Milano

  • «Sala sa solo vivere di rendite, noi del centrodestra abbiamo fatto grande Milano»

    Trovato il candidato sindaco, si ha limpressione che Sala continui a dettare lagenda, indicando ai milanesi quali debbano essere le loro priorità. E si ha anche limpressione che lopposizione abbocchi al gioco di Sala, polemizzando con le sue uscite invece di indicare ai milanesi una prospettiva alternativa per la loro città…

    «In realtà mentre il centrodestra ha un progetto chiaro per il futuro di Milano, la sinistra che ha amministrato per dieci anni la città, si trova nell’imbarazzo di non lasciare nulla di significativo per le future generazioni di milanesi. La giunta Albertini ha dato alla città i depuratori, ha restaurato la Scala, ha realizzato il teatro degli Arcimboldi, ha introdotto i vigili di quartiere e i custodi sociali, solo per citare alcune delle cose concrete realizzate. La giunta Moratti in soli 5 anni ha dato a Milano un’esposizione Universale, con tutte le grandi opere collegate come la linea 4 e 5 della metropolitana e la Darsena, ha introdotto il bike sharing e car sharing, ha realizzato il Museo del Novecento e dato l’avvio all’operazione strade sicure col coinvolgimento dell’esercito al fianco delle forze dell’ordine. Dunque crescita economica, lavoro, cultura, ambiente, grande dinamicità e sicurezza hanno caratterizzato uno sviluppo potente e sostenibile della città di Milano durante le giunte di centro-destra. Della giunta Sala ricorderemo invece le tasse locali fatte pagare ai commercianti, ai ristoratori e alle piccole attività chiuse durante la pandemia, la mancata capacità rendere disponibile un trasporto pubblico locale adeguatamente potenziato e sicuro quando sarebbe servito per proteggere i milanesi dai rischi di contagio, le strade piene di buche, le case comunali abbandonate al degrado, le periferie dimenticate, le pericolose ciclabili dipinte sull’asfalto, migliaia di monopattini inseriti nella circolazione senza regole a tutela dei pedoni e soprattutto una città nella quale il grado di sicurezza ha raggiunto livelli molto bassi. Ecco dunque spiegato perché il sindaco uscente sfugga al confronto sulle questioni concrete e sia costretto invece a cercare a tutti i costi la polemica con lo sfidante prof. Luca Bernardo».

    Fdi nei sondaggi è indicato come il primo partito a livello nazionale, la Lega come seconda a poca distanza. Non c’è il rischio che i milanesi e le loro aspettative possano finire frustrate in questo testa a testa, che le amministrative servano a risolvere questo derby nel centrodestra prima che a dare alla città un sindaco diverso?

    «A Milano io sono il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale e le posso assicurare che corriamo per vincere tutti insieme. Il centro-destra è compatto e lavora per dare alla nostra città una buona amministrazione in grado di rilanciare l’economia, creare ricchezza e posti di lavoro, benessere per tutti i cittadini e prendersi cura delle periferie abbandonate ormai da molti anni. Dopodiché, dobbiamo prendere atto che Fratelli d’Italia sta continuando a crescere, perché i cittadini apprezzano la coerenza, la serietà e la competenza che il partito ha saputo mettere in campo a partire dalla sua leader Giorgia Meloni, che dimostra ogni giorno con il suo lavoro di essere la più brava, la più preparata e la più tenace nel difendere sempre e prima di tutto l’interesse degli italiani e dell’Italia».

    Lei è stato assessore nell’ultima giunta di centrodestra a Palazzo Marino. Come è cambiata la città in questi 10 anni, in virtù di cosa il centrodestra può tornare a essere interprete credibile delle aspettative e delle esigenze dei cittadini e meritarsi il loro voto in autunno?

    «Sono stato assessore alle politiche del lavoro e dell’occupazione e mi sono occupato di Expo nella giunta guidata da Letizia Moratti. Quasi tutto quello che di positivo si è sviluppato in questi ultimi 10 anni è figlio del nostro lavoro. Mi spiego: Pisapia ha inaugurato Expo che la nostra giunta ha progettato, conquistato e donato a Milano e all’ltalia, analogamente in questi ultimi dieci anni sono state inaugurate le fermate della metropolitana 4 e 5, la Darsena e tante altri grandi opere che sono state finanziate e realizzate solo grazie al lavoro della nostra giunta. Quello che è terribile invece è che 10 anni di amministrazione di sinistra non lasciano grandi progetti finanziati per i prossimi anni. Ci toccherà dunque fare un doppio lavoro: prima risistemare la città ripristinando la sicurezza, riattivando una viabilità (che ora è bloccata dalle false ciclabili), facendo le manutenzioni delle strade, delle scuole e degli immobili pubblici non fatte in tutti questi anni, sostenendo le partite Iva, i piccoli commercianti e gli artigiani tartassati da questa amministrazione. Poi dovremo riportare Milano alla grandezza che le spetta, così come avevamo fatto con la giunta Moratti, rendendo Milano una delle città più belle, dinamiche, vitali, competitive e amate al mondo. Siamo pronti a dare avvio a una grande operazione di sviluppo sostenibile che rilanci l’economia, tuteli l’ambiente e porti a una grande crescita sociale, in grado di prendersi cura delle persone più fragili, partendo dagli anziani e dai disabili».

  • Al via la campagna informativa “Siamo Europei e votiamo a Milano”

    Ha preso il via la campagna informativa “Siamo Europei e Votiamo a Milano”, un’iniziativa lanciata all’interno di APProach, progetto finanziato dalla Commissione europea ed organizzata dal Comune di Milano, in partnership con Csv Milano e garagErasmus, per permettere a tutti i cittadini UE residenti a Milano di venire a conoscenza delle procedure da seguire per partecipare alle prossime elezioni amministrative. Il voto è un diritto che dev’essere proprio di ciascun cittadino.

    Tra pochi mesi si svolgerà l’elezione del Sindaco e del Consiglio Comunale, dei Presidenti dei Municipi e dei Consigli Municipali. Le prossime elezioni amministrative sono l’occasione per una maggiore integrazione dei cittadini europei che vivono in città. Durante i mesi di luglio e agosto 2021, al fine di sostenere e diffondere la campagna informativa per promuovere il diritto di voto dei cittadini e delle cittadine europee a Milano e far loro conoscere le procedure, saranno proposti alcuni eventi in ambito culturale, artistico e sportivo e alcune attività di disseminazione e informazione (in presenza e online), che accenderanno gli interessi dei cittadini milanesi ed internazionali. Il reclutamento dei volontari sarà realizzato dal Comune di Milano, con il supporto organizzativo di garagErasmus e CSV Milano, con l’obiettivo di informare sul diritto di voto dei cittadini europei alle elezioni amministrative e facilitare l’iscrizione alle liste elettorali.

    Di seguito il kit informativo: kit elezioni

  • Un candidato Sindaco per Milano

    Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Benedetta Borsani

    Caro Direttore,

    vorrei dare il mio contributo per aiutare il centrodestra a uscire dall’impasse della scelta del candidato Sindaco a Milano. Vedo ripetersi i soliti veti incrociati che tanto male ci hanno già fatto e ricerche spasmodiche tra candidati che non siano politici. Perché mai poi quando invece sarebbe il tempo di rilanciare facendo tesoro della lezione dataci dalla pandemia: è tempo di non più tergiversare e rilanciare il ruolo di una classe politica preparata e capace. Oltretutto il candidato naturale c’è. È rispettato, apprezzato, noto forse più agli elettori (che sono quelli che poi vanno a votare) che alle segreterie. È inarrestabile, caparbio, sempre sorridente nonostante le difficoltà e sportivo, dote quest’ultima che non guasta. Anzi, oso dire che è un valore aggiunto. Ed è un’imprenditrice. Sto parlando di Giusy Versace, una donna la cui storia parla già da sè. Una donna che rappresenta le migliori qualità di Milano, instancabile, attenta ai deboli e all’avanguardia.

  • Tante proposte per scoprire Milano e i suoi dintorni

    Un tour tra gli angoli nascosti quello che propone l’Associazione ScoprireMilano con le sue guide esperte Marta e Marika. Di seguito i prossimi appuntamenti.

    CIMITERO MONUMENTALE 1: un museo a cielo aperto

    venerdì 7 maggio e domenica 30 maggio ore 15 – 2h | € 15

    Marika ci guiderà alla visita del museo a cielo aperto, che è il Cimitero Monumentale, con la sua ricca varietà di sculture da metà ‘800 agli anni ’30 del ‘900

    IL LIBERTY A PORTA VENEZIA: alta borghesia, bagni pubblici e floreale

    sabato 8 maggio alle 10 – 2h | € 15

    Marta ci guiderà alla scoperta del Liberty nella zona di Porta Venezia, con le residenze dell’alta borghesia e il gusto floreale delle facciate

    DA PORTA NUOVA A BRERA: dagli interventi contemporanei alla città storica

    domenica 9 maggio alle 10,30 – 1h 30′ | € 12

    Marta ci farà conoscere, in un percorso a ritroso nel tempo, lo sviluppo della città di Milano lungo un suo asse storico

    Dal pittoresco BORGO di GORLA alla Riviera delle VILLE di CRESCENZAGO

    domenica 9 maggio alle 15 – 2h 15’ | € 15

    Marika ci porterà alla scoperta del tratto urbano del Naviglio della Martesana, dal caratteristico ex-borgo di Gorla alle eleganti ville nobiliari e alla Chiesa Rossa di Crescenzago

    Gli altri appuntamenti:

    mercoledì 12 o giovedi 27 maggio alle 18 | € 27 – DATA PROVVISORIA

    Il CENACOLO di Leonardo

    venerdì 14 o 28 maggio alle 15.30 | € 12 – DATA PROVVISORIA

    La DARSENA e il sistema dei NAVIGLI: Milano città d’acqua

    sabato 15 maggio alle 15 | € 12 – DATA PROVVISORIA

    NOVITA’IL QUADRILATERO DEL SILENZIO

    domenica 16 maggio alle 10.30 | € 12 – DATA PROVVISORIA

    NOVITA’ALDA MERINI, la poetessa dei Navigli

    domenica 16 o 30 maggio alle 15 | € 12 – DATA PROVVISORIA

    NOVITA’LUNGO IL NAVIGLIO GRANDE 2: S. Cristoforo, le Canottieri, la ex Richard-Ginori

    domenica 16 o 30 maggio alle 15 | € 15 – DATA PROVVISORIA

    Interventi nell’area dell’EX-FIERA: TRE TORRI e Residenze CITULIFE 

    Iscrizioni obbligatorie entro il venerdì precedente la visita ore 14.

  • Mascaretti chiede al Comune di Milano di fornire più alloggi per i disabili in cerca di casa

    Con una mozione in Consiglio comunale Andrea Mascaretti, capogruppo di Fdi, ha sollecitato l’amministrazione municipale a rendere “immediatamente disponibili per il SAT (servizi abitativi transitori, ndr) alcuni appartamenti comunali adatti ad accogliere persone disabili; a realizzare impianti ascensori negli immobili di proprietà del Comune di Milano e gestiti da MM SpA, laddove essendone sprovvisti, vi abitino persone disabili e/o persone anziane”.

    Ricordando che tra i compiti che il Comune di Milano si è assunto vi è quello di mettere a disposizione una quota di alloggi pubblici da utilizzare per servizi abitativi transitori ovvero da destinare a coloro che si trovino in una situazione di emergenza abitativa, da assegnare con un contratto di locazione per un periodo massimo di 12 mesi (rinnovabile una sola volta), Mascaretti segnala che una donna disabile costretta sulla sedia a rotelle, sola e bisognosa di cure, vive in un’abitazione sita al terzo piano di uno stabilimento privo di ascensore e l’anno scorso ha presentato domanda al Comune di Milano, Servizi Abitativi Transitori, per poter ottenere un alloggio a piano terra o a un piano elevato, ma con ascensore, per poter proseguire le sue cure serenamente e autonomamente. La donna però non ha ricevuto alcuna risposta alla domanda presentata perché, come spiega lo stesso Mascaretti in premessa alla sua mozione, lo stesso assessorato alla Casa gli ha fatto presente che nessuno dei 150 appartamenti destinati nel 2020 al SAT è idoneo ad ospitare un disabile con sedia a rotelle. Da qui la mozione che l’esponente di Fdi riferisce essere stata “condivisa dall’assessore alle politiche sociali Gabriele Rabaiotti” affinché “i prossimi appartamenti messi a bando dal Comune vengano resi accessibili per persone con disabilità e anziani con difficoltà motorie; che vengano installati gli ascensori dove possibile, ma soprattutto che ogni volta che si libera un appartamento a piano terra o in uno stabile con ascensore, venga reso subito disponibile per un cambio alloggio con disabili o grandi anziani che abitano nella stessa casa o nella stessa zona in appartamenti con barriere architettoniche”.

    A fronte di una popolazione complessiva di quasi 1 milione e 400mila abitanti, a Milano al 31 dicembre scorso risultavano essere state presentate 14.901 domande per l’assegnazione di alloggi popolari, ma – come è emerso nel corso della commissione consiliare online Casa-Lavori Pubblici, Erp di Palazzo Marino dello scorso 16 gennaio – solo 14 dei 560 alloggi resi disponibili (310 dal Comune con MM e 250 da Aler) sono accessibili ai disabili perché non presentano barriere architettoniche: 10 del Comune, 4 di Aler.

    Nel dettaglio i nuclei familiari che hanno presentato domanda solo per gli alloggi del Comune gestiti da MM sono stati 2.539, mentre quelli che si sono rivolti ad Aler sono stati 4.918; 7.444 famiglie hanno invece fatto domanda sia per gli alloggi Aler che per quelli comunali. Il 40% degli alloggi comunali è stato riservato agli indigenti, per un totale di 124 appartamenti, mentre Aler ha messo a disposizione degli indigenti il 20%, ovvero 50 case. Il totale degli alloggi riservati agli indigenti è di 164 su 560.

  • Nasce Mudec Podcast: il nuovo modo di ‘guardare l’arte ascoltandola

    Il Mudec-Museo delle Culture di Milano lo scorso 9 marzo ha aperto il suo nuovo canale Podcast lanciando una prima serie di 10 audiostorie  “10 x 10 Podcast”, dedicandola a 10 donne fotografe che hanno fatto la storia della fotografia del ‘900 grazie alla loro passione, alla loro determinazione e al loro talento. Dorothea Lange, Cindy Sherman, Gerda Taro, Eve Arnold, Marirosa Toscani Ballo, Imogen Cunningham, Inge Morath, Lisetta Carmi, Margaret Bourke-White e infine Tina Modotti. Dieci audioracconti originali, che potranno essere ascoltati in qualsiasi momento, tutti immediatamente disponibili gratuitamente (e per sempre) su ogni piattaforma podcast presente in rete (google, apple, spreaker podchaser…) e dal sito del Mudec: www.mudec.it/ita/mudec-podcast/.

    Autore e curatore della serie Podcast “10×10” il critico d’arte Nicolas Ballario, volto noto di Sky Arte, che, in 5 minuti, racconta i tratti salienti della vita delle dieci grandi fotografe.

    Personalità molto diverse tra loro, ma scelte perché tutte presentano un tratto distintivo comune: sono state artiste pioniere che si sono imposte con il loro obiettivo fotografico in un mondo e in un tempo in cui l’accesso per le donne era osteggiato, se non addirittura proibito, ma che con la loro arte e ‘militanza’ hanno aperto la strada a intere generazioni di fotografe.

    Un viaggio tutto al femminile, nato da un’idea di 24Ore Cultura, in occasione del palinsesto promosso dal Comune di Milano “I talenti delle donne”, che si concluderà ad aprile 2021.

  • Carlo Tognoli, per tutti ‘il Sindaco di Milano’

    “Gli scontri con lui erano sempre intelligenti”. Con queste parole, che tanto lo rappresentano, si chiude l’intervista a Dorina, la moglie di Carlo Tognoli mancato, dopo una dura battaglia contro il covid, all’affetto della sua famiglia, dei tanti amici e di Milano. Sì, Milano ha voluto bene al sindaco Tognoli e non lo dimenticherà per la sua intelligenza e normalità, per il suo essere stato l’uomo che in anni difficilissimi ha saputo portare la città a nuova vita e confronto. Ricordo gli scontri in aula e le simpatiche chiacchierate alla buvette, confidenze umane fatte con la certezza che i rapporti personali rimanevano tali, racchiusi nell’animo di ciascuno mentre in aula ognuno faceva, con la necessaria durezza e la reciproca integrità, il suo lavoro. Furono anni difficili ma furono anche anni di ricostruzione e penso spesso a quante opportunità abbiamo tutti perso nel non essere riusciti ad evitare che la politica, la società, i partiti degenerassero come ora. Molti sono stati gli importanti incarichi istituzionali che Carlo Tognoli ha ricoperto ma per tanti è stato il suo essere sindaco di Milano, mentre sulle strade scorreva tanta insensata e criminale violenza, in un Consiglio Comunale dove diversi big nazionali si scontravano e si incontravano, a rimanere nella memoria e nell’affetto.

  • Qhapaq Ñan. La grande strada Inca

    I musei di Milano cominciano ad aprire le porte al pubblico, tra questi il Mudec che dal 9 febbraio ha ripreso ad accogliere i visitatori con la nuova mostra archeologica “Qhapaq Ñan. La grande strada Inca”, visitabile con i nuovi orari del museo da martedì a venerdì, dalle ore 10 alle 19:30 (ultimo ingresso 30 minuti prima).

    Nonostante le difficoltà e la chiusura dovuta all’emergenza Covid il lavoro di ricerca e di studio del Mudec non si è mai fermato, e anzi l’impegno di tutto lo staff scientifico del museo ha permesso di accelerare un processo – già previsto e in corso da tempo – di riflessione ed evoluzione del lavoro di studio, conservazione e divulgazione, dando di fatto una spinta culturale innovativa che oggi si è concretizzata in un nuovo progetto espositivo.

    La mostra che ha appena aperto i battenti è il risultato del lavoro di studio e di ricerca che il Museo delle Culture porta avanti dal 2015, sia sul campo attraverso campagne di scavo su una serie di siti Inca provinciali in Argentina, sia nei depositi del museo dove ha sede un’importante collezione di reperti imperiali, alcuni dei quali verranno presentati e raccontati al pubblico attraverso questa mostra per la prima volta.

    Curata da Carolina Orsini, conservatrice delle raccolte archeologiche ed etnografiche del Museo delle Culture di Milano, la mostra è composta da sette sezioni e sarà l’occasione per far conoscere il patrimonio inca proveniente dalla collezione etnografica permanente del museo e per portare all’attenzione del pubblico i lavori di rilievo e scavo nonché le ultime scoperte effettuate dai ricercatori del Mudec lungo il cammino inca del nord ovest dell’Argentina.

    Con i suoi 30.000 chilometri di estensione dall’Ecuador fino all’Argentina, il Qhapaq Ñan o Strada Reale degli Inca è la più grande impresa ingegneristica del continente americano del periodo pre-conquista (XV-XVI sec.).

    Al suo arrivo in Perù nell’anno 1532, il cronista spagnolo Pedro Cieza de León scriveva con grande ammirazione che le strade locali “superavano quelle romane e quella che Annibale fece costruire sulle Alpi“. Si riferiva al grande sistema viario costruito dagli Inca per spostare uomini e merci lungo il loro vasto impero, ai tempi esteso dall’Ecuador al nord del Cile e dell’Argentina. Oggi, molte strade moderne seguono il suo antico tracciato.

    Seguendo idealmente una carovana di lama i visitatori conosceranno l’ingegneria della grande strada ma anche il suo significato sociale e simbolico.

    La mostra rimarrà visitabile – con ingresso libero senza prenotazione – fino al 25 aprile 2021.

  • Chiediamo oggi risposte al Sindaco Sala

    Dopo mesi di incertezza il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha annunciato, il giorno di Sant’Ambrogio, patrono della città, che si ricandiderà. Tra le tante dichiarazioni Sala ha affermato che la città va trasformata, sottolineando di essere l’uomo del cambiamento.

    Come si sa i cambiamenti possono essere in meglio o in peggio e in Italia, purtroppo da anni, continuiamo a vedere cambiamenti in peggio, dalla qualità dell’ambiente alla capacità della politica di affrontare i grandi temi ed i quotidiani problemi dei cittadini, in un crescendo di incompetenza ed indifferenza.

    Il sindaco Sala rivendica il maggiore sviluppo e la maggiore capacità attrattiva che Milano ha avuto, sotto la sua guida, prima dell’arrivo del covid, sviluppo e attrattiva che però bisogna ricordare devono ascriversi anche al lavoro delle amministrazioni precedenti, partendo da Expo. Quello che Sala non ricorda, e non può essere che non conosca il problema, è la spaventosa e spesso illegale situazione delle case popolari e lo scandalo della totale mancanza di case per le persone con handicap fisici. Da anni queste persone, faticosamente, partecipano ai rari bandi per l’assegnazione di alloggi pubblici, sono persone bisognose economicamente e fragili per la loro situazione fisica. Ma ogni volta che qualcuno esce in graduatoria e dovrebbe aver assegnata la casa la risposta è sempre la stessa da anni, non ci sono case idonee, case con ascensore, case senza barriere architettoniche! Viviamo in una metropoli che, con le sue vetrine, le sue imprese, gareggia con le più importanti del mondo ma è una città senza attenzione, senza pietà per i più deboli perché al volontariato privato non corrisponde una giusta attenzione pubblica. Troppe persone con handicap sono murate in casa senza poter uscire, troppe persone devono pagare un affitto privato, non avendone i mezzi, perché il comune non si occupa di chi ha più bisogno di altri. Intanto ci sono casa pubbliche occupate abusivamente, sfitte ed abbandonate o occupate da persone che non hanno più i requisiti.

    Sala oggi parla dell’anno terribile che stiamo ormai finendo e sembra completamente dimenticarsi che a lui e a parti politiche a lui vicine si debbono una buona parte di quei contagi scaturiti proprio dalle velleitarie dichiarazioni ‘Milano non di ferma!’ pronunciate quel tragico ultimo fine settimana prima della chiusura, mentre si celebravano riunioni ed aperitivi disseminando contagi.

    Sala dimentica che le esondazioni del Lambro e del Seveso si stanno riproponendo in continuazione con gravissimi danni per molti quartieri, una amministrazione avveduta forse dovrebbe occuparsi in primis di questi problemi.

    Il nostro invito al sindaco, oggi a candidatura appena presentata, è di far sapere alla cittadinanza cosa intende fare subito, prima della fine di questo mandato, per dare una casa a chi è diversamente abile, per iniziare lavori idonei ad impedire ulteriori esondazioni ed allagamenti, per rendere più efficiente la macchina comunale visto le tante risposte inevase presentate anche da consiglieri comunali di opposizione. Attendiamo risposte oggi prima di valutare il suo programma per il domani.

  • Vaccinazione antinfluenzale a domicilio per non deambulanti: l’ennesimo disservizio

    Nei giorni scorsi a Milano diversi medici di base, che non hanno aderito alla campagna vaccinale antinfluenzale, hanno risposto alle richieste dei loro assistiti non deambulanti inviando una comunicazione scritta dei servizi territoriali ASST Milano. La circolare informava che gli assistiti non deambulanti, i medici dei quali non avevano aderito alla campagna vaccinale, avrebbero potuto richiedere la vaccinazione antinfluenzale a domicilio a partire dall’8 di novembre. L’assistito, che dovrà avere la ricetta rossa del proprio medico di medicina generale con la specifica richiesta di vaccinazione antinfluenzale a domicilio per paziente non deambulante, per prenotare la vaccinazione deve telefonare ad uno specifico numero ed in specifiche giornate, a seconda delle zone di appartenenza. La telefonata di prenotazione poteva essere fatta da lunedì della settimana scorsa dalle 9 alle 12 dei giorni stabiliti dalla circolare. Mentre per alcune zone di Milano si elencava la possibilità di più giorni a settimana, anche tenendo conto che in sole tre ore al giorno non sarebbe stato possibile di fatto rispondere a tutte le richieste, per la zona 1 e la zona 4 la disponibilità è solo, sempre dalle 9 alle 12, nella giornata di mercoledì. Ovviamente le persone non deambulanti delle zone 1 e 4 hanno passato inutilmente ore al telefono ricevendo come risposta solo il suono di un telefono occupato in modo anomalo, cioè come se fosse staccato. Per la zona 9 i giorni di prenotazione sono due ma solo per un’ora al giorno dalle 14 alle 15 perciò immaginiamo che avranno avuto le stesse non risposte della 1 e della 4.

    E’ concepibile che persone malate, anziane, non deambulanti si trovino ad affrontare anche questo ennesimo sfregio e disservizio? E’ possibile che, dopo che dalla primavera si è esortato tutti a vaccinarsi per tempo contro l’influenza per evitare che la stessa si assommasse al covid o che i sintomi fossero confusi, ancora alla metà di novembre siano tante le persone più a rischio senza neppure la possibilità di prenotare la vaccinazione? Certo non essendo deambulanti sono in casa ma proprio per questo ricevono persone sia che li assistono e aiutano, sia per la consegna della spesa e di quanto può occorrere perciò il rischio di prendere l’influenza o il covid rimane alto anche per loro.

    Rispetto alle tante ingiustificate anomalie, ai ritardi, alle inadempienze ed agli errori nazionali, regionali e locali questo può sembrare un piccolo problema ma per chi ha difficoltà resta un problema grave e coloro che non sono stati in grado di organizzare il servizio si assumeranno moralmente e politicamente la responsabilità.

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