UE

  • Ripartono gli appuntamenti degli Archivi Storici Europei di Firenze

    Gli Archivi storici dell’Unione europea (HAEU) di Firenze, dopo l’emergenza per la pandemia da Covid-19, hanno di nuovo aperto i loro spazi lo scorso 18 maggio e sono pronti per nuovi ed interessanti appuntamenti. Eccoli di seguito.

    26 luglio 2020: il secondo invito a presentare proposte per l’edizione 2020 del programma post-laurea Vibeke Sørensen dell’HAEU è aperto fino al 26 luglio 2020. In qualità di detentore della sovvenzione dell’edizione dell’anno scorso, Lotte Houwink ten Cate, Ph.D. candidata per la Storia moderna europea e internazionale, racconta del suo progetto e del suo soggiorno di ricerca presso l’UEE. E’ possibile leggere la sua intervista al seguente link: https://www.eui.eu/Research/HistoricalArchivesOfEU/News/2020/06-02-Europes-response-to-domestic-violence-an-interview-with-Vibeke-Sorensen-Grant

    9 giugno 2020: in occasione della Giornata internazionale degli archivi, l’HAUE contribuisce all’iniziativa cartografica globale del Consiglio internazionale sugli archivi (ICA), “Archivi accessibili”, e lancia una mostra online “Giornata internazionale degli archivi 2020: presenti gli archivisti dell’UE, i loro documenti preferiti” in collaborazione con i servizi di archiviazione delle istituzioni dell’UE.

    25 maggio – 11 giugno 2020: il team educativo dell’HAEU organizza una serie di sessioni di formazione online per insegnanti di scuola. Gli insegnanti interessati sono invitati a registrarsi e la formazione può essere adattata alle lingue inglese o francese, nonché alle materie di specifico interesse delle scuole o delle amministrazioni scolastiche. Per saperne di più: https://www.eui.eu/Research/HistoricalArchivesOfEU/News/2020/05-29-Online-training-for-school-teachers

    9 maggio 2020: l’UAEU ha lanciato un sito Web per visualizzare digitalmente la sua mostra Europa ed europei 1950-2020: 70° anniversario della Dichiarazione di Schuman, la cui inaugurazione fisica in numerose organizzazioni di hosting è stata originariamente prevista per la Giornata dell’Europa 2020, ma ha dovuto essere rimandata a causa della pandemia da Covid-19. Per saperne di più: https://www.eui.eu/Research/HistoricalArchivesOfEU/News/2020/05-04-exhibition-Europe-and-Europeans-19502020

     

  • Boris Johnson programma colloqui sulla Brexit con la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen

    Il Primo Ministro britannico Boris Johnson ha in programma nuovi colloqui sulla Brexit con la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nel tentativo di raggiungere un accordo commerciale prima dell’autunno.

    Intanto il principale negoziatore della Brexit per l’UE, Michel Barnier, ha invitato il Regno Unito a “mostrare più realismo” nei colloqui commerciali, se il Paese punta a raggiungere un accordo post-Brexit. Parlando al quotidiano The Times, Barnier ha infatti sottolineato che il Premier Johnson dovrebbe “ricordare” le promesse fatte nella Dichiarazione politica, poiché “il Regno Unito ha fatto tre passi indietro rispetto agli impegni assunti in origine”. Il negoziatore dell’UE ha spesso invitato le due parti a trovare un accordo commerciale dato che la pandemia di Coronavirus ha ritardato i colloqui bilaterali e il periodo di transizione dovrebbe concludersi il 31 dicembre.

    Martedì intanto le due parti hanno partecipato alla quarta tornata di negoziati sulla relazione post-Brexit, poiché i colloqui precedenti hanno portato a una situazione di stallo nei settori chiave. Indiscrezioni dicono però che nessuna delle due parti si aspetta una “svolta” nei colloqui, confidando in un incontro di “alto livello” nel corso del mese che potrebbe sbloccare l’enigma post Brexit.

  • Farm to Fork Strategy: le regole dell’allevamento sostenibile varate dalla Commissione europea

    La Commissione Europea vara la strategia “Dal produttore al consumatore” (Farm to Fork Strategy) per approdare a un nuovo sistema alimentare europeo caratterizzato dalla “sostenibilità”. L’allevamento sarà fra i settori guida di questa transizione: una road map per il benessere animale e un’altra per ridurre del 50% le vendite di antibiotici, applicando i nuovi regolamenti europei dei farmaci veterinari e dei medicati. I testi.
    Agricoltori, allevatori, pescatori e acquacoltori europei avranno un ruolo fondamentale nella transizione verso un sistema alimentare più equo e sostenibile, quel nuovo sistema alimentare, delineato il 20 maggio scorso dalla Commissione Europea, e che va sotto il nome di Farm to Fork Strategy.
    “Sostenibilità” – E’ la parola chiave della Strategia. Le pratiche sostenibili saranno finanziate, perchè l’UE intende “fare della sostenibilità il marchio dell’Europa”, il che vuol dire “aprire nuove opportunità commerciali e diversificare le fonti di reddito per gli agricoltori e i pescatori europei”.

    Sostenibilità, nel documento della Commissione Europea,  vuol dire:
    – salvaguardia della la sicurezza alimentare
    – accesso a regimi alimentari sani provenienti da un pianeta sano
    – riduzione dell’impatto ambientale e climatico
    – protezione della salute dei cittadini
    – garanzia di sostentamento agli operatori economici.
    Dimezzare le vendite di antimicrobici entro il 2030 – La Farm to Fork Strategy stabilisce alcuni obiettivi di trasformazione dell’attuale sistema alimentare dell’UE, individuando- subito dopo la riduzione di pesticidi e fertilizzanti- la riduzione del 50 % delle vendite di antimicrobici utilizzati per gli animali d’allevamento e l’acquacoltura entro il 2030
    La Commissione Europa rimanda ai nuovi regolamenti sui medicinali veterinari e sui mangimi medicati, applicabili  dal 2022, che prevedono un’ampia gamma di misure concrete per limitare ulteriormente l’uso degli antimicrobici per gli animali e promuoverne un uso prudente e responsabile. “L’impatto concreto delle misure porterà a una diminuzione dell’uso di antimicrobici per gli animali da allevamento e le vendite di tali prodotti saranno monitorate su base annua”- scrive la Commissione.
    Etichettatura e benessere animale – Fra gli altri obiettivi, la Strategia prevede inoltre  di destinare il 25 % dei terreni agricoli all’agricoltura biologica e introdurre un sistema di etichettatura che risponda più adeguatamente alle esigenze di informazione dei consumatori in materia di alimenti sani e sostenibili. Inoltre, la Strategia è accompagnata da una serie di appendici fra cui una road map dedicata al benessere animale e alla verifica, a partire da quest’anno, dell’adeguatezza della pertinente legislazione unionale.
    Il benessere degli animali  – spiega la Commissione- si traduce nel miglioramento della salute degli animali e della qualità degli alimenti e in una minore necessità di medicinali, e può contribuire a preservare la biodiversità. La Commissione sta valutando le disposizioni vigenti in materia di benessere degli animali, comprese quelle sul trasporto e sulla macellazione degli animali, e sottoporrà a revisione la normativa dell’Unione. La Commissione prenderà inoltre in esame varie opzioni per l’etichettatura relativa al benessere degli animali, ponendo i consumatori nelle condizioni di scegliere e offrendo nel contempo agli agricoltori incentivi per il miglioramento del benessere degli animali.
    La Commissione agevolerà inoltre l’immissione sul mercato di additivi per mangimi sostenibili e innovativi che contribuiscano a ridurre l’impronta di gas a effetto serra e l’inquinamento dell’acqua e dell’aria ad essi associati.
    Incoraggiare la scelta di prodotti sostenibili- Lo sviluppo della produzione zootecnica sostenibile nell’UE sarà cruciale per ridurre l’impatto ambientale e climatico della produzione animale. La politica agricola comune (PAC) accompagnerà la transizione verso sistemi di allevamento sostenibile supportando soluzioni innovative e pratiche di produzione sostenibile. La domanda di prodotti sostenibili sarà  promossa elaborando un’etichettatura di sostenibilità dei prodotti alimentari a livello dell’UE e prendendo nel contempo in esame l’etichettatura relativa al benessere degli animali per collegare gli sforzi compiuti in termini di sostenibilità nelle aziende alla domanda da parte dei consumatori.
    Per incoraggiare i consumatori a scegliere alimenti prodotti in modo più sostenibile, la Commissione riesaminerà inoltre il programma dell’UE di promozione dei prodotti agricoli al fine di rafforzarne il contributo alla produzione e al consumo sostenibili, in linea con l’evoluzione dei regimi alimentari. Per quanto riguarda la carne, tale revisione dovrebbe concentrarsi sul modo in cui l’UE può utilizzare il programma di promozione per sostenere i metodi di produzione animale più sostenibili ed efficienti in termini di emissioni di carbonio.
    Il programma Orizzonte Europa promuoverà inoltre le attività di ricerca volte ad aumentare la disponibilità e le fonti di proteine alternative quali le proteine di origine vegetale, microbica e marina e a base di insetti e i prodotti sostitutivi della carne.

    Fonte: @nmvioggi del 22 maggio 2020

  • OSCE members slam Russia’s lack of response to human rights violations in Chechnya

    In a joint statement, 16 members of the Organisation for Security and Cooperation in Europe (OSCE) said Russia has failed to address severe human rights violations in the semi-autonomous region of Chechnya.

    The statement was delivered to OSCE by the Danish delegation to the organisation on behalf of the delegations of Belgium, Canada, Denmark, Estonia, Finland, France, Germany, Iceland, Ireland, Latvia, Lithuania, the Netherlands, Norway, Sweden, the United Kingdom, and the United States.

    It was issued 17 months after a fact-finding report, called Moscow Mechanism Report that was presented at the OSCE, said the authorities in Chechnya had committed “very serious” human rights violations and abuses.

    The OSCE members stressed that “the climate of impunity” continues to prevail, citing continuous attacks against journalists, human rights defenders and the LGBTI community. According to their statement, those groups of people are being harassed and persecuted, unlawfully arrested, subjected to torture and even extrajudicially executed.

    The countries called on Russia to fully implement the recommendations included in the report, calling the situation in Chechnya “deeply worrying”.

    “We will continue to raise our concerns with regard to the numerous credible allegations of ongoing serious human rights violations and abuses in Chechnya until we receive a substantive response from the Russian Federation and observe tangible progress in the region,” their statement reads.

    The leader of Chechnya, Ramzan Kadyrov, since appointed by Vladimir Putin in 2007, has been implementing aggressive measures to rule the region, leaving no space for minority groups, journalists and activists.

    Amid the Coronavirus pandemic, Kadyrov said in an interview to state-run media that people who fail to self-isolate after testing positive for COVID-19, should be killed. After his statement circulated in Russian media, people who spread the news apologised for their move, with human rights groups citing fears that the confessions were coerced.

  • Nuovo provvedimento allo studio di Pechino rinfocola le tensioni con Hong Kong

    La Cina si avvia a imporre una nuova legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong, gettando le basi per nuove tensioni con gli attivisti pro democrazia dell’ex colonia, dopo le dure e violente proteste del 2019. La norma è in discussione a Pechino, ma il presidente degli Stati Uniti Donald Trump – sempre più in rotta con la Cina su diversi fronti, a cominciare dalle accuse sulle responsabilità cinesi sulla pandemia da Covid-19 – ha già avvertito: se la nuova legge entrerà in vigore, gli Usa reagiranno con forza. Mentre l’Unione europea insiste sul principio ‘un Paese, due sistemi’ e su un “dibattito democratico a Hong Kong e il rispetto dei diritti e delle libertà”.

    L’obiettivo di Pechino è quello di “istituire un quadro giuridico e un meccanismo di applicazione migliorati per la protezione della sicurezza nazionale” nell’ex colonia, ha detto nella conferenza stampa tenuta in tardissima serata da Zhang Yesui, portavoce del Congresso nazionale del popolo, in merito ai temi che saranno discussi da domani nella sessione plenaria dell’assemblea parlamentare cinese i cui lavori si chiudono il 28 maggio. Pechino ha chiarito più volte, con maggiore insistenza negli ultimi tempi, di volere una nuova legislazione sulla sicurezza da applicare a Hong Kong dopo le turbolenze dello scorso anno, tra proteste sfociate in autentici scontri violenti, sulla base della considerazione che la situazione dell’ex colonia rappresenti un buco nella sicurezza nazionale del Dragone.

    La proposta rafforzerebbe i “meccanismi di applicazione” della delicata normativa nell’hub finanziario, ha osservato Zhang. E farebbe leva sull’articolo 23 della mini-costituzione di Hong Kong, la Basic Law, secondo cui la città deve emanare leggi sulla sicurezza nazionale per proibire “tradimento, secessione, sedizione (e) sovversione” contro il governo cinese. La clausola non è mai stata applicata a causa dei profondi timori che potesse produrre la riduzione dei diritti e dello status speciale di Hong Kong, dove è ad esempio tutelata la libertà di espressione, nell’ambito degli accordi siglati da Cina e Gran Bretagna prima del passaggio dei territori sotto la sovranità di Pechino nel 1997. Un tentativo di emanare l’articolo 23 nel 2003 fu bruscamente accantonato dopo che mezzo milione di persone scese per le strade a protestare. Ora, il controverso disegno di legge è ritornato sul tavolo in risposta all’ascesa del movimento democratico nell’ex colonia britannica.

    Dai senatori repubblicani Ted Cruz e Mitt Romney all’ex consigliera di Obama, Susan Rice, è un coro bi-partisan quello che si è alzato negli Stati Uniti in difesa di Hong Kong e di condanna alla Cina. Sui social da ieri notte si moltiplicano i messaggi di critiche a Pechino, dopo la decisione di inasprire le leggi che prevedono l’arresto, nella regione autonoma, di chiunque venga accusato di “tradire la Cina”. Romney scrive: “Io sto con il popolo di Hong Kong nella continua ricerca di libertà e autonomia”.  Critiche alla Cina arrivano anche dal senatore Josh Hawley, tra i promotori del documento di condanna bi-partisan del Congresso e dal senatore, ed ex candidato presidenziale, Cruz secondo il quale le “nuove leggi imposte da Pechino segnano la fine dell’autonomia di Hong Kong”. Rice, ex consigliera di Barack Obama e ambasciatrice Usa all’Onu, “La Cina sta marchiando ciò che è rimasto della democrazia di Hong Kong. E cosa ha fatto o detto finora Trump? Niente. Lascia che se ne occupi il ragazzo Mike Pompeo. Trump dimostra ancora quanto sia debole e spaventato da Pechino”.

    Sottolineando in una nota che “l’Ue ritiene che il dibattito democratico, la consultazione delle principali parti interessate e il rispetto dei diritti e delle libertà a Hong Kong rappresenterebbero il modo migliore di procedere nell’adozione della legislazione nazionale in materia di sicurezza, come previsto dall’articolo 23 della legge di base” l’Alto rappresentante Ue Josep Borrell ha affermato che la stessa Ue “sostiene al contempo l’autonomia di Hong Kong e il principio ‘un Paese due sistemi’ e continuerà a seguire da vicino gli sviluppi”.

    Gran Bretagna, Australia e Canada hanno a loro volta espresso “profonda preoccupazione” per la legge sulla sicurezza che la Cina intende introdurre a Hong Kong. Attraverso una dichiarazione congiunta dei ministri degli Esteri, Dominic Raab, Marise Payne e Francois-Philippe Champagne che è stata diffusa dal Foreign Office, i tre Paesi ricordano gli impegni “legalmente vincolanti” sull’autonomia di Hong Kong firmati nelle dichiarazione congiunta che segnò la restituzione alla Cina della ex colonia britannica.

  • La Ue stoppa un tentativo cinese di clonare lo scooter Vespa

    La Ue stoppa un tentativo cinese di copiare stile della Vespa, icona italiana oltre che marchio aziendale. L’invalidity division dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo) ha infatti dichiarato nullo il design registrato a giugno 2019 da un soggetto cinese, usato per giustificare la produzione di scooter simili alla Vespa esposti al salone milanese delle due ruote, Eicma, nel novembre 2019, fatti rimuovere dall’ente Fiera su iniziativa di Piaggio. La registrazione è stata annullata, poiché “incapace di suscitare un’impressione generale differente rispetto al design registrato” della Vespa Primavera, evidenziando che ne rappresentava un illecito tentativo di riproduzione dei suoi fregi estetici.

    Vespa Primavera è protetta dal design registrato dal gruppo Piaggio nel 2013, dal marchio tridimensionale relativo allo scooter Vespa e dal diritto d’autore che tutela il valore artistico della forma di Vespa, icona di stile dal 1946. Non è però il primo prodotto che l’azienda cerca di tutelare con “una più ampia attività di lotta alla contraffazione che il gruppo intraprende da anni e che prevede il costante monitoraggio delle banche dati di design e marchi a livello internazionale, che ha portato tra l’altro a ottenere la cancellazione di oltre 50 marchi registrati da terzi negli ultimi due anni, a seguito di procedimenti di opposizione instaurati da Piaggio”, con sentenze anche fuori dall’Europa, come in Vietnam, e un’azione attiva ad esempio in India. Stavolta però il tentativo è andato oltre. Il contraffattore è arrivato per la prima volta a clonare il design, ovvero la forma, e cercando di farlo apparire legale, ovvero, come spiegano dalla Piaggio, “al tentativo di tutelare il prodotto clone, depositandone il design”. La tutela del design risulta del resto più complessa di quella dei brevetti, per cui viene effettuata a priori una ricognizione del pregresso. Per i design invece l’unica possibilità è a posteriori con azioni di invalidità, come quella con cui Piaggio ha ottenuto ragione.

  • Londra giudica inevitabili controlli doganali per l’Irlanda del Nord dopo la Brexit

    Il governo britannico ha ammesso che sarà necessario effettuare controlli doganali su determinate merci tra l’isola della Gran Bretagna e la regione britannica dell’Irlanda del Nord alla fine del periodo di transizione post-Brexit. “Non ci saranno nuove infrastrutture doganali fisiche e non vediamo la necessità di costruirle”, ha affermato il governo di Boris Johnson pubblicando la sua posizione sul protocollo tra l’Irlanda del Nord e la vicina Repubblica d’Irlanda, negoziato nell’ambito del divorzio con l’Ue. “Tuttavia, espanderemo alcuni punti di accesso esistenti per i prodotti agroalimentari al fine di stabilire controlli aggiuntivi”, ha spiegato.

    Il protocollo irlandese mira a prevenire il ritorno di un confine fisico sull’isola d’Irlanda, dopo l’uscita britannica dall’Ue, che potrebbe minacciare la fragile pace raggiunta dopo tre decenni di sanguinosi conflitti grazie all’accordo del Venerdì Santo del 1998.

    Il ministro Michael Gove ha assicurato ai deputati che qualsiasi controllo sarà “assolutamente minimo”. “Tutto sarà fatto elettronicamente”, ha precisato. A novembre, il premier Johnson aveva garantito agli imprenditori irlandesi, spiegando l’accordo sulla Brexit negoziato con Bruxelles, che non vi sarebbero stati controlli sulle merci tra la Gran Bretagna e la regione britannica. Gove ha anche confermato che l’Irlanda del Nord rimarrà in linea con una serie di norme dell’Ue, anche in materia di salute, almeno fino al 2024.

  • PMI: l’UE lancia il premio per le regioni leader nella lotta alla pandemia di Covid-19

    Il sostegno alle PMI per superare la crisi causata dalla pandemia di Covid-19 è il tema al centro della nuova edizione del Premio Regione imprenditoriale europea (European entrepreneurial region – Eer). Il Comitato Ue delle Regioni (CdR) ha aperto le candidature per questa edizione speciale del riconoscimento che avrà come titolo “imprenditoria per una ripresa sostenibile”. Regioni, città e Comuni avranno tempo fino al 28 ottobre 2020 per inviare le strategie previste per i prossimi due anni a sostegno delle piccole e medie imprese. Il marchio Eer è assegnato ogni anno a tre territori Ue che si sono distinti per l’adozione di strategie virtuose a sostegno di PMI e start-up. In questo caso saranno eccezionalmente sei gli enti locali premiati, coprendo il periodo di due anni: 2021 e 2022.

    Il marchio EER è stato creato in collaborazione con la Commissione europea e ha il sostegno di parti interessate a livello dell’UE come SME UnitedEurochambres e Social Economy Europe. Esso è aperto a ogni organizzazione che intenda contribuire a raggiungerne gli obiettivi.

  • Dietro le quinte del Parlamento Europeo

    Gli Uffici in Italia del Parlamento Europeo in collaborazione con il gruppo di giovani attivisti e volontari, insieme-per.eu, organizzano la serie di incontri chiamati One Hour for Europe e invita tutti al webinar, primo di una serie, “Dietro le quinte del PE” che avrà luogo mercoledì 20 maggio alle ore 18.

    Il gruppo è presente in 13 Stati membri ed è stato creato con l’intento di diffondere i valori dell’UE attraverso eventi tematici organizzati durante l’anno per la cittadinanza, che hanno dato il nome al loro progetto. I volontari non si sono lasciati fermare neppure dalla pandemia e stanno organizzando un ciclo di incontri online con la collaborazione degli uffici italiani del PE.

    Ospite d’onore dell’evento sarà Stephen Clark, Direttore degli Uffici di collegamento della Direzione generale Comunicazione del Parlamento, che illustrerà la comunicazione del Parlamento europeo verso i cittadini e in particolar modo verso i giovani, soffermandosi sulle strategie messe in atto dalla DG Comunicazione e introducendo la campagna d’informazione #EuropeiControCOVID19.

    All’incontro parteciperanno alcuni rappresentanti di Banco Alimentare, la rete che ogni giorno e in tutta Italia raccoglie cibo per donarlo alle strutture caritative, per raccontare come viene affrontata l’emergenza e come possiamo tutte e tutti dare una mano.

    Interverranno tanti giovani europei per raccontare le loro storie, i loro successi e le difficoltà che stanno vivendo in questo momento, ci sarà tempo per fare domande e creare un dibattito sulle tematiche che saranno trattate durante il webinar.

    Chi ha voglia di partecipare può seguire il live sull’account Facebook di @PE_Italia. Fate passaparola!

  • Il Parlamento europeo chiede un pacchetto di recupero di 2000 miliardi di euro per il coronavirus

    I legislatori europei hanno appoggiato una risoluzione che chiede un pacchetto da 2 trilioni di euro per finanziare la ripresa dell’economia del blocco che è stata colpita dalla pandemia di Coronavirus. Invita la Commissione europea a istituire il fondo di “recupero e trasformazione” che dovrebbe essere finanziato attraverso l’emissione di obbligazioni di recupero a lungo termine e dovrebbe essere erogato attraverso prestiti e sovvenzioni “principalmente”, nonché attraverso pagamenti diretti per investimento ed equità.

    Gli eurodeputati hanno avvertito che useranno il loro potere di veto se le loro proposte non saranno ascoltate, e in particolare se il bilancio a lungo termine del blocco, vale a dire il quadro finanziario pluriennale (QFP) per il 2021-2027, non sarà aumentato, e hanno chiesto che il massiccio pacchetto economico sia in cima al QFP. “Non staremo seduti ad aspettare o semplicemente timbrare qualsiasi accordo”, ha dichiarato David Sassoli, presidente del Parlamento europeo.

    Nel loro progetto di testo, i membri del Parlamento dell’UE hanno anche sottolineato che la Commissione dovrebbe astenersi dall’utilizzare “moltiplicatori dubbiosi per pubblicizzare cifre ambiziose”, poiché è già in gioco la credibilità dell’UE. Hanno inoltre richiesto un ruolo inclusivo per il Parlamento nella definizione, nell’adozione e nell’attuazione del fondo di risanamento.

    La pandemia di Coronavirus ha costretto la Commissione europea a rinviare la presentazione della sua proposta di QFP aggiornata, che dovrebbe essere presentata alla fine il 27 maggio.

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