativa territoriale”, esposizione dei lavori di 1500 studenti.

    La componente Forestale dell’Arma in laboratori interattivi illustrerà le sue competenze (tutela dell’habitat e delle specie a rischio, contrasto al commercio di piante e animali in via di estinzione).

    In una tensostruttura ci saranno brevi conferenze multimediali su sicurezza stradale, tutela dell’ambiente, salute, lavoro e patrimonio culturale e forestale, sicurezza in montagna, oltre ai temi della violenza contro le donne, bullismo, abusi sui minori, tossicodipendenze, truffe agli anziani, rischi del Web, ela storia dell’Arma a Milano che vede i Carabinieri insediati qui dal 1859.

    Alle 21,15 un evento che non smette mai di emozionare: la cerimonia dell’Ammainabandiera, con l’Inno Nazionale della Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri “Lombardia” che chiuderà il Villaggio della legalità.

    Alle 21,30, in piazza Diaz, si svolgerà la cerimonia militare della deposizione di una corona d’alloro in onore dei Caduti al Monumento al Carabiniere. Un momento di raccoglimento in ricordo di tutti i caduti dell’Arma e delle Forze Armate, con un particolare pensiero al Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa che quel monumento ha fortemente voluto. Sarà acceso per la prima volta il nuovo impianto di illuminazione del monumento alla presenza del Sindaco di Milano, Giuseppe Sala e di S.E. l’Arcivescovo Metropolita Mario Delpini. A conclusione delle celebrazioni, alle 21,50, sul sagrato del Duomo, la Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri Lombardia si esibirà in un concerto con brani del proprio repertorio.

  • Alla Fondazione Sacra Famiglia in arrivo per l’estate volontari da tre Continenti

    Sono oltre 1.200 i volontari che oggi operano nelle varie sedi della Fondazione Sacra Famiglia e saranno ancora di più domani, per rispondere con efficacia ai bisogni degli ospiti. Sacra Famiglia ha infatti siglato una partnership con AIESEC, network globale fondato in Belgio che si occupa di progetti di volontariato internazionale, volta a coinvolgere attivamente giovani volontari provenienti da ogni parte del mondo. Il primo turno di volontari provenienti da 5 paesi di 3 continenti (Romania, Egitto, Germania, Portogallo e Colombia) arriverà il 10 giugno: i ragazzi fanno parte di “Help to help”, l’iniziativa di AIESEC Italia che mira alla sensibilizzazione e allo svolgimento di attività concrete rispetto alle pari opportunità e al supporto per anziani e persone con disabilita di qualunque tipo. I giovani sono in totale 9 e presteranno la loro opera per sei settimane sia a Cesano Boscone, sede principale di Sacra Famiglia, che nella sede di Andora (SV) dove gli ospiti di Sacra Famiglia trascorrono come ogni anno i soggiorni estivi. A fianco di questa collaborazione resta viva quella con le università milanesi, in particolare con l’Università Cattolica di Milano che, nell’ambito dei Customized Programs, propone progetti di scambio internazionale per consentire a studenti di atenei stranieri di frequentare corsi e approfondire temi di interesse attraverso visite guidate in realtà significative del territorio, come Sacra Famiglia. Lo scorso mese di maggio sono infatti arrivati i ragazzi dell’University of Kansas School per studiare la struttura come modello di cura delle persone più fragili, anziani e disabili. Ragazzi da tutto il mondo, ma anche dal territorio circostante. Sono tante infatti le formule con cui si può diventare volontari in Fondazione Sacra Famiglia. A partire dai più piccoli del Summer Green, un progetto estivo dedicato agli adolescenti dai 14 anni in su, al Servizio Civile Nazionale, all’alternanza scuola-lavoro, ma anche esperienze aziendali. A fianco di queste proposte restano le tipologie più classiche: volontariato singolo o di gruppo, oltre alle numerose Associazioni, oratori e scuole che prestano il tempo e il loro aiuto.

  • Ripensare, riutilizzare e riciclare la plastica: le idee vincenti degli studenti riuniti a Milano per l’European Youth Debating Competition

    La plastica può avere un futuro sostenibile? Parrebbe proprio di sì se tutti imparassimo a riciclare e a riutilizzare questo prodotto che sempre più spesso è considerato causa principale di inquinamento e degrado ambientale. E le idee per dare nuova vita e dignità alla plastica non mancano quando a proporle sono i giovani, anzi i giovanissimi, come è successo a Milano, lo scorso 30 maggio, in occasione della tappa nazionale dell’European Youth Debating Competition (EYDC, www.eydc.eu) in cui i protagonisti delle nuove  e utili proposte sono stati gli oltre 500 studenti di Scuole secondarie di II grado provenienti, oltre che dall’Italia, da Francia, Benelux, Germania, Polonia, Spagna e UK. Per il nostro Paese erano 80, da 10 scuole di Milano e Città metropolitana. I ragazzi hanno lavorato in classe, per mesi, sul quesito “Rethink, reuse, recycle: how would you shape a sustainable future with plastics and petrochemicals?” (Ripensa, riutilizza, ricicla: Come costruiresti un futuro sostenibile con la plastica e i prodotti petrolchimici?) e durante l’evento milanese hanno partecipato ad un dibattito, in inglese e con regole precise, in cui hanno esposto le loro idee concrete su come ridisegnare, riutilizzare e riciclare la plastica e i prodotti della petrolchimica per un futuro sempre più sostenibile. Una Giuria composta da rappresentanti dell’industria, docenti ed esperti di EPCA e PlasticsEurope, ha assistito al dibattito e ha valutato le prestazioni dei ragazzi basandosi, oltre che sulla loro preparazione, sulla capacità espressiva e sull’abilità di confrontarsi e interagire e ha premiato Alice Soldati del Liceo Scientifico Vittorini di Milano, Manuela Abdel Sayed del Liceo Scientifico Vittorini di Milano, Elia Giannini dell’Istituto Tecnico Molinari di Milano, Valerio Venezia dell’Istituto Tecnico Cannizzaro di Rho, Stefan Eugeniev Apostolov dell’Istituto Tecnico Maggiolini di Parabiago, Nihad Fadene del Liceo Scientifico Bramante di Magenta che parteciperanno alla finale europea, a Berlino il prossimo 7 ottobre, insieme ai finalisti provenienti da tutti gli altri Paesi, nell’ambito della 53° Assemblea di EPCA. Soddisfazione è stata espressa dal direttore dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Milano e città Metropolitana, Yuri Coppi, che, nell’elogiare  l’impegno e l’entusiasmo mostrato dai ragazzi nell’approcciarsi alla ricerca e alla elaborazione di idee costruttive, ha ricordato quanto i lavori scaturiti dalla ricerca abbiano offerto a tutti loro un’occasione privilegiata per acquisire competenze trasversali e capacità di gestire e rielaborare le informazioni.

  • La movimentata vita di Ettore Modigliani, storico soprintendente della Pinacoteca di Brera, raccontata da di Marco Carminati

    Una vita movimentata ed intensa quella di Ettore Modigliani, un uomo il cui nome si lega totalmente alla Pinacoteca di Brera e ad una pagina tragica della nostra storia. Alla sua figura e al suo operato  Marco Carminati ha dedicato il libro Memorie. La vita movimentata di un grande soprintendente di Brera (edito da Skira) che sarà presentato mercoledì 29 maggio, alle ore 18, nella Sala della Passione alla Pinacoteca di Brera di Milano (Via Brera, 28).

    Le vicende di Ettore Modigliani (1873-1947), sino a oggi inedite, rappresentano un’eccezionale testimonianza di un’esistenza a tratti autenticamente avventurosa, che venne interamente spesa al servizio del patrimonio artistico italiano. Direttore della Pinacoteca di Brera dal 1908 al 1935, soprintendente della Lombardia dal 1910 al 1935 e organizzatore della mostra più importante mai realizzata sull’arte antica italiana (che si tenne a Londra nel 1930), Ettore Modigliani ha avuto il privilegio (ma anche il peso) di attraversare tutta la prima parte del Novecento vivendo esaltanti momenti professionali, come l’esposizione a Brera della Gioconda di Leonardo da Vinci (1913), il recupero delle opere d’arte trafugate dall’Austria all’Italia (1920), il grande riordino della Pinacoteca Braidense (1925) e la fondazione dell’Associazione degli Amici di Brera (1926). Lo stesso Modigliani, però, fu costretto a subire cocenti umiliazioni, come l’allontanamento forzato dalla sua amatissima Brera nel 1935 e il trasferimento a L’Aquila (a seguito di uno scontro frontale con il potente “quadrumviro” fascista Cesare Maria De Vecchi), e come la vergognosa espulsione dall’amministrazione pubblica (lui cittadino e funzionario modello) per gli effetti delle infauste leggi razziali del 1938, che lo costrinsero nel 1943 a nascondersi tra i monti delle Marche per sopravvivere alle persecuzioni. Modigliani superò la catastrofe ed ebbe la soddisfazione di ritornare a Brera come ispettore incaricato nel 1945. Dotato di una scrittura brillante e coinvolgente, il direttore utilizzò i suoi ultimi anni di vita per redigere questo libro, che stese per far conoscere che cosa si nasconda dietro una professione ritenuta contemplativa, per “soddisfare la curiosità del prossimo” e per non cadere nell’oblio, dopo essere stato così “ferocemente imbavagliato”. Modigliani terminò il racconto delle sue Memorie l’11 febbraio 1946 (giorno del suo reintegro come soprintendente a Brera) con un messaggio di grande speranza: Brera “è un ammasso di macerie”, “eppure tutti questi beni culturali risorgeranno a gloria della città, come prima e migliori di prima. Io ringrazio la sorte di avermi concesso, innanzi lo scoccare della mia ora fatale, di essere un operaio di questa ricostruzione. Possano le forze assistermi! Non chiedo altro”. Modigliani morì nel 1947. Sarà Fernanda Wittgens, la sua più fedele e stretta collaboratrice, a portare a compimento il sogno del suo “mentore”: nel 1950 Brera riaprirà, più bella e più viva di prima.

  • Antonello contemporaneo

    Una delle mostre più attese e di successo della stagione sta per chiudere i battenti  e lo fa con tutti fasti che si richiedono per l’occasione. Antonello da Messina, infatti, prima di congedarsi  dalle sale di Palazzo Reale a Milano, sarà celebrato con una visita speciale con Vittorio Sgarbi, lunedì 27 maggio alle ore 19.00,  che, in occasione dell’uscita del suo nuovo libro Antonello contemporaneo edito da Skira, racconterà la bellezza dell’opera del grande artista siciliano. Il volume riunisce una selezione dei suoi saggi sull’opera di Antonello a confronto con altre opere del maestro o di altri artisti a lui contemporanei o successivi, fino ad arrivare all’arte dei nostri giorni rivelandosi così uno strumento importante e di originale rilettura del grande artista quattrocentesco. “Che Antonello da Messina fosse un pittore veneziano, lo si è creduto a lungo, anche in Sicilia, fino all’Ottocento” – scrive Sgarbi – “che il suo quadro-simbolo, la luminosissima Annunciata del museo di Palermo, fosse scambiato per un’opera del pittore tedesco Albrecht Dürer o considerato la copia di un’altra Annunciata, conservata a Venezia, è successo fino al 1904. Che ci siano nelle pieghe di chissà quali collezioni quadri di Antonello ancora da scoprire lo rivela la Pietà acquistata dal Prado di Madrid nel 1966: un Cristo morto, ancora palpitante, sorretto da un angelo di fronte a un paesaggio in cui si riconosce la torre campanaria dell’antico duomo di Messina. Basta perciò contare le opere riscoperte dopo il Novecento, almeno sei, per capire che la grandezza di Antonello (“una grandezza che spaura”, ha scritto nel 1953 lo storico dell’arte Roberto Longhi) appartiene tutta a questo secolo”. La storia di Antonello e quella delle sue opere, poco più di una trentina arrivate fino a noi, infatti, si è persa a partire dal ‘500 sebbene, come racconta Giorgio Vasari, aurore delle Vite e citato da Sgarbi, fosse stato proprio lui a rubare al pittore fiammingo Jan van Eyck il segreto della pittura a olio per rivelarlo agli artisti italiani del Rinascimento. Gli elementi sicuri della sua biografia sono scarsi e lacunosi, le opere datate pochissime, quelle perdute sono molte, almeno quaranta. Ogni tanto affiora qualche indizio che ci fa pensare a quanto ancora poco si sappia di lui. Quello di Antonello è un vero e proprio ‘caso’ che Sgarbi proverà se non a risolvere almeno a raccontare con tutti i dettagli che una vicenda così bella, misteriosa e importante per la storia dell’arte merita.

    La prenotazione per la visita è obbligatoria perché i posti disponibili sono solo 200, chi vuole deve inviare una e-mail a: rfasan@momoskira.it

  • Lombardia: finanziamenti per ricerca e sviluppo alle PMI

    La Lombardia è da sempre in prima linea quando si parla di finanziamenti per l’innovazione e l’internazionalizzazione delle Pmi. In questi giorni si stanno discutendo due provvedimenti che puntano a promuovere l’attività delle imprese piccole e medie: queste valgono complessivamente 37 milioni.

    Il primo, atteso a breve in pubblicazione, è il nuovo bando Frim Fesr 2020 «Ricerca e Sviluppo», gestito da Finlombarda, che vale 30 milioni: finanzia ricerca e innovazione delle Pmi e dei liberi professionisti. A disposizione ci sono risorse regionali, statali e del Por Fesr 2014-2020 per i progetti collegati alle aree di specializzazione della «Strategia regionale di specializzazione intelligente per la ricerca e l’innovazione-S3» (settore aerospaziale, agroalimentare, industrie creative) e alle tematiche delle «smart cities» (infrastrutture, costruzioni intelligenti, sicurezza). I finanziamenti sono a medio-lungo termine, di durata da tre a sette anni (di cui massimo due di preammortamento) con tasso fisso nominale dello 0,5% e importo tra 100mila euro e un milione. È finanziabile fino al 100% degli investimenti di almeno 100mila euro in attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione, realizzati entro 18 mesi (più sei di possibile proroga) dal decreto di concessione. Sono ammissibili nel finanziamento spese per tecnici e ricercatori, costi di ammortamento o canoni per l’acquisto in leasing di impianti e attrezzature nuovi o usati, i costi della ricerca contrattuale, delle competenze tecniche e dei brevetti, la consulenza per l’attività di ricerca, i materiali necessari alla realizzazione del progetto, le spese generali forfettarie, i costi per il deposito e la convalida dei brevetti durante il periodo di realizzazione del progetto. Sarà possibile presentare domanda online dal 6 giugno fino a esaurimento delle risorse.

    Si apre invece il 22 maggio lo sportello della «linea internazionalizzazione» di Regione Lombardia, gestita da Finlombarda, che finanzia i progetti integrati di internazionalizzazione e sviluppo internazionale delle Pmi lombarde attive da almeno due anni. Lo stanziamento iniziale è di 7 milioni a valere su risorse del Por Fesr 2014-2020 con il cofinanziamento regionale e statale. Sono previsti finanziamenti di medio-lungo termine a tasso zero, di importo compreso tra 50 e 500mila euro e durata da tre a sei anni (di cui massimo due di preammortamento). I finanziamenti coprono fino all’80% degli investimenti in programmi di internazionalizzazione, che siano realizzati entro 18 mesi dalla concessione dell’agevolazione e di importo minimo di 62.500 euro. Sono finanziabili le spese sostenute per la partecipazione a fiere internazionali, per la promozione dei prodotti in showroom o spazi espositivi temporanei all’estero, per servizi di consulenza, per l’ottenimento di certificazioni estere e per il personale impiegato nel progetto di internazionalizzazione. Le imprese potranno fare domanda online, fino a esaurimento delle risorse.

    Resterà aperto fino al 17 giugno, invece, il bando Fashiontech della Regione Lombardia per la sostenibilità delle piccole e medie imprese del settore moda. In base al bando, aperto il 30 aprile, sarà possibile presentare progetti “di ricerca e sviluppo finalizzati all’innovazione del settore Tessile, moda e accessorio, secondo il principio della sostenibilità, dal punto di vista ambientale, economico e sociale”. Il budget del bando è di 10 milioni di euro. Possono partecipare al partenariato pmi, grandi imprese, organismi di ricerca pubblici e privati o Università. Le imprese devono avere sede operativa attiva in Lombardia alla data della prima richiesta di contributo. Vengono comunque solo riconosciute le spese sostenute presso la sede in Lombardia.

  • Con Combi Mais 6.0 Innovagri punta a produrre 20 tonnellate di granella di mais per ettaro

    Al suo sesto anno di applicazione Combi Mais 6.0 si conferma un autentico benchmark in materia di precision farming: un protocollo ampiamente collaudato di coltivazione sostenibile, in grado di combinare agronomia e innovazione sia per semplificare il lavoro degli operatori che per aumentare produttività, qualità, redditività nella produzione di granella per uso alimentare (l’applicazione di Combi Mais, peraltro, da quest’anno è stata estesa dall’uso alimentare anche a quello zootecnico, migliorando così la qualità dei mangimi a base di mais di cui si nutrono suini e bovini da cui si ottengono carne, latte e formaggi).

    Sulla scorta di questi risultati (da aprile tornata in Via Cesare Lombroso 54 presso la Torre Uffici SOGEMI, la società che gestisce i mercati agroalimentari all’ingrosso di Milano), il presidente di Innovagri, Mario Vigo, ha dichiarato: “Il nostro obiettivo è quello di continuare la sfida produttiva per realizzare qualità e sostenibilità, in modo da interpretare l’agricoltura del presente e del futuro”. Con l’obiettivo di ottenere 20 tonnellate di granella di mais a ettaro, per 30 ettari di coltivazione nell’Azienda Agricola Folli, Innovagri punta su una serie di migliorie, illustrate dallo stesso Vigo.

    Anzitutto, è stato introdotto un secondo ibrido non solo per la filiera alimentare da affiancare al Sy Brabus, il Sy Fuerza, per rispondere al bisogno dei produttori di granella per filiera animale di produrre quantità e qualità tali da garantire una remunerazione migliore di coloro che producono per la “massa”. Poi si fa ampio ricorso al Digital Precision Farming per gestire le fasi cruciali della coltura (dalla preparazione del letto di semina, alla semina, dalla gestione dell’irrigazione al monitoraggio della fenologia, dalla determinazione del momento ideale di raccolta alla mappatura della produzione, utilizzando attrezzature e tecnologie digitali che permettono di gestire la coltura con la massima efficienza, minimizzando gli sprechi e massimizzando il ritorno dell’investimento. Netafim (leader mondiale nei sistemi per l’irrigazione) mette a disposizione dell’imprenditore agricolo piattaforme digitali che utilizzano informazioni provenienti da sensori, satelliti e banche dati, per indicare momenti di interventi irrigui e/o di protezione per pianificare azioni in grado di salvaguardare il potenziale produttivo. Grazie all’installazione di sensori e centraline di ultima generazione vengono monitorate la disponibilità idrica del terreno e l’umidità, al fine di irrigare quando serve con le quantità giuste, ottimizzando le risorse idriche. Per assicurare la qualità della granella viene svolto un attento monitoraggio sia delle micotossine che del contenuto in amido/potere nutritivo (grazie all’installazione del NIR su mietitrebbia). Syngenta monitorerà l’avanzamento dello stato vegetativo della coltura e determinerà il momento idoneo per la raccolta con Farmshot, innovativa piattaforma che permette di identificare fattori di discontinuità nell’appezzamento, sulla base di rilevazione NDVI ed elabora informazioni di supporto alle decisioni. Per mappare vegetazione e produzione si fa invece ricorso a Gps e sensistica: Topcon Agricolture installerà sulla trattrice Deutz-Fahr 7250 TTV  (con cambio a variazione continua, per risparmiare carburante e ridurre le emissioni) un sistema in grado di gestire contemporaneamente la guida della trattrice per l’effettuazione di semina, concimazione ed irrorazione guidate dal GPS, nonché per la raccolta dati (mappatura della vegetazione nelle varie fasi, mappatura della produzione) che serviranno per comprendere quali sono i fattori produttivi che limitano od esaltano il risultato finale. Per mettere la genetica nelle migliori condizioni di performance sia fisiologica che produttiva, invece, la nutrizione viene svolta impiegando concimi organo-minerali ad elevata efficienza Unimer, Flexifert distribuito in presemina con spandiconcime Kuhn idoneo al precision farming. Inoltre, prima della preparazione del letto di semina sarà distribuito il soil improver Microlife di Unimer, per un miglioramento strutturale e micro-biologico del terreno e bioattivare la fertilità. Sinergon Plus e trattamento Cifo di nutrizione in fertirrigazione saranno invece impiegati per assicurare un trattamento “antistress” e biostimolante della coltura e favorire l’accumulo di zuccheri. Infine, verrà mantenuto il bordo Operator Pollinator di Syngenta, affinché la fioritura scalare delle varie essenze continui a favorire la riproduzione di insetti pronubi e mammiferi di piccola taglia, confermando che agricoltura intensiva e biodiversità possono coesistere.

    Il coordinamento di tutti gli step delle attività è stato affidato all’Istituto di Agronomia dell’Università di Torino, guidato dal professor Amedeo Reyneri; mentre i partner sono Syngenta, una delle principali aziende dell’agro-industria mondiale, che ha selezionato l’ibrido SY BRABUS per la produzione della granella ed i prodotti per la protezione della coltura, Netafim, leader mondiale nello sviluppo, produzione e commercializzazione di soluzioni per l’irrigazione a goccia e la micro-irrigazione, Unimer, leader italiano nella produzione di fertilizzanti solidi a valenza ambientale per la nutrizione organo-minerale, Cifo per la nutrizione localizzata alla semina, fertirrigazione e biostimolante fogliare, Kuhn, per la fornitura delle macchine per lavorazione del terreno semplificate, semina di precisione e concimazione con logiche di precision farming, Deutz-Fahr, per la fornitura della trattrice, Topcon Agricolture, per il sistema di agricoltura di precisione in grado di gestire la guida della trattrice.

    A valle di tutto questo, la farina per polenta Combi Mais è commercializzata con successo presso i supermercati e ipermercati a insegna Iper, Unes, U2, Viaggiator Goloso – la linea top di gamma pensata per offrire, anche ai palati più esigenti, le migliori specialità grazie ad un’attenta selezione e ad una continua ricerca dei prodotti più genuini.

     

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